Comunicato Stampa 11.01.2021 – Ddl malattia professionista, appello Anc per rapida approvazione

COMUNICATO STAMPA

DDL MALATTIA PROFESSIONISTA

IN COMMISSIONE GIUSTIZIA AL SENATO RIPRENDE L’ITER, APPELLO DI ANC A TUTTE LE FORZE PARLAMENTARI PER UNA RAPIDA APPROVAZIONE

Roma, 11 gennaio 2021

Domani in Commissione Giustizia al Senato riprende l’esame del disegno di legge che regolamenta il differimento delle scadenze in caso di malattia o infortunio del professionista e l’Associazione Nazionale Commercialisti intende rivolgere a tutte le forze parlamentari il suo appello affinché questa proposta trasversale diventi presto legge.

Il riconoscimento del diritto alla salute dei professionisti è una battaglia di civiltà che la nostra Associazione – afferma il Presidente Marco Cuchel – porta avanti da sempre e la cui urgenza, anche in ragione dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, è sotto gli occhi di tutti.”.

“Il tempo per analizzare ed anche per migliorare opportunamente il testo di questa proposta c’è stato, ora – aggiunge il Presidente Cuchel – chiediamo a tutte le forze politiche di agire con responsabilità e di non disattendere le speranze di tutti i professionisti del nostro Paese, che da troppo tempo attendono questa legge.

“Ci aspettiamo dunque – conclude Cuchel – che la Commissione Giustizia decida per la procedura deliberante permettendo così di velocizzare l’iter di approvazione definitiva del testo.”.

ANC – Comunicazione

CS 11.01.2021_DDL malattia professionista

Comunicato Stampa – ISA: necessaria esclusione per tutti dall’obbligo

COMUNICATO STAMPA ANC

 ISA: NECESSARIA UN’ESCLUSIONE GENERALIZZATA DALL’OBBLIGO

 

 Roma, 4 gennaio 2021

Il Decreto che fisserà le regole di esclusione dall’obbligo di presentazione degli indici di affidabilità fiscale e che introdurrà i “correttivi”, terrà conto solo parzialmente della situazione che tutti gli operatori economici si sono trovati ad affrontare, indipendentemente dall’essere ricompresi o meno nelle tre categorie individuate dalla commissione di esperti e inserite nella norma (calo del fatturato al 33%, attività sottoposte a restrizioni, avvio p. iva dal 2019).

ANC ritiene che tale agevolazione non debba escludere nessuno. La pandemia, tutt’ora in pieno svolgimento, colpisce economicamente non solo direttamente alcune categorie, ma di riflesso trascina con sé imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti, senza chiedere ad ognuno il codice Ateco o l’anno di apertura attività. Si pensi solamente ad una realtà produttiva o a uno studio professionale di pochi elementi dove tutti sono contagiati o in isolamento preventivo: l’attività si blocca indipendentemente dal tipo di servizio reso, le scadenze vengono saltate e l’emergenza rende impossibile seguire tutto ciò che poi rende il soggetto “affidabile” per l’amministrazione finanziaria.

“Per questo occorre pensare a una tregua” sostiene fermamente il Presidente ANC Marco Cuchel “che consenta a tutti di potersi concentrare sulla ripresa e che tenga conto del fatto che il 2020, ma anche il 2021, non saranno anni normali per nessuno. Sarebbe un grande messaggio di vicinanza a tutte le forze produttive del Paese e di rispetto verso coloro che, a differenza di altre categorie di lavoratori, non hanno goduto di alcuna continuità retributiva; così come si rende necessaria un’ulteriore moratoria per quei cinquanta milioni di atti che da questo mese dovrebbero piovere sulle teste degli Italiani. La mancata risposta a queste emergenze confermerebbe la percezione generalizzata di uno scollamento tra la politica e il Paese reale. Se un elemento di esclusione dagli ISA è previsto proprio per i contribuenti che non si trovano in condizioni di normale svolgimento dell’attività, mi chiedo quale sia la categoria economica che in Italia possa dirsi esclusa da questo requisito”

 

ANC – Comunicazione

CS_31122020_Isa

 

Comunicato Stampa 23.12.2020 – SPID PER PROFESSIONISTI, RISCHIO BLOCCO OPERATIVITA’

