COMUNICATO ADC-ANC 07.03.2019 – BANDO MEF

ADC – ANC

COMUNICATO STAMPA

BANDO MEF: UNA PROPOSTA INDECENTE

Roma, 7 marzo 2019

Ancora una volta si cercano benefici  “sulla pelle dei professionisti”!

Assolutamente inaccettabile, vergognoso e umiliante.

Basterebbero queste poche parole per commentare il bando del MEF di qualche giorno fa che, di nuovo, cerca consulenze professionali gratuite.

Cerchiamo di costruire un dialogo con le istituzioni, di rimarcare la nostra dignità professionale, di difendere le nostre competenze specifiche e poi atti come questo distruggono tutto il percorso fatto.

Come se non bastassero tutti gli oneri che si sono sobbarcati i professionisti  che affiancano i contribuenti per rendere più tempestivo ed adeguato il lavoro dell’Agenzia Entrate in materia di acquisizione delle dichiarazioni, riscossione e controlli; ora anche la professionalità e la consulenza devono essere messe a disposizione senza alcun compenso.

I professionisti italiani sono oltre un milione, contribuiscono alla creazione del 12% del PIL, creano redditi, indotto e posti di lavoro ma non godono di alcun rispetto!

La PA è di per sé un cliente inadempiente: molti professionisti rischiano il tracollo o hanno chiuso per commesse pubbliche non pagate. Chiedere di lavorare gratis giunge veramente alla triste farsa!

Dopo tante battaglia sull’equo compenso, che hanno visto ADC, ANC e Confprofessioni in prima linea, ci ritroviamo addirittura a difendere i nostri diritti non nei confronti di un piccolo Comune con poche risorse, ma del Ministero dell’Economia.

Sia chiaro: non è la prima volta che succede e non intendiamo aprire una rappresaglia contro l’attuale Governo. Le ragioni esposte dal MEF fanno riferimento a norme vigenti sulle quali c’è tutta la possibilità di intervenire modificando limiti che, se hanno posto un freno a spese a volte inutili o poco trasparenti, oggi sono un impedimento all’acquisizione di vere competenze e professionalità adeguate.

E comunque un dubbio sorge: le competenze interne allora non ci sono? Potrebbe essere una spiegazione di decreti, interpretazioni e disposizioni prive di nesso logico che tanto spesso ci troviamo a contestare…

Il nostro è un discorso di ben più ampio respiro che parte dalla nostra dignità professionale per arrivare alla dignità umana di veder riconosciuto il proprio lavoro.

Così proprio non va, pensavamo di costruire un serio rapporto alla pari, contribuendo fattivamente e propositivamente, e ci troviamo a difendere i fondamentali!

Speriamo in una celere smentita del Ministero. Anzi, la pretendiamo!

ADC – ANC Ufficio Comunicazione

Comunicato Stampa ADC-ANC 07.03.2019 Bando MEF

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli sulla nota diffusa dalle due Associazioni.

Ansa Professioni 07.03.2019 – Bando Mef

IlSole24Ore 08.03.2019 – Bando Mef

Italia Oggi 08.03.2018 – Bando Mef

Fiscopiù 08.03.2019 – Bando Mef

 

COMUNICATO STAMPA ANC 05.03.2019 – INTERMEDIARI SENZA DELEGA

COMUNICATO STAMPA

 INTERMEDIARI SENZA DELEGA

RISOLTA ANOMALIA DEL SISTEMA FATTURE E CORRISPETTIVI

Roma, 5 marzo 2019

La possibilità che un intermediario senza avere alcuna delega possa predisporre e trasmettere una fattura elettronica per conto di soggetti terzi sembra essere stata  finalmente eliminata dal sistema Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate,  restando attiva la funzione per il solo invio dei dati fattura.

“E’ sicuramente una buona notizia – sostiene il Presidente  dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel – la decisione di intervenire per eliminare un’anomalia che ha esposto il sistema al rischio di utilizzi impropri e che l’ANC  ha più volte denunciato, anche insieme all’Associazione ADC.”.

Questo intervento va quindi nella giusta direzione sul piano della messa in sicurezza dell’intero sistema che, comunque, per i noti problemi riguardanti la privacy, ci si attende che sia oggetto di ulteriori interventi migliorativi, con riferimento principalmente alla  procedura di invio della fattura elettronica tramite pec, procedura questa, a giudizio dell’ANC, particolarmente vulnerabile.

