Comunicato Stampa 16.12.2020 – Adesione progetto Italia Virtute

COMUNICATO STAMPA

 ANC ADERISCE AL PROGETTO ITALIA VIRTUTE

RATING REPUTAZIONALE DIGITALIZZATO, DOCUMENTATO E TRACCIABILE –  INNOVATIVO STRUMENTO DI CERTIFICAZIONE ANCHE PER I PROFESSIONISTI     

Roma, 16 dicembre 2020

Al centro del progetto Italia Virtute (Valuable Identity and Reputation Technologically Unique Trusted Engine), ideato da Mevaluate Holding Ltd, insieme alle Associazioni Apart e Crop News Onlus, che operano nel settore dell’economia comportamentale, c’è l’innovativa infrastruttura digitale di qualificazione reputazionale documentata e tracciabile che permette di misurare in modo oggettivo la reputazione a 360 gradi degli operatori economici, professionisti compresi,  dei lavoratori, dei consumatori e degli utenti.

Anc (Associazione Nazionale Commercialisti) aderisce a questo progetto e il Presidente Marco Cuchel  si sofferma sulle ragioni che hanno convinto l’Associazione ad impegnarsi nel promuovere la conoscenza e l’utilizzo anche da parte della categoria dei commercialisti di uno strumento innovativo qual è il rating reputazionale dell’infrastruttura digitale del progetto Italia Virtute, il cui algoritmo prende in considerazione per la valutazione di persone fisiche e giuridiche le informazioni rilevabili solo da documenti e certificati forniti dagli stessi soggetti interessati, superando così all’origine eventuali  problemi sul fronte privacy.

Il sistema di rating reputazionale permette di valorizzare l’onestà, la trasparenza, le competenze e i meriti, contribuisce inoltre alla sicurezza collettiva, in quanto concorre a contrastare le identità false o alterate che trovano spazio sul web.

«La trasparenza – evidenzia Marco Cuchel – è il fulcro del rating reputazionale e quest’ultimo per i professionisti può essere anche alla base di una migliore qualità delle relazioni, consolidando il rapporto fiduciario e favorendo così il contrasto all’anonimato dei clienti inadempienti.».

«Allo stesso tempo – aggiunge Cuchel – il sistema dell’infrastruttura digitale di qualificazione reputazionale documentata e tracciabile è un prezioso alleato con il  quale i professionisti possono finalmente opporsi al fenomeno delle infondate e false recensioni pubblicate sul web, dove il diritto alla critica sembra poter vincere sempre e su tutto, anche quando il professionista è vittima di attacchi infondati che ledono, senza possibilità di appello, la sua reputazione professionale. ».

«Non ultimo – spiega Cuchel – l’economia comportamentale costituisce una realtà nella quale per i commercialisti, in modo particolare per la platea dei più giovani, si concretizzano innovative  e interessanti opportunità professionali. Per essere infatti valutati dall’algoritmo dell’infrastruttura digitale del progetto Italia Virtute, i dati ammessi sono esclusivamente quelli risultanti da documenti validati da professionisti (Reputation audit manager), riuniti nell’Associazione Apart, vigilata dal ministero dello Sviluppo Economico, che hanno dunque il compito e la responsabilità di promuovere, gestire e ottimizzare un bene così prezioso per ognuno quale la reputazione. E naturalmente, conclude Cuchel – i commercialisti per il loro ruolo possono candidarsi a pieno titolo ad esercitare tale professione.».

«Il rating reputazionale – spiega anche Eduardo Marotti, presidente Apart e Crop News Onlus – è molto semplice e al tempo stesso rivoluzionario e si basa sulla considerazione che è solo la reputazione a originare fiducia, permettendo a sua volta sviluppo attraverso la delega, perché nessuno delegherebbe qualcosa a qualcuno di cui non si fida. Ma nell’era della “fake reputation” è indispensabile qualificare e verificare la reputazione con i documenti seguendo l’antico adagio carta canta. E con il rating reputazionale digitalizzato, documentato e tracciabile in pratica si abbatte drasticamente il rischio di riporre la propria fiducia in modo errato, evitando conseguenze che possono rivelarsi drammatiche tanto per gli operatori economici, quanto per i consumatori e gli utenti.».

Per approfondimenti: https://cropnews.online/

ANC – Comunicazione

CS ANC 16.12.2020_ADESIONE PROGETTO ITALIA VIRTUTE

Comunicato Stampa ANC 15.12.2020 – Rischio rinvio ddl malattia professionisti

COMUNICATO STAMPA

 DDL MALATTIA PROFESSIONISTI

POSSIBILE RINVIO DELL’APPROVAZIONE IN SENATO, UNA DECISIONE IRRESPONSABILE E INSENSATA

Roma, 15 dicembre 2020

“L’iter di approvazione del disegno di legge sulla malattia e infortuni del professionista da parte del Senato rischia inspiegabilmente di subire una battuta d’arresto e si tratterebbe di una scelta gravemente irresponsabile, uno schiaffo a tutti i professionisti del nostro Paese, in spregio anche ad una situazione di emergenza sanitaria mai vissuta prima.”.

