CS ANC 16.10.2026 –  RIFORMA DELL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE, ANC TRASMETTE AL SENATO MEMORIA ED EMENDAMENTI

COMUNICATO STAMPA

 RIFORMA DELL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE, ANC TRASMETTE AL SENATO MEMORIA ED EMENDAMENTI

 

Roma, 16 ottobre 2026 – L’Associazione Nazionale Commercialisti ha trasmesso alla Commissione Giustizia del Senato una memoria e un fascicolo di proposte emendative al disegno di legge A.S. 2045, recante la delega al Governo per la riforma dell’ordinamento della professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile.

L’iniziativa si inserisce nel percorso parlamentare della riforma del D.Lgs. 139/2005, al quale ANC ha contribuito con osservazioni e proposte finalizzate a rendere il nuovo ordinamento più rispondente alle esigenze della categoria e alle prospettive della sua evoluzione.

Gli emendamenti affrontano questioni centrali per il futuro della professione: riconoscimento delle competenze e delle attività riservate, specializzazioni, autonomia degli Ordini territoriali, rappresentanza democratica, pari opportunità e ricambio generazionale. Ulteriori interventi riguardano la governance ordinistica, la trasparenza nella gestione delle risorse e i requisiti di accesso alle cariche elettive.

Tra le proposte prioritarie figura il ripristino della clausola di salvaguardia sulla decorrenza delle nuove disposizioni elettorali del Consiglio Nazionale, per garantirne l’applicazione differita e preservare la certezza delle regole.

“Il nostro intento non è rimettere in discussione il percorso compiuto, ma contribuire a completarlo”, dichiara il Presidente Marco Cuchel. “Abbiamo sottoposto al Senato questioni che meritano una valutazione nel merito al fine di interrogarsi sulla professione che intendiamo costruire per il futuro”.

ANC sottolinea che le proposte avanzate mirano a garantire nel tempo autonomia, indipendenza, partecipazione e trasparenza delle istituzioni professionali.

“Gli emendamenti possono essere accolti, modificati o respinti ma i problemi che intendono affrontare, se non risolti, rimangono”, prosegue Cuchel. “La categoria merita una riforma capace di guardare oltre gli assetti attuali, valorizzando chi esercita quotidianamente la professione e offrendo prospettive concrete alle nuove generazioni”.

ANC Comunicazione

CS_16.10.2026_Memoria ANC su riforma ordinamento

COMUNICATO STAMPA ANC – RIFORMA DELLE PROFESSIONI, ANC: LE COMPETENZE NON SI ACQUISISCONO PER EQUIPARAZIONE. Revisione legale e professione di Commercialista restino percorsi distinti

COMUNICATO STAMPA

RIFORMA DELLE PROFESSIONI, ANC: LE COMPETENZE NON SI ACQUISISCONO PER EQUIPARAZIONE. REVISIONE LEGALE E PROFESSIONE DI COMMERCIALISTA RESTINO PERCORSI DISTINTI

 

Roma, 7 ottobre 2026. L’Associazione Nazionale Commercialisti interviene nel dibattito apertosi nell’ambito dell’esame alla Camera del disegno di legge C. 3068 sulla riforma degli ordinamenti professionali, a seguito delle richieste avanzate dall’Unione Nazionale Revisori Legali in materia di crisi d’impresa, deposito dei bilanci, contenzioso tributario e visti di conformità.

“Essere iscritti nel Registro dei Revisori Legali” dichiara il Presidente Cuchel  “non può equivalere a essere iscritti a un Ordine professionale dell’area economico-giuridica e non determina, di per sé, l’acquisizione delle competenze attribuite dalla legge agli iscritti a tali Ordini. Individuare quali servizi un revisore possa o non possa rendere senza compromettere la propria indipendenza, non significa attribuirgli un titolo professionale o una competenza che l’ordinamento nazionale subordina al possesso di una diversa abilitazione”.