“Ci fa piacere – sottolinea il Presidente Cuchel  – che la nostra denuncia sia stata ascoltata e che questo problema sia stato risolto, anche se avremmo apprezzato da parte dell’Agenzia delle Entrate una qualche spiegazione su questo intervento, ciò anche per capire da quando la specifica funzione di predisposizione e trasmissione della fattura elettronica della procedura  intermediario non delegato è stata disattivata.”.

L’ANC si augura che l’Agenzia delle Entrate stia lavorando anche alle altre criticità del sistema in modo da migliorarne il funzionamento  e mettere fine ai disagi affrontati da contribuenti e professionisti economici.”.

ANC Comunicazione

Comunicato Stampa 05.03.2019 – Fattura elettronica

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli sulla nota diffusa dall’ANC.

Ansa Professioni 05.03.2019 – Fattura elettronica

Fiscopiù 06.03.2019 – Fattura elettronica

Ipsoa Quotidiano 06.03.2019 – Fattura elettronica

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 22.02.2019 – LA CATEGORIA DECISA A PROCLAMARE L’ASTENSIONE

COMUNICATO STAMPA 

 COMMERCIALISTI, SITUAZIONE ORMAI AL LIMITE

LA CATEGORIA DECISA A PROCLAMARE L’ASTENSIONE COLLETTIVA

                                                                                                                            

Roma, 22 febbraio 2019

I Commercialisti vivono una delle crisi forse più profonde degli ultimi decenni.

Oltre alle difficoltà quotidiane di gestione degli studi professionali e all’annosa rincorsa delle innumerevole scadenze imposte, la professione vive oggi un continuo smembramento delle proprie competenze a favore di altre figure professionali.

Basti pensare all’ormai prevalente riconoscimento dell’iscrizione al Registro dei revisori legali, condivisa da quasi tutti i commercialisti ma pur sempre autonoma rispetto all’Albo professionale, si pensi ancora ai registri o elenchi istituiti o istituendi per lo svolgimento di alcune attività, già comunque rientranti nelle competenze previste dall’ordinamento professionale.

Che dire poi dell’ampliamento della platea dei professionisti coinvolti nelle procedure di crisi e insolvenza con l’inclusione di soggetti il cui ordinamento della professione non prevede le specifiche competenze (come invece sancite dal dlgs 139/2005 costitutivo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili per i soli iscritti alla sez. A), così come della possibilità che si estenda a soggetti professionalmente allo scopo non qualificati l’esercizio dell’assistenza tecnica e di rappresentanza dinanzi alle Commissioni tributarie. Oggi il ruolo dei professionisti economici è pesantemente svilito,   costretto a fare i conti con provvedimenti inadeguati, responsabilità crescenti, riconoscimenti nulli.

Questo, oltre a danneggiare la categoria, droga il sistema paese che rischia di affidarsi a professionisti mancanti delle skill necessarie, oltre a vanificare in alcuni casi il ruolo degli Ordini professionali, i percorsi formativi e le rigide regole per l’accesso, che devono garantire in ogni caso la competenza e la tutela della fede pubblica

Sono inoltre davvero troppe le incertezze che viviamo sulla nostra pelle e che non ci permettono uno svolgimento degno e sereno del nostro lavoro.

Sono, ad esempio, trascorsi giorni dall’annuncio della proroga al 30 aprile dello spesometro e dell’esterometro da parte del Sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci eppure, ad oggi, ancora nessun provvedimento ufficiale dispone lo slittamento dei termini, provvedimento che, evidentemente, si impone nei confronti di professionisti e contribuenti che devono avere certezze.

Certezze che latitano anche sul fronte della fattura elettronica, rispetto alla quale l’Amministrazione finanziaria non sembra avere la consapevolezza delle gravi criticità esistenti che dovrebbero indurre a rivedere il sistema nel suo complesso, anziché interpretare in modo distorto dati e statistiche sulla fattura elettronica unicamente per presentare una situazione che non corrisponde affatto a quella reale.

Alla luce di una condizione divenuta insostenibile, le Associazioni ADC e ANC, riunite in confederazione, intendono dare seguito alla proclamazione di una astensione collettiva della categoria, avviando le procedure formali previste dallo specifico codice di autoregolamentazione, per il periodo 29 aprile/3 maggio 2019.

Il malcontento della categoria è talmente profondo, spiegano i Presidenti Enzo De Maggio e Marco Cuchel, che la scelta dell’astensione è quasi una scelta obbligata, dopo che le istanze della categoria sono di fatto  rimaste inascoltate per troppo tempo. E’ comunque fondamentale in questo frangente l’unitarietà della categoria, ragione per la quale abbiamo informato il nostro Consiglio Nazionale della volontà di proclamare l’astensione e rivolto alle altre sigle associative l’appello a condividere l’iniziativa.