COMUNICATO STAMPA ANC

ANC SCRIVE AL MINISTRO GUALTIERI: CON LO SPID PER I PROFESSIONISTI

IL RISCHIO È IL BLOCCO DELL’OPERATIVITÀ

Roma, 23 dicembre 2020

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha scritto oggi al Ministro Gualtieri per rappresentare al titolare del Dicastero dell’Economia l’impossibilità per gli intermediari, allo scadere del 28 febbraio 2021, di poter operare per i propri clienti utilizzando lo SPID, sistema che andrà a sostituire gli altri metodi di autenticazione a partire dal 1 marzo e che riguarderà anche imprese e professionisti.

Non sarà esente neanche il sistema di accesso all’Agenzia delle Entrate da parte degli intermediari che operano per conto dei clienti nella trasmissione di atti e dichiarazioni e che, ad oggi, agiscono in virtù di una delega.

Scrive il Presidente Marco Cuchel: “Come potrà essere da noi gestito il tutto, se per ogni accesso dovremo richiedere una diversa autorizzazione al soggetto contribuente per poter operare per suo conto? Il sistema Spid, per come è concepito, è adatto all’utilizzo da parte della persona che agisce in proprio, ma come potrebbe il professionista che si trova ad inviare decine o centinaia di dichiarazioni, entrare nel sistema per ogni singolo contribuente? Dovrebbe forse chiamarlo per avere i codici che appaiono sul suo smartphone? Di notte, magari, quando abitualmente riusciamo ad accedere dopo un pomeriggio di tentativi andati a vuoto per intasamento della rete?”

Nella lettera si chiede, fino alla soluzione definitiva di questo problema, di poter continuare ad operare tramite un singolo accesso per tutti i clienti tramite il consueto sistema Entratel.

Il concreto rischio è che si verifichi un blocco generalizzato dell’operatività degli intermediari e pertanto del regolare invio di atti e dichiarazioni, a scapito dei cittadini ma anche dell’Amministrazione.

“È questa, ci permettiamo di sottolineare” conclude la lettera  “una tipica situazione che prende forma a causa della scarsa consapevolezza, da parte dei decisori preposti, su come si applichino in concreto le norme emanate e ancora una volta riportiamo alla Sua pregiata attenzione l’indifferibile necessità di un tavolo tecnico permanente tra i rappresentanti della nostra Professione, il Mef e l’Agenzia delle Entrate, affinché criticità come quella a cui ci riferiamo,  siano affrontate preventivamente e non si trasformino in emergenze”.

ANC – Comunicazione

CS_23122020_SPID

Baratto Finanziario – Emendamento approvato in Commissione Bilancio

 

COMUNICATO STAMPA

 BARATTO FINANZIARIO: L’APPROVAZIONE DELL’EMENDAMENTO SEGNA UN PUNTO A FAVORE DEL BUON SENSO

 

Roma, 22 dicembre 2020

Se tutto procederà come deve, dal prossimo anno i crediti e i debiti derivanti da transazioni commerciali che risultano dalle fatture elettroniche i cui importi non sono ancora stati riscossi, potranno essere compensati tra loro. Dopo la proposta di legge di novembre, a prima firma Garavaglia, sostenuta e promossa da ANC e Confimi Industria, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento alla prossima Legge di stabilità, che riguarda l’introduzione di questo sistema attraverso l’implementazione della piattaforma SDI.

L’ANC e Confimi Industria hanno sempre creduto in questa innovativa procedura, che costituirà una vera e propria rivoluzione che consentirà di abbreviare i tempi di riscossione degli importi da parte dei soggetti economici interessati a questo scambio multilaterale. Allo stesso tempo, darà maggior senso all’istituzione del sistema di fatturazione elettronica che, sino ad ora, ha stentato a ricevere l’apprezzamento degli operatori economici.

