CS 29.10.2025 – SANZIONI TRIBUTARIE E RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA

COMUNICATO STAMPA

SANZIONI TRIBUTARIE E RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA

AUSPICATO UN INTERVENTO DEL GOVERNO VOLTO A FARE CHIAREZZA

Roma, 29 ottobre 2025

Nell’ambito delle interrogazioni a risposta immediata su questioni di competenza del MEF, che sono state svolte oggi dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, l’On. Andrea De Bertoldi ha sollevato un tema che da tempo l’Associazione Nazionale Commercialisti porta avanti ossia le sanzioni dirette di natura fiscale applicate ai professionisti e la loro non assicurabilità.

Nel suo intervento l’On. De Bertoldi, che l’Associazione ringrazia per la sensibilità dimostrata nei riguardi della materia, ha fatto riferimento ad alcune sentenze della Corte di Cassazione che vedono il professionista responsabile di sanzioni dirette in ambito fiscale, diversamente da quanto accade per manager e amministratori societari.

“Questa condizione sussiste” spiega Marco Cuchel Presidente ANC “nonostante il decreto 269/2003, secondo cui è chiamato a rispondere delle sanzioni il soggetto giuridico che trae beneficio dall’eventuale violazione.

L’auspicio espresso e che anche l’ANC fa proprio è che il Governo sia intenzionato a fare chiarezza su questo argomento, permettendo di distinguere la responsabilità in presenza di colpa o interposizione fittizia dal mero errore nel quale anche il professionista può incorrere nello svolgimento del proprio lavoro, e per il quale oggi non gli è consentito neppure assicurarsi.

ANC Comunicazione

CS 29.10.2025 _Sanzioni dirette

CS ANC 28.10.2025 – Commercialisti, Cuchel (Anc): “Serve trasparenza, non esclusione”

COMUNICATO STAMPA

 Commercialisti, Cuchel (Anc): “Serve trasparenza, non esclusione”

Al congresso di Genova ‘porte chiuse’ e confronto negato: la categoria è perplessa

 ROMA 28 ottobre 2025 – “Un congresso nazionale dovrebbe essere un momento di confronto reale, non un esercizio di autocelebrazione. E quanto accaduto a Genova sembra confermarlo: controlli agli ingressi con tessere sanitarie, porte chiuse, delegati respinti, voci critiche zittite. Una rappresentazione che ha lasciato l’amaro in bocca a gran parte della base professionale”. Lo afferma Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti.

“L’incontro per discutere sulla riforma dell’ordinamento della categoria (D.Lgs. 139/2005) si è rapidamente trasformato in una riunione blindata, riservata a presidenti e consiglieri degli Ordini territoriali. Tutti gli altri fuori. Escludere colleghi e rappresentanti sindacali significa negare pluralismo e partecipazione – ha sottolineato Cuchel – soprattutto quando si utilizzano risorse dell’intera comunità professionale”.

“All’esterno si sono vissute scene inedite: sbarramenti e respingimenti, persino nei confronti di past president e delegati ufficialmente designati. Un episodio emblematico: un collega inviato con delega scritta dal proprio presidente, impossibilitato a partecipare per motivi di salute, è stato fermato all’ingresso senza eccezioni.

Nel frattempo, alcuni esponenti vicini al presidente del Consiglio nazionale, Elbano de Nuccio, sono stati accolti con estrema cordialità e ‘sistemati’ in prima fila. “Le regole devono valere per tutti – ha ribadito il numero uno dell’Anc – altrimenti si alimenta una deriva autoreferenziale che danneggia l’intera categoria”.

“Il confronto si è sviluppato in maniera unidirezionale: una lunga relazione introduttiva, tono celebrativo e pochissimo spazio al dissenso. Quando il presidente dell’Ordine di Firenze ha provato a esporre le criticità, è stato più volte interrotto. Un gesto simbolico e divisivo.

“Non è ammissibile impedire la parola a chi rappresenta democraticamente altri colleghi – ha commentato Cuchel – la professione vive di dialogo e responsabilità, non di imposizioni”.

Ciò che appare paradossale è che il congresso fosse incentrato proprio sulla riforma dell’ordinamento, presentata come strumento per ‘favorire la partecipazione di tutti i colleghi’. Il risultato, però, è stato l’esatto opposto.

“Non si può parlare di prossimità mentre si chiudono i cancelli alle persone. La credibilità si costruisce con coerenza. Per molti professionisti, la categoria sembra procedere in direzione opposta rispetto a ciò che servirebbe davvero: apertura, ascolto, coinvolgimento dei giovani, rinnovamento culturale. Al contrario, il congresso di Genova – ha evidenziato il presidente di Anc -ha restituito l’immagine di una ‘corte’ chiusa, più impegnata a gestire equilibri interni che a costruire futuro”.

L’episodio si inserisce in un quadro più ampio, fatto di tensioni interne, malumori e scarsa trasparenza. Il rischio è quello di un progressivo distacco tra vertice e territorio.

“La rappresentanza non è un privilegio, ma un servizio e chi la utilizza come strumento di potere personale tradisce il mandato ricevuto dagli iscritti. La categoria merita molto di più: occorre ascolto, pluralismo e partecipazione vera”.

“Se questo accade alla luce dei riflettori – ha concluso Cuchel -, è legittimo interrogarsi su ciò che può avvenire nelle stanze chiuse, dove i controlli esterni non arrivano. La sfida dei prossimi mesi sarà ricostruire fiducia, riaprire spazi di dialogo e riaffermare il principio fondamentale: gli Ordini appartengono agli iscritti, non a chi li guida”.

 ANC Comunicazione

CS 28.10.2025_Congresso Categoria

CS 08.10.2025 – Onorari consigliati ANC: uno strumento solido per dare valore alla professione

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Onorari consigliati ANC: uno strumento solido per dare valore alla professione

Roma, 8 ottobre 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti pubblica da oltre 40 anni il prontuario aggiornato degli onorari consigliati, confermando un impegno costante nel mettere a disposizione dei colleghi uno strumento tecnico, culturale e politico di riferimento per la determinazione dei compensi professionali.

In un contesto caratterizzato da trasformazioni profonde della professione e da una crescente complessità normativa, la disponibilità di parametri chiari, condivisi e coerenti con i principi deontologici e il D.M. 140/2012, rappresenta un presidio fondamentale per riaffermare il valore della nostra attività, tutelare la sostenibilità degli studi e rafforzare la percezione del ruolo del commercialista nella società.

Gli onorari consigliati da ANC:

  • coprono in modo sistematico tutte le principali aree di attività (contabilità, dichiarativi, bilanci, collegio sindacale, personale, adempimenti vari, concordato biennale, ecc.);
  • offrono un’articolazione dettagliata dei compensi, calibrata su fasce dimensionali e complessità degli incarichi;
  • mantengono un impianto stabile e riconoscibile, frutto di anni di elaborazione e confronto con la base professionale;
  • costituiscono un riferimento unitario per la categoria nei rapporti con i clienti, con le istituzioni e con il mercato;
  • Sono integrati in apposito software che consente una facile operatività.

La recente pubblicazione di altre tabelle di onorari da parte di soggetti della categoria conferma l’attenzione crescente su questo tema, ma è importante che la professione mantenga un quadro coerente e riconoscibile, evitando frammentazioni che rischiano di indebolire la forza della nostra rappresentanza.

Per questo ANC ribadisce la centralità dei propri onorari consigliati, che negli anni si sono affermati come strumento condiviso e autorevole, capace di coniugare la tutela della dignità professionale con l’esigenza di trasparenza nei confronti della clientela.

“Non si tratta solo di numeri – afferma il Presidente Cuchel – ma di riaffermare un principio: il lavoro dei commercialisti ha un valore che va riconosciuto e difeso. I nostri onorari consigliati rappresentano un punto fermo per tutta la categoria”.

ANC continuerà a rafforzare e aggiornare questo strumento, promuovendone l’adozione in modo unitario e condiviso, per dare più forza alla voce dei professionisti e garantire condizioni economiche eque e sostenibili.

“Per una tutela a tutto tondo” conclude Cuchel, “si rende però necessario estendere l’applicazione del principio dell’equo compenso, ora stabilito per legge, anche alle micro, piccole e medie imprese. A questo proposito, non possiamo non rilevare che il testo della riforma dell’ordinamento di categoria, nella forma in cui è stato proposto e promosso dal Consiglio Nazionale, non tiene in considerazione questa possibilità, limitandosi ad indicare la necessità di un semplice accordo tra le parti, delegando di fatto ad un mercato oramai fuori controllo un aspetto cruciale per la sopravvivenza di tanti studi professionali”.

 ANC Comunicazione

CS 08.10.2025_Onorari

CS ANC 01.10.2025 – DISEGNO DI LEGGE CONCORRENZA, NO ALL’ESTENSIONE DI ATTIVITÀ PROFESSIONALI CHE METTE A RISCHIO LA TUTELA DELLA FEDE PUBBLICA

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DISEGNO DI LEGGE CONCORRENZA

NO ALL’ESTENSIONE DI ATTIVITÀ PROFESSIONALI CHE METTE A RISCHIO LA TUTELA DELLA FEDE PUBBLICA

Roma, 1° ottobre 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti lancia l’allarme sul disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, ora all’esame della 9ª Commissione del Senato. Tra i numerosi emendamenti presentati, alcuni puntano ad affidare ai tributaristi funzioni delicate come il rilascio del visto di conformità, l’asseverazione e persino la rappresentanza tecnica in giudizio.

“Non si può ignorare – dichiara il Presidente ANC, Marco Cuchel – che la professione di commercialista è regolata da norme precise e vincolanti: l’uso del titolo, la formazione obbligatoria, il codice deontologico, gli obblighi assicurativi, la vigilanza che l’ordine esercita sugli iscritti, senza contare il percorso di studi e di formazione, con tirocinio e il superamento di un esame di Stato. Requisiti che non sono meri adempimenti burocratici, ma garanzie per cittadini, imprese e per lo stesso Stato”.

Secondo ANC, l’estensione di tali funzioni a soggetti non iscritti a un ordine professionale rischia di abbassare gli standard di affidabilità e di compromettere la tutela della fede pubblica.

“Esprimiamo la nostra netta contrarietà – conclude Cuchel – a emendamenti che minano ingiustificatamente le prerogative delle professioni ordinistiche. È urgente un intervento del legislatore per mettere ordine e superare le ambiguità della legge 4/2013, che oggi mostra tutta la sua inadeguatezza”.

ANC Comunicazione

CS 01.10.2025 Legge Concorrenza

CS ANC 12.09.2025 – Riforma dell’ordinamento dei commercialisti, Schema di raccordo e valutazione politico-istituzionale

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Riforma dell’ordinamento dei commercialisti

Schema di raccordo e valutazione politico-istituzionale

Roma, 12 settembre 2025

Com’è noto, in data di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile.

Rispetto al testo esaminato e respinto il 4 settembre, quello approvato contiene modifiche significative, frutto di un intenso confronto e di una forte azione critica e propositiva da parte di ANC, di numerosi Ordini territoriali e della Cassa Ragionieri (CNPR).

Negli spazi pubblici e su diverse testate specializzate la giornata di ieri (11 settembre) è stata raccontata come una “vittoria del solo presidente nazionale”, relegando a ruoli marginali e di supposta minoranza dissenziente quanti avevano espresso perplessità.

ANC respinge con fermezza queste narrazioni poiché questa lettura non corrisponde alla realtà: le modifiche decisive del testo sono state rese possibili proprio grazie all’intervento delle componenti critiche che hanno chiesto e ottenuto di correggere ingiustificabili squilibri divisivi e rischi presenti nella bozza iniziale, sempre nell’ottica dell’unità della intera Categoria.

Riteniamo possa essere utile, con una prima analisi compiuta sul testo pervenuto successivamente all’approvazione, evidenziare le modifiche apportate nella legge delega della riforma dell’ordinamento con uno schema di raccordo tra la versione proposta al CDM il 4 settembre e quella approvata in data di ieri.

Ambito / articolo Versione 4 settembre respinta in CDM Versione 11 settembre approvata in CDM
Art. 1, comma 2 – Concerti ministeriali Prevedeva solo il concerto con il Ministro dell’università e ricerca; CN sentito. Aggiunto il concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali per le disposizioni con impatto previdenziale.
Art. 2, comma 1 lett. a) – competenze Richiamo alle competenze di altre professioni regolamentate. Richiamo alle competenze di altre professioni anche non organizzate ex L. 4/2013.
Art. 2, lett. p) – Specializzazioni Riguardava solo gli iscritti alla Sezione A. Estesa anche agli iscritti della Sezione B.
Art. 2, lett. q) – Tirocinio Limitato alla Sezione A, con possibilità di svolgimento durante la laurea magistrale. Esteso anche alla Sezione B, consentendo il tirocinio interamente durante i rispettivi corsi di laurea (triennale e magistrale).
Art. 2, nuova lett. s) – Sistema elettorale Assente

 

Nuova clausola: la nuova disciplina elettorale si applicherà solo dopo la scadenza della consiliatura in corso, escludendo qualunque proroga delle elezioni imminenti.
Art. 3 – Disposizioni finanziarie Conteneva un comma 2 che prevedeva eventuali decreti successivi per copertura di nuovi oneri. Comma 2 eliminato: confermata la neutralità finanziaria senza nuovi oneri.
Art. 2, altre lettere Tutte presenti Confermate senza modifiche sostanziali, salvo ritocchi formali di coordinamento e chiarezza.

Le modifiche sulle quali abbiamo concentrato la nostra azione di interlocuzione con il Governo, in coerenza di quanto da molti mesi sosteniamo, sono state integralmente e favorevolmente accolte.

L’art. 2 lett. p), q) e l’inserimento della lettera s) non sono meri aggiustamenti tecnici, ma rispondono a precise richieste avanzate da ANC durante la pausa di riflessione tra il 4 e l’11 settembre, tese a:

  • tutela della sostenibilità previdenziale (CNPR);
  • garanzia della parità di dignità e opportunità tra le sezioni A e B;
  • esclusione di qualsiasi proroga delle elezioni già fissate.

Abbiamo anche rilevato, solo all’esito della lettura del testo approvato, dell’opportuno coinvolgimento del Ministero del Lavoro per le ricadute previdenziali.

L’ANC tiene dunque a precisare come proprio l’intervento delle parti critiche ha impedito che in Consiglio dei Ministri si compiesse un passo contrario all’interesse complessivo della categoria. Senza queste azioni:

  • la sezione B sarebbe rimasta penalizzata su tirocinio e specializzazioni;
  • la nuova disciplina elettorale avrebbe potuto essere applicata immediatamente, con effetti distorsivi sulle elezioni imminenti e con la previsione di uno slittamento delle elezioni del nuovo Consiglio Nazionale ;
  • le questioni previdenziali sarebbero rimaste prive del necessario presidio ministeriale.

Non può dunque essere accettata la narrazione che dipinge aspramente chi ha espresso rilievi o che ha etichettato come “perdente” quella che da mesi, con pervicacia, il Consiglio Nazionale insiste a definire una minoranza del dissenso.

È invece la voce di chi ostinatamente chiede che si riapra un dialogo interno per il bene di tutti i 122.000 iscritti all’Albo e non solo di una parte di essi.

La correzione della rotta, operata in seno al Consiglio dei Ministri, deve essere accolta con tutta la sua forza come stimolo a riaprire un confronto plurale e critico che il CN non ha sin qui perseguito.

È doveroso, infatti, ricordare che, di fronte alle osservazioni formulate dalla Cassa Nazionale di Previdenza Ragionieri, il presidente del CN ha inizialmente scelto di respingerle senza un reale esame nel merito, proseguendo su una linea comunicativa che ha spesso fomentato e alimentato contrapposizioni interne.

Questo modus operandi è stato ed è tuttora da noi censurato, perché allontana la categoria dall’obiettivo di una riforma condivisa e a beneficio di tutti i Colleghi.

L’ANC ribadisce che il risultato politico di questi giorni è l’avere riaperto spazi di dialogo e di controllo dei presidi a tutela di tutte le componenti della professione, e lo ascrive ad una intensa opera di mediazione di quelle componenti interne alla categoria che non hanno trovato ascolto in seno al CN durante questa consiliatura nonché alla sensibilità mostrata dal Governo.