Siamo consapevoli, concludono i Presidenti ADC e ANC, che si tratta di una misura estrema e nonostante la nostra fermezza restiamo sempre aperti al dialogo con le Istituzioni, alle quali intendiamo rinnovare la nostra richiesta di incontro, con l’intento di avviare un vero confronto, che sia mantenuto nel tempo, con i professionisti economici per l’attività che gli stessi svolgono nell’interesse della collettività.

ADC – ANC Comunicazione

Comuncato Stampa ADC-ANC 22.02.2019

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli sulla nota diffusa dalle Associazioni ADC-ANC.

Il Sole 24Ore 23.02.2019 – Astensione 1

Il Sole 24Ore 23.02.2019 – Astensione 2

Italia Oggi 23.02.2019 – Astensione

LavoroFisco 22.02.2019 – Astensione

Ipsoa Quotidiano 22.02.2019 – Astensione

FiscoPiù 25.02.2019 – Astensione

Edotto 25.02.2019 – Astensione

COMUNICATO STAMPA 21.02.2019 – FATTURA ELETTRONICA, CONTINUANO PROBLEMI E DISAGI

COMUNICATO STAMPA

 FATTURA ELETTRONICA

CONTINUANO PROBLEMI E DISAGI, MA NON PER L’AGENZIA DELLE ENTRATE

 

Roma, 21 febbraio 2019

A quasi due mesi dal debutto della fattura elettronica l’Amministrazione finanziaria non sembra avere consapevolezza delle gravi criticità persistenti, che dovrebbero indurre a rivedere il sistema nel suo complesso, anziché cercare di rappresentare, con una lettura distorta di dati e statistiche, una situazione che non corrisponde affatto a quella reale.

Con il comunicato del 19 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i dati aggiornati relativi alla fattura elettronica: sono 228 milioni le fatture inviate da parte di oltre 2,3 milioni di contribuenti; la media degli invii dunque, nel periodo dal 1 gennaio al 18 febbraio, è di 2 fatture al giorno per contribuente, dato non certamente in linea con i volumi che il sistema economico nazionale dovrebbe, a nostro parere, far registrare.

I dati diffusi a livello geografico fotografano una situazione disomogenea, considerato che a fronte della Lombardia che guida la classifica con 81 milioni di fatture, ci sono regioni i cui numeri sono completamente diversi. La platea dei soggetti obbligati alla fatturazione elettronica è di oltre 4 milioni, ci sono pertanto circa 2 milioni i contribuenti che continuano a restare fuori dalle nuove procedure e praticamente non fatturano, evidentemente però questo non è un fatto considerato rilevante.

Sicuramente il confronto con dati del 2018 aiuterebbe a comprendere l’andamento effettivo del nuovo sistema:  quante sono state le fatture emesse nello stesso periodo del 2018? Qual è l’ammontare dell’iva versata a febbraio del 2018 per le liquidazioni iva di gennaio rispetto all’iva versata per lo stesso periodo del 2019?

“Sono questi i dati – afferma il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel  – che, all’insegna di una informazione completa e trasparente, chiediamo all’Agenzia delle Entrate di comunicare.

Al di là dei numeri, l’elenco del malfunzionamento e delle anomalie continua ad allungarsi con la segnalazione ogni giorno di nuovi problemi: differenza tra i dati fiscali esposti nel file PDF, messi a disposizione dalle piattaforme private, e quelli contenuti nel file XML; assenza di procedure minime di controllo sul sistema SDI che attualmente non impedisce di duplicare erroneamente l’invio di una fattura e addirittura consente l’invio di fatture di soggetti con partita iva cessata; difficoltà nella gestione dei documenti che arrivano allo SDI, per entrambi i canali utilizzati quali SDIFTP e SDICOOP, creando problemi di allineamento con le piattaforme private e di interi file di cui si ignora la collocazione; ritardi nella consegna delle notifiche al soggetto emittente,  ben oltre il termine dei 5 giorni previsti dalla normativa (ci sono stati segnalati casi addirittura di 30 giorni), senza contare i ritardi e le interruzioni nel funzionamento del canale Fatture e Corrispettivi.  A tutto questo si aggiunge una totale  inadeguatezza dell’assistenza tecnica, sia da parte dell’Agenzia delle Entrate sia delle piattaforme private, che addirittura gli utenti non riescono più a contattare per ricevere risposte e supporto.

Sul fronