CS 06.08.2026 – RECUPERO DEI DEBITI ERARIALI DEI PROFESSIONISTI, ANC PROPONE LA MODIFICA DELL’ART. 48 BIS DEL D.P.R. n. 602/1973

COMUNICATO STAMPA

RECUPERO DEI DEBITI ERARIALI DEI PROFESSIONISTI

ANC PROPONE LA MODIFICA DELL’ART. 48 BIS DEL D.P.R. n. 602/1973

Roma, 6 agosto 2026. Negli ultimi mesi numerosi professionisti hanno manifestato all’Associazione Nazionale Commercialisti forti preoccupazioni per gli effetti applicativi della disciplina introdotta dall’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, come modificata nel 2026.

La nuova normativa, nei confronti della quale ANC ha avuto già modo di sollevare le sue obiezioni, pur perseguendo il condivisibile obiettivo di rafforzare il recupero dei crediti erariali, rischia di determinare effetti particolarmente gravosi nei confronti dei professionisti che svolgono attività in favore delle Pubbliche Amministrazioni. Il meccanismo del riversamento diretto dei compensi all’Agente della riscossione può, infatti, incidere sulla liquidità necessaria per garantire la continuità dell’attività professionale, il pagamento dei collaboratori, dei dipendenti, dei fornitori e degli adempimenti fiscali e previdenziali correnti.

La modifica introdotta dalla legge di bilancio 2026 ha determinato una grave disparità di trattamento per professionisti e lavorato autonomi rispetto ad altre categorie di creditori della Pubblica Amministrazione, per quanto riguarda i meccanismi di controllo e la soglia economica che fa scattare il blocco o lo storno dei pagamenti.

Le principali criticità che l’Associazione intende segnalare riguardano:

– il recupero di somme che non costituiscono reddito, quali IVA e contributi previdenziali integrativi;

– la possibile sottrazione di gran parte del compenso maturato, con conseguenti difficoltà nel sostenere i costi indispensabili per l’esercizio della professione;

– un trattamento che, nella pratica, può risultare più incisivo per i professionisti che operano con la Pubblica Amministrazione rispetto ad altri contribuenti, incidendo sulla continuità dell’attività lavorativa e sulla capacità di produrre nuovo reddito.

ANC condivide pienamente il principio secondo cui il pagamento dei tributi costituisce un dovere costituzionale e ritiene che il recupero dei crediti erariali debba essere efficace e tempestivo, ma proprio per questo ritiene, altresì, necessario che il legislatore persegua tali finalità attraverso strumenti rispettosi dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e capacità contributiva, evitando che il recupero del credito pubblico comprometta la possibilità del professionista di continuare a esercitare la propria attività.

Per queste ragioni ANC propone un intervento correttivo dell’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, finalizzato a rendere il sistema di riscossione più equo, sostenibile ed efficace.

ANC propone l’introduzione, all’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, di una disposizione che preveda:

– l’esclusione dell’IVA, dei contributi previdenziali e delle anticipazioni ex art. 15 del D.P.R. n. 633/1972 dalle somme assoggettabili al recupero;

– il limite massimo della trattenuta nella misura di un quinto del compenso imponibile netto;

– la sospensione del recupero in presenza di procedure di regolazione della crisi o di rateazioni regolarmente rispettate.

La richiesta che l’Associazione rivolge al legislatore nasce dal fatto che una riscossione efficace non può compromettere la capacità del professionista di continuare a lavorare. Garantire la continuità degli studi professionali significa tutelare il lavoro, favorire il risanamento delle posizioni debitorie e assicurare, nel tempo, un recupero più stabile ed efficace delle entrate erariali.

L’Associazione Nazionale Commercialisti auspica che il legislatore intervenga tempestivamente per rendere il sistema più equo, proporzionato e coerente con i principi costituzionali di capacità contributiva, tutela del lavoro e libertà di iniziativa economica.

