CS ANC 29.05.2026 – Cuchel (commercialisti): “Meno burocrazia, più competitività per imprese e professionisti” – L’appello da Bari del presidente nazionale di Anc raccolto da Andrea De Bertoldi, Mario Turco e Chiara Tenerini

COMUNICATO STAMPA

Cuchel (commercialisti): “Meno burocrazia, più competitività per imprese e professionisti”

L’appello da Bari del presidente nazionale di Anc raccolto da Andrea De Bertoldi, Mario Turco e Chiara Tenerini

 

Bari, 29 maggio 2026 – “Il ruolo delle professioni è fondamentale per la crescita e la competitività del sistema Paese. In quest’ottica abbiamo portato all’attenzione della politica alcuni temi prioritari, a partire dalla necessità di garantire certezza normativa. Le regole fiscali non possono essere introdotte o modificate in corso d’anno, soprattutto se vogliamo attrarre investimenti esteri e offrire agli operatori economici un quadro stabile e affidabile. Da tempo proponiamo che tutti gli adempimenti legati a Irpef, Irap, Ires e alle dichiarazioni fiscali di imprese e cittadini vengano definiti e consolidati nell’anno precedente, evitando continui cambiamenti che generano incertezza e difficoltà operative.

È inoltre necessario ristabilire un rapporto equilibrato tra contribuente e Amministrazione finanziaria, fondato sulla reciproca fiducia e sulla pari dignità delle parti. Sul fronte della semplificazione, invece, i risultati ottenuti finora sono ancora insufficienti. Anche la riforma fiscale si è tradotta prevalentemente in un riordino normativo, senza produrre quell’effettiva riduzione della pressione fiscale che imprese e professionisti attendono da anni. L’Italia continua a essere uno dei Paesi OCSE con il più elevato carico fiscale: una condizione che richiede interventi strutturali e coraggiosi per sostenere la crescita economica e la competitività del sistema produttivo”.

Lo ha dichiarato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, in apertura dei lavori del forum “Commercialisti, ogni scelta traccia il futuro”, promosso a Bari nella sala congressi del The Nicolaus hotel.

“Per troppo tempo si è ipotizzato di aumentare la competitività comprimendo salari, pensioni e compensi professionali. Oggi – ha sottolineato Andrea De Bertoldi (Lega) -, è chiaro che questa strategia non funziona: per sostenere la crescita occorre rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e valorizzare il lavoro e le professioni. È necessario rendere più attrattiva la professione per i giovani, a partire da una revisione della legge sull’equo compenso. Se un compenso deve essere equo, deve esserlo per tutti i clienti, comprese le PMI che rappresentano il cuore del tessuto produttivo e della nostra attività professionale”.

La complessità normativa è stata sottolineata da Mario Turco, vicepresidente nazionale del M5s “In questi anni imprese e professionisti hanno dovuto confrontarsi con continui cambiamenti normativi che hanno spesso generato incertezza e difficoltà applicative. Troppo frequentemente vengono approvate norme prive dei necessari decreti attuativi, rendendone complessa l’effettiva operatività. È il caso della delega fiscale e del Piano Transizione 5.0, più volte modificato ma ancora caratterizzato da criticità che limitano l’accesso alle agevolazioni per gli investimenti innovativi. Per questo è necessario ripensare il modo di legiferare, puntando su norme chiare, tempestivamente attuabili e realmente in grado di produrre effetti concreti a favore di imprese e professionisti”.

Sul rapporto fiduciario Stato-cittadini si è soffermata anche Chiara Tenerini (Forza Italia): “È necessario costruire un rapporto di fiducia tra Stato, imprese e professionisti, fondato su regole chiare, semplici e prive di ambiguità interpretative. Un quadro normativo certo riduce il contenzioso, limita il ricorso ai tribunali e favorisce gli investimenti, rafforzando la competitività del sistema economico. All’interno di regole definite, imprese e professionisti devono poter operare con maggiore libertà e responsabilità, lasciando ai controlli successivi il compito di sanzionare chi non rispetta la legalità. Una burocrazia eccessiva rischia invece di frenare l’iniziativa economica e di sottrarre risorse preziose alla crescita e all’innovazione”.