Non usa giri di parole il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, Marco Cuchel, per definire la decisione che la Commissione Giustizia al Senato, i cui lavori sul testo riprendono oggi,  potrebbe assumere: non concedere la procedura deliberante con la conseguenza inevitabile di vedere allungarsi i tempi dell’approvazione del ddl fino ad oltre la metà di gennaio. Questo almeno è il rischio stando ad alcune dichiarazioni di esponenti della maggioranza.

Il provvedimento sul differimento delle scadenze per il professionista che si ammala o subisce infortunio ha potuto proseguire celermente il suo iter beneficiando della deroga concessa dalla presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, la quale ha evidentemente ritenuto di considerare il ddl e i suoi effetti nel quadro dell’attuale emergenza sanitaria.

È assurdo – prosegue Cuchelche un provvedimento, atteso da un tempo infinito, rischi nuovamente di essere congelato e insieme a lui le speranze di tutti i professionisti. Non c’è più tempo: il diritto dei professionisti italiani alla salute, al pari di tutti gli altri cittadini e lavoratori, deve essere garantito, ed è per questo che chiediamo alla Commissione Giustizia di riconoscere al ddl la procedura deliberante e permetterne così l’approvazione definitiva in tempi rapidi.”.

ANC – Comunicazione

CS ANC 15.12.2020_Rischio rinvio ddl malattia professionista

Certificazioni Uniche Inps – Le spiegazioni dell’Istituto non sono sufficienti

 

 

COMUNICATO STAMPA

LE GIUSTIFICAZIONI DELL’INPS CONFERMANO L’INADEGUATEZZA MA NON CHIARISCONO CHI PAGA
FACCIAMO RIFARE LE DICHIARAZIONI AL PERSONALE DELLA P.A.

Roma, 14 dicembre 2020

È stata forse la fretta con la quale lo scorso venerdì l’Inps ha provveduto a dare la propria spiegazione sulle 620.000 certificazioni uniche errate, dopo quanto apparso lo stesso giorno sul quotidiano Italia Oggi, a far sì che la comunicazione omettesse le risposte a domande legittime di contribuenti e professionisti, domande di ordine operativo, ma anche interrogativi concernenti questioni di principio sulla perdurante disparità di trattamento tra il cittadino e l’amministrazione pubblica quando si tratta di riparare agli errori.
Ci chiediamo, visto che per i datori di lavoro privati è prevista una sanzione di 100 euro, senza cumulo giuridico, in caso di emissione di CU errate, chi pagherà i 62 milioni di euro dovuti: Il Presidente Tridico? Il Direttore Di Michele? L’Inps e quindi sempre noi? È probabile che non sarà chiesto conto di questo pagamento, in ossequio al vigente principio che se sbaglia lo Stato nessuno paga.
Venendo alla candida dichiarazione che, in fondo, “ogni anno” si registra un 3% di errore da parte dell’Inps, vorremmo, prima di tutto, che la stessa benevolenza con il quale l’Istituto si concede un margine del 3% di errore nelle certificazioni fosse concesso anche ai cittadini e a noi professionisti, e poi, se non è troppo, chiediamo in questi anni quanti e quali siano stati gli sforzi messi in campo per ottenere la riduzione di questo parametro che, se consideriamo i numeri assoluti, è comunque preoccupante. L’Inps, inoltre, quando ci fa sapere che è avvenuto quello che ogni anno avviene, dimentica di aggiungere che quest’anno le variazioni sono state inviate quando i termini per la presentazione e i versamenti erano scaduti.
Per molti cittadini, poi, il cambiamento della situazione reddituale inciderà sulla valutazione del merito creditizio per mutui e finanziamenti già ottenuti o che sono stati rifiutati, oltre alle dichiarazioni Isee che saranno presentate da coloro i quali non hanno potuto prendere visione della comunicazione di variazione.
Rimane anche la domanda su come il cittadino possa fare a rimediare, senza personali conseguenze economiche relative alle sanzioni sulle dichiarazioni ed eventuali competenze da corrispondere agli intermediari.
“La nostra proposta” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel, “per ovviare a quanto sopra, è che la Pubblica Amministrazione stessa si incarichi di rielaborare le dichiarazioni che risultano da ripresentare per effetto degli errori Inps, come noi professionisti ci facciamo carico di riparare a nostre spese gli errori che commettiamo.
“Alla Ministra Dadone e al Ministro Gualtieri chiediamo pertanto di far sì che sia messo a disposizione dei cittadini interessati un servizio, con procedure e personale ad hoc affinché tutte le dichiarazioni siano regolarizzate senza sanzioni e competenze e che sia rilasciata una manleva per la buona fede e per il legittimo affidamento”.
È chiedere troppo? No, è l’applicazione del principio di equità.

