Comunicato Stampa ANC-CONFIMI 26.03.2021

ANC – CONFIMI INDUSTRIA

 Nota congiunta

 VERSAMENTI OMESSI O SOSPESI COVID, EQUIPARABILI?

La risposta ministeriale al question time, ridimensiona i provvedimenti del Parlamento

 Roma, 26.03.2021. La risposta del MEF al question time n. 5-05564 non può essere soddisfacente, né giuridicamente convincente. Questa la posizione di ANC e Confimi Industria in analisi alla risposta ottenuta dall’On. Gusmeroli e altri firmatari a cui va riconosciuto il merito di aver accolto l’appello di portare all’attenzione ministeriale una delle problematiche che stanno riscontrando gli operatori alle prese con la compilazione della dichiarazione annuale Iva relativa al 2020.

Nel corso del 2020, com’è noto, sono state introdotte varie misure (dal decreto liquidità ai decreti ristori) che hanno disposto la sospensione dei termini di pagamento di taluni versamenti quale parziale e temporanea misura a sostegno delle difficoltà finanziarie conseguenti alla pandemia; misure perlopiù riconosciute a chi ha subito crollo di fatturato e, conseguentemente, di liquidità.

Le istruzioni e i righi VL30, VL33 e VL41 del modello Iva 2021, nonostante la compilazione del nuovo rigo VA16 sia destinato al monitoraggio di chi ha fruito di dette sospensioni, non tengono conto però della differenza fra versamenti omessi e versamenti sospesi. La risposta del MEF giustifica dette istruzioni sostenendo che nel VL “vanno indicati i versamenti effettivamente eseguiti e non anche quelli sospesi al fine di evitare di erogare rimborsi a fronte di crediti «maturati» sulla base di versamenti non ancora effettuati, tenuto conto che l’articolo 30 del DPR 633 del 1972 prevede che, per determinare il credito Iva spettante, si devono considerare le «somme versate»”.

Premesso che l’articolo 30 del DPR 633 è stato scritto quasi 50 anni fa, quando non c’era il Covid, siamo sconcertati, sostiene Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti: “con la risposta in questione il ministero ha avvallato il tecnicismo compilativo della modulistica ponendo nei fatti sullo stesso piano i versamenti omessi – che rappresentano una violazione sanzionabile – con i versamenti legittimamente sospesi sulla base di specifiche disposizioni normative e che pertanto rappresentato un comportamento legittimo”.

Il caso peraltro non è raro. Sono molti infatti i contribuenti che per l’effetto della contrazione del fatturato – fermi restando i costi fissi – hanno accumulato crediti Iva. Suddetto meccanismo compilativo determina l’impossibilità di utilizzare detti crediti per la parte corrispondente ai versamenti, vuoi omessi vuoi sospesi senza distinzione. Detta quota viene “parcheggiata” nel nuovo rigo VL41 (già VQ lo scorso anno) in attesa di ritornare in bonis, l’anno successivo (compilando il VQ) se nel frattempo il versamento viene eseguito (oppure di presentare una nuova dichiarazione integrativa a favore).

Se la ratio può essere condivisibile in presenza di versamenti omessi, analoghe conclusioni non possono essere accettabili per i versamenti sospesi di cui alla data di presentazione della dichiarazione non siano ripresi i termini. In questo modo, sottolinea Flavio Lorenzin Vice Presidente di Confimi Industria con delega alla semplificazione e ai rapporti con la PA, “l’Erario si riprende infatti con significativo anticipo la liquidità che il legislatore ha invece ritenuto di lasciare alle aziende maggiormente colpite dagli effetti del Covid-19”.  In questo modo le istruzioni della modulistica riducono gli effetti di norme primarie approvate dal Parlamento.

Si tratta peraltro di versamenti in alcuni casi (quelli legati al decreto liquidità e rilancio) che possono essere eseguiti in forma rateizzata con un piano di rientro che – per il 50% – può avvenire anche in 24 rate ovvero fino a dicembre 2022. Le conseguenze pratiche sono il rinvio alla possibilità di utilizzare in parte il credito Iva maturato in presenza di Iva acquisti superiore all’Iva vendite.