Ha introdotto i lavori Nicola Grasso, assessore alla Legalità del Comune di Bari: “Le istituzioni e i professionisti devono lavorare in sinergia per costruire norme più efficaci e vicine alle esigenze di cittadini e imprese. Il contributo di chi opera quotidianamente sul campo è fondamentale per semplificare gli adempimenti, garantire maggiore chiarezza e favorire lo sviluppo economico nel rispetto della legalità. Ringrazio ANC per aver scelto Bari come sede di questo importante confronto nazionale, con l’auspicio che tutti i partecipanti possano tornare presto in città anche da turisti”.

Soddisfazione è stata espressa da Giuseppe Scalera, presidente Anc di Bari: “I commercialisti rappresentano da sempre un presidio di legalità e un punto di raccordo tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Da Bari lanciamo un appello al dialogo con le istituzioni per costruire insieme soluzioni concrete a sostegno dello sviluppo economico e sociale del Paese”.

Ubaldo Pagano, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Puglia, ha evidenziato “lo stretto rapporto che lega professionisti e istituzioni nella costruzione di percorsi normativi che siano in grado di rilanciare l’economia dei territori”.

Di particolare interesse le relazioni tecniche degli esperti Andrea Bongi e Paolo Longoni su ‘Revisione e collegi sindacali tra rigore dei controlli e gestione dei rischi aziendali’ e di Giuliano Mandolesi, che ha illustrato ‘Come sopravvivere alla tempesta perfetta degli adempimenti tra novità fiscali e criticità’.

ANC Comunicazione

CS_29.05.26 Convegno Bari

 

 

CS ANC 26.05.2026 – CONVEGNO NAZIONALE BARI

COMUNICATO STAMPA

 Cuchel (Anc): “I commercialisti centrali nelle trasformazioni economiche”

A Bari confronto nazionale su riforma della professione, crisi d’impresa e nuovi scenari per il Paese

Bari, 26 maggio 2026. “Ogni scelta che riguarda la professione dei commercialisti incide direttamente sul futuro del sistema economico del Paese. Oggi più che mai servono riforme sostenibili, condivise e capaci di valorizzare il ruolo strategico dei professionisti nell’accompagnare imprese, istituzioni e cittadini in una fase di grandi trasformazioni economiche, fiscali e sociali”. Lo ha dichiarato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, presentando l’evento “Commercialisti: ogni scelta traccia il futuro”, che si terrà venerdì 29 maggio 2026 dalle ore 09,00 nella sala conferenze del Nicolaus Hotel a Bari.

La giornata di lavori vedrà confrontarsi esponenti delle istituzioni, professionisti, tecnici ed esperti sui temi della riforma della professione, della crisi d’impresa, della governance aziendale e delle nuove criticità fiscali che coinvolgono il sistema produttivo italiano.

Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali di Giuseppe Scalera, presidente ANC Bari, Ubaldo Pagano (presidente della Commissione Bilancio e Programmazione della Regione Puglia), Vito Leccese (sindaco del Comune di Bari) e Luigi Pagliuca (presidente della Cassa di Previdenza dei Ragionieri e degli Esperti Contabili.)

Al centro della mattinata la tavola rotonda dal titolo “Professione e Sistema Paese: scelte condivise per una riforma sostenibile”, che vedrà gli interventi di Andrea De Bertoldi (Commissione Finanze della Camera dei deputati), Chiara Tenerini (Commissione Lavoro della Camera dei deputati) e Mario Turco (Commissione Finanze del Senato della Repubblica).

Spazio poi agli approfondimenti tecnici con la relazione “Revisione e Collegi Sindacali: tra rigore dei controlli e gestione dei rischi aziendali”, affidata ad Andrea Bongi (commercialista dell’Odcec di Pistoia), e a Paolo Longoni (commercialista dell’Odcec di Milano).

Seguirà la tavola rotonda “Adeguati assetti e crisi di impresa: tracciare la rotta per una nuova cultura aziendale”, con la partecipazione di Marcella Caradonna (commercialista dell’Odcec di Milano), Nicolò Castello (commercialista dell’Odcec di Palermo), Eros Ceccherini (docente di Crisi d’Impresa all’Università Niccolò Cusano), ed Emmanuele Virgintino, avvocato del Foro di Bari. Modererà Andrea Bongi.

Nel corso dell’evento ci sarà anche un momento dedicato alla riflessione sul valore della collettività e del ruolo sociale delle professioni con l’incontro “Il Noi non è gratis – Due amici e un libro per riscoprire il valore della collettività”, durante il quale Miriam Dieghi, vicepresidente ANC, dialogherà con Claudio Siciliotti, già presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, sul libro “Il prezzo del Noi”.

La giornata si concluderà con la relazione tecnica “Il domani è già qui: sopravvivere alla tempesta perfetta degli adempimenti. Novità fiscali e criticità: istruzioni per non farsi travolgere”, affidata a Giuliano Mandolesi, commercialista dell’Odcec di Roma.

L’iniziativa si propone come momento di confronto nazionale sulle sfide che attendono il mondo delle professioni economico-contabili, chiamato sempre più a svolgere un ruolo centrale nei processi di innovazione, sostenibilità e tutela del tessuto imprenditoriale italiano.

ANC Comunicazione

CS_26.05.2026_Convegno ANC Bari

 

CS ANC 18.05.2026 –  SOFTWARE ISA 2026: IN RITARDO PER LEGGE

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 SOFTWARE ISA 2026: IN RITARDO PER LEGGE

 Roma, 18 maggio 2026.  L’art. 7 c. 2 del Decreto fiscale approvato alla Camera prevede che All’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, dopo il comma 5-bis è inserito il seguente: “5-ter. Per il 2026 i programmi informatici di cui al comma 5-bis sono resi disponibili entro il 15 maggio 2026”.

In sostanza, l’applicativo per il calcolo del punteggio Isa predisposto dall’Agenzia delle Entrate è stato rilasciato lo scorso 13 maggio, in ritardo rispetto alla scadenza del 30 aprile, e si è deciso di blindare tale ritardo proteggendolo entro un perimetro di legge.

“Al momento si è pensato quasi a tutto” commenta amareggiato il Presidente ANC Marco Cuchel “tranne che al rispetto dello Statuto del contribuente e dei sessanta giorni di latenza tra la pubblicazione del provvedimento e l’adempimento, considerato il silenzio su un doveroso spostamento dei termini di versamento da parte dei soggetti Isa, dal 30 giugno, almeno al 15 luglio e conseguentemente della scadenza successiva sottoposta a maggiorazione dello 0,4. Anche perché occorre sempre tenere conto del tempo necessario alle software house per operare sui propri applicativi”.

ANC ritiene urgente un provvedimento di proroga che sia la giusta e logica conseguenza del ritardo nel rilascio del software “Il tuo Isa 2026 Cpb 1.0.0”, che sia comunicato non a ridosso della scadenza, come sempre avviene, ma in tempi congrui all’organizzazione del lavoro e della vita di migliaia di professionisti.

“Siamo certi” conclude Cuchel “che al nuovo corso dei rapporti fisco-contribuente, inaugurato dall’Amministrazione finanziaria, sarà data sostanza anche attraverso l’emissione di provvedimenti conformi al dettato dello Statuto del Contribuente”.

 ANC Comunicazione

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CS ANC 15.05.2026 –  CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA – L’ANC PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA SULLA CIRCOLARE DELL’AGENZIA

COMUNICATO STAMPA

 CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA – L’ANC PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA SULLA CIRCOLARE DELL’AGENZIA

Roma, 15 maggio 2026.  L’Associazione Nazionale Commercialisti ha inviato quest’oggi il suo contributo alla campagna di consultazione pubblica della bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate, contenente i primi chiarimenti interpretativi sui principi generali e sulle disposizioni inerenti alla Composizione negoziata della crisi.

“Grazie al lavoro della Commissione ANC Procedure Concorsuali e Crisi d’impresa e alla possibilità data dall’Agenzia, che ringraziamo” spiega il Presidente Marco Cuchel “abbiamo messo a punto un documento che analizza la bozza di circolare, ne rileva i punti critici e suggerisce possibili riformulazioni. Il tutto, sostenuto da riferimenti normativi puntuali e pertinenti”

“Riteniamo che lo strumento della consultazione pubblica sia un grande mezzo di democrazia partecipativa e consideriamo il coinvolgimento di soggetti interessati nella formazione dei processi legislativi e amministrativi una risorsa di cui un Paese avanzato non possa fare a meno. In particolare” conclude Cuchel “siamo convinti, e nel documento lo esplicitiamo, che in una materia come quella della crisi d’impresa, il contributo della nostra categoria può essere decisivo per rafforzare la coerenza dell’interpretazione amministrativa con il dato normativo e sistematico e migliorare la funzionalità concreta della composizione negoziata, riducendo il rischio di disallineamenti istruttori, duplicazioni professionali non necessarie, incertezze documentali e ritardi procedurali incompatibili con l’esigenza di tempestivo risanamento”.

 ANC Comunicazione

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CS ANC 12.05.2026 –  SCHEMA D.LGS SU TESTO UNICO IN MATERIA DI IMPOSTE SUI REDDITI, OSSERVAZIONI E PROPOSTE DELL’ANC  

 

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 SCHEMA D.LGS SU TESTO UNICO IN MATERIA DI IMPOSTE SUI REDDITI

OSSERVAZIONI E PROPOSTE DELL’ANC  

 Roma, 12 maggio 2026.  Nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi (AG 398) da parte della Commissione Finanze della Camera, all’Associazione Nazionale Commercialisti è stato chiesto di fornire un contributo in termini di osservazioni e proposte.

L’analisi elaborata, grazie anche al lavoro della Commissione Fiscale di ANC e del suo Presidente Giuseppe Avanzato, si articola in osservazioni specifiche, con una prima parte riguardante l’imposta sul reddito delle persone fisiche, con particolare riferimento alla struttura delle detrazioni e alla loro coerenza sistematica, e una seconda sezione riferita a imprese e professionisti e alle criticità sul piano del coordinamento con le discipline settoriali in vigore.

Rispetto ai contenuti dello schema di decreto legislativo, sono state evidenziate specifiche criticità, illustrando puntualmente la norma coinvolta, il loro effetto fiscale nonché l’impatto gestionale.

Gli aspetti critici evidenziati dall’ANC sono molteplici, tra questi il mancato coordinamento tra nuova disciplina del reddito di lavoro autonomo e CPB; la rigidità e scarsa adattabilità del sistema di tassatività delle variazioni del reddito concordato; l’incompatibilità tra CPB e iperammortamento; l’esclusione dei lavoratori autonomi dall’iperammortamento e assenza di raccordo con il CBP; il mancato coordinamento del CPB con la riforma del lavoro autonomo; la rigidità del CPB per studi associati, STP e aggregazioni professionali.

Ulteriori criticità segnalate riguardano l’incertezza normativa e la stratificazione di norme, prassi e correttivi; l’asimmetria tra sostanza economica ed effetti del regime concordatario; gli effetti del CPB ai fini IRAP e la complessità delle rettifiche.

“ANC” spiega il Presidente Marco Cuchel “ha voluto apportare un contributo costruttivo e soprattutto qualificato, formulando proposte emendative specifiche e tecnicamente fondate, che ci auguriamo possano essere considerate favorevolmente dalla Commissione.”

ANC Comunicazione

CS_12.05.2026 schema decreto imposte redditi

Il documento presentato da ANC Memoria_AG398_VI Comm Finanze

 

Festival dell’Economia di Trento 2026 XXI Edizione – Partecipazione del Presidente ANC

Festival dell’Economia di Trento 2026
Tema della XXI edizione: “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”

📅 Appuntamento a Trento dal 20 al 24 maggio 2026
https://www.festivaleconomia.it/    

Al panel dedicato alle professioni in programma il 21 maggio partecipa anche il Presidente ANC Marco Cuchel

Le libere professioni. Ombre e luci sull’età: le speranze dei/delle giovani

Lavoro e nuove professioni
Protagonisti 2026: Rosalia Bergamin, Marco Cuchel, Simona D’Alessio, Gianpaolo Di Marco, Luca Iannettone, Barbara Lorenzi, Alberto Oliveti, Marco Natali

https://www.festivaleconomia.it/it/programma/programma-2026/economie-dei-territori/le-libere-professioni.-ombre-e-luci-sull-eta-le-speranze-dei-delle-giovani  

LETTERA APERTA ANC ALLA CATEGORIA

LETTERA APERTA ALLE COLLEGHE E AI COLLEGHI

L’adesione del CNDCEC a Formez PA

Opportunità o rischio di attenuazione dell’autonomia istituzionale?