ANC Comunicazione

CS 06.08.2026 _Recupero debiti erariali

CS 01.08.2026 – TERREMOTO AI CAMPI FLEGREI, IL GOVERNO DISPONGA L’IMMEDIATO DIFFERIMENTO DELLE SCADENZE FISCALI E CONTRIBUTIVE E LA RIMESSIONE IN TERMINI PER LE ROTTAMAZIONI

COMUNICATO STAMPA

TERREMOTO AI CAMPI FLEGREI

IL GOVERNO DISPONGA L’IMMEDIATO DIFFERIMENTO DELLE SCADENZE FISCALI E CONTRIBUTIVE E LA RIMESSIONE IN TERMINI PER LE ROTTAMAZIONI

Roma, 01 agosto 2026

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime vicinanza alle popolazioni, alle imprese e ai professionisti coinvolti dal forte evento sismico che, nella serata del 31 luglio, ha interessato l’area dei Campi Flegrei e una parte significativa della Città metropolitana di Napoli, determinando situazioni di grave apprensione e rilevanti criticità operative.

Le interruzioni dell’energia elettrica e dei collegamenti, i disservizi delle reti telematiche, le limitazioni alla mobilità e la necessità di verificare la sicurezza e l’agibilità degli immobili, hanno oggettivamente compromesso, proprio in coincidenza con importanti scadenze fiscali, la possibilità per numerosi contribuenti e intermediari di adempiere regolarmente ai propri obblighi.

L’ANC chiede pertanto al Governo e al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’adozione urgente di un provvedimento che disponga il differimento, senza sanzioni, interessi o maggiorazioni, degli adempimenti e dei versamenti fiscali, contributivi, previdenziali e assicurativi in scadenza a decorrere dal 31 luglio 2026 per i soggetti aventi residenza, domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nei territori direttamente interessati dall’evento sismico.

Particolare urgenza assume la salvaguardia dei contribuenti interessati dalle definizioni agevolate. Il 31 luglio 2026 sono infatti scadute la prima o unica rata della Rottamazione-quinquies, la tredicesima rata della Rottamazione-quater e la quinta rata della Riammissione alla Rottamazione-quater.

È quindi indispensabile prevedere la rimessione in termini per la prima o unica rata della Rottamazione-quinquies e il differimento del termine del 5 agosto per la Rottamazione-quater e per i contribuenti riammessi, salvaguardando integralmente gli effetti delle procedure e impedendo che l’omesso o tardivo pagamento, dovuto a circostanze eccezionali e non imputabili al contribuente, determini l’inefficacia della definizione o la perdita dei relativi benefici.

La tutela dovrà essere estesa anche agli adempimenti e ai versamenti dei contribuenti assistiti da professionisti e intermediari aventi lo studio nei territori colpiti, qualora l’evento sismico e i conseguenti disservizi abbiano reso impossibile o eccessivamente gravoso lo svolgimento dell’attività professionale.

“In una situazione emergenziale” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel “la priorità deve essere la sicurezza delle persone e il ripristino delle condizioni minime per la ripresa delle attività. Non può essere richiesto il rispetto ordinario delle scadenze a chi sta affrontando le conseguenze di un evento straordinario”.

L’ANC ribadisce, infine, la necessità di una disciplina strutturale che colleghi automaticamente la dichiarazione dello stato di emergenza alla sospensione degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi, e auspica un intervento immediato e coordinato della Presidenza del Consiglio, del MEF, dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

 ANC comunicazione

CS 01.08.2026 terremoto_Campi_FlegreI

CS 23.07.2026 – Riforma dell’ordinamento professionale: concluso l’esame in Commissione Giustizia. Restano aperte le questioni fondamentali per il futuro della categoria

 COMUNICATO STAMPA

Riforma dell’ordinamento professionale: concluso l’esame in Commissione Giustizia. Restano aperte le questioni fondamentali per il futuro della categoria

Roma, 23 luglio 2026. Si è concluso, presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, l’esame in sede referente del disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di Commercialista e di Esperto Contabile.

Il testo licenziato dalla Commissione presenta alcuni miglioramenti rispetto alla versione originaria, ma lascia ancora irrisolti temi centrali che incidono sull’identità della professione, sul ruolo degli Ordini territoriali, sulla governance dell’ordinamento e sulla valorizzazione delle competenze dei commercialisti.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, che nel corso dell’iter parlamentare ha elaborato e sostenuto numerose proposte tecniche, molte delle quali riprese in emendamenti presentati da diversi gruppi parlamentari, prende atto dell’esito dei lavori della Commissione, rilevando come numerose istanze qualificanti siano rimaste prive di accoglimento.

Tra gli interventi approvati meritano di essere evidenziati il reinserimento delle competenze professionali nell’ambito giuslavoristico e alcuni correttivi in materia di decadenza dalle cariche. Accanto a tali risultati, tuttavia, emergono numerose occasioni mancate.

Di particolare rilievo è la bocciatura dell’emendamento 2.26 volto a garantire il mantenimento di almeno un Ordine territoriale in ciascun capoluogo di provincia. Una proposta che avrebbe assicurato la salvaguardia del presidio istituzionale su ciascun territorio, rafforzando il rapporto tra Ordini e iscritti ed evitando future razionalizzazioni o accorpamenti suscettibili di impoverire la rappresentanza della categoria.

Non meno significativa appare la scelta di ritirare l’emendamento diretto a rafforzare il ruolo degli Ordini territoriali e, soprattutto, quello riguardante le specializzazioni. Quest’ultimo avrebbe consentito di affrontare uno dei temi più sentiti dalla categoria: il riconoscimento legislativo di specifici ambiti professionali qualificati. La riforma dell’ordinamento rappresentava un’occasione storica per avviare una riflessione concreta sulle esclusive professionali e sulla valorizzazione delle competenze distintive dei commercialisti. Il ritiro di tale proposta lascia inevitabilmente aperta una delle principali aspettative della professione.

Anche sul fronte dell’equo compenso il risultato appare solo parzialmente soddisfacente. L’emendamento 2.18, volto a introdurre una disciplina più ampia e maggiormente garantista, è stato respinto. Successivamente, la Commissione ha approvato l’emendamento 2.50 dei Relatori, che ne recepisce soltanto in parte le finalità. Si tratta di un passo in avanti rispetto al testo originario, ma non ancora sufficiente a garantire quella piena tutela della dignità economica della prestazione professionale auspicata dalla categoria.

Particolare rammarico suscita anche la mancata approvazione dell’emendamento 2.20, volto a introdurre una quota minima di rappresentanza dei giovani professionisti negli organi elettivi della categoria. Una proposta che avrebbe favorito il necessario ricambio generazionale, assicurando alle nuove generazioni un ruolo attivo nei processi decisionali. Una riforma che guarda al futuro non può prescindere dal futuro della professione: i giovani commercialisti devono essere protagonisti del cambiamento, non semplici destinatari delle scelte altrui. Il mancato accoglimento dell’emendamento rappresenta, anche sotto questo profilo, un’occasione mancata per costruire una governance più moderna e rappresentativa.

Restano inoltre prive di risposta numerose proposte che ANC considera essenziali per un ordinamento moderno ed equilibrato: la tutela dell’autonomia degli Ordini nella scelta delle modalità di voto; il rafforzamento del principio del limite dei mandati; la valorizzazione della rappresentanza delle giovani generazioni; il riconoscimento legislativo dei Comitati Pari Opportunità; una disciplina più rigorosa delle incompatibilità dei componenti del Consiglio Nazionale titolari di incarichi pubblici o di nomina politica; il coinvolgimento dell’Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali nell’approvazione del bilancio del Consiglio Nazionale, quale strumento di trasparenza, partecipazione e responsabilità istituzionale.

L’esame della Commissione evidenzia come molte delle proposte elaborate da ANC abbiano trovato riconoscimento nella loro impostazione tecnica, essendo state riprese in numerosi emendamenti parlamentari. Tuttavia, la mancata approvazione di molte di esse dimostra come permangano ancora resistenze rispetto a una riforma realmente innovativa, capace di rafforzare l’autonomia della professione, il ruolo dei territori e la qualità della governance ordinistica.

Il percorso parlamentare non è ancora concluso. L’approdo del provvedimento all’esame dell’Aula può ancora rappresentare un’occasione per rafforzare il testo e dare risposta alle aspettative di migliaia di professionisti che chiedono una riforma realmente orientata al futuro della categoria.

ANC continuerà a seguire con attenzione il prosieguo dell’iter parlamentare, offrendo il proprio contributo tecnico e istituzionale affinché il Parlamento possa cogliere l’opportunità di completare una riforma attesa da anni, rafforzando l’autonomia della professione, il ruolo degli Ordini territoriali, e il riconoscimento delle competenze dei Commercialisti e degli Esperti Contabili.

ANC Comunicazione

CS 23.07.2026_Riforma Ordinamento 

CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA – ANCHE SULLA SECONDA PARTE DELLA BOZZA DI CIRCOLARE DELL’AGENZIA L’ANC INVIA IL PROPRIO CONTRIBUTO 

COMUNICATO STAMPA

CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA – ANCHE SULLA SECONDA PARTE DELLA BOZZA DI CIRCOLARE DELL’AGENZIA L’ANC INVIA IL PROPRIO CONTRIBUTO 

 Roma, 20 luglio 2026.  L’Associazione Nazionale Commercialisti, lo scorso 16 luglio ha inviato, come già avvenuto il 15 maggio per la prima parte, il proprio contributo sulla  seconda tranche della campagna di consultazione pubblica con richiesta di contributi della bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate, contenente chiarimenti interpretativi sui principi generali e sulle disposizioni inerenti alla Composizione negoziata della crisi.

“Anche in questa occasione” dichiara il Presidente Marco Cuchel “il mio ringraziamento va alla Commissione ANC Procedure Concorsuali e Crisi d’impresa, presieduta dalla Collega Giovanna Scifo, che nonostante il periodo particolarmente intenso di lavoro, ha completato un articolato elaborato di analisi sulla bozza di circolare, evidenziando ulteriori punti critici e proponendo nuove formulazioni. Come sempre, nello spirito di servizio e di confronto che ci contraddistingue, il testo è stato corredato dai riferimenti normativi del caso”.

La nota stonata” evidenzia il Presidente “è che la prima parte della circolare licenziata come testo definitivo dall’AdE, oggetto della consultazione di maggio, non tiene minimamente conto delle osservazioni da noi inviate, e le stesse non sono neanche state rese pubbliche, così come nessun altro contributo, contrariamente a quanto preannunciato. In un momento di così grande impegno lavorativo, la nostra Associazione, attraverso la competente Commissione si è mobilitata per comporre e inviare un documento, mettendosi al servizio della Pubblica Amministrazione e dei Cittadini. Purtroppo, il riscontro è stato nullo; ignoriamo se e come il nostro testo sia stato preso in considerazione. Ci chiediamo se il coinvolgimento di soggetti terzi non sia solamente un’operazione di facciata; vogliamo sperare di no e attendiamo ora un riscontro da parte dell’Agenzia su quanto inviato nei giorni scorsi”.

ANC Comunicazione

CS_20.07.2026_ConsultazioneAdE.docx

 

Di seguito pubblichiamo i due contributi prodotti da ANC relativamente alla bozza di circolare dell’AE in materia di crisi di impresa – I e II parte – nell’ambito della consultazione pubblica.

DocumentoCrisiImpresa_15.05.2026

DocumentoCrisiImpresa_16.07.2026

Comunicato Stampa 17.07.2026 – Ritiro emendamenti Riforma Professione

COMUNICATO STAMPA

 

Riforma ordinamento Commercialisti ed Esperti Contabili: il ritiro di alcuni emendamenti

è un’occasione mancata

 

Roma, 17 luglio 2026. ANC esprime rammarico per il ritiro di alcuni emendamenti presentati dall’On. Centemero nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega di riforma dell’ordinamento professionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Tra le proposte ritirate, particolare rilievo assume l’emendamento 2.25, che avrebbe riaffermato l’autonomia degli Ordini territoriali nella gestione delle procedure elettorali, prevedendo il voto telematico come modalità facoltativa e la libera scelta della piattaforma da utilizzare.

Quanto all’emendamento 2.28, volto a confermare la durata quadriennale dei mandati, il suo ritiro non incide sul contenuto della riforma, poiché tale principio è già previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera e), del disegno di legge.

Di particolare interesse era anche l’emendamento 2.31, che attribuiva all’Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali l’approvazione del bilancio preventivo e del rendiconto del Consiglio Nazionale. Una norma che avrebbe rafforzato trasparenza, partecipazione e responsabilità nella governance della categoria, valorizzando il ruolo degli Ordini territoriali.

Particolarmente significativa, infine, la rinuncia all’emendamento 2.36, che subordinava l’introduzione delle specializzazioni al riconoscimento di esclusive professionali. Una riforma realmente ambiziosa dovrebbe avere il coraggio di rafforzare il perimetro delle competenze riservate ai commercialisti. Il ritiro di questa proposta pesa sulle aspettative della categoria, che da tempo attende un concreto riconoscimento delle proprie specificità professionali.

“Auspichiamo” dichiara il Presidente ANC, Marco Cuchel, “che questi temi possano essere nuovamente valorizzati nel prosieguo dell’iter parlamentare, affinché la riforma rappresenti una reale occasione di rafforzamento della professione e della sua autonomia”

ANC Comunicazione

CS_riforma ordinamento

 

CS ANC 13.07.2026 | Controlli fiscali e organizzazione degli adempimenti: serve una programmazione strutturale, non la gestione dell’emergenza

COMUNICATO STAMPA

Controlli fiscali e organizzazione degli adempimenti: serve una programmazione strutturale, non la gestione dell’emergenza

Roma, 13 luglio 2026. ANC accoglie con favore la disponibilità, pur in assenza di uno specifico provvedimento, dell’Agenzia delle Entrate a valutare la documentazione relativa ai controlli formali ex art. 36-ter anche oltre il termine ordinatorio dei trenta giorni.

Si tratta di un chiarimento certamente utile, ma che ripropone una situazione già verificatasi nell’estate del 2025, confermando una criticità organizzativa ormai ricorrente.

“Il tema” evidenzia il presidente ANC Marco Cuchel “richiede una riflessione più ampia: occorre superare la gestione delle emergenze, attraverso una programmazione strutturale dell’attività amministrativa, capace di garantire l’efficacia dei controlli senza compromettere l’operatività di professionisti e contribuenti”.

Già nei mesi scorsi, ANC aveva denunciato la tardiva pubblicazione dei software ISA, che ha determinato la proroga dei versamenti, con l’alquanto discutibile raddoppio della maggiorazione applicabile ai versamenti differiti, nonché l’annunciato invio massivo di milioni di atti da parte dell’Amministrazione finanziaria nel pieno della campagna dichiarativa. Le richieste documentali recapitate in questi giorni hanno puntualmente confermato quelle preoccupazioni.

Ora si aggiunge anche la temporanea indisponibilità del servizio di consultazione delle dichiarazioni precompilate, conseguente a un intervento di manutenzione straordinaria da parte di Sogei.

Il problema non è la disponibilità degli uffici a gestire le criticità, ma la loro prevenzione. Controlli, richieste documentali e servizi essenziali a supporto degli adempimenti devono essere programmati e distribuiti nell’arco dell’intero anno, evitando concentrazioni nei mesi già gravati dalla campagna dichiarativa e dai versamenti fiscali.

