IVA IN MATERIA DI FATTURAZIONE – COMUNICATO STAMPA 02.01.2013

COMUNICATO STAMPA

IVA IN MATERIA DI FATTURAZIONE

DAL 1 GENNAIO 2013 LA NUOVA DISCIPLINA, MA NON C’E CHIAREZZA

Roma, 2 gennaio 2013

Il D.L. 11 dicembre 2012 n. 216, che recepisce la direttiva 2010/45/UE, ha modificato, tra l’altro, la disciplina IVA in materia di fatturazione delle operazioni con decorrenza 1° gennaio 2013 (articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972).

Tra le modifiche intervenute nell’articolo 21 del DPR 633/72, che comunque saranno oggetto di ulteriore approfondimento da parte dell’Associazione Nazionale Commercialisti, vi è quella che prevede che la fattura (anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili) debba evidenziare un “numero progressivo che la identifichi in modo univoco”.

Con riferimento a questo preciso aspetto della nuova disciplina, l’Associazione Nazionale Commercialisti ritiene opportuno ed urgente richiamare l’attenzione sul fatto che, ad oggi, non è assolutamente chiaro cosa si debba intendere per numero progressivo che identifichi univocamente la fattura.

Conseguentemente a questa incertezza, l’ANC ritiene assolutamente auspicabile uno specifico e tempestivo chiarimento ministeriale.

In ogni caso, preso atto dell’assenza, ad oggi, di un intervento chiarificatore da parte ministeriale, l’ANC, in considerazione dell’importanza di offrire ai colleghi indicazioni concrete sotto il profilo operativo, ritiene che per ottemperare al precetto normativo e numerare, quindi, progressivamente in modo univoco la fattura (anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili) possano essere adottate, alternativamente, due diverse modalità di numerazione.

 La prima consiste nell’adozione di una numerazione progressiva per tutte le fatture senza il successivo azzeramento previsto alla fine di ciascun anno solare. In tal caso, per la prima fattura emessa nel 2013 la numerazione seguirà quella dell’ultima emessa nel 2012.

 La seconda modalità prevede l’adozione di una numerazione progressiva nell’ambito di ciascun anno solare, individuando univocamente la fattura con l’anno di emissione della stessa. In tal caso, la numerazione della prima fattura emessa nel 2013 sarà 1/2013 e così a seguire per tutte le ulteriori fatture emesse.

Per coloro che adottano, invece, una numerazione delle fatture con distinte serie di numerazione, con conseguente adozione di specifici registri sezionali, dovranno essere osservate le predette modalità di numerazione per ogni serie di numerazione.

E’ importante verificare sempre che i numeri progressivi, così come sopra attribuiti (numerazione progressiva oppure numerazione con indicazione dell’anno n. 1/2013, n. 2/2013, ecc.) siano trascritti nel registro delle fatture (nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 23, comma 2, del DPR 26/10/1972, n. 633), specularmente a quanto riportato sul documento. L’articolo 23 del DPR 633/72, infatti, prevede espressamente che siano indicati nel registro, per ciascuna fattura, “il numero progressivo e la data di emissione di essa, …omissis…”.

Rispetto a quest’ultimo punto, l’ANC intende richiamare l’attenzione sull’opportunità da parte delle software house di assicurare l’aggiornamento dei programmi professionali di contabilità, al fine di permettere la corretta registrazione dei documenti secondo la modalità di numerazione adottata.

SE CHI GOVERNA LA DIGA NON RICONOSCE LA PIENA, L’INONDAZIONE E’ UN RISCHIO CONCRETO

COMUNICATO STAMPA

Se chi governa la diga non riconosce la piena, l’inondazione

è un rischio concreto

Roma, 19 dicembre 2012.

Le professioni non ordinistiche hanno da oggi una legge che regolamenta la loro attività e che ne definisce gli ambiti di intervento.