 

Roma, 4 maggio 2026

Care Colleghe e cari Colleghi,

la richiesta di adesione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili a Formez PA, del novembre scorso con relativa ammissione con decorrenza gennaio 2026, nonché il primo affidamento già disposto in favore di tale organismo secondo il modello dell’in house providing, meritano, a parere dell’Associazione Nazionale Commercialisti, una riflessione ampia.

Non si tratta di contestare aprioristicamente una scelta che potrebbe, in via di principio, presentare profili di utilità sul piano della formazione, dell’innovazione amministrativa e del supporto tecnico-istituzionale, si tratta, piuttosto, di interrogarsi se tale adesione sia pienamente coerente con la funzione del Consiglio Nazionale quale ente esponenziale di una professione ordinistica, chiamato a rappresentarne gli interessi con autonomia, indipendenza e capacità critica.

Un dato che non può essere considerato marginale è che Formez PA è un organismo in house, sottoposto al controllo, alla vigilanza e ai poteri ispettivi della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È stato altresì affermato che tale attività di controllo può estendersi alle amministrazioni associate (cfr. parere del Consiglio di Stato Numero 00883/2019 del 21/03/2019 su quesito ANAC prot. n. 0080298). Non riteniamo che questo sia un elemento trascurabile; esso pone, infatti, una questione che va oltre la mera convenienza operativa, ovvero se sia pienamente coerente con il ruolo di un ente rappresentativo di una professione ordinistica partecipare stabilmente a un organismo la cui governance e il cui controllo risultano strutturalmente collocati all’interno di un’orbita governativa.

Le professioni ordinistiche non sono articolazioni della pubblica amministrazione. Collaborano con le istituzioni ma non coincidono con esse e devono conservare l’autonomia di giudizio, l’indipendenza funzionale nonché la capacità di assumere, quando necessario, posizioni anche critiche nei confronti degli apparati pubblici.

In questo quadro, l’adesione del CNDCEC a una struttura come Formez PA solleva interrogativi che non appaiono eludibili nelle ipotesi che la partecipazione a un sistema soggetto a controllo governativo possa generare forme, anche solo indirette, di condizionamento istituzionale e altresì se tale collocazione possa incidere, anche sul piano della percezione interna o esterna, sull’indipendenza del Consiglio Nazionale nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali e altri apparati amministrativi già associati a Formez Pa.

Un ulteriore elemento di riflessione discende dal fatto che il CNDCEC dispone già di una propria struttura in house, la Service CNDCEC, istituita proprio per supportare attività strumentali e operative connesse alle funzioni del Consiglio Nazionale.

In tale contesto, appare legittimo interrogarsi su quali siano le ragioni per le quali, a fronte di affidamenti verso Formez PA, non si sia ritenuto di valorizzare prioritariamente una struttura interna, provvedendo a rafforzare gli eventuali punti critici in termini di capacità tecniche e organizzative.

Il profilo osservato non è di tipo meramente gestionale, bensì relativo all’impiego delle risorse dell’Ente, alla coerenza delle scelte organizzative e al rafforzamento del modello di autonomia operativa del Consiglio Nazionale. Decisioni di tale portata incidono sul posizionamento istituzionale del Consiglio Nazionale e, per esso, dell’intera categoria.

Per questa ragione, appare quantomeno opportuno interrogarsi se le valutazioni compiute dalla governance della categoria non avrebbero meritato un confronto preventivo ampio, una indispensabile trasparenza sulle finalità perseguite, nonché una chiara rappresentazione dei benefici attesi, invece che il suo rimanere nel totale silenzio d’informazione, non trattandosi di scelte che riteniamo possano essere state meramente tecniche, ma che riverberano effetti incidendo sul modello di rappresentanza della professione. Con rammarico invece abbiamo osservato come la notizia sia rimasta nel totale silenzio, non essendo stata resa nota agli Ordini Territoriali e ancor meno agli iscritti.

Un altro profilo di non minor rilievo è la natura vincolante delle decisioni assembleari.