“È un’idea semplice ma che potrebbe facilitare la vita agli uffici amministrativi di molte aziende e anche ai piccoli operatori” sostiene Marco Cuchel Presidente ANC  “In un momento come questo, di grande difficoltà economica, sarà possibile disporre di maggiore liquidità e fare meno ricorso al sistema creditizio e ad onerosi sistemi di anticipo sulle fatture. Ringraziamo l’On Massimo Garavaglia per aver sostenuto attivamente sia la proposta di legge, che l’emendamento in Commissione, come ringraziamo i deputati di tutti i gruppi che l’hanno votata, percependone le potenzialità. È un esempio di come il lavoro squadra tra imprese, politica e professioni possa dare frutti a beneficio dell’intero Paese”

 

ANC – Comunicazione

 

Comunicato Stampa – Avvocati: no alla riforma con i super-poteri

 

 

COMUNICATO STAMPA

AVVOCATI: LA PROPOSTA DI LEGGE CON I SUPER-POTERI

Roma, 21 dicembre 2020

Il testo della proposta di Legge 2810, a firma dei Deputati Colletti, Berardini, Caretta, Penna, che introduce una serie di modifiche all’Ordinamento della Professione di Avvocato, in particolare per quello che concerne l’accesso e l’esercizio nei diversi settori di specializzazione, all’art. 7 contiene una serie di disposizioni che, incredibilmente, vanno a normare anche altre professioni ordinistiche, tra cui la nostra.

Con un colpo solo, infatti, gli estensori (e coloro che li sostengono) fanno tabula rasa di ben tre ordinamenti (commercialisti, consulenti del lavoro, notai) e delle prerogative che lo Stato attribuisce ai rispettivi iscritti, prevedendo una serie di fantomatici quanto inutili esami per esercitare quelle funzioni specialistiche che gli avvocati vorrebbero istituire per regolare per la loro professione.

In pratica, poiché come da sempre evidenziato dalle scriventi associazioni, la dilagante “febbre da specializzazioni” comporta una serie di problematiche e punti interrogativi di enorme portata per ciò che concerne i possibili effetti distorsivi in un mercato che è già continuamente sotto attacco, gli amici avvocati hanno pensato bene di piegare alle proprie esigenze i professionisti che esercitano funzioni a loro comuni (rappresentanza nei processi tributari, curatele fallimentari, liquidazioni, e commissariamenti), agendo d’imperio e riformando a loro piacimento anche gli altri ordinamenti.

A questa enormità giuridica, si aggiunge anche una scarsa conoscenza delle norme che si vorrebbero cambiare. Ad esempio, alla lett. b) dell’art 7 si dà per scontato che anche gli esperti contabili, ad oggi, possano operare nelle procedure concorsuali, mentre il D.L. 139/2005 lo esclude.

Ricordiamo che gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili esercitano tutte le funzioni che l’Ordinamento attribuisce loro, dopo aver sostenuto un esame di Stato abilitante e mantenendo le competenze attraverso la formazione continua obbligatoria. Inoltre, riteniamo con una certa sicurezza che, se una modifica del nostro Decreto istitutivo dovrà esserci, non sarà in nessun modo operata su richiesta di altri comparti professionali.

Stupisce, infine, che il sussistente organismo di coordinamento tra i Consigli Nazionali di Avvocati, Commercialisti e Notai sia stato tagliato fuori dai primi e non capiamo come sia tollerabile dalle altre componenti una siffatta fuga in avanti (si pensi solamente alla previsione dell’obbligo di far sostenere ai notai l’esame per il settore concorsuale).

Siamo abbastanza sicuri che questa proposta non avrà una vita lunga, anche in considerazione del periodo emergenziale e francamente poco opportuno per la discussione di materie non urgenti, e che si scontrerà miseramente con eccezioni di natura costituzionale e di ordine tecnico-giuridico. Noi siamo comunque pronti a presidiare un perimetro già molto eroso, e non siamo disposti a concedere neanche un millimetro.

 

 

Comunicazione ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

 

Comunicato Stampa 16.12.2020 – Adesione progetto Italia Virtute

COMUNICATO STAMPA

 ANC ADERISCE AL PROGETTO ITALIA VIRTUTE

RATING REPUTAZIONALE DIGITALIZZATO, DOCUMENTATO E TRACCIABILE –  INNOVATIVO STRUMENTO DI CERTIFICAZIONE ANCHE PER I PROFESSIONISTI     

Roma, 16 dicembre 2020

Al centro del progetto Italia Virtute (Valuable Identity and Reputation Technologically Unique Trusted Engine), ideato da Mevaluate Holding Ltd, insieme alle Associazioni Apart e Crop News Onlus, che operano nel settore dell’economia comportamentale, c’è l’innovativa infrastruttura digitale di qualificazione reputazionale documentata e tracciabile che permette di misurare in modo oggettivo la reputazione a 360 gradi degli operatori economici, professionisti compresi,  dei lavoratori, dei consumatori e degli utenti.

Anc (Associazione Nazionale Commercialisti) aderisce a questo progetto e il Presidente Marco Cuchel  si sofferma sulle ragioni che hanno convinto l’Associazione ad impegnarsi nel promuovere la conoscenza e l’utilizzo anche da parte della categoria dei commercialisti di uno strumento innovativo qual è il rating reputazionale dell’infrastruttura digitale del progetto Italia Virtute, il cui algoritmo prende in considerazione per la valutazione di persone fisiche e giuridiche le informazioni rilevabili solo da documenti e certificati forniti dagli stessi soggetti interessati, superando così all’origine eventuali  problemi sul fronte privacy.

Il sistema di rating reputazionale permette di valorizzare l’onestà, la trasparenza, le competenze e i meriti, contribuisce inoltre alla sicurezza collettiva, in quanto concorre a contrastare le identità false o alterate che trovano spazio sul web.

«La trasparenza – evidenzia Marco Cuchel – è il fulcro del rating reputazionale e quest’ultimo per i professionisti può essere anche alla base di una migliore qualità delle relazioni, consolidando il rapporto fiduciario e favorendo così il contrasto all’anonimato dei clienti inadempienti.».

«Allo stesso tempo – aggiunge Cuchel – il sistema dell’infrastruttura digitale di qualificazione reputazionale documentata e tracciabile è un prezioso alleato con il  quale i professionisti possono finalmente opporsi al fenomeno delle infondate e false recensioni pubblicate sul web, dove il diritto alla critica sembra poter vincere sempre e su tutto, anche quando il professionista è vittima di attacchi infondati che ledono, senza possibilità di appello, la sua reputazione professionale. ».

«Non ultimo – spiega Cuchel – l’economia comportamentale costituisce una realtà nella quale per i commercialisti, in modo particolare per la platea dei più giovani, si concretizzano innovative  e interessanti opportunità professionali. Per essere infatti valutati dall’algoritmo dell’infrastruttura digitale del progetto Italia Virtute, i dati ammessi sono esclusivamente quelli risultanti da documenti validati da professionisti (Reputation audit manager), riuniti nell’Associazione Apart, vigilata dal ministero dello Sviluppo Economico, che hanno dunque il compito e la responsabilità di promuovere, gestire e ottimizzare un bene così prezioso per ognuno quale la reputazione. E naturalmente, conclude Cuchel – i commercialisti per il loro ruolo possono candidarsi a pieno titolo ad esercitare tale professione.».

«Il rating reputazionale – spiega anche Eduardo Marotti, presidente Apart e Crop News Onlus – è molto semplice e al tempo stesso rivoluzionario e si basa sulla considerazione che è solo la reputazione a originare fiducia, permettendo a sua volta sviluppo attraverso la delega, perché nessuno delegherebbe qualcosa a qualcuno di cui non si fida. Ma nell’era della “fake reputation” è indispensabile qualificare e verificare la reputazione con i documenti seguendo l’antico adagio carta canta. E con il rating reputazionale digitalizzato, documentato e tracciabile in pratica si abbatte drasticamente il rischio di riporre la propria fiducia in modo errato, evitando conseguenze che possono rivelarsi drammatiche tanto per gli operatori economici, quanto per i consumatori e gli utenti.».

Per approfondimenti: https://cropnews.online/

ANC – Comunicazione

CS ANC 16.12.2020_ADESIONE PROGETTO ITALIA VIRTUTE

Comunicato Stampa ANC 15.12.2020 – Rischio rinvio ddl malattia professionisti

COMUNICATO STAMPA

 DDL MALATTIA PROFESSIONISTI

POSSIBILE RINVIO DELL’APPROVAZIONE IN SENATO, UNA DECISIONE IRRESPONSABILE E INSENSATA

Roma, 15 dicembre 2020

“L’iter di approvazione del disegno di legge sulla malattia e infortuni del professionista da parte del Senato rischia inspiegabilmente di subire una battuta d’arresto e si tratterebbe di una scelta gravemente irresponsabile, uno schiaffo a tutti i professionisti del nostro Paese, in spregio anche ad una situazione di emergenza sanitaria mai vissuta prima.”.