L’ANC, per il tramite del suo presidente Marco Cuchel, esprime alcune perplessità: in primis l’iter che ha portato alla definitiva approvazione di questa norma ha visto molti spettatori e pochi, oltre che poco incisivi, tentativi di intervento da parte di coloro che alla formulazione di questa norma si dicevano contrari. “E’ stato perso tempo prezioso sulla terminologia, rispetto alla quale, per altro, poco o niente si è ottenuto, piuttosto che cercare di accompagnare il processo di riconoscimento di queste attività, proponendo di farle rientrare nell’alveo delle professioni ordinistiche su piani diversi e prevedendo per loro uno specifico profilo ed un perimetro ben delineato. E’ stata invece lasciata loro un’intera prateria sulla quale operare, nella convinzione che mai si sarebbe arrivati all’approvazione; si è dormito sugli allori, nella certezza che nulla sarebbe cambiato”.

“Il danno”, sostiene Cuchel “non è tanto aver dato ad attività qualificate un ambito nel quale possano muoversi e grazie al quale siano riconoscibili, piuttosto, quello di aver creato un sistema a due velocità. Mi riferisco in particolare all’attività afferente alla competenze dei commercialisti, che come sappiamo, tranne che per pochissime sfere, non godono di alcuna riserva. In questo caso chi svolge un’attività in concorrenza con noi professionisti iscritti all’ordine, si trova libero da molti dei vincoli e degli obblighi che il nostro ordinamento ci impone”

“Non è la concorrenza a fare paura ai professionisti, dal momento che nel mercato già ci siamo, è la possibilità che sarà data a chi esercita la nostra stessa attività, di poterlo fare avvalendosi di regole molto più lasche rispetto a quelle che governano la nostra professione”

“In un contesto come quello che si va profilando il rischio di confusione per il cittadino utente aumenterà notevolmente, quando si troverà di fronte a due soggetti esercenti la stessa attività ed entrambi riconosciuti dalla legge, ignorandone i rispettivi percorsi formativi e di accesso alla professione”

L’ANC si augura che nella prossima legislatura si apra nuovamente un tavolo di discussione in grado di rivedere le norme contenute nella legge.

ELEZIONI CNDCEC – ANC COMMISSIONA UN SONDAGGIO TRA I COLLEGHI

L’Associazione Nazionale Commercialisti comunica i risultati

di un sondaggio tra i colleghi

Roma, 13 dicembre 2012

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha commissionato nei giorni scorsi alla Società IPR Feedback srl un’indagine finalizzata a comprendere il sentimento e le aspettative dei colleghi nei riguardi della situazione creatasi all’indomani dell’elezione del 15 ottobre per il rinnovo del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ed anche nei confronti del proprio futuro professionale.

L’ANC ha ritenuto opportuno sondare le opinioni dei colleghi, in quanto è su questi che ricadono gli effetti di ciò che sta accadendo a livello verticistico.

Il risultato dell’indagine, partita il 10 dicembre e conclusasi il 12, nel momento stesso in cui il Ministero della Giustizia decretava il commissariamento del Consiglio Nazionale e la ripetizione delle elezioni, ha anticipato questa stessa decisione ed ha indicato la necessità di avviare la nuova fase elettorale attraverso la presentazione di una lista unitaria composta da nuovi candidati. Questa soluzione raccoglie quasi il 54% dei consensi (al netto di coloro che non indicano una possibile soluzione), con un gradimento nei confronti dell’ipotesi della ripresentazione delle stesse liste minore del 24 % (sempre al netto di coloro che non si esprimono). Rilevante è l’omogenea distribuzione territoriale e per anzianità d’iscrizione all’ordine, relativa a questo particolare auspicio.

Solo il 18% degli intervistati riteneva che andasse proclamata la vittoria dei uno dei contendenti e, all’interno di questo minoritario gruppo, la metà era convinta che si sarebbe arrivati a ricorsi incrociati. In sintesi, meno di 5 colleghi su 100 riteneva che la proclamazione di un Presidente avrebbe risolto i problemi.

Tra coloro i quali hanno dichiarato di aver seguito la vicenda delle elezioni, il giudizio complessivo è pressoché plebiscitario: più dell’81% ritiene che la categoria abbia subito un danno d’immagine conseguente alla disputa tra le due componenti.

L’occasione del sondaggio si è rivelata utile anche per quanto concerne la rilevazione del “sentiment” dei commercialisti rispetto ad aspetti maggiormente legati all’esercizio della professione, ma pur sempre riconducibili alla percezione del ruolo e del funzionamento degli ordini.