La legge delega passa ora al Parlamento per il prosieguo del suo iter, e ANC continuerà a vigilare fattivamente, proponendo miglioramenti e garantendo che i principi di trasparenza, equilibrio e partecipazione guidino l’intero processo.

ANC Comunicazione

CS_12.09.2025 Riforma Ordinamento

Lettera aperta ANC 09.09.2025 – Riforma Ordinamento

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 Commercialisti, Cuchel (Anc): “La riforma respinta è un’occasione per ripartire dal dialogo vero”

Roma, 9 settembre 2025

“La vera riforma non è quella che cambia le regole del voto, ma quella che rafforza la dignità, l’unità e il ruolo dei commercialisti nella società”. Con queste parole Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, commenta lo stop alla proposta di riforma dell’ordinamento professionale da parte del Consiglio dei Ministri del 5 settembre e rende noto che è stata diffusa una lettera aperta ai vertici della categoria e a tutti gli iscritti.

In quella seduta, il Governo ha approvato le riforme degli avvocati e dei medici, insieme a un disegno di legge generale di revisione delle professioni ordinistiche, respingendo però la proposta presentata dal Consiglio Nazionale dei commercialisti. Una decisione che, secondo Cuchel, rappresenta un segnale forte e “un’occasione per ricostruire un progetto condiviso, capace di ascoltare davvero iscritti, territori e associazioni”.

Per Anc, la riforma predisposta dal vertice del Cndcec si è dimostrata priva di contenuti sostanziali. Non affronta i nodi centrali della professione — precarietà dei giovani, sostenibilità previdenziale, perdita di attrattività dell’albo ed eccessiva stratificazione normativa — ma si riduce a pochi ritocchi marginali.

Il cuore del progetto, sottolinea l’associazione, è stata la modifica delle modalità elettorali del Consiglio Nazionale: “L’unica vera novità introdotta, ma che nulla ha a che vedere con le esigenze concrete degli studi e dei colleghi”.

Anc rileva come per nessuna delle altre categorie ordinistiche il Governo abbia previsto modifiche al sistema elettorale, rimasto ancorato al D.Lgs. 139/2005. “Perché solo ai commercialisti si sarebbe dovuto applicare un modello diverso, creando una distonia rispetto alle altre professioni?”, si chiede Cuchel.

La critica non riguarda solo i contenuti, ma anche il metodo. “Circa il 90% dei colleghi — denuncia l’Associazione Nazionale Commercialisti — non conosce né il testo né i contenuti della proposta. Non vi è stato un confronto reale con gli iscritti né con le associazioni territoriali. La riforma è apparsa ‘calata’ dall’alto, con un approccio che ha generato divisioni anziché coesione”.

Anche il recente comunicato del Consiglio Nazionale, che ringrazia Governo e associazioni favorevoli parlando di ‘maggioranza assoluta’, viene giudicato come una rappresentazione parziale della realtà: Diversi ordini territoriali e associazioni hanno espresso contrarietà, mentre la base non è mai stata coinvolta”.

Per Cuchel, il rinvio deciso dal Governo non deve essere letto come una sconfitta, ma come una possibilità di ripartenza: “Abbiamo bisogno di un ordinamento che riconosca i commercialisti come presidio di legalità e sviluppo economico; di strumenti per rendere la professione più attrattiva e sostenibile; di regole che semplifichino e valorizzino le competenze, non che creino nuove barriere burocratiche”.

Infine, l’appello diretto alla presidenza del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: “Il Presidente è il rappresentante di tutti i 120mila iscritti, non di una parte soltanto. Una riforma che ignora segmenti consistenti della categoria genera fratture che non possono essere liquidate con slogan”.

ANC assicura che continuerà a vigilare e a proporre soluzioni: “La professione non ha bisogno di narrazioni trionfalistiche, ma di verità, ascolto e coesione”.

 ANC Comunicazione

Di seguito la lettera aperta dell’ANC.

