CONFEDERAZIONE ADC-ANC – COMUNICATO STAMPA 04.04.2019

ADC – ANC

COMUNICATO STAMPA

EMENDAMENTO AL DECRETO SEMPLIFICAZIONI SU CESSIONE D’AZIENDA

IMMOTIVATO IL PARERE CONTRARIO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Roma, 4 aprile 2019

Il Ministero della Giustizia ha dato parere contrario all’emendamento 18.017 al Decreto Semplificazione dell’On. Ruocco, Presidente della Commissione Finanze della Camera, che prevede l’allargamento ad Avvocati e Commercialisti della possibilità di effettuare atti di cessione/acquisto  d’azienda.

Ci preme far presente che non si tratterebbe di una regalia, ma di un riconoscimento di competenze comprovate e certificate, difatti prima che la legge 310/1993 (“Legge Mancino”) prevedesse per i contratti aventi come oggetto il trasferimento dell’azienda la sola stipula notarile,  i commercialisti  redigevano, come oggi, atti di trasferimento di aziende.

E’ dunque indubbio che i Commercialisti abbiano le competenze necessarie a trattare gli eventi del ciclo di vita dell’azienda.

Intendiamo anzi sottolineare che solo i Commercialisti possiedono le skill necessarie per effettuare la due diligence e la valutazione d’azienda,  primariamente necessarie ai fini del trasferimento  della stessa.

L’emendamento in parola tende quindi semplicemente a ripristinare l’ordine delle cose, riconoscendo ai commercialisti le competenze per poter agire in un ambito che è parte integrante della loro professionalità.

Desta poi stupore la motivazione addotta dal Ministero, il quale scrive: “tenuto conto che l’art. 2556 cc secondo comma prevede la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata (per la cessione d’azienda ndr), l’allocazione dell’obbligo di deposito dei medesimi contratti per l’iscrizione nel RI a carico del solo notaio rogante o autenticante appare l’opzione maggiormente efficiente”.

Vorremmo far notare al Ministero che per il contratto di trasferimento d’azienda non è previsto l’atto pubblico, ma solo l’atto scritto, a meno che non implichi il trasferimento in proprietà di immobili. In questo caso occorre garantire la conservazione dell’atto e come sempre la firma autentica serve solo per il deposito pressi i Registri pubblici.

Il Legislatore ha già comunque previsto, rispettivamente con l’art. 83 cpc, c. 3 e l’art 63 del DPR 600/73, dei casi in cui  Avvocati e Commercialisti sono i soggetti abilitati all’autentica della firma del proprio cliente. Infatti, gli Avvocati autenticano la firma del cliente che affida loro la procura speciale per stare in giudizio, così come i Commercialisti autenticano la firma del cliente che rappresentano in sede di contenzioso tributario o contro l’Agenzia delle Entrate.

L’eventuale rigetto dell’emendamento in oggetto, quindi, creerebbe un disequilibrio evidente nelle funzioni riconosciute dalle leggi alle diverse professioni, e pertanto le Associazioni ADC e ANC auspicano che il Legislatore nella sua decisione non sia condizionato dal parere espresso dal Ministero.   

Per scongiurare il rischio di una mancanza di ufficialità e tracciabilità nella gestione dell’atto, sarebbe comunque sufficiente chiedere alle parti che sottoscrivono il contratto di firmare l’atto con firma elettronica. Successivamente il professionista, Avvocato o Commercialista, controfirmerebbe con la propria firma elettronica la trasmissione dell’atto. Così come oggi avviene già per le cessioni di quote di Srl e per il deposito del bilancio al registro imprese. Questo doppio passaggio garantirebbe, al di sopra di ogni possibile dubbio, la tracciabilità dell’atto, permettendo di risolvere pienamente questo  aspetto.

Su questo emendamento non intendiamo nel modo più assoluto che si venga a creare conflitto tra le professioni coinvolte, la richiesta che rivolgiamo al Legislatore è unicamente di far sì che la categoria dei commercialisti abbia ripristinate quelle che sono sue prerogative professionali e che ciò avvenga senza compromessi al ribasso.

Per tale ragione ADC e ANC ritengono che il sub-emendamento 18017.1, che limita gli atti alle sole ditte individuali con l’esclusione delle società,  sia da rigettare in favore di un riconoscimento pieno, nel rispetto della professionalità della categoria.  

ADC – ANC Comunicazione

Comunicato Stampa ADC-ANC 04.04.2019

CONFEDERAZIONE ADC-ANC – COMUNICATO STAMPA 02.04.2019

CONFEDERAZIONE ADC – ANC

 COMUNICATO STAMPA

 PROPOSTA DI LEGGE SULLA SEMPLIFICAZIONE 

GLI EMENDAMENTI DELLA RELATRICE RUOCCO PER UN NUOVO FISCO

Roma, 2 aprile 2019

Gli emendamenti presentati dalla relatrice On. Carla Ruocco alla proposta di legge “Disposizioni per la semplificazione fiscale, il sostegno delle attività economiche e delle famiglie e il contrasto all’evasione fiscale”, che si trova all’esame della commissione Finanze della Camera, riguardano aspetti importanti del funzionamento del sistema fiscale.

I professionisti economici, direttamente coinvolti per il lavoro che svolgono, non possono che esprimersi favorevolmente nei confronti di ogni azione e impegno finalizzati all’introduzione di elementi concreti di semplificazione.

Se da una parte l’emendamento relativo al deposito degli atti che hanno per oggetto il trasferimento o il godimento dell’azienda è un riconoscimento, certamente apprezzato, alla professionalità e alla competenza della categoria dei commercialisti, la quale viene ricompresa tra i professionisti autorizzati all’autenticazione e al deposito degli atti, dall’altra ci sono altre proposte emendative che hanno una valenza ben più ampia e interessano tutti i contribuenti.

Quella riguardante il riordino delle scadenze fiscali incarna sicuramente una delle urgenze che da più tempo le associazioni ADC e ANC sostengono, e le modifiche proposte, in particolare riferite alla liquidazione periodica Iva del IV trimestre e al nuovo termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, fanno ben sperare che si possa giungere presto ad una revisione profonda e coordinata dell’intero calendario fiscale.

Anche l’emendamento che vede l’introduzione della delega cumulativa per gli intermediari abilitati, in ordine agli adempimenti riferiti alla presentazione delle dichiarazioni tramite il canale Entratel, è evidentemente un bel passo sulla strada della semplificazione, come lo è anche la proposta riguardante l’introduzione dell’obbligo di invito al contraddittorio per gli atti di accertamento, salvo i casi in cui sia stata rilasciata al contribuente copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, e con l’esclusione di determinati avvisi  di accertamento e di rettifica parziali previsti dalla legge.

ADC e ANC si ritengono, invece, solo parzialmente soddisfatte della moderazione delle sanzioni per la violazione degli obblighi di trasparenza delle erogazioni pubbliche e in particolare delle specifiche sull’obbligo di inserirle in Nota Integrativa.

Le due associazioni avevano richiesto, nell’interesse degli iscritti e di tutta la categoria, l’emanazione di Linee Guida, ad integrazione di quelle del Consiglio di Stato, che potessero chiarire i dubbi sulle modalità interpretative ed applicative della norma, nonché la moratoria del severo sistema di sanzioni restitutorie che potrebbero creare forti disequilibri economici e finanziari nei confronti dei soggetti interessati dalla normativa.

La richiesta era doverosa, considerata la farraginosità e la complessità delle norme in oggetto e rimaniamo dell’opinione che una moratoria fosse necessaria e dovuta, soprattutto considerando che i Commercialisti vivono quotidianamente le difficoltà, proprie e dei clienti, legate all’interpretazione delle norme e alla burocrazia.

Detto ciò, riteniamo la diminuzione del peso sanzionatorio un intervento positivo e un passo nella giusta direzione.

La Confederazione delle Associazioni ADC e ANC si augura che l’esame del progetto di legge prosegua il suo iter senza intoppi e che le proposte di oggi riescano, finalmente, a delineare il fisco del futuro.

Nonostante questo segnale positivo, la situazione di disagio per i professionisti economici persiste e per tale ragione la Confederazione, che continua a mantenere lo stato di agitazione, si riserva di valutare l’opportunità della proclamazione dell’astensione collettiva della categoria.  

ADC – ANC Comunicazione

Comunicato Stampa ADC-ANC 02.04.2019

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli riguardanti la nota diffusa dalla Confederazione ADC-ANC.

Ansa Professioni 02.04.2019 – Ddl Semplificazioni

IlSole24Ore 03.04.2019 – Ddl Semplificazioni

Italia Oggi 03.04.2019 – Ddl Semplificazioni

Fiscopiù 03.04.2019 – Ddl Semplificazioni

 

COMUNICATO STAMPA ADC-ANC 22.03.2019

 ADC – ANC

 COMUNICATO STAMPA

Fattura elettronica e recupero falsi crediti iva:

La consequenzialità non è chiara, mentre è chiara la propaganda

Roma, 22 marzo 2019

Apprendiamo dal contenuto della conferenza stampa tenuta dall’Agenzia delle Entrate lo scorso 18 marzo, che grazie al sistema della fattura elettronica (analisi del rischio), “in poco più di due mesi è stato smascherato un complesso sistema di frodi messo in atto attraverso false fatturazioni tra società cartiere e sono stati scoperti  e bloccati falsi crediti Iva per 668 milioni di euro”

Tutto bene, direbbe dopo un’occhiata distratta alla notizia un non addetto ai lavori, un cittadino non addentro alla quotidiana pratica fiscale.

L’Agenzia, nella sua comunicazione mette assieme il recuperato del 2018 (gli effettivi 16 miliardi di euro derivanti da compliance, versamenti e ruoli) e il blocco delle compensazioni per 668 milioni di euro, messo in atto nei primi due mesi del 2019, oltretutto, in forza di una norma discutibile  che permette di sospendere l’esecuzione di tutte le compensazioni per 30 giorni in caso di “profili di rischio” non meglio dettagliati.

L’Agenzia attribuisce, e non riusciamo a capire come, il merito al sistema di fatturazione elettronica entrato in vigore il 1° gennaio 2019, che nulla può far emergere rispetto a quanto non emergesse già con il precedente sistema cartaceo e con l’analisi dello spesometro evoluto. Inoltre, non si riesce a scorgere alcun motivo di soddisfazione nel dato che l’Agenzia riporta sui 2,7 milioni di operatori che al 18 marzo hanno fatturato elettronicamente: ci domandiamo invece che fine abbiano fatto i restanti quasi due milioni di soggetti economici che non hanno emesso alcuna fattura.

Ancora una volta, alla nostra categoria, che ha gestito questo passaggio epocale con propri mezzi e risorse, non è attribuito alcun riconoscimento.

Chiediamo piuttosto che l’Agenzia smentisca le voci sull’introduzione di un nuovo obbligo per i contribuenti (leggi: per gli intermediari delegati, cioè noi) relativo all’acquisizione dei set di dati precalcolati ai fini dell’elaborazione degli Isa, ulteriore adempimento a costo zero per l’Amministrazione e posto, come sempre, sulle spalle dei commercialisti, i quali potrebbero trovarsi, ancora una volta,  a dover raccogliere deleghe cartacee, tenerne il registro, inviare il file, acquisire e trasmettere l’Xml e importare i dati nel gestionale

Tutto questo, di nuovo, alleggerirebbe il lavoro dell’Agenzia, arricchirebbe ancora di più le software house e darebbe una nuova spallata all’ormai fragile sistema nervoso della professione.

 ADC – ANC Comunicazione

 

Comunicato Stampa ADC-ANC 22.03.2019 Dichiarazioni AE

 

 

COMUNICATO STAMPA ADC – ANC 15.03.2019

COMUNICATO STAMPA

 PROPOSTA FLAX TAX SU REDDITO INCREMENTALE

BENE PREVEDERLA ANCHE PER LE AGGREGAZIONI DI PROFESSIONISTI

Roma, 15 marzo 2019

La Proposta di Legge n. 1501 presentata dalla Lega, con primo firmatario l’Onorevole e collega  Commercialista Alberto Gusmeroli, istituisce l’imposta sostitutiva IRPEFIRESPLUS del 15%, sul maggior reddito rispetto a quello dell’anno precedente, aumentato dell’incremento ISTAT.

Fermo restando le criticità proprie della flax tax, così com’è stata introdotta, una misura in base alla quale il reddito imponibile è determinato in modo forfettario, in questo caso, crediamo che l’alleggerimento della pressione fiscale possa rivelarsi vantaggioso per incrementare l’attività imprenditoriale ed anche quella libero -professionale.

La relazione al PdL prevede inoltre  che “ viene fissato un tetto di conformità del reddito dichiarato pari al 10% di incremento rispetto al reddito dichiarato nell’anno precedente. Raggiunto il tetto del 10% non avranno luogo accertamenti fiscali se non nel caso di frodi fiscali o di altre condizioni che determinino l’insorgenza di reati penali”.

Tale sistema composito, con l’abbassamento dell’aliquota contributiva e del tetto dell’incremento reddituale, costituisce un doppio sistema premiale che andrà a vantaggio di imprese e cittadini che si impegnano nelle attività ottenendo buoni risultati.