Uno di questi è la problematica legata alla formazione degli elenchi dei revisori degli enti locali. L’ipotesi alla base di questa parte della ricerca era che si fosse in presenza di una determinazione ministeriale che non avesse tenuto nel debito conto le competenze di professionisti. Questa ipotesi è stata confermata dal risultato ottenuto nella rilevazione: quasi la metà degli intervistati (46%) ritiene che dagli elenchi risultino esclusi colleghi in grado di svolgere la funzione di revisore in modo professionalmente adeguato, ritenendo ingiusta tale esclusione. Tale percentuale risulta rilevante se correlata a quella del 36% di colleghi che non si sono espressi sulla questione.

Altro aspetto è quello legato alla percezione del futuro professionale che risulta orientato al pessimismo, soprattutto da parte di coloro che hanno un’anzianità di iscrizione più elevata.

ANC – Comunicazione

COMMISSARIAMENTO CNDCEC: UN ESITO PREVEDIBILE MA NON AUSPICATO

COMUNICATO STAMPA

Commissariamento CNDCEC: un esito prevedibile ma non auspicato

Roma, 12 dicembre 2012.

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, Marco Cuchel, appresa la decisione del Ministro della Giustizia Paola Severino di procedere al commissariamento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e di indire le nuove elezioni per il prossimo 20 febbraio, rilascia la seguente dichiarazione:

“L’azzeramento dei vertici, determinato dalla decisione ministeriale, e l’avvio di nuove elezioni era certamente un esito prevedibile, in considerazione del clima avvelenato, all’interno del quale era tutto un susseguirsi di ricorsi, esposti e denunce, ma oggi non è certo un bel giorno per la categoria. A questo risultato si sarebbe dovuti giungere in modo autonomo, facendo prevalere il buon senso e proteggendo la reputazione della categoria, in un momento in cui le professioni sembrano navigare a vista.

Del resto, l’ANC, che non ha mai parteggiato per una delle componenti in causa e non ha mai auspicato disfatte da parte di nessuno, sin dal 25 ottobre scorso ha chiesto una dimostrazione di senso di responsabilità che trovasse attuazione in un passo indietro da parte di tutti. Spiace, in particolar modo, che le uniche parole sul buon nome e sul merito della categoria le abbia pronunciate il Ministro, al quale esprimiamo riconoscenza; avremmo voluto sentirle pronunciare e dare loro sostanza anche da coloro che avrebbero dovuto farlo in funzione del proprio ruolo ed erano invece impegnati su altri fronti.”.

SCADENZA SALDO IMU: LETTERA APERTA DELL’ANC

COMUNICATO STAMPA

SCADENZA SALDO IMU

LETTERA APERTA DELL’ANC

Roma, 11 dicembre 2012

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha inviato oggi una lettera aperta al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli per richiamare l’attenzione sulla situazione di difficoltà che professionisti e contribuenti devono affrontare rispetto al versamento del saldo dell’IMU, in scadenza nei prossimi giorni.

“Mancano solo pochi giorni alla scadenza del 17 dicembre per il versamento del saldo dell’IMU – scrive il Presidente Marco Cuchel – e rispetto a tale adempimento si è determinata una situazione di caos e incertezza.”

“Il 31 ottobre, in origine 30 settembre, era il termine entro il quale i Comuni erano tenuti a stabilire la loro aliquota IMU, mentre la relativa pubblicazione è stata prevista entro i 30 giorni successivi, quindi quasi a ridosso della scadenza stessa”.

“E’ evidente – scrive il Presidente – che ai professionisti, che assistono i cittadini nell’espletare questo adempimento fiscale, non è stato messo a disposizione un tempo congruo per permettere loro di conoscere e applicare in modo corretto la mole di delibere adottate dai Comuni; ciò ha determinato una situazione insostenibile per gli intermediari, che rende opportuno un intervento risolutivo da parte dell’Amministrazione”.

Nell’esprimere l’opportunità di prevedere una modifica del calendario fiscale facendo in modo che la dichiarazione IMU venga presentata entro il termine di trasmissione della dichiarazione dei redditi e non entro i 90 giorni dalla variazione intervenuta ai fini della determinazione dell’imposta, così come attualmente previsto, l’ANC ha chiesto che sia disposto, con urgenza, uno slittamento almeno al 31 dicembre del termine per il versamento del saldo IMU.