ANC – Comunicazione

 

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Comunicato Stampa ANC 11.12.2020 – L’INPS SBAGLIA LE CERTIFICAZIONI UNICHE MA A PAGARE SONO I CONTRIBUENTI

COMUNICATO STAMPA

L’INPS SBAGLIA LE CERTIFICAZIONI UNICHE MA A PAGARE SONO I CONTRIBUENTI

Roma, 11 dicembre 2020

Un numero imprecisato di contribuenti sta ricevendo dall’INPS una sconcertante quanto laconica comunicazione, ai limiti della burla, che annuncia candidamente la non corrispondenza delle somme calcolate per il 2019 con quelle effettivamente erogate o trattenute. A questa notizia, segue quella della necessità di ripresentare la dichiarazione fiscale con la nuova certificazione, quando oramai i termini sono scaduti da tempo. La situazione paradossale e infernale che viene pertanto a crearsi è la seguente:

  • le maggiorazioni di legge sono interamente scaricate sul cittadino, così come lo è il  costo delle competenze dovute agli intermediari (professionisti e caf);
  •  neanche le dichiarazioni precompilate, quelle che per antonomasia dovrebbero essere esenti da errori, rimangono indenni, pertanto dovranno essere ripresentate, con gli stessi oneri previsti per le altre;
  • le nuove CU abbiamo che abbiamo avuto modo di vedere e che “annullano e sostituiscono” le precedenti sono datate 31/03/2020, emesse il 27/11/2020 e inviate con lettera datata 09/12/2020.
  • nella  lettera di accompagnamento, a firma del Direttore, si invita candidamente a ripresentare la dichiarazione, glissando completamente sul fatto che nulla può essere ripresentato senza incorrere in sanzioni
  • viene totalmente meno il principio del legittimo affidamento, all’interno del quale il cittadino dovrebbe essere al riparo da atti sanzionatori.

Il fatto è di una gravità senza precedenti, soprattutto per la naturalezza con la quale l’amministrazione pubblica si autoproclama libera da qualsiasi obbligo di riparare in prima persona agli errori da lei commessi, quando professionisti e cittadini per il minimo errore formale sono sanzionati, e anche duramente

Da parte dei vertici dell’Inps nessuna comunicazione ufficiale che spieghi cosa sia accaduto e perché, nessuna assunzione di responsabilità: si va direttamente sui malcapitati, con laconici riferimenti “all’eventuale (!) disagio”, a chiedere di pagare per errori non loro.

“Con questa ulteriore brutta pagina che oggi scrive l’Inps siamo oltre la violazione dello Statuto del Contribuente, a cui siamo abituati, siamo al sadismo di Stato” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel.Come professionisti, paghiamo sempre per gli eventuali errori che commettiamo, ma ora ci rifiutiamo categoricamente di riaprire dichiarazioni sbagliate per errori della P.A., la quale ha il dovere di trovare un’altra strada per riparare alle proprie sviste. A cosa dobbiamo ancora assistere prima che i vertici Inps si decidano a prendere atto della serie di débacles di cui hanno dato prova e a fare un passo indietro di fronte alla propria inadeguatezza?”

ANC – Comunicazione

CS ANC 11.12.2020_Nuove_CU

ADAPT – Intervista al Presidente ANC Marco Cuchel

Intervista a cura dell’Associazione ADAPT al Presidente ANC Marco Cuchel pubblicata sul Bollettino Adapt

A tu per tu con la rappresentanza/13 – Ddl n. 1474/2020, per la tutela della salute e del lavoro del professionista. Intervista a Marco Cuchel

Per vedere il video dell’intervista, che è disponibile anche nella versione trascritta  CLICCA QUI

 

Comunicato Stampa ANC 10.12.2020 – Obbligatorietà SPID

 COMUNICATO STAMPA

 DISMISSIONE FISCONLINE E OBBLIGO SPID PER SERVIZI AGENZIA ENTRATE

PER I PROFESSIONISTI UN PASSO INDIETRO

 Roma, 10 dicembre 2020

Entro il 28 febbraio 2021 tutti gli Enti pubblici e la Pubblica Amministrazione dismetteranno i rispettivi sistemi di identificazione online fino ad oggi utilizzati per adottare in forma esclusiva l’identità digitale SPID e CIE (la carta di identità elettronica).