Come Commercialisti, troppo spesso ormai, assistiamo alle difficoltà dei nostri clienti, imprese e cittadini, che perdono fiducia nel sistema fiscale e rinunciano a fare attività d’impresa in quanto non ritengono ne valga la pena, pertanto apprezziamo lo sforzo degli estensori della proposta nei confronti dei contribuenti che troppo spesso non riescono ad investire nelle proprie attività perché gravati da una pressione fiscale eccessiva. Ribadiamo però la necessità di sburocratizzare le attività imprenditoriali e di creare veri incentivi.

Anzi, nell’ottica di non essere solo spettatori, ma propositivi e collaborativi con le istituzioni, rilanciamo chiedendo un allargamento della platea dei destinatari della proposta, comprendendo anche le aggregazioni tra professionisti.

Abbiamo da subito segnalato, infatti, che la Legge sulla Flat Tax comporta un grave disincentivo nei confronti delle aggregazioni.  L’imposta  sostitutiva agevolata del 15% per le Partite IVA concessa  sotto il tetto di reddito annuo di 65.000 € ( sistema forfettario a partire dall’anno 2019) e l’imposta sostitutiva del 20% concessa da 65.001,00 a 100.000,00 (sistema ordinario a partire dall’anno 2020) spingono  il professionista a lavorare da solo, onde non sforare tali limiti. Invece, come sottolineato anche dal Sottosegretario al Ministero dell’Economia e collega Commercialista On. Massimo Bitonci, intervistato durante il Congresso nazionale ADC a Brescia lo scorso novembre, per i professionisti è fondamentale aggregarsi, anche con altre professioni. Il mercato oggi chiede un’offerta di servizi completa e snella, e questo può essere possibile unicamente cooperando con colleghi o altri professionisti che possano completare la nostra supply.

Abbiamo quindi ufficialmente scritto all’On. Gusmeroli e al Sottosegretario On. Bitonci, chiedendo che la Proposta di Legge in oggetto stabilisca l’applicazione dell’aliquota al 15% anche ai singoli professionisti uniti in aggregazione, anche interprofessionale, qualora il singolo professionista rientri nel limiti stabiliti dalla norma.

Ciò non comporterebbe oneri per lo Stato in quanto, come sopra spiegato, l’aliquota agevolata sarebbe già prevista per il professionista non aggregato.

Osiamo anzi rilanciare: soprattutto in questo periodo storico di difficoltà di accesso al mercato del lavoro, soprattutto giovani e  donne, riterremmo doveroso prevedere la possibilità, per le libere professioniste e per i professionisti under32, di sforare  i limiti stabiliti dalla norma.

Ciò costituirebbe una potente leva per il superamento dell’age pay gap e del gender pay gap e crediamo che questa Proposta di Legge, con i nostri suggerimenti, possa rivelarsi  un volano per le aggregazioni professionali e per il  Paese, incentivando gli investimenti e lo sviluppo del mercato del lavoro e del suo indotto.

Auspichiamo però che ben presto veda la luce un provvedimento che consenta la piena deducibilità di tutti i costi sostenuti per l’esercizio della propria attività anche ai professionisti che determinano il proprio reddito imponibile in modo analitico.

 ADC – ANC Comunicazione

 

Comunicato ADC-ANC 15.03.2019 – Proposta legge IRPEFIRESPLUS

ANC E PFU, UNA PARTNERSHIP CHE SI CONSOLIDA

Si consolida la partnership tra l’Associazione Nazionale Commercialisti e PFU per favorire la digitalizzazione fiscale

PFU (EMEA) Limited, filiale di Fujitsu Ltd., leader mondiale nella produzione di soluzioni di scansione documentale, ha esteso la sua collaborazione con l’Associazione Nazionale Commercialisti, con l’obiettivo di agevolare il percorso di trasformazione digitale di studi commercialisti e professionisti.

Di seguito la nota diffusa dalla società PFU sul proficuo rapporto di collaborazione con l’ANC.

Partnership PFU-ANC_Comunicato 13.03.2019

Segnaliamo l’articolo pubblicato sulla testata ITespresso dedicato alla collaborazione tra ANC e PFU.

https://www.itespresso.it/commercialisti-la-fatturazione-elettronica-passa-per-gli-scanner-di-pfu-148421.html

 

COMUNICATO ADC-ANC 07.03.2019 – BANDO MEF

ADC – ANC

COMUNICATO STAMPA

BANDO MEF: UNA PROPOSTA INDECENTE

Roma, 7 marzo 2019

Ancora una volta si cercano benefici  “sulla pelle dei professionisti”!

Assolutamente inaccettabile, vergognoso e umiliante.

Basterebbero queste poche parole per commentare il bando del MEF di qualche giorno fa che, di nuovo, cerca consulenze professionali gratuite.

Cerchiamo di costruire un dialogo con le istituzioni, di rimarcare la nostra dignità professionale, di difendere le nostre competenze specifiche e poi atti come questo distruggono tutto il percorso fatto.

Come se non bastassero tutti gli oneri che si sono sobbarcati i professionisti  che affiancano i contribuenti per rendere più tempestivo ed adeguato il lavoro dell’Agenzia Entrate in materia di acquisizione delle dichiarazioni, riscossione e controlli; ora anche la professionalità e la consulenza devono essere messe a disposizione senza alcun compenso.

I professionisti italiani sono oltre un milione, contribuiscono alla creazione del 12% del PIL, creano redditi, indotto e posti di lavoro ma non godono di alcun rispetto!

La PA è di per sé un cliente inadempiente: molti professionisti rischiano il tracollo o hanno chiuso per commesse pubbliche non pagate. Chiedere di lavorare gratis giunge veramente alla triste farsa!

Dopo tante battaglia sull’equo compenso, che hanno visto ADC, ANC e Confprofessioni in prima linea, ci ritroviamo addirittura a difendere i nostri diritti non nei confronti di un piccolo Comune con poche risorse, ma del Ministero dell’Economia.

Sia chiaro: non è la prima volta che succede e non intendiamo aprire una rappresaglia contro l’attuale Governo. Le ragioni esposte dal MEF fanno riferimento a norme vigenti sulle quali c’è tutta la possibilità di intervenire modificando limiti che, se hanno posto un freno a spese a volte inutili o poco trasparenti, oggi sono un impedimento all’acquisizione di vere competenze e professionalità adeguate.

E comunque un dubbio sorge: le competenze interne allora non ci sono? Potrebbe essere una spiegazione di decreti, interpretazioni e disposizioni prive di nesso logico che tanto spesso ci troviamo a contestare…

Il nostro è un discorso di ben più ampio respiro che parte dalla nostra dignità professionale per arrivare alla dignità umana di veder riconosciuto il proprio lavoro.

Così proprio non va, pensavamo di costruire un serio rapporto alla pari, contribuendo fattivamente e propositivamente, e ci troviamo a difendere i fondamentali!

Speriamo in una celere smentita del Ministero. Anzi, la pretendiamo!

ADC – ANC Ufficio Comunicazione

Comunicato Stampa ADC-ANC 07.03.2019 Bando MEF

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli sulla nota diffusa dalle due Associazioni.

Ansa Professioni 07.03.2019 – Bando Mef

IlSole24Ore 08.03.2019 – Bando Mef

Italia Oggi 08.03.2018 – Bando Mef

Fiscopiù 08.03.2019 – Bando Mef

 

COMUNICATO STAMPA ANC 05.03.2019 – INTERMEDIARI SENZA DELEGA

COMUNICATO STAMPA

 INTERMEDIARI SENZA DELEGA

RISOLTA ANOMALIA DEL SISTEMA FATTURE E CORRISPETTIVI

Roma, 5 marzo 2019

La possibilità che un intermediario senza avere alcuna delega possa predisporre e trasmettere una fattura elettronica per conto di soggetti terzi sembra essere stata  finalmente eliminata dal sistema Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate,  restando attiva la funzione per il solo invio dei dati fattura.

“E’ sicuramente una buona notizia – sostiene il Presidente  dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel – la decisione di intervenire per eliminare un’anomalia che ha esposto il sistema al rischio di utilizzi impropri e che l’ANC  ha più volte denunciato, anche insieme all’Associazione ADC.”.

Questo intervento va quindi nella giusta direzione sul piano della messa in sicurezza dell’intero sistema che, comunque, per i noti problemi riguardanti la privacy, ci si attende che sia oggetto di ulteriori interventi migliorativi, con riferimento principalmente alla  procedura di invio della fattura elettronica tramite pec, procedura questa, a giudizio dell’ANC, particolarmente vulnerabile.