“Professionisti e contribuenti” conclude il Presidente Cuchel “hanno bisogno di una programmazione coerente e di regole organizzative stabili, non di soluzioni emergenziali che si ripetono ogni anno. Una pianificazione efficace dell’attività amministrativa e dei servizi informatici rappresenta una condizione essenziale per garantire efficienza, certezza operativa e un corretto rapporto di collaborazione tra Amministrazione finanziaria, professionisti e cittadini”

ANC Comunicazione

CS_13.07.2026_Controlli

CS ANC 01.07.2026 – DDL DELEGA DI RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI PROFESSIONALI, CON L’APPROVAZIONE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO ACCOLTE LE ISTANZE DELLE ASSOCIAZIONI

DDL DELEGA DI RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI PROFESSIONALI

CON L’APPROVAZIONE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO ACCOLTE LE ISTANZE DELLE ASSOCIAZIONI

Roma, 01 luglio 2026. “L’approvazione, in prima lettura, del DDL di delega di riforma degli ordinamenti professionali da parte della Commissione Giustizia del Senato rappresenta un risultato importante, che è stato possibile conseguire grazie all’ascolto delle istanze del comparto delle professioni e delle proposte formulate dalle associazioni”.

Con queste parole il Presidente ANC, Marco Cuchel, accoglie il primo step parlamentare del disegno di legge di delega di riforma degli ordinamenti professionali, sottolineando, in particolare, in forza di un emendamento proposto da Confprofessioni e convintamente sostenuto da ANC, il formale riconoscimento della distinzione tra Ordine e Sindacato sul piano dei ruoli e delle prerogative.

“Finalmente” prosegue Cuchel “viene definito il perimetro delle competenze, riconoscendo agli organismi sindacali l’esclusività dell’esercizio dell’attività sindacale di rappresentanza degli interessi dei professionisti e della loro tutela.

Tra gli emendamenti presentati da Confprofessioni e che ANC sostiene, anche quello volto a superare le criticità previdenziali nell’ambito delle Società tra Professionisti (STP), le quali attualmente risultano assoggettate a un sistema doppio di contribuzione.

Altro aspetto che per ANC occorre considerare nell’ambito della riforma dell’ordinamento della professione di commercialista riguarda l’esercizio della rappresentanza, e a tale proposito l’Associazione esprime il suo pieno sostegno all’emendamento presentato dall’Onorevole Giulio Centemero che interviene sui motivi di decadenza dalle cariche in seno al CNDCEC e agli Ordini territoriali, introducendo come causa di interruzione automatica dalla carica la partecipazione alle elezioni politiche e l’assunzione di cariche di governo a livello nazionale.

Dopo questi primi positivi passi in avanti, è auspicio di ANC che i provvedimenti che costituiscono la riforma generale degli ordinamenti professionali, e quello dei commercialisti, possano essere portati avanti in modo unitario, soprattutto facendo in modo che sia sempre privilegiato l’ascolto e il contributo delle realtà professionali coinvolte.

ANC Comunicazione

CS_01.07.2026_Riforma Ordinamenti Professionali

LETTERA APERTA ANC | Il diniego del patrocinio del CNDCEC agli eventi ANC: la nostra risposta a tutela della categoria

LETTERA APERTA AI COLLEGHI

Il diniego del patrocinio del CNDCEC agli eventi ANC: la nostra risposta a tutela della categoria

Roma, 24 giugno 2026

Care Colleghe e Cari Colleghi,

l’Associazione Nazionale Commercialisti è da sempre impegnata nell’organizzazione di eventi e convegni di altissimo profilo. Incontri incentrati su temi cruciali per la nostra professione, sia sul piano tecnico sia su quello politico di categoria, che vedono la partecipazione di relatori autorevoli e di interlocutori istituzionali di primo piano. Un valore, questo, che viene costantemente riconosciuto dal gratuito patrocinio delle massime Istituzioni del Paese.

Appare perciò incomprensibile che il diniego del patrocinio a eventi promossi dalla nostra Associazione, nell’ambito delle sue legittime attività istituzionali, giunga proprio dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Eppure, purtroppo, è esattamente ciò che sta accadendo. E non si tratta di un episodio isolato.

Dopo la XXI edizione del convegno “Obiettivo Futuro” svoltasi a Pisa lo scorso 5 dicembre, anche al Convegno Nazionale dello scorso 29 maggio a Bari è stata negata la concessione del gratuito patrocinio da parte del Consiglio Nazionale.

L’ANC ha alle spalle 76 anni di storia. Fondiamo la nostra stessa esistenza sulla tutela, la dignità e la crescita della professione; siamo un soggetto autorizzato alla formazione professionale continua dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro e, ogni anno, offriamo alla categoria percorsi formativi in presenza e webinar di indiscutibile livello scientifico. Nonostante questo, per il Consiglio Nazionale gli eventi dell’ANC sembrano non essere più considerati meritevoli di adesione morale e istituzionale.

Riteniamo che quanto accaduto sia grave, ingiustificato e lesivo non solo dell’Associazione, ma dell’intera comunità di professionisti che rappresentiamo. Per questo motivo, l’ANC ha deciso di non subire passivamente questo strappo istituzionale e ha depositato formale ricorso al TAR per impugnare il diniego del patrocinio all’ultimo convegno di Bari.

Abbiamo ritenuto doveroso informare tempestivamente tutte le colleghe e i colleghi su fatti che toccano da vicino la nostra vita di categoria e l’indipendenza della nostra Associazione.

La tutela dei nostri valori e del nostro lavoro viene prima di tutto.

Un cordiale saluto.

Marco Cuchel

Presidente ANC

73_Lettera aperta ANC 24.06.2026

 

CS ANC 23.06.2026 –  Responsabilità professionale: un’altra pronuncia che amplia i confini e accresce l’incertezza operativa

COMUNICATO STAMPA

 Responsabilità professionale: un’altra pronuncia che amplia i confini e accresce l’incertezza operativa

 Roma, 23 giugno 2026. L’ordinanza n. 21061/2026 della Corte di Cassazione riporta al centro dell’attenzione il tema della responsabilità professionale del Commercialista e conferma una tendenza giurisprudenziale che l’Associazione Nazionale Commercialisti aveva già denunciato nel comunicato del 30 aprile scorso, evidenziando i rischi di una progressiva estensione degli obblighi del professionista oltre il perimetro dell’attività effettivamente svolta.

Il professionista è tenuto a operare con competenza, diligenza e senso di responsabilità. Ciò non può però tradursi nella sua trasformazione in garante assoluto della correttezza di ogni comportamento del contribuente, tanto più quando, come nel caso esaminato dalla Suprema Corte, l’errore contestato riguarda attività materialmente poste in essere dal cliente.

Ne consegue una riflessione che non può più essere elusa: il professionista non può essere chiamato a rispondere delle conseguenze derivanti da condotte che non ha direttamente compiuto e sulle quali non dispone di poteri sostitutivi o impeditivi. Ancora più paradossale è che il soggetto destinatario delle sanzioni tributarie possa tentare di trasferirne il peso economico sul proprio consulente.

Su questo tema ANC richiama quanto già evidenziato con il comunicato del 30 aprile scorso, “Responsabilità dei professionisti. L’escalation giurisprudenziale impone un intervento normativo immediato”, nel quale era stato denunciato il rischio di trasformare il professionista in un «garante universale della posizione fiscale del cliente», esponendolo a una responsabilità sproporzionata, difficilmente assicurabile e incompatibile con la natura stessa dell’incarico ricevuto.

A ciò si aggiunge l’irrisolto problema della non assicurabilità delle sanzioni tributarie dirette, che determina una crescente esposizione patrimoniale dei professionisti e rende ancora più urgente un intervento normativo capace di definire confini certi e ragionevoli delle responsabilità.

Il rischio è quello di una pericolosa deriva, nella quale il Commercialista, da consulente qualificato cui l’ordinamento affida un’obbligazione di mezzi, viene progressivamente investito di un improprio ruolo di garante generale della conformità fiscale del cliente.

“L’appello al Governo e al Parlamento” – torna a sottolineare il Presidente ANC, Marco Cuchel – “è di giungere ad un intervento ormai improcrastinabile. La tutela dell’affidamento del contribuente è un valore. Lo sono altrettanto la certezza del diritto, la proporzionalità delle responsabilità e la necessità di evitare che il professionista diventi, ancora una volta, l’assicuratore di ultima istanza di errori e violazioni non propri”.

ANC Comunicazione

CS_23.06.2026_Responsabilità professionale