ANC e Confimi Industria auspicano pertanto interventi parlamentari correttivi – l’occasione potrebbe essere la conversione del decreto sostegni – affinché: (i) sia normativamente chiarita l’evidente differenza fra versamenti omessi e versamenti sospesi; (ii) sia disposta (come lo scorso anno) una proroga almeno a giugno della scadenza di presentazione della dichiarazione annuale (questo permetterebbe quantomeno di assorbire – senza complicazioni – il problema per le 4 rate in scadenza entro giugno, disposta dal decreto ristori).

ANC – Comunicazione

Ufficio Stampa Confimi Industria

CS ANC-CONFIMI 26.03.2021_Mef su question time 5-05564

Comunicato Stampa 25.03.2021 – Rinvio scadenze per covid nel decreto sostegni

 COMUNICATO STAMPA

 

RINVIO SCADENZE PER COVID NEL DECRETO SOSTEGNI: MISURA IMPORTANTE, MA NON DIMENTICHIAMO LA LEGGE IN PARLAMENTO

Roma, 25 marzo 2021

Promossa dalla consulta dei Parlamentari Commercialisti e condivisa da esponenti di tutti gli schieramenti, la possibilità dell’inserimento in sede di conversione del Decreto Sostegni di misure di differimento degli adempimenti che tengano conto dell’impossibilità dei professionisti, colpiti dal covid, di far fronte alle scadenze dei propri clienti, è certamente un’opportunità cui ANC plaude e guarda con grande speranza.

La sensibilità mostrata in questa occasione in modo assolutamente trasversale dalla politica, rappresenta un altro importante mattone nella costruzione dell’edificio principale: il diritto costituzionale alla tutela della salute e alla cura delle malattie anche per i professionisti. Tale diritto è codificato nel disegno di legge AS 1474, a prima firma Sen. De Bertoldi, ma sostenuto dall’intera consulta dei Parlamentari Commercialisti, che giace in Commissione Giustizia al Senato, provvedimento complessivo dal quale la parte che riguarda il covid potrebbe essere stralciata e fatta ricomprendere nel Decreto Sostegni.

“Sarebbe un passo importante nell’affermazione del principio che l’Associazione porta avanti da due decenni, promuovendo e sostenendo, in questo lungo arco di tempo, ogni iniziativa possibile sul tema” ritiene il Presidente ANC Marco Cuchel “ma il lavoro non finisce qui. Ricordo che la legge che attendiamo è ferma in Commissione anche per un parere della Ragioneria Generale dello Stato, redatto sulla base di una relazione tecnica del Ministero della Giustizia, che abbiamo subito contestato nei contenuti (ns. comunicato del 04/03/2021) e che riporta una previsione di spesa assolutamente infondata e sovradimensionata rispetto al costo reale che il provvedimento, se approvato, comporterebbe.”.

Quindi, avanti con le misure covid nel Decreto Sostegni che rispondono all’emergenza del momento, ma non dimentichiamo che i professionisti, come tutti i lavoratori di questo Paese, non si ammalano solo di covid, pertanto è indispensabile e urgente una ripresa dell’iter legislativo della legge quadro che ANC chiede con forza, affinché si possa giungere ad una veloce approvazione da parte dei due rami del Parlamento.