L’Associazione ha chiesto inoltre, qualora la scadenza resti invariata, “di non prevedere l’applicazione di sanzioni in caso di errori nel calcolo dell’ammontare dell’imposta, ciò a causa dell’oggettiva incertezza rispetto alla determinazione della stessa, in considerazione dell’esiguo tempo a disposizione per il suo calcolo e delle molteplici problematiche, anche di natura interpretativa, relative alla sua applicazione”.

IL REDDE RATIONEM DEL GOVERNO RIMETTO A POSTO LE COSE, MA…

COMUNICATO STAMPA

Il Redde Rationem del Governo rimette a posto le cose, ma…

Roma, 6 dicembre 2012 – La notizia giunta ieri in serata che, anche a seguito del parere tecnico della Ragioneria Generale dello Stato, l’emendamento che prevedeva la “messa in saldo degli immobili delle Casse private” era stato stralciato dal ddl. 3533, ha reso giustizia a tutte le voci che si sono levate contro quel provvedimento che manifestava macroscopici vizi di forma e di sostanza.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, esprimendo soddisfazione per il fatto che il buon senso abbia avuto la meglio, ricorda tuttavia, tramite il presidente Marco Cuchel che “tale iniqua misura, avrebbe potuto trovare realizzazione grazie ad un “peccato originale” che vede le Casse di Previdenza private inserite nell’elenco Istat delle Pubbliche Amministrazioni.

Una clamorosa svista che, se non sarà una volta per tutte sanata, costituirà sempre un varco a vantaggio di ulteriori tentativi di ingerenza nella gestione e di appropriazione dei beni che costituiscono il patrimonio a garanzia delle prestazioni pensionistiche dei professionisti (vedi il prelievo forzoso conseguente ai provvedimenti previsti per la realizzazione della spending review”.

 

PATRIMONIO IMMOBILIARE CASSE DI PREVIDENZA: L’ANC SI RIVOLGE ALLA COMMISSIONE INDUSTRIA DEL SENATO

PATRIMONIO IMMOBILIARE CASSE DI PREVIDENZA

L’ANC SI RIVOLGE ALLA COMMISSIONE INDUSTRIA DEL SENATO

Roma, 4 dicembre 2012

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha scritto oggi una lettera alla Commissione Industria del Senato per esprimere “preoccupazione per quanto sembra prospettarsi se dovessero essere approvate le modifiche a firma Ghigo (34.1000/73) e Ghigo Cosentino (34.1000/73 – testo 2), nell’ambito della discussione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, in quanto ciò metterebbe a repentaglio la sostenibilità degli Enti previdenziali privati che hanno l’obbligo di garantire i trattamenti pensionistici a tutti i loro iscritti.”

Nella missiva il Presidente Marco Cuchel sottolinea che “la sostenibilità a cinquant’anni che il Ministro del Lavoro ha richiesto alle Casse di dimostrare è in palese contrasto con qualsiasi proposta che porti a svalutare per decreto il patrimonio immobiliare di quegli stessi Enti.”

Nel caso in cui – sostiene Cuchel – “le Casse decidano di porre in essere politiche di dismissione (come peraltro già sta avvenendo per diversi enti), esse sono tenute a farlo, sotto la vigilanza del Governo e il controllo dell’apposita Commissione Parlamentare, garantendo introiti proporzionati al valore di mercato, che possano incrementare fondi patrimoniali attraverso i quali assicurare le prestazioni previdenziali”.

L’ANC ha chiesto che “il Parlamento si adoperi affinché sia sanato l’errore che ha generato l’equivoco sulle Casse private e cioè l’immediata cancellazione di detti Enti dall’elenco ISTAT che li pone alla stregua delle Pubbliche Amministrazioni.”

E’ stata inoltre espressa dall’Associazione la preoccupazione per “il modo distorto con il quale viene rappresentata dai mezzi di informazione e dai sindacati degli inquilini l’operazione mediante la quale l’ente di previdenza dei Ragionieri ha avviato la dismissione di parte del proprio patrimonio immobiliare, svolta nel pieno rispetto delle regole e con attenzione verso le categorie più deboli.”