Lettera aperta ANC 09.09.2025

CS 09.09.2025 Lettera aperta ANC

 

 

CS ANC 05.09.2025 | CdM – Riforma Ordinamento rinviata

COMUNICATO STAMPA

Rinvio della Legge Delega evita norme fratricide e dannose per la categoria

Roma, 5 settembre 2025

“La decisione del Consiglio dei Ministri di rinviare la discussione della Legge delega è la dimostrazione che le nostre segnalazioni e i nostri rilievi hanno un fondamento e, di conseguenza, sono stati tenuti nella giusta considerazione, cosa della quale ringraziamo il Governo il quale, con questo rinvio, ha evitato l’approvazione di un documento contenente molte criticità e norme fratricide” dichiara il presidente ANC Marco Cuchel all’indomani della seduta. “È stato tenuto conto delle anomalie contenute nella bozza. Tra queste, in particolare, le norme che pongono a rischio la sostenibilità delle casse di previdenza, le regole in materia elettorale e le penalizzazioni a scapito di una parte degli iscritti”.

“È stato evitato l’avvio di un processo legislativo caldeggiato da chi fa indebite pressioni sul Governo per promuovere, in maniera ingiustificata ed incomprensibile, norme divisive e nocive alla categoria tutta. Auspichiamo ora” conclude Cuchel “che la materia possa essere affrontata con la dovuta attenzione e che la nuova bozza sia frutto di un lavoro che tenga conto del contributo di tutte le forze che la professione esprime. Per quanto ci riguarda, ANC ha avuto modo di far pervenire i propri rilevi al Governo, ma se questi fossero stati oggetto di discussione all’interno della categoria, in un processo trasparente, democratico e altamente tecnico, forse la bozza discussa ieri avrebbe avuto una sorte diversa”.

 ANC Comunicazione

CS 05.09.2025_RinvioRiforma

 

CS 03.09.2025 – Riforma ordinamento, Appello al Ministro Nordio

COMUNICATO STAMPA

 

Cuchel (commercialisti): “Stop alla riforma dell’ordinamento”

Appello al Ministro Nordio: “La riforma non può nascere in un clima di sfiducia, così si mina la legittimità e si rischiano conflitti interni, serve rispetto per la democrazia”

 

ROMA – L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime profonda preoccupazione per l’ipotesi che, giovedì 4 settembre, possa essere portata in Consiglio dei Ministri la riforma dell’ordinamento dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ignorando le osservazioni già trasmesse al Ministero della Giustizia e ribadite pubblicamente lo scorso 8 agosto.

Il Presidente di Anc, Marco Cuchel, ha indirizzato oggi al Ministro Carlo Nordio una nuova lettera formale per chiedere, con rispetto ma con estrema fermezza, la sospensione dell’iter previsto per il provvedimento.

“Il Cndcec ha già fissato le elezioni per il rinnovo degli organi territoriali e nazionali. Procedere ora con una riforma – ha rimarcato – significherebbe alterare le regole mentre il corpo elettorale è già chiamato a esprimersi. È una questione di legittimità e di rispetto della democrazia”.

Cuchel ha evidenziato che “un Consiglio Nazionale a fine mandato non possiede l’autorevolezza per imporre un riordino complessivo della professione. Affidare tale compito equivarrebbe a ignorare la rappresentatività reale della Categoria”.

“Un provvedimento ‘calato dall’alto’, in questa fase, determinerebbe inevitabilmente contenziosi e conflitti interni, minando la credibilità dell’intera architettura ordinistica.

Nonostante le recenti rassicurazioni, la stessa Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti ha segnalato che alcune disposizioni della bozza inciderebbero negativamente sulla contribuzione, smentendo nei fatti la presunta garanzia di sostenibilità.

Una riforma organica richiede necessariamente condivisione, dialogo e un processo aperto con tutti i commercialisti. Oggi, invece, si rischia di imporre un testo non condiviso né dagli Ordini, né dalla Cassa, né da larga parte degli iscritti.

“La riforma non può nascere in un clima di sfiducia, divisione e incertezza. Solo organi appena eletti, pienamente legittimati dal voto democratico – ha concluso Cuchel -, potranno costruire con il Ministero un percorso di riforma solido, credibile e condiviso”.

Roma, 03 settembre 2025

ANC Comunicazione

 Di seguito la lettera indirizzata dall’ANC al Ministro della Giustizia.