ANC – Comunicazione

CS_ 25.03.2021_DDL Malattia nel DS

Cassetto bidirezionale INPS – Comunicato stampa ANC

COMUNICATO STAMPA

EMERGENZA COVID E CASSA INTEGRAZIONE
URGE IL RIPRISTINO DEL REGOLARE FUNZIONAMENTO DEL CASSETTO BIDIREZIONALE INPS

Roma, 24 marzo 2021

La legge 21 del 26 febbraio 2021, di conversione del DL 183/2021 (decreto Milleproroghe), ha introdotto all’art. 11 il comma 10-bis che differisce al 31 marzo 2021 i termini di decadenza sia per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da COVID-19, sia la trasmissione dei dati necessari per il pagamento delle prestazioni (Modelli SR41), scaduti entro il 31 dicembre 2020.
Una scelta di buon senso quella del legislatore – afferma il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel – che permette ai datori di lavoro di avere un tempo maggiore a disposizione per provvedere alla presentazione della richiesta di ricorso agli ammortizzatori sociali, e per la trasmissione dei modelli necessari al pagamento delle prestazioni.
“Purtroppo però, come spesso accade, – prosegue Cuchel – occorre sempre fare i conti con procedure le cui inefficienze complicano non poco la vita ai professionisti e alle imprese”
Stiamo ricevendo in queste ore numerose segnalazioni riguardanti: ieri il blocco pressoché totale del funzionamento e oggi moltissimi rallentamenti, del Cassetto bidirezionale Inps, canale indispensabile per poter procedere alla verifica e all’invio delle istanze per il ricorso alle prestazioni della cassa integrazione legate all’emergenza sanitaria.
Data la gravità del momento che il Paese sta attraversando, queste difficoltà nelle procedure diventano ancor più intollerabili e rischiano di vanificare la proroga disposta dalla norma.
“Per questa ragione – conclude Cuchel – è necessario che l’Inps si attivi con urgenza per ripristinare il regolare funzionamento del cassetto bidirezionale.”.

ANC – Comunicazione

 

CS_24.03.2021 Cassetto bidirezionale Inps

CS Congiunto 10.03.2021 – DISSERVIZI PORTALE AGENZIA ENTRATE

 ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

 

COMUNICATO STAMPA

 

CONSERVAZIONE FATTURE ELETTRONICHE 2019

LA SCADENZA È OGGI, MA IL PORTALE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE NON FUNZIONA

 Roma, 10 marzo 2021

L’adempimento oggi in scadenza della conservazione delle fatture elettroniche dell’anno d’imposta 2019 si sta rivelando per professionisti e imprese ancor più problematico del previsto.

Ci giungono infatti numerose segnalazioni del malfunzionamento del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate che da ieri è soggetto a continui blocchi, che sembrerebbero dovuti ad aggiornamenti in corso, rendendo oltremodo difficoltoso il caricamento in conservazione sostitutiva delle fatture.

Abbiamo denunciato la farraginosità di una procedura che può dover comportare il caricamento manuale delle fatture con limiti agli invii giornalieri e al numero di documenti, i quali comunque sono già in possesso dell’Agenzia delle Entrate, e abbiamo chiesto con urgenza un provvedimento di proroga che spostasse, così come avvenuto per il servizio di consultazione fatture elettroniche, il termine di oggi, senza dover costringere i professionisti e le imprese ad una corsa contro il tempo per riuscire a rispettare la scadenza.

 Non solo le richieste delle Associazioni di categoria per il rinvio dell’adempimento sono rimaste inascoltate ma l’Amministrazione Finanziaria non si cura neppure di assicurare il regolare funzionamento delle procedure, in mancanza del quale evidentemente i contribuenti non sono messi nella condizione di poter adempiere alla scadenza, ma probabilmente questo aspetto per l’Amministrazione  Finanziaria ha poca importanza.

A poche ore dalla scadenza sono intollerabili i disservizi dell’Agenzia delle Entrate ed è anche a seguito di questa condizione che al Governo chiediamo di accogliere le nostre istanze,  prevedendo con urgenza la proroga dell’adempimento, ma anche un intervento finalizzato a superare le criticità delle procedure.

Comunicazione ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

Cs Congiunto 10.03.2021 – Disservizi portale AE

CS CONGIUNTO 08.03.2021 – SCADENZA PER CONSERVAZIONE FE

COMUNICATO STAMPA

 SCADENZA CONSERVAZIONE FATTURE ELETTRONICHE 2019

IMPATTO CRITICO SU PROFESSIONISTI E AZIENDE, URGE UNA PROROGA

Roma, 8 marzo 2021

La scadenza del prossimo 10 marzo, entro la quale è previsto che debba concludersi il processo di conservazione delle fatture elettroniche attive e passive del 2019, sta inevitabilmente costringendo professionisti e contribuenti all’ennesima corsa ad ostacoli per riuscire a dare seguito all’adempimento.

La conservazione dei documenti elettronici è un processo articolato, che di certo non si compie con un semplice click.

Il servizio che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente prevede che la conservazione si attivi automaticamente solo dal giorno successivo all’adesione da parte del contribuente, ciò significa che tutte le fatture transitate allo SDI  prima della data di adesione al servizio dovranno essere portate in conservazione mediante caricamento manuale. Una operazione questa farraginosa, con un sistema che impone limiti agli invii giornalieri e al numero di documenti che possono essere caricati per singolo invio. Insomma quanto di più lontano da una procedura snella e veloce, capace di permettere ai professionisti di dare seguito adeguatamente a questo adempimento.

I parlamentari Nadia Aprile e Raffaele Trano, componenti della Commissione Finanze della Camera, con la loro lettera indirizzata ieri al Ministro dell’Economia Franco e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini, hanno voluto rappresentare le difficoltà della categoria dei commercialisti dando un fattivo sostegno alla soluzione, che è stata espressa dall’ANC, di un provvedimento di proroga, lo stesso che è stato adottato per il servizio di consultazione fatture elettroniche, prorogato fino al 30 giugno.

Siamo grati ai parlamentati Aprile e Trano per la loro iniziativa, e pur sapendo bene che la proroga, ancor più se concessa a ridosso di una scadenza, non può essere la sola possibilità nella quale i professionisti devono sperare, ogni volta, per poter svolgere il loro lavoro, l’intervento tempestivo del Governo per lo slittamento del termine del 10 marzo è assolutamente indispensabile e urgente.

Riteniamo altresì indispensabile che l’Agenzia delle Entrate, all’insegna dello spirito collaborativo che deve contraddistinguere le relazioni fisco-contribuente, decida di assicurare  la conservazione automatica delle fatture elettroniche attive e passive dell’anno 2019 per tutte le adesioni al servizio di conservazione operate dai contribuenti alla data del 10 marzo.

Comunicazione ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

Cs Congiunto 08.03.2021 – Scadenza termine conservazione FE

Di seguito la lettera degli Onorevoli Aprile e Trano al Ministro dell’Economia e al Direttore Agenzia Entrate.

On. Aprile e Trano_LETTERA GOVERNO PER PROROGA TERMINE CONSERVAZIONE FATTURE ELETTRONICHE

 

 

Comunicato Stampa 04.03.2021 – ANC risponde al parere della RGS sul ddl 1474

COMUNICATO STAMPA

DDL MALATTIA E INFORTUNI DEL PROFESSIONISTA – ANC RISPONDE AL PARERE DEL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO: NESSUN COSTO PER IL PAESE

Roma, 04 marzo 2021

Il Presidente dell’ANC Marco Cuchel ha inviato oggi una nota alla Commissione Giustizia del Senato, replicando a quanto la Ragioneria Generale dello Stato esprime in un parere tecnico sulla copertura finanziaria del disegno di legge che è all’esame di detta Commissione.

Molte sono le perplessità evidenziate, in particolare sul supposto danno per mancate entrate fiscali “la norma in questione parla chiaramente di differimento di termini e in nessun modo prevede sconti o sgravi per il contribuente, pertanto non si determinerebbe alcun danno erariale, anzi semmai la generazione di interessi. In particolare, sulla base di una relazione tecnica redatta dal Ministero della Giustizia, si prevede un impatto del 3% delle denunce da infortunio, anche alla luce dell’attuale emergenza covid, pari ad un danno calcolato per 236, 3 milioni di euro. Non ci è dato sapere la base di calcolo di questa percentuale e del conseguente importo stimato, ma soprattutto, ribadiamo che la norma in questione mantiene invariati i saldi. Ci si chiede anche se in questa previsione rientrino tutte le professioni o solo quelle economico-contabili che svolgono attività di intermediazione fiscale”

Inoltre “la RGS chiede una previsione di importi, come se trattasse di un provvedimento atto a rimpinguare le casse dello Stato, anziché a tutelare un diritto costituzionalmente riconosciuto”

Una notazione merita poi il passaggio in cui “la RGS chiede di approfondire il costo che comporterebbe l’utilizzo della pec per l’invio delle necessarie certificazioni per assicurare che dalla proposta non derivino oneri a carico della pubblica amministrazione (!)”

“In sostanza”, fa notare Marco Cuchel, Presidente ANC, “non solo si sorvola sull’evidenza che un differimento di termini non comporta alcuna variazione dei saldi, ma si chiede anche ad una categoria di lavoratori, di ammalarsi solo se ci sono somme a bilancio, altrimenti di soprassedere”

ANC – Comunicazione

CS_Nota_RGS su ddl infortuni_04032021

La nota inviata alla Commissione Giustizia del Senato 10_Nota ANC Osservazioni RGS

Disegno di Legge malattia e Infortunio del Professionista – ANC: “Fate presto”

COMUNICATO STAMPA

 

DISEGNO DI LEGGE MALATTIA DEL PROFESSIONISTA: ANC SCRIVE ALLA POLITICA

 

 

Roma, 24 febbraio2021

 

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha scritto oggi una lettera aperta ai Ministri della Giustizia e del Lavoro, ai Presidenti delle Commissioni Giustizia e Finanze della Camera e del Senato, nonché ai Presidenti dei Gruppi di questo ramo del Parlamento, per sensibilizzare tutti i soggetti interessati verso l’indifferibile necessità di addivenire alla conclusione dell’iter legislativo del disegno di legge che regolamenta il differimento delle scadenze in caso di malattia e infortunio del professionista.

L’ANC, che da più di dieci anni porta avanti questa che è una grande battaglia di civiltà, prima che la generica rivendicazione di un diritto, a sostegno anche di quanto la Confprofessioni ha avuto modo di rappresentare recentemente al Ministro Orlando, ha chiesto che finalmente sia regolamentata la gestione degli adempimenti in caso di malattia o infortunio grave del professionista.

In una situazione nella quale non è stato nemmeno approvato l’emendamento inserito nel decreto milleproroghe, che prevedeva il differimento delle scadenze di trenta giorni causa covid, è sempre più urgente un provvedimento organico e definitivo, quale quello contenuto nel ddl 1474, da mesi assegnato alla Commissione Giustizia del Senato in sede referente.

“È paradossale che, una volta che un progetto di legge trova un consenso ampiamente trasversale da parte dei Gruppi” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel “e che le legittime speranze dei professionisti hanno buone possibilità di essere realizzate, i tempi si allunghino all’infinito e, per ragioni che ci sfuggono, il traguardo si allontani”

“Ravvisiamo sia indispensabile, da parte dei soggetti istituzionali coinvolti” dice la lettera “un fermo impegno a fare il possibile per velocizzare l’iter parlamentare, con l’auspicio che lo stesso possa determinare l’approvazione definitiva del provvedimento”.

 

 

ANC – Comunicazione

 

 

CS_ddl_malattia

Lettera aperta_iter ddl malattia

Comunicato stampa congiunto 23.02.2021 – Semplificazioni: bene la proposta Marattin-Gusmeroli

ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

 

COMUNICATO STAMPA

SEMPLIFICAZIONI: BENE LA PROPOSTA MARATTIN-GUSMEROLI

Roma, 23 febbraio 2021

Nei giorni scorsi è emersa in seno alla Commissione Finanze della Camera una proposta da parte del Presidente Marattin e del Vicepresidente Gusmeroli, di razionalizzare i versamenti rispetto al sistema di acconto e saldo delle imposte dovute dai soggetti economici, attraverso la determinazione di un importo mensile calcolato  a saldo delle imposte dell’anno precedente e in acconto per l’anno in corso, consentendo questo modo una migliore pianificazione delle uscite finanziarie

Questa proposta, che sappiamo essere già sui tavoli dei soggetti istituzionali politicamente e operativamente interessati, potrebbe costituire un importante primo passo nel processo di razionalizzazione e semplificazione fiscale che le nostre Associazioni e gli stessi cittadini richiedono, pur nel mantenimento dell’attuale impianto normativo.

Nello specifico:

1) la rateizzazione del secondo acconto, da sempre richiesta, sarebbe in questo modo possibile;

2) la conseguente eliminazione della ritenuta d’acconto, altra istanza da noi sostenuta, verrebbe finalmente a realizzarsi;

3) si verrebbe in questo modo a cancellare l’adempimento del mod. 770, la cui abolizione propugniamo da tempo.

Plaudiamo pertanto a questo segnale di ricettività da parte del Legislatore, auspicando la più larga condivisione possibile da parte di tutte le forze politiche, affinché  una veloce approvazione consenta di godere quanto prima dei benefici e degli effetti positivi che il provvedimento porterà con sé.

Comunicazione ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

CS_Congiunto_Semplificazione_23.02.2021

Comunicato Stampa ANC 18.02.2021 – Riforma fiscale

 COMUNICATO STAMPA

 RIFORMA FISCALE, UNA PRIORITÀ PER DRAGHI

INTERVENTI STRUTTURALI E RUOLO DA AFFIDARE AGLI ESPERTI

Roma, 18 febbraio 2021

“Apprezziamo – afferma il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel – la sensibilità dimostrata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nell’aver considerato la riforma del sistema fiscale una delle priorità del Paese, e soprattutto le sue parole su questo tema nel corso dell’intervento di ieri al Senato.

“Non possiamo che condividere – prosegue il Presidente Cuchel – con estremo favore e soddisfazione l’opportunità espressa da Draghi di dover mettere in campo interventi di riforma strutturali e di ampio respiro, non più, come purtroppo accaduto negli ultimi anni, interventi parziali e molte volte dettati esclusivamente dall’urgenza del momento.”.

La complessità del fisco è evidente e dunque di fondamentale importanza è il ruolo che il Presidente Draghi ritiene sia da affidare agli esperti, a coloro che studiano e conoscono profondamente la materia fiscale e quindi gli effetti che ogni singolo provvedimento può produrre sul sistema.

È necessario comunque mettere in conto che se si intende realizzare una riforma destinata a durare nel tempo, senza dover essere oggetto di adeguamenti e correttivi continui, occorre un tempo congruo. L’urgenza di superare le tante criticità dell’attuale sistema non può infatti far correre il rischio di avviare nel Paese una riforma in modo affrettato, senza che siano adeguatamente ponderati tutti gli aspetti.

“Quanto affermato dal nuovo presidente in carica – spiega Cuchel –, che ANC condivide e da sempre sostiene, ci fa ben sperare anche sulla possibilità che la categoria dei commercialisti sia non solo ascoltata e coinvolta nei processi di riforma della materia fiscale, ma sia anche rappresentata ad un tavolo tecnico istituzionale e permanente sull’argomento.”.

In questi anni ci sono stati numerosi tentativi di cambiamento, così come numerosi sono stati gli interventi di presunta semplificazione, tutti però si sono rivelati fallimentari, nel senso che nessuno di questi ha permesso di produrre una riforma organica, capace di delineare un fisco efficiente ed equo. Una riforma i cui principi cardine riteniamo debbano essere l’equità, la riduzione della pressione fiscale, la semplificazione delle norme, la certezza del diritto, il rispetto dello Statuto del Contribuente.

“Ci auguriamo – conclude Cuchel – che i propositi del Presidente Draghi si traducano in atti concreti da parte del nuovo Governo e che possa finalmente avere inizio una nuova stagione riformatrice.”.

ANC – Comunicazione

CS 18.02.2021_Riforma fiscale