CASSE DI PREVIDENZA: ENTI PUBBLICI SENZA SOLDI PUBBLICI

CASSE DI PREVIDENZA: ENTI PUBBLICI SENZA SOLDI PUBBLICI

Roma, 3 dicembre 2012

La sentenza n. 6014 del 28 novembre 2012 del Consiglio di Stato, che equipara le Casse previdenziali private ad Enti Pubblici, lascia nello sconcerto i professionisti iscritti.

Ci si chiede come si possa concepire che un ente pubblico viva esclusivamente di contributi privati, sia gestito in piena autonomia e non riceva alcun finanziamento da parte dello Stato o di altro Ente.

Riuscire a trovare una ragione plausibile alla decisione del Consiglio di Stato, che non sia unicamente il tentativo, neanche troppo celato, di appropriarsi di risorse che allo Stato non competono, appare francamente difficile.

Se la situazione economica del Paese impone di attuare ogni possibile sforzo per risollevare le finanze pubbliche, ciò non significa che si possa stravolgere in questo modo la natura giuridica degli enti previdenziali privati, colpendo in modo grave e ingiustificato la loro autonomia.

La prima conseguenza di questo assurdo castello giuridico sarà quella della legittimità del prelievo da parte dello Stato derivante dalle nuove norme in materia di spending review.

Non solo: in un diabolico effetto domino si rischia lo stravolgimento della gestione del patrimonio immobiliare, dei rapporti contrattuali intrattenuti con fornitori e consulenti e della gestione del personale.

L’ANC porterà avanti, nelle sedi opportune, il suo impegno a tutela degli iscritti, agendo anche a supporto dell’azione che le Casse e la Confederazione di riferimento (Adepp) sapranno porre in essere.

ANC – Comunicazione

ALIQUOTE IMU: SI NAVIGA A VISTA

Roma, 29 novembre 2012

L’ANC, per il tramite del Presidente Marco Cuchel, denuncia il permanere della situazione di incertezza in cui le Amministrazioni territoriali lasciano i contribuenti ed i professionisti che li assistono nella compilazione dei modelli di versamento dell’IMU.

Le aliquote dei rispettivi Comuni di riferimento non sono infatti calcolabili automaticamente tramite i software professionali, in quanto le case produttrici, in assenza di dati certi, non si assumono la responsabilità di effettuare il computo degli importi dovuti, che vengono inseriti manualmente dagli Intermediari.

Per ovviare a questo annoso problema, l’ANC da tempo richiede di pubblicare in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre di ogni anno, non solo le aliquote stabilite dalle Amministrazioni comunali, ma anche i testi delle delibere sottostanti, in quanto spesso esse contengono importanti dettagli la conoscenza dei quali può determinare variazioni nel calcolo.

In questo modo vi sarebbero per le software house tempi congrui all’aggiornamento dei programmi in uso ai professionisti.

Il perdurare dell’attuale situazione, ci obbliga a richiedere al’Amministrazione Finanziaria una proroga adeguata alla necessità del rilascio dei dati ufficiali, non ancora disponibili.

 

LA CATEGORIA NON HA BISOGNO DI TUTTO QUESTO

Roma, 23 novembre 2012

L’Associazione Nazionale Commercialisti, che sino a questo momento ha evitato di esprimersi in ordine alle vicende che si sono susseguite dal 15 ottobre scorso, giorno in cui gli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili sono stati chiamati a rinnovare il Consiglio Nazionale, ritiene a questo punto necessario rappresentare, tramite una dichiarazione del presidente Marco Cuchel, il profondo sconcerto con il quale la categoria assiste all’aggravarsi di una situazione che sembra non avere uscite.

“Assistiamo ad un’escalation di azioni da parte delle due componenti in causa che non fa presagire nulla di buono e che mette a repentaglio dall’interno la credibilità di una categoria già impegnata a difendersi da insidie esterne ad essa, che ben conosciamo e che dovrebbero essere la nostra principale fonte di preoccupazione”

“Il pericolo è che una contrapposizione tra questioni di principio (in alcuni casi anche di sostanza, non lo neghiamo) degeneri, se già non è successo, in uno scontro personale, dove il bene della categoria non può che passare in secondo piano rispetto alla volontà di annientamento della controparte. Non possiamo pertanto che fare appello al buon senso di tutti, che sembra smarrito tra le carte di ricorsi, esposti e denunce, e ad un ritrovato senso di responsabilità affinché si evitino quegli esiti infausti, che qualcuno già adombra”.