“Ci fa piacere – sottolinea il Presidente Cuchel  – che la nostra denuncia sia stata ascoltata e che questo problema sia stato risolto, anche se avremmo apprezzato da parte dell’Agenzia delle Entrate una qualche spiegazione su questo intervento, ciò anche per capire da quando la specifica funzione di predisposizione e trasmissione della fattura elettronica della procedura  intermediario non delegato è stata disattivata.”.

L’ANC si augura che l’Agenzia delle Entrate stia lavorando anche alle altre criticità del sistema in modo da migliorarne il funzionamento  e mettere fine ai disagi affrontati da contribuenti e professionisti economici.”.

ANC Comunicazione

Comunicato Stampa 05.03.2019 – Fattura elettronica

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli sulla nota diffusa dall’ANC.

Ansa Professioni 05.03.2019 – Fattura elettronica

Fiscopiù 06.03.2019 – Fattura elettronica

Ipsoa Quotidiano 06.03.2019 – Fattura elettronica

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 22.02.2019 – LA CATEGORIA DECISA A PROCLAMARE L’ASTENSIONE

COMUNICATO STAMPA 

 COMMERCIALISTI, SITUAZIONE ORMAI AL LIMITE

LA CATEGORIA DECISA A PROCLAMARE L’ASTENSIONE COLLETTIVA

                                                                                                                            

Roma, 22 febbraio 2019

I Commercialisti vivono una delle crisi forse più profonde degli ultimi decenni.

Oltre alle difficoltà quotidiane di gestione degli studi professionali e all’annosa rincorsa delle innumerevole scadenze imposte, la professione vive oggi un continuo smembramento delle proprie competenze a favore di altre figure professionali.

Basti pensare all’ormai prevalente riconoscimento dell’iscrizione al Registro dei revisori legali, condivisa da quasi tutti i commercialisti ma pur sempre autonoma rispetto all’Albo professionale, si pensi ancora ai registri o elenchi istituiti o istituendi per lo svolgimento di alcune attività, già comunque rientranti nelle competenze previste dall’ordinamento professionale.

Che dire poi dell’ampliamento della platea dei professionisti coinvolti nelle procedure di crisi e insolvenza con l’inclusione di soggetti il cui ordinamento della professione non prevede le specifiche competenze (come invece sancite dal dlgs 139/2005 costitutivo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili per i soli iscritti alla sez. A), così come della possibilità che si estenda a soggetti professionalmente allo scopo non qualificati l’esercizio dell’assistenza tecnica e di rappresentanza dinanzi alle Commissioni tributarie. Oggi il ruolo dei professionisti economici è pesantemente svilito,   costretto a fare i conti con provvedimenti inadeguati, responsabilità crescenti, riconoscimenti nulli.

Questo, oltre a danneggiare la categoria, droga il sistema paese che rischia di affidarsi a professionisti mancanti delle skill necessarie, oltre a vanificare in alcuni casi il ruolo degli Ordini professionali, i percorsi formativi e le rigide regole per l’accesso, che devono garantire in ogni caso la competenza e la tutela della fede pubblica

Sono inoltre davvero troppe le incertezze che viviamo sulla nostra pelle e che non ci permettono uno svolgimento degno e sereno del nostro lavoro.

Sono, ad esempio, trascorsi giorni dall’annuncio della proroga al 30 aprile dello spesometro e dell’esterometro da parte del Sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci eppure, ad oggi, ancora nessun provvedimento ufficiale dispone lo slittamento dei termini, provvedimento che, evidentemente, si impone nei confronti di professionisti e contribuenti che devono avere certezze.

Certezze che latitano anche sul fronte della fattura elettronica, rispetto alla quale l’Amministrazione finanziaria non sembra avere la consapevolezza delle gravi criticità esistenti che dovrebbero indurre a rivedere il sistema nel suo complesso, anziché interpretare in modo distorto dati e statistiche sulla fattura elettronica unicamente per presentare una situazione che non corrisponde affatto a quella reale.

Alla luce di una condizione divenuta insostenibile, le Associazioni ADC e ANC, riunite in confederazione, intendono dare seguito alla proclamazione di una astensione collettiva della categoria, avviando le procedure formali previste dallo specifico codice di autoregolamentazione, per il periodo 29 aprile/3 maggio 2019.

Il malcontento della categoria è talmente profondo, spiegano i Presidenti Enzo De Maggio e Marco Cuchel, che la scelta dell’astensione è quasi una scelta obbligata, dopo che le istanze della categoria sono di fatto  rimaste inascoltate per troppo tempo. E’ comunque fondamentale in questo frangente l’unitarietà della categoria, ragione per la quale abbiamo informato il nostro Consiglio Nazionale della volontà di proclamare l’astensione e rivolto alle altre sigle associative l’appello a condividere l’iniziativa.

Siamo consapevoli, concludono i Presidenti ADC e ANC, che si tratta di una misura estrema e nonostante la nostra fermezza restiamo sempre aperti al dialogo con le Istituzioni, alle quali intendiamo rinnovare la nostra richiesta di incontro, con l’intento di avviare un vero confronto, che sia mantenuto nel tempo, con i professionisti economici per l’attività che gli stessi svolgono nell’interesse della collettività.

ADC – ANC Comunicazione

Comuncato Stampa ADC-ANC 22.02.2019

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli sulla nota diffusa dalle Associazioni ADC-ANC.

Il Sole 24Ore 23.02.2019 – Astensione 1

Il Sole 24Ore 23.02.2019 – Astensione 2

Italia Oggi 23.02.2019 – Astensione

LavoroFisco 22.02.2019 – Astensione

Ipsoa Quotidiano 22.02.2019 – Astensione

FiscoPiù 25.02.2019 – Astensione

Edotto 25.02.2019 – Astensione

COMUNICATO STAMPA 21.02.2019 – FATTURA ELETTRONICA, CONTINUANO PROBLEMI E DISAGI

COMUNICATO STAMPA

 FATTURA ELETTRONICA

CONTINUANO PROBLEMI E DISAGI, MA NON PER L’AGENZIA DELLE ENTRATE

 

Roma, 21 febbraio 2019

A quasi due mesi dal debutto della fattura elettronica l’Amministrazione finanziaria non sembra avere consapevolezza delle gravi criticità persistenti, che dovrebbero indurre a rivedere il sistema nel suo complesso, anziché cercare di rappresentare, con una lettura distorta di dati e statistiche, una situazione che non corrisponde affatto a quella reale.

Con il comunicato del 19 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i dati aggiornati relativi alla fattura elettronica: sono 228 milioni le fatture inviate da parte di oltre 2,3 milioni di contribuenti; la media degli invii dunque, nel periodo dal 1 gennaio al 18 febbraio, è di 2 fatture al giorno per contribuente, dato non certamente in linea con i volumi che il sistema economico nazionale dovrebbe, a nostro parere, far registrare.

I dati diffusi a livello geografico fotografano una situazione disomogenea, considerato che a fronte della Lombardia che guida la classifica con 81 milioni di fatture, ci sono regioni i cui numeri sono completamente diversi. La platea dei soggetti obbligati alla fatturazione elettronica è di oltre 4 milioni, ci sono pertanto circa 2 milioni i contribuenti che continuano a restare fuori dalle nuove procedure e praticamente non fatturano, evidentemente però questo non è un fatto considerato rilevante.

Sicuramente il confronto con dati del 2018 aiuterebbe a comprendere l’andamento effettivo del nuovo sistema:  quante sono state le fatture emesse nello stesso periodo del 2018? Qual è l’ammontare dell’iva versata a febbraio del 2018 per le liquidazioni iva di gennaio rispetto all’iva versata per lo stesso periodo del 2019?

“Sono questi i dati – afferma il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel  – che, all’insegna di una informazione completa e trasparente, chiediamo all’Agenzia delle Entrate di comunicare.

Al di là dei numeri, l’elenco del malfunzionamento e delle anomalie continua ad allungarsi con la segnalazione ogni giorno di nuovi problemi: differenza tra i dati fiscali esposti nel file PDF, messi a disposizione dalle piattaforme private, e quelli contenuti nel file XML; assenza di procedure minime di controllo sul sistema SDI che attualmente non impedisce di duplicare erroneamente l’invio di una fattura e addirittura consente l’invio di fatture di soggetti con partita iva cessata; difficoltà nella gestione dei documenti che arrivano allo SDI, per entrambi i canali utilizzati quali SDIFTP e SDICOOP, creando problemi di allineamento con le piattaforme private e di interi file di cui si ignora la collocazione; ritardi nella consegna delle notifiche al soggetto emittente,  ben oltre il termine dei 5 giorni previsti dalla normativa (ci sono stati segnalati casi addirittura di 30 giorni), senza contare i ritardi e le interruzioni nel funzionamento del canale Fatture e Corrispettivi.  A tutto questo si aggiunge una totale  inadeguatezza dell’assistenza tecnica, sia da parte dell’Agenzia delle Entrate sia delle piattaforme private, che addirittura gli utenti non riescono più a contattare per ricevere risposte e supporto.

Sul fronte privacy, come più volte evidenziato dall’ANC, la situazione è oltremodo preoccupante, con un sistema che dimostra di non essere in grado di impedire abusi e utilizzi impropri di dati e procedure.

Oltre alla presenza della procedura di “Intermediario non delegato” sul canale Fatture e Corrispettivi che praticamente permette a qualunque intermediario, anche se privo di delega, di emettere fatture a nome di soggetti terzi ignari, si registrano casi di istituti di credito che stanno ricevendo segnalazioni di frodi conseguenti al fatto che ignoti riescono ad accedere alle fatture elettroniche emesse da soggetti fornitori di servizi, società e professionisti, modificandone le coordinate bancarie. In questi casi, gli istituti stanno consigliando ai propri clienti, prima di autorizzare operazioni di pagamento, di verificare direttamente con il beneficiario la correttezza dell’IBAN.

“Siamo sconcertati – afferma il Presidente Marco Cuchel – dalla gravità dei fatti che si stanno verificando e ancor più dall’atteggiamento dell’Amministrazione Finanziaria che dovrebbe preoccuparsi di arginare e mettere fine ai numerosi problemi e ai conseguenti disagi per i contribuenti, mentre purtroppo la sua unica preoccupazione sembra essere quella di far credere che l’operazione fattura elettronica sia un successo.”.

“In un caos simile – conclude il Presidente Cuchel – ancora una volta i professionisti economici vengono lasciati soli e cercano quindi con le loro forze di arginare al meglio i tanti problemi che altri non si preoccupano di risolvere.”.

ANC – Comunicazione

Comunicato Stampa ANC 21.02.2019 – Fattura elettronica

RASSEGNA – Alcuni articoli riguardanti il comunicato diffuso dall’ANC.

Ipsoa 21.02.2019 – FE

Italia Oggi 22.02.2019 – FE

Fiscopiù 22.02.2019 – FE

Ansa Professioni 22.02.2019 – FE

COMUNICATO STAMPA ADC-ANC 14.02.2019

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ADC – ANC

BENE LA PROROGA, MA OCCORRE INTERVENIRE SULLO SDI

 Roma, 14 febbraio 2019

 

ADC e ANC registrano con favore la decisione di prorogare le scadenze di esterometro e spesometro al 30 aprile, anche perché è seguita all’allarme sul grave disagio della categoria che la Confederazione aveva  lanciato qualche giorno fa, chiedendo immediati provvedimenti sulle scadenze di febbraio. Chiaramente, si attende ora il provvedimento ufficiale, così da dare ai colleghi la dovuta certezza.

È, questo, certamente un segnale di attenzione che accogliamo con soddisfazione, ma ricordiamo che i nodi da sciogliere sono ancora tanti e tante le difficoltà che la categoria sta affrontando, tra cui le prossime liquidazioni periodiche che scadono il 18 di questo mese.

Il problema è l’estrema complessità delle procedure e il coordinamento tra il sistema di interscambio e le piattaforme dei gestionali. Le  anomalie provocano ritardi negli esiti delle fatture emesse, che rimangono, ben oltre i cinque giorni di tolleranza, nello stato di attesa dell’esito. Questo comporta un notevole nocumento per coloro che devono usufruire delle detrazioni IVA e che, in molti casi, hanno già provveduto ai pagamenti delle fatture al ricevimento della copia di cortesia, ma che non hanno ancora visto il documento sullo SDI.

La conseguente impossibilità di recuperare il dovuto nei termini della liquidazione  determina un danno per il contribuente, che si vede costretto ad affrontare un esborso non dovuto, con il versamento di un’iva periodica maggiore, e rischiare così difficoltà finanziarie.

ADC e ANC, riunite in Confederazione, chiedono pertanto un intervento urgente affinché sia scongiurata la paradossale situazione appena prefigurata e i Presidenti De Maggio e Cuchel sono pronti, in caso di silenzio e inerzia da parte del MEF, a riportare la gravità della situazione in sede europea.

ADC – ANC Comunicazione

Comuncato ADC-ANC Proroga non basta

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli sulla nota diffusa dalle Associazioni ADC e ANC.

Ansa Professioni 15.02.2019 – Proroga scadenze

IlSole24Ore 15.02.2019 – Proroga scadenze

Fiscopiù 15.02.2019 – Proroga Scadenze

Fiscal Focus 15.02.2019 – Proroga scadenze