“Non vogliamo difendere un recinto” prosegue Cuchel “ma chiediamo coerenza tra formazione, abilitazione, responsabilità e competenze”

Quanto alla formazione sulla crisi d’impresa, è bene ricordare che il Codice della crisi riconosce una formazione iniziale ridotta agli iscritti agli Ordini individuati dalla legge, in ragione di un percorso abilitante e professionale che comprende titolo di studio, esame di Stato, tirocinio, formazione continua e assoggettamento a un ordinamento professionale e disciplinare.

Non appare condivisibile neppure l’automatismo tra il fatto che determinate materie siano oggetto dell’esame di abilitazione alla revisione legale e il diritto all’esercizio di tutte le attività professionali che quelle materie comprendono, così come non è sufficiente il richiamo alla natura pubblicistica delle funzioni esercitate dal revisore, poiché essa attiene alle funzioni svolte e non alla figura professionale in sé.

Merita inoltre una precisazione il richiamo al test di proporzionalità ex D.Lgs. 142/2020, il quale non determina l’automatica equivalenza tra differenti abilitazioni professionali, né comporta che ogni differenza di disciplina costituisca una restrizione illegittima.

Per queste ragioni, ANC ritiene eccessivo prospettare l’apertura di procedure di infrazione ai sensi dell’articolo 258 TFUE, poiché essa presuppone l’accertamento, e non la sola affermazione, di un contrasto dell’ordinamento nazionale con specifici obblighi derivanti dal diritto dell’Unione.

La questione, pertanto, non è quella di difendere privilegi o di costruire monopoli, ma di stabilire quale abilitazione e quale sistema di responsabilità debbano accompagnare l’esercizio di funzioni particolarmente delicate per imprese, contribuenti e mercato. Pertanto, il deposito dei bilanci, il visto di conformità, l’assistenza e la difesa tributaria e le funzioni nell’ambito della crisi d’impresa non possono essere considerate un insieme indistinto di “servizi non-audit” da estendere automaticamente sulla base della sola iscrizione al Registro dei Revisori Legali.

“ANC non ritiene accettabile” conclude Cuchel “che nell’ambito della riforma degli ordinamenti professionali, si utilizzi lo strumento degli emendamenti per introdurre equivalenze sostanziali tra il Registro dei Revisori Legali e l’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, stravolgendo l’equilibrio normativo, già delicato, su cui poggia il sistema ordinistico nel nostro Paese”.

ANC Comunicazione

CS_07.10.2026_Rif_Prof.docx

Concluso il Congresso di metà mandato di Ferrara

COMUNICATO STAMPA

Congresso di metà mandato ANC a Ferrara

 

Roma, 29 settembre 2026 – Si è concluso con uno straordinario successo di partecipazione il Congresso di metà mandato dell’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), svoltosi a Ferrara il 24 e 25 settembre.

Sono state due giornate di intenso confronto e lavoro sindacale, che hanno visto la presenza di ben 95 delegati accreditati in rappresentanza dei territori di tutta Italia. Le delibere approvate hanno registrato il favore di 90 delegati sui 95 accreditati e consegnano alla dirigenza un’approvazione chiara della linea politica e programmatica condotta dal Consiglio Direttivo e dal Presidente Marco Cuchel, confermando la massima fiducia nel lavoro svolto finora e nella direzione tracciata in piena continuità per la seconda metà del mandato, basata su indipendenza, trasparenza e tutela di tutti i colleghi, nessuno escluso.

Accanto al bilancio ampiamente positivo dell’operato sindacale, i delegati hanno approvato, con i medesimi numeri della linea programmatica, il nuovo Codice Etico dell’Associazione: un passaggio storico e di profondo valore istituzionale, che rafforza le regole condivise e la cornice valoriale di un’Associazione che vanta 76 anni di storia a tutela di tutta la categoria.