A prevederlo è il Decreto Semplificazioni e dunque dal prossimo 1° marzo, per tutti, cittadini, imprese e professionisti, per l’accesso ai servizi telematici, compresi quelli dell’Agenzia delle Entrate, le credenziali PIN lasceranno definitivamente il passo allo SPID.

E’ evidente – sottolinea Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti – come il legislatore nel disporre l’obbligo dello SPID anche per l’Amministrazione Finanziaria non abbia minimamente tenuto conto del lavoro svolto dai  professionisti intermediari che assistono contribuenti e imprese nell’assolvimento degli obblighi fiscali. Come pure non ha considerato il ritardo che i cittadini e il Paese in generale registrano sul fronte dell’utilizzo delle tecnologie digitali.

Il professionista opera in funzione di una specifica delega e con l’adozione esclusiva dell’identità SPID, per come si configura la sua operatività, il professionista non è posto nella condizione di operare agevolmente per conto dei soggetti contribuenti da cui ha ricevuto delega, si ritrova infatti praticamente costretto a richiedere l’autorizzazione ad ogni singola operazione a cui dover dare seguito.

Non è certo per impedire il processo di digitalizzazione e di ammodernamento del Paese, di cui i professionisti sono anzi protagonisti a pieno titolo, non è neppure il rifiuto del cambiamento, visto che questo è nel dna dei commercialisti, la cui professione è continuamente chiamata a fare i conti con scenari e condizioni mutevoli, si intende invece criticare con forza una scelta inadeguata e non rispondente concretamente ai bisogni  dei cittadini e del sistema Paese.

L’obbligatorietà dello SPID per i servizi dell’Agenzia delle Entrate è, a nostro avviso, una soluzione sbagliata, crediamo infatti che l’identità digitale SPID sia da adottare quale ulteriore canale a disposizione per accedere ai servizi, e che occorra quindi continuare a mantenere valido anche l’attuale sistema Fiscoline. 

Un provvedimento invece auspicabile – conclude Cuchel – è quello per uniformare la validità delle deleghe, questo sì che sarebbe veramente utile ai professionisti e ai contribuenti che dagli stessi sono assistiti. Come da ANC già evidenziato nelle settimane scorse, a fine anno scadono le deleghe per l’accesso al portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate per conto dei clienti. Le deleghe per la fattura elettronica infatti, diversamente da quelle per il cassetto fiscale che durano 4 anni, o da quelle INPS o per i modelli F24 la cui validità è fino a revoca, sono valide due anni e quindi mancano pochi giorni alla loro scadenza.

In ragione anche della condizione di emergenza e delle conseguenti limitazioni, ANC, condividendo la richiesta che è stata presentata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili all’Agenzia delle Entrate, chiede che la validità delle deleghe per la fattura elettronica sia prorogata almeno di un anno.

ANC intende comunque richiamare l’attenzione del legislatore sull’opportunità che alla delega in quanto tale sia attribuito un valore equiparabile alla procura speciale e che come tale la sua validità sia fino a revoca. Rispetto a questa possibilità respingiamo  sin d’ora le prevedibili  obiezioni sul fronte privacy: sappiamo bene che, quando lo si vuole, questo aspetto viene sapientemente gestito in funzione del risultato che si intende perseguire.

ANC – Comunicazione

CS ANC 10.12.2020_OBBLIGO SPID

DDL MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA – LETTERA ANC ALLA PRESIDENTE DEL SENATO

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha indirizzato oggi una lettera alla Presidente del Senato, Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati, per chiedere di considerare il DDL 1474 riguardante la malattia e infortunio del professionista tra le misure urgenti e correlate all’emergenza pandemica.

Di seguito la lettera alla Presidente del Senato e il comunicato stampa diffuso dall’Associazione

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Comunicato Stampa Lettera Presidente Senato 02.12.2020

 

Lettera del Presidente Cuchel al Corriere della Sera

Egregio Dott. Fontana,

l’articolo apparso domenica 29 sul quotidiano da Lei diretto, a firma Enrico Marro, riporta il risultato di una serie di controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate, successivi all’erogazione ad oggi di 8,2 miliardi di euro di ristori. Nello scritto si ha cura di citare con precisione i dati numerici delle domande bloccate per errori o mancanza di titolo, dei relativi importi in stand-by, delle frodi individuate.

L’accuratezza, tuttavia, viene meno nella parte conclusiva dell’articolo, quando si fa un generico riferimento a “dei commercialisti” i quali avrebbero inserito nelle domande il proprio Iban al posto di quello del cliente…  Leggi tutto