COMUNICATO STAMPA
Responsabilità dei professionisti
L’escalation giurisprudenziale impone un intervento normativo immediato
Roma, 30 aprile 2026. La nuova ordinanza della Corte di Cassazione Sezione Tributaria, n. 11372 del 27/04/2026, conferma e aggrava un quadro ormai non più episodico, ma progressivo e strutturale: la responsabilità del professionista rischia di essere estesa ben oltre il perimetro della prestazione effettivamente resa, sino a coinvolgere anche chi abbia svolto un ruolo di mero intermediario trasmittente.
Si registra un’escalation giurisprudenziale preoccupante, con il delinearsi di un ampliamento dei confini della responsabilità professionale, che impone uniformità di applicazione delle norme per sottrarle alla variabilità degli orientamenti interpretativi.
L’ANC ha già evidenziato, a seguito della precedente ordinanza della Suprema Corte, il rischio di una indebita generalizzazione della responsabilità in capo ai professionisti, in assenza di una norma capace di delineare confini chiari, ragionevoli e coerenti con gli obblighi effettivamente gravanti sul commercialista.
Il punto è dirimente: al professionista che trasmette telematicamente una dichiarazione non compilata da lui stesso non può essere attribuito, in via automatica o presuntiva, un obbligo generalizzato di controllo sostanziale sulla veridicità dei dati ricevuti dal contribuente, salvo che emergano condotte consapevoli, partecipative o agevolative dell’illecito.
“Il rischio” sottolinea il Presidente ANC Marco Cuchel “è di trasformare l’intermediario in garante universale della posizione fiscale del cliente, con una responsabilità sproporzionata, difficilmente assicurabile e incompatibile con la natura stessa dell’incarico ricevuto”.
A ciò si aggiunge l’irrisolto tema della non assicurabilità delle sanzioni dirette, che ANC continua a porre all’attenzione del legislatore, e che rende ancora più grave l’assenza di un perimetro normativo certo.
ANC Comunicazione
CS 30.04.2026 Responsabilità professionale