L’appuntamento di Ferrara ha riaffermato la centralità delle storiche battaglie di ANC: dalla costante presenza al fianco dei colleghi nella gestione delle criticità quotidiane e delle scadenze fiscali, al dialogo fermo, autonomo e propositivo con le Istituzioni e il Consiglio Nazionale, fino all’impegno per la formazione avanzata, l’innovazione tecnologica e l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale negli studi professionali.

I lavori si sono aperti con il commosso ricordo dei colleghi scomparsi recentemente, nel cui segno la dirigenza e la base associativa hanno rinnovato il proprio patto di unità.

«La straordinaria risposta dei delegati e il clima di profonda coesione e affetto che abbiamo respirato a Ferrara – ha dichiarato il Presidente Marco Cuchel – sono la dimostrazione più chiara della solidità di ANC. Questo voto compatto ci dà una carica enorme per proseguire con determinazione la nostra azione a tutela dell’autonomia e della dignità della professione»

 

Associazione Nazionale Commercialisti

CS_29.09.26_Congresso

RIFORMA ORDINAMENTO COMMERCIALISTI – INCONTRO PUBBLICO PROMOSSO DA ANC

Si è svolto il 15 settembre scorso a Roma, presso l’Hotel Nazionale, l’incontro pubblico promosso dall’ANC “DALLA RIFORMA DELL’ORDINAMENTO AL FUTURO DELLA PROFESSIONE DI COMMERCIALISTA” che ha visto la partecipazione di esponenti parlamentari, rappresentanti di categoria e delle associazioni.

Di seguito il documento di analisi e proposte che è stato presentato dall’Associazione.

Documento ANC_Incontro pubblico 15.09.2026

 

Di seguito il video del servizio andato in onda nella trasmissione Agorà del 16.09.2026, dedicato all’incontro pubblico promosso dall’ANC 

 

CS 08.09.2026 – CREDITO IMPOSTA GASOLIO 2026 | Corsa contro il tempo: per commercialisti e imprese una scadenza impossibile

COMUNICATO STAMPA

CREDITO IMPOSTA GASOLIO 2026

Corsa contro il tempo: per commercialisti e imprese una scadenza impossibile

Roma, 8 settembre 2026.  Attraverso la piattaforma online dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dal 1° settembre è possibile per le imprese di autotrasporto inviare la domanda per richiedere il credito d’imposta sul gasolio, per i rifornimenti acquistati dal mese di marzo fino al 31 agosto. Il termine per la presentazione delle istanze è fissato al 15 settembre.

Una finestra temporale strettissima che costringe i professionisti che assistono le imprese a un’assurda corsa contro il tempo, anche in ragione del fatto che l’agevolazione fiscale interessa gli acquisti effettuati fino al 31 agosto, quindi a ridosso del termine di avvio della procedura.

“Ancora una volta” evidenzia Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti “abbiamo purtroppo la prova di come il lavoro dei professionisti non sia tenuto minimamente in considerazione, altrimenti non sarebbe stato possibile neppure ipotizzare una tempistica così inadeguata”.

La presentazione della domanda comporta una serie di operazioni che il professionista è chiamato necessariamente a svolgere: dal reperimento dei dati dalle imprese clienti alla verifica della conformità per accertare il diritto all’agevolazione, fino al calcolo del credito, che non è fisso ma è basato sulla differenza di spesa rispetto al prezzo medio di riferimento del febbraio 2026, imponendo quindi un controllo accurato sui volumi acquistati e sui relativi importi.

Il termine insufficiente di soli 15 giorni, inoltre, per la presentazione della domanda, si accompagna ad una immotivata esclusione della CNS in favore del solo SPID del titolare dell’impresa, che limita fortemente l’autonomia procedurale del professionista, con le conseguenze che ciò comporta sul fattore tempo.

ANC pertanto ritiene indispensabile che sia disposta una proroga della scadenza del 15 settembre che metta i professionisti nella condizione di lavorare avendo a disposizione un tempo adeguato e che faccia, altresì, in modo che le aziende di autotrasporto, un settore che attraversa una profonda crisi, penalizzato dal rincaro dei carburanti e per questo meritevole di sostegno, possano fruire dell’agevolazione fiscale prevista per il comparto.

ANC Comunicazione 

CS 08.09.2026_Credito imposta gasolio

CS 06.08.2026 – RECUPERO DEI DEBITI ERARIALI DEI PROFESSIONISTI, ANC PROPONE LA MODIFICA DELL’ART. 48 BIS DEL D.P.R. n. 602/1973

COMUNICATO STAMPA

RECUPERO DEI DEBITI ERARIALI DEI PROFESSIONISTI

ANC PROPONE LA MODIFICA DELL’ART. 48 BIS DEL D.P.R. n. 602/1973

Roma, 6 agosto 2026. Negli ultimi mesi numerosi professionisti hanno manifestato all’Associazione Nazionale Commercialisti forti preoccupazioni per gli effetti applicativi della disciplina introdotta dall’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, come modificata nel 2026.

La nuova normativa, nei confronti della quale ANC ha avuto già modo di sollevare le sue obiezioni, pur perseguendo il condivisibile obiettivo di rafforzare il recupero dei crediti erariali, rischia di determinare effetti particolarmente gravosi nei confronti dei professionisti che svolgono attività in favore delle Pubbliche Amministrazioni. Il meccanismo del riversamento diretto dei compensi all’Agente della riscossione può, infatti, incidere sulla liquidità necessaria per garantire la continuità dell’attività professionale, il pagamento dei collaboratori, dei dipendenti, dei fornitori e degli adempimenti fiscali e previdenziali correnti.

La modifica introdotta dalla legge di bilancio 2026 ha determinato una grave disparità di trattamento per professionisti e lavorato autonomi rispetto ad altre categorie di creditori della Pubblica Amministrazione, per quanto riguarda i meccanismi di controllo e la soglia economica che fa scattare il blocco o lo storno dei pagamenti.

Le principali criticità che l’Associazione intende segnalare riguardano:

– il recupero di somme che non costituiscono reddito, quali IVA e contributi previdenziali integrativi;

– la possibile sottrazione di gran parte del compenso maturato, con conseguenti difficoltà nel sostenere i costi indispensabili per l’esercizio della professione;

– un trattamento che, nella pratica, può risultare più incisivo per i professionisti che operano con la Pubblica Amministrazione rispetto ad altri contribuenti, incidendo sulla continuità dell’attività lavorativa e sulla capacità di produrre nuovo reddito.

ANC condivide pienamente il principio secondo cui il pagamento dei tributi costituisce un dovere costituzionale e ritiene che il recupero dei crediti erariali debba essere efficace e tempestivo, ma proprio per questo ritiene, altresì, necessario che il legislatore persegua tali finalità attraverso strumenti rispettosi dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e capacità contributiva, evitando che il recupero del credito pubblico comprometta la possibilità del professionista di continuare a esercitare la propria attività.

Per queste ragioni ANC propone un intervento correttivo dell’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, finalizzato a rendere il sistema di riscossione più equo, sostenibile ed efficace.

ANC propone l’introduzione, all’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, di una disposizione che preveda:

– l’esclusione dell’IVA, dei contributi previdenziali e delle anticipazioni ex art. 15 del D.P.R. n. 633/1972 dalle somme assoggettabili al recupero;

– il limite massimo della trattenuta nella misura di un quinto del compenso imponibile netto;

– la sospensione del recupero in presenza di procedure di regolazione della crisi o di rateazioni regolarmente rispettate.

La richiesta che l’Associazione rivolge al legislatore nasce dal fatto che una riscossione efficace non può compromettere la capacità del professionista di continuare a lavorare. Garantire la continuità degli studi professionali significa tutelare il lavoro, favorire il risanamento delle posizioni debitorie e assicurare, nel tempo, un recupero più stabile ed efficace delle entrate erariali.

L’Associazione Nazionale Commercialisti auspica che il legislatore intervenga tempestivamente per rendere il sistema più equo, proporzionato e coerente con i principi costituzionali di capacità contributiva, tutela del lavoro e libertà di iniziativa economica.

ANC Comunicazione

CS 06.08.2026 _Recupero debiti erariali

CS 01.08.2026 – TERREMOTO AI CAMPI FLEGREI, IL GOVERNO DISPONGA L’IMMEDIATO DIFFERIMENTO DELLE SCADENZE FISCALI E CONTRIBUTIVE E LA RIMESSIONE IN TERMINI PER LE ROTTAMAZIONI

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TERREMOTO AI CAMPI FLEGREI

IL GOVERNO DISPONGA L’IMMEDIATO DIFFERIMENTO DELLE SCADENZE FISCALI E CONTRIBUTIVE E LA RIMESSIONE IN TERMINI PER LE ROTTAMAZIONI

Roma, 01 agosto 2026

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime vicinanza alle popolazioni, alle imprese e ai professionisti coinvolti dal forte evento sismico che, nella serata del 31 luglio, ha interessato l’area dei Campi Flegrei e una parte significativa della Città metropolitana di Napoli, determinando situazioni di grave apprensione e rilevanti criticità operative.

Le interruzioni dell’energia elettrica e dei collegamenti, i disservizi delle reti telematiche, le limitazioni alla mobilità e la necessità di verificare la sicurezza e l’agibilità degli immobili, hanno oggettivamente compromesso, proprio in coincidenza con importanti scadenze fiscali, la possibilità per numerosi contribuenti e intermediari di adempiere regolarmente ai propri obblighi.

L’ANC chiede pertanto al Governo e al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’adozione urgente di un provvedimento che disponga il differimento, senza sanzioni, interessi o maggiorazioni, degli adempimenti e dei versamenti fiscali, contributivi, previdenziali e assicurativi in scadenza a decorrere dal 31 luglio 2026 per i soggetti aventi residenza, domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nei territori direttamente interessati dall’evento sismico.

Particolare urgenza assume la salvaguardia dei contribuenti interessati dalle definizioni agevolate. Il 31 luglio 2026 sono infatti scadute la prima o unica rata della Rottamazione-quinquies, la tredicesima rata della Rottamazione-quater e la quinta rata della Riammissione alla Rottamazione-quater.

È quindi indispensabile prevedere la rimessione in termini per la prima o unica rata della Rottamazione-quinquies e il differimento del termine del 5 agosto per la Rottamazione-quater e per i contribuenti riammessi, salvaguardando integralmente gli effetti delle procedure e impedendo che l’omesso o tardivo pagamento, dovuto a circostanze eccezionali e non imputabili al contribuente, determini l’inefficacia della definizione o la perdita dei relativi benefici.

La tutela dovrà essere estesa anche agli adempimenti e ai versamenti dei contribuenti assistiti da professionisti e intermediari aventi lo studio nei territori colpiti, qualora l’evento sismico e i conseguenti disservizi abbiano reso impossibile o eccessivamente gravoso lo svolgimento dell’attività professionale.

“In una situazione emergenziale” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel “la priorità deve essere la sicurezza delle persone e il ripristino delle condizioni minime per la ripresa delle attività. Non può essere richiesto il rispetto ordinario delle scadenze a chi sta affrontando le conseguenze di un evento straordinario”.

L’ANC ribadisce, infine, la necessità di una disciplina strutturale che colleghi automaticamente la dichiarazione dello stato di emergenza alla sospensione degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi, e auspica un intervento immediato e coordinato della Presidenza del Consiglio, del MEF, dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

 ANC comunicazione

CS 01.08.2026 terremoto_Campi_FlegreI

CS 23.07.2026 – Riforma dell’ordinamento professionale: concluso l’esame in Commissione Giustizia. Restano aperte le questioni fondamentali per il futuro della categoria

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Riforma dell’ordinamento professionale: concluso l’esame in Commissione Giustizia. Restano aperte le questioni fondamentali per il futuro della categoria

Roma, 23 luglio 2026. Si è concluso, presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, l’esame in sede referente del disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di Commercialista e di Esperto Contabile.