Lo Statuto di Formez PA, infatti, all’art. 9 prevede che le deliberazioni dell’Assemblea siano “vincolanti” per tutti gli associati, anche se assenti o dissenzienti. Non v’è dubbio che si tratti di una previsione particolarmente incisiva, poiché implica che l’adesione non si esaurisca in una mera collaborazione ma comporta che l’inserimento in un ordinamento associativo, nel quale le decisioni sono adottate da un organo a prevalente composizione pubblica, possano produrre effetti vincolanti anche per il socio, anche se non concorde.

Da qui discende a valle un interrogativo ulteriore: quanto è coerente, con l’autonomia dell’ente esponenziale della professione, l’appartenenza a una struttura in cui decisioni non condivise possano comunque vincolarlo?

È opportuno rilevare che fra i soci di Formez Pa si annoverano, oltre alla quasi totalità dei Ministeri, anche l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione, rispetto alle quali andrebbe custodita e preservata una totale autonomia piuttosto che attuare una condivisione statutaria o una logica di appartenenza.

Il tema di fondo è se la rappresentanza di una professione si rafforzi avvicinandosi ai centri del potere amministrativo, oppure, mantenendo una distanza funzionale da quest’ultimi, al fine di garantire autonomia e libertà; e ancora, se l’esternalizzazione di funzioni verso organismi partecipati rafforzi o indebolisca la capacità del Consiglio Nazionale di esercitare un ruolo pienamente autonomo.

Sono tutte riflessioni che, si ribadisce, non intendono esprimere un giudizio preconcetto, auspicando che il vertice della categoria chiarisca, seppur largamente ex post, le ragioni e i benefici di detta partecipazione, decisa in piena riforma ordinamentale.

Sono questi interrogativi che ANC ritiene doveroso porre in luce, poiché attengono a un principio che precede ogni valutazione di opportunità: l’indipendenza dell’istituzione professionale, principio che non solo va osservato, ma anche preservato nelle diverse relazioni che si allacciano e si intrattengono con enti e istituzioni.

Un cordiale saluto.

Marco Cuchel – Presidente ANC

64_Lettera aperta alla categoria

 

 

Comunicato stampa ANC – Riforma forense – emendamento sulla consulenza

COMUNICATO STAMPA

Riforma della professione forense

Sensibilità istituzionale e ascolto restituiscono equilibrio al sistema professionale

 

Roma, 1 maggio 2026. L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime apprezzamento e sincero ringraziamento nei confronti di quanti, in sede parlamentare, hanno dimostrato sensibilità istituzionale e attenzione concreta verso il sistema ordinistico, contribuendo all’approvazione dell’emendamento intervenuto sul testo della riforma forense.

“Già con il comunicato del 9 marzo 2026” sottolinea Marco Cuchel “avevamo pubblicamente denunciato i potenziali effetti distorsivi derivanti dal ritiro degli emendamenti allora presentati, evidenziando il rischio concreto di comprimere competenze professionali da sempre esercitate anche dai Commercialisti, con inevitabili ricadute sull’attività professionale e sui servizi resi a cittadini e imprese”.

In quel momento, infatti, mentre ANC riteneva doveroso sollevare con fermezza la questione, larga parte della categoria è rimasta sostanzialmente silente, ritenendo evidentemente che il tema non richiedesse particolari interventi.

L’approvazione dell’ulteriore emendamento che mette definitivamente al riparo la consulenza in ambito del diritto svolta anche dai commercialisti, conferma invece che quelle preoccupazioni erano fondate e meritavano, come sostenuto sin dall’inizio, attenzione e un intervento tempestivo.

Per questo esprimiamo un particolare ringraziamento a chi ha promosso insieme ad ANC il confronto sul tema, in particolare al Cup, a Confprofessioni, ai relatori della riforma e ai componenti della Commissione Giustizia, che hanno affrontato la questione con equilibrio, riaffermando un principio essenziale: ogni professione ordinistica deve poter continuare a svolgere attività di consulenza nell’ambito delle proprie competenze.