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CS 03.09.2025 Lettera Ministro Nordio

CS ANC 25.08.2025 – COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI, IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE È SOSTEGNO ALLO SVILUPPO 

COMUNICATO STAMPA

COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI

IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE È SOSTEGNO ALLO SVILUPPO 

Roma, 25 agosto 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti, che crede fortemente nel sostegno alle imprese per lo sviluppo e la crescita dei territori, vuole sottolineare l’importanza della decisione della Camera di Commercio di Napoli di varare un piano straordinario da 28 milioni di euro, da impiegare per il rilancio del tessuto imprenditoriale della città e della provincia.

Importante, in particolare, è anche il fatto che siano state previste risorse per agevolare l’accesso alla composizione negoziata della crisi di impresa (CNCI), grazie anche all’attività di sensibilizzazione condotta dall’ANC territoriale di Napoli, strumento che consente alle imprese che si trovano in difficoltà di poter intraprendere, laddove le condizioni lo consentano, un processo di risanamento attraverso il supporto di un professionista indipendente.

“L’ANC” spiega il Presidente Marco Cuchel “che è impegnata da tempo nel favorire la conoscenza dello strumento della CNCI, introdotto nel 2021 e recepito nel Codice della crisi di impresa che è stato approvato con il D.Lgs. n. 14 del 2019, plaude alla delibera assunta dalla Camera di Commercio di Napoli, la quale, mediante anche la possibilità di realizzare convenzioni con gli ordini professionali, si propone l’obiettivo di agevolare il ricorso alle procedure di composizione da parte delle aziende”.

“A questo punto” conclude il Presidente Cuchel “il nostro auspicio è quello che anche altre Camere di Commercio decidano di mettere in atto misure nell’ambito della “Crisi d’Impresa”, permettendo, in primis, di dare sostegno concreto alle imprese e quindi alla possibilità per loro di rimanere sul mercato, e di valorizzare altresì il ruolo dei professionisti”.

ANC Comunicazione

CS 25.08.2025 Misure CCIAA

CS 24.07.2025 – MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA – L’APPLICAZIONE DI UNA NORMA NON È UN FAVORE. È UN DIRITTO.

COMUNICATO STAMPA

MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA – L’APPLICAZIONE DI UNA NORMA NON È UN FAVORE. È UN DIRITTO.

Roma, 24 luglio 2025

Una professionista colpita da una grave malattia, con ricovero in terapia intensiva, si è vista negare dall’Agenzia delle Entrate la sospensione degli adempimenti tributari prevista dalla legge. Eppure la norma c’è: si tratta dell’articolo 1, commi 927-944 della legge 234/2021, che garantisce ai liberi professionisti il diritto alla sospensione dei termini in caso di malattia o infortunio. Una norma che è stata il frutto di anni di impegno incessante dell’ANC e che rappresenta una svolta epocale per la tutela dei liberi professionisti.

Per la prima volta, il Legislatore ha riconosciuto la necessità di salvaguardare i diritti e la salute dei professionisti in situazioni gravi e imprevedibili come malattia o infortunio, prevedendo una sospensione automatica dei termini e una ripresa degli adempimenti solo dopo un congruo periodo.

L’impegno deve tuttavia proseguire ogni giorno, anche nella gestione di singoli casi, quando le norme, pur esistenti, non vengono applicate.

L’ANC è intervenuta quindi a tutela della collega attraverso il presidente, Marco Cuchel, che ha sottoposto il caso al Viceministro Leo e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Carbone, ottenendo un tempestivo riesame e la positiva soluzione del caso.

Una norma di civiltà, fortemente voluta e ottenuta dall’ANC, che deve trovare piena applicazione. “Continueremo a vigilare” ha dichiarato Cuchel “affinché nessun professionista venga lasciato solo di fronte a un diritto che la legge riconosce”.

L’ANC ribadisce che tale previsione, frutto di un lungo lavoro istituzionale, non può essere oggetto di valutazioni discrezionali: va attuata in tutti i casi che ricadono nel perimetro di applicazione previsto.

“Ringraziamo il Viceministro Leo e il Direttore Carbone per la sensibilità mostrata nei riguardi di questo specifico problema. Esprimiamo la grande soddisfazione di poter essere stati risolutivi per una collega e invitiamo tutti a segnalare eventuali disapplicazioni”

ANC Comunicazione

CS 24.07.2025 malattia professionista