Il testo licenziato dalla Commissione presenta alcuni miglioramenti rispetto alla versione originaria, ma lascia ancora irrisolti temi centrali che incidono sull’identità della professione, sul ruolo degli Ordini territoriali, sulla governance dell’ordinamento e sulla valorizzazione delle competenze dei commercialisti.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, che nel corso dell’iter parlamentare ha elaborato e sostenuto numerose proposte tecniche, molte delle quali riprese in emendamenti presentati da diversi gruppi parlamentari, prende atto dell’esito dei lavori della Commissione, rilevando come numerose istanze qualificanti siano rimaste prive di accoglimento.

Tra gli interventi approvati meritano di essere evidenziati il reinserimento delle competenze professionali nell’ambito giuslavoristico e alcuni correttivi in materia di decadenza dalle cariche. Accanto a tali risultati, tuttavia, emergono numerose occasioni mancate.

Di particolare rilievo è la bocciatura dell’emendamento 2.26 volto a garantire il mantenimento di almeno un Ordine territoriale in ciascun capoluogo di provincia. Una proposta che avrebbe assicurato la salvaguardia del presidio istituzionale su ciascun territorio, rafforzando il rapporto tra Ordini e iscritti ed evitando future razionalizzazioni o accorpamenti suscettibili di impoverire la rappresentanza della categoria.

Non meno significativa appare la scelta di ritirare l’emendamento diretto a rafforzare il ruolo degli Ordini territoriali e, soprattutto, quello riguardante le specializzazioni. Quest’ultimo avrebbe consentito di affrontare uno dei temi più sentiti dalla categoria: il riconoscimento legislativo di specifici ambiti professionali qualificati. La riforma dell’ordinamento rappresentava un’occasione storica per avviare una riflessione concreta sulle esclusive professionali e sulla valorizzazione delle competenze distintive dei commercialisti. Il ritiro di tale proposta lascia inevitabilmente aperta una delle principali aspettative della professione.

Anche sul fronte dell’equo compenso il risultato appare solo parzialmente soddisfacente. L’emendamento 2.18, volto a introdurre una disciplina più ampia e maggiormente garantista, è stato respinto. Successivamente, la Commissione ha approvato l’emendamento 2.50 dei Relatori, che ne recepisce soltanto in parte le finalità. Si tratta di un passo in avanti rispetto al testo originario, ma non ancora sufficiente a garantire quella piena tutela della dignità economica della prestazione professionale auspicata dalla categoria.

Particolare rammarico suscita anche la mancata approvazione dell’emendamento 2.20, volto a introdurre una quota minima di rappresentanza dei giovani professionisti negli organi elettivi della categoria. Una proposta che avrebbe favorito il necessario ricambio generazionale, assicurando alle nuove generazioni un ruolo attivo nei processi decisionali. Una riforma che guarda al futuro non può prescindere dal futuro della professione: i giovani commercialisti devono essere protagonisti del cambiamento, non semplici destinatari delle scelte altrui. Il mancato accoglimento dell’emendamento rappresenta, anche sotto questo profilo, un’occasione mancata per costruire una governance più moderna e rappresentativa.

Restano inoltre prive di risposta numerose proposte che ANC considera essenziali per un ordinamento moderno ed equilibrato: la tutela dell’autonomia degli Ordini nella scelta delle modalità di voto; il rafforzamento del principio del limite dei mandati; la valorizzazione della rappresentanza delle giovani generazioni; il riconoscimento legislativo dei Comitati Pari Opportunità; una disciplina più rigorosa delle incompatibilità dei componenti del Consiglio Nazionale titolari di incarichi pubblici o di nomina politica; il coinvolgimento dell’Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali nell’approvazione del bilancio del Consiglio Nazionale, quale strumento di trasparenza, partecipazione e responsabilità istituzionale.

L’esame della Commissione evidenzia come molte delle proposte elaborate da ANC abbiano trovato riconoscimento nella loro impostazione tecnica, essendo state riprese in numerosi emendamenti parlamentari. Tuttavia, la mancata approvazione di molte di esse dimostra come permangano ancora resistenze rispetto a una riforma realmente innovativa, capace di rafforzare l’autonomia della professione, il ruolo dei territori e la qualità della governance ordinistica.

Il percorso parlamentare non è ancora concluso. L’approdo del provvedimento all’esame dell’Aula può ancora rappresentare un’occasione per rafforzare il testo e dare risposta alle aspettative di migliaia di professionisti che chiedono una riforma realmente orientata al futuro della categoria.

ANC continuerà a seguire con attenzione il prosieguo dell’iter parlamentare, offrendo il proprio contributo tecnico e istituzionale affinché il Parlamento possa cogliere l’opportunità di completare una riforma attesa da anni, rafforzando l’autonomia della professione, il ruolo degli Ordini territoriali, e il riconoscimento delle competenze dei Commercialisti e degli Esperti Contabili.

ANC Comunicazione

CS 23.07.2026_Riforma Ordinamento 

CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA – ANCHE SULLA SECONDA PARTE DELLA BOZZA DI CIRCOLARE DELL’AGENZIA L’ANC INVIA IL PROPRIO CONTRIBUTO 

COMUNICATO STAMPA

CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA – ANCHE SULLA SECONDA PARTE DELLA BOZZA DI CIRCOLARE DELL’AGENZIA L’ANC INVIA IL PROPRIO CONTRIBUTO 

 Roma, 20 luglio 2026.  L’Associazione Nazionale Commercialisti, lo scorso 16 luglio ha inviato, come già avvenuto il 15 maggio per la prima parte, il proprio contributo sulla  seconda tranche della campagna di consultazione pubblica con richiesta di contributi della bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate, contenente chiarimenti interpretativi sui principi generali e sulle disposizioni inerenti alla Composizione negoziata della crisi.

“Anche in questa occasione” dichiara il Presidente Marco Cuchel “il mio ringraziamento va alla Commissione ANC Procedure Concorsuali e Crisi d’impresa, presieduta dalla Collega Giovanna Scifo, che nonostante il periodo particolarmente intenso di lavoro, ha completato un articolato elaborato di analisi sulla bozza di circolare, evidenziando ulteriori punti critici e proponendo nuove formulazioni. Come sempre, nello spirito di servizio e di confronto che ci contraddistingue, il testo è stato corredato dai riferimenti normativi del caso”.

“La nota stonata” evidenzia il Presidente “è che la prima parte della circolare licenziata come testo definitivo dall’AdE, oggetto della consultazione di maggio, non tiene minimamente conto delle osservazioni da noi inviate, e le stesse non sono neanche state rese pubbliche, così come nessun altro contributo, contrariamente a quanto preannunciato. In un momento di così grande impegno lavorativo, la nostra Associazione, attraverso la competente Commissione si è mobilitata per comporre e inviare un documento, mettendosi al servizio della Pubblica Amministrazione e dei Cittadini. Purtroppo, il riscontro è stato nullo; ignoriamo se e come il nostro testo sia stato preso in considerazione. Ci chiediamo se il coinvolgimento di soggetti terzi non sia solamente un’operazione di facciata; vogliamo sperare di no e attendiamo ora un riscontro da parte dell’Agenzia su quanto inviato nei giorni scorsi”.

ANC Comunicazione

CS_20.07.2026_ConsultazioneAdE.docx

 

Di seguito pubblichiamo i due contributi prodotti da ANC relativamente alla bozza di circolare dell’AE in materia di crisi di impresa – I e II parte – nell’ambito della consultazione pubblica.

DocumentoCrisiImpresa_15.05.2026

DocumentoCrisiImpresa_16.07.2026