Non usa giri di parole il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, Marco Cuchel, per definire la decisione che la Commissione Giustizia al Senato, i cui lavori sul testo riprendono oggi,  potrebbe assumere: non concedere la procedura deliberante con la conseguenza inevitabile di vedere allungarsi i tempi dell’approvazione del ddl fino ad oltre la metà di gennaio. Questo almeno è il rischio stando ad alcune dichiarazioni di esponenti della maggioranza.

Il provvedimento sul differimento delle scadenze per il professionista che si ammala o subisce infortunio ha potuto proseguire celermente il suo iter beneficiando della deroga concessa dalla presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, la quale ha evidentemente ritenuto di considerare il ddl e i suoi effetti nel quadro dell’attuale emergenza sanitaria.

È assurdo – prosegue Cuchelche un provvedimento, atteso da un tempo infinito, rischi nuovamente di essere congelato e insieme a lui le speranze di tutti i professionisti. Non c’è più tempo: il diritto dei professionisti italiani alla salute, al pari di tutti gli altri cittadini e lavoratori, deve essere garantito, ed è per questo che chiediamo alla Commissione Giustizia di riconoscere al ddl la procedura deliberante e permetterne così l’approvazione definitiva in tempi rapidi.”.

ANC – Comunicazione

CS ANC 15.12.2020_Rischio rinvio ddl malattia professionista

Certificazioni Uniche Inps – Le spiegazioni dell’Istituto non sono sufficienti

 

 

COMUNICATO STAMPA

LE GIUSTIFICAZIONI DELL’INPS CONFERMANO L’INADEGUATEZZA MA NON CHIARISCONO CHI PAGA
FACCIAMO RIFARE LE DICHIARAZIONI AL PERSONALE DELLA P.A.

Roma, 14 dicembre 2020

È stata forse la fretta con la quale lo scorso venerdì l’Inps ha provveduto a dare la propria spiegazione sulle 620.000 certificazioni uniche errate, dopo quanto apparso lo stesso giorno sul quotidiano Italia Oggi, a far sì che la comunicazione omettesse le risposte a domande legittime di contribuenti e professionisti, domande di ordine operativo, ma anche interrogativi concernenti questioni di principio sulla perdurante disparità di trattamento tra il cittadino e l’amministrazione pubblica quando si tratta di riparare agli errori.
Ci chiediamo, visto che per i datori di lavoro privati è prevista una sanzione di 100 euro, senza cumulo giuridico, in caso di emissione di CU errate, chi pagherà i 62 milioni di euro dovuti: Il Presidente Tridico? Il Direttore Di Michele? L’Inps e quindi sempre noi? È probabile che non sarà chiesto conto di questo pagamento, in ossequio al vigente principio che se sbaglia lo Stato nessuno paga.
Venendo alla candida dichiarazione che, in fondo, “ogni anno” si registra un 3% di errore da parte dell’Inps, vorremmo, prima di tutto, che la stessa benevolenza con il quale l’Istituto si concede un margine del 3% di errore nelle certificazioni fosse concesso anche ai cittadini e a noi professionisti, e poi, se non è troppo, chiediamo in questi anni quanti e quali siano stati gli sforzi messi in campo per ottenere la riduzione di questo parametro che, se consideriamo i numeri assoluti, è comunque preoccupante. L’Inps, inoltre, quando ci fa sapere che è avvenuto quello che ogni anno avviene, dimentica di aggiungere che quest’anno le variazioni sono state inviate quando i termini per la presentazione e i versamenti erano scaduti.
Per molti cittadini, poi, il cambiamento della situazione reddituale inciderà sulla valutazione del merito creditizio per mutui e finanziamenti già ottenuti o che sono stati rifiutati, oltre alle dichiarazioni Isee che saranno presentate da coloro i quali non hanno potuto prendere visione della comunicazione di variazione.
Rimane anche la domanda su come il cittadino possa fare a rimediare, senza personali conseguenze economiche relative alle sanzioni sulle dichiarazioni ed eventuali competenze da corrispondere agli intermediari.
“La nostra proposta” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel, “per ovviare a quanto sopra, è che la Pubblica Amministrazione stessa si incarichi di rielaborare le dichiarazioni che risultano da ripresentare per effetto degli errori Inps, come noi professionisti ci facciamo carico di riparare a nostre spese gli errori che commettiamo.
“Alla Ministra Dadone e al Ministro Gualtieri chiediamo pertanto di far sì che sia messo a disposizione dei cittadini interessati un servizio, con procedure e personale ad hoc affinché tutte le dichiarazioni siano regolarizzate senza sanzioni e competenze e che sia rilasciata una manleva per la buona fede e per il legittimo affidamento”.
È chiedere troppo? No, è l’applicazione del principio di equità.

ANC – Comunicazione

 

CS_iNPS_14.12.2020

Comunicato Stampa ANC 11.12.2020 – L’INPS SBAGLIA LE CERTIFICAZIONI UNICHE MA A PAGARE SONO I CONTRIBUENTI

COMUNICATO STAMPA

L’INPS SBAGLIA LE CERTIFICAZIONI UNICHE MA A PAGARE SONO I CONTRIBUENTI

Roma, 11 dicembre 2020

Un numero imprecisato di contribuenti sta ricevendo dall’INPS una sconcertante quanto laconica comunicazione, ai limiti della burla, che annuncia candidamente la non corrispondenza delle somme calcolate per il 2019 con quelle effettivamente erogate o trattenute. A questa notizia, segue quella della necessità di ripresentare la dichiarazione fiscale con la nuova certificazione, quando oramai i termini sono scaduti da tempo. La situazione paradossale e infernale che viene pertanto a crearsi è la seguente:

  • le maggiorazioni di legge sono interamente scaricate sul cittadino, così come lo è il  costo delle competenze dovute agli intermediari (professionisti e caf);
  •  neanche le dichiarazioni precompilate, quelle che per antonomasia dovrebbero essere esenti da errori, rimangono indenni, pertanto dovranno essere ripresentate, con gli stessi oneri previsti per le altre;
  • le nuove CU abbiamo che abbiamo avuto modo di vedere e che “annullano e sostituiscono” le precedenti sono datate 31/03/2020, emesse il 27/11/2020 e inviate con lettera datata 09/12/2020.
  • nella  lettera di accompagnamento, a firma del Direttore, si invita candidamente a ripresentare la dichiarazione, glissando completamente sul fatto che nulla può essere ripresentato senza incorrere in sanzioni
  • viene totalmente meno il principio del legittimo affidamento, all’interno del quale il cittadino dovrebbe essere al riparo da atti sanzionatori.

Il fatto è di una gravità senza precedenti, soprattutto per la naturalezza con la quale l’amministrazione pubblica si autoproclama libera da qualsiasi obbligo di riparare in prima persona agli errori da lei commessi, quando professionisti e cittadini per il minimo errore formale sono sanzionati, e anche duramente

Da parte dei vertici dell’Inps nessuna comunicazione ufficiale che spieghi cosa sia accaduto e perché, nessuna assunzione di responsabilità: si va direttamente sui malcapitati, con laconici riferimenti “all’eventuale (!) disagio”, a chiedere di pagare per errori non loro.

“Con questa ulteriore brutta pagina che oggi scrive l’Inps siamo oltre la violazione dello Statuto del Contribuente, a cui siamo abituati, siamo al sadismo di Stato” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel.Come professionisti, paghiamo sempre per gli eventuali errori che commettiamo, ma ora ci rifiutiamo categoricamente di riaprire dichiarazioni sbagliate per errori della P.A., la quale ha il dovere di trovare un’altra strada per riparare alle proprie sviste. A cosa dobbiamo ancora assistere prima che i vertici Inps si decidano a prendere atto della serie di débacles di cui hanno dato prova e a fare un passo indietro di fronte alla propria inadeguatezza?”

ANC – Comunicazione

CS ANC 11.12.2020_Nuove_CU