 

ANC Comunicazione

CS_01.05.2026 riforma forense

 

CS ANC 30.04.2026 –  Responsabilità dei professionisti, l’escalation giurisprudenziale impone un intervento normativo immediato

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 Responsabilità dei professionisti

L’escalation giurisprudenziale impone un intervento normativo immediato

Roma, 30 aprile 2026. La nuova ordinanza della Corte di Cassazione Sezione Tributaria, n. 11372 del 27/04/2026, conferma e aggrava un quadro ormai non più episodico, ma progressivo e strutturale: la responsabilità del professionista rischia di essere estesa ben oltre il perimetro della prestazione effettivamente resa, sino a coinvolgere anche chi abbia svolto un ruolo di mero intermediario trasmittente.

Si registra un’escalation giurisprudenziale preoccupante, con il delinearsi di un ampliamento dei confini della responsabilità professionale, che impone uniformità di applicazione delle norme per sottrarle alla variabilità degli orientamenti interpretativi.

L’ANC ha già evidenziato, a seguito della precedente ordinanza della Suprema Corte, il rischio di una indebita generalizzazione della responsabilità in capo ai professionisti, in assenza di una norma capace di delineare confini chiari, ragionevoli e coerenti con gli obblighi effettivamente gravanti sul commercialista.

Il punto è dirimente: al professionista che trasmette telematicamente una dichiarazione non compilata da lui stesso non può essere attribuito, in via automatica o presuntiva, un obbligo generalizzato di controllo sostanziale sulla veridicità dei dati ricevuti dal contribuente, salvo che emergano condotte consapevoli, partecipative o agevolative dell’illecito.

“Il rischio” sottolinea il Presidente ANC Marco Cuchel “è di trasformare l’intermediario in garante universale della posizione fiscale del cliente, con una responsabilità sproporzionata, difficilmente assicurabile e incompatibile con la natura stessa dell’incarico ricevuto”.

A ciò si aggiunge l’irrisolto tema della non assicurabilità delle sanzioni dirette, che ANC continua a porre all’attenzione del legislatore, e che rende ancora più grave l’assenza di un perimetro normativo certo.

ANC Comunicazione

CS 30.04.2026 Responsabilità professionale

 

CS ANC 28.04.2026 –  Rottamazione fiscale – Per ANC auspicabile l’introduzione di nuove misure 

COMUNICATO STAMPA 

 Rottamazione fiscale

Per ANC auspicabile l’introduzione di nuove misure 

Roma, 28 aprile 2026.  Il non ignorare le difficoltà dei cittadini ad onorare i debiti fiscali è un atteggiamento di buon senso, auspicabile anche nell’interesse stesso dello Stato, con il ricorso a misure in grado di favorire il recupero di risorse, la cui riscossione sarebbe altrimenti di estrema incertezza. L’Associazione Nazionale Commercialisti di questo è convinta e ritiene siano apprezzabili gli emendamenti al DL Fisco che la Lega è intenzionata a presentare in Commissione Finanze del Senato.

“In particolare” evidenzia il Presidente ANC Marco Cuchel “ci troviamo a condividere e sostenere quanto espresso recentemente dal Presidente della Commissione attività produttive della Camera nonché Responsabile fisco della Lega, On.le Alberto Gusmeroli, da sempre sensibile sul tema, riguardo all’opportunità di ulteriori misure per la definizione agevolata, che prevedano, tra le altre, la riammissione alla quater dei contribuenti che non sono riusciti a saldare rate scadute, e l’estensione della rottamazione quinquies ad ulteriori tributi”.

La rottamazione quinquies, misura che ANC ha fortemente auspicato, purtroppo presenta limiti importanti che impattano sulla sua portata ed efficacia. Sono sostanziali le criticità rispetto alla formulazione inizialmente prospettata per il provvedimento e che dall’Associazione sono state prontamente sollevate.

“Dai dati che trapelano” sostiene il Presidente Cuchel “quest’ultima rottamazione sta registrando un livello basso di adesione, una scarsa partecipazione, quindi, che conferma le evidenti rigidità delle procedure e le criticità del sistema”.

“Alla luce dei fatti” conclude Cuchel “sono oltremodo necessari dei correttivi alla rottamazione quinquies, in particolare sul fronte della decadenza, dei carichi rottamabili e della platea dei beneficiari, interventi in grado di favorire l’adesione da parte dei contribuenti e conseguentemente il recupero di risorse da parte dell’erario”.

ANC ComunicazioneCS_28.04.2026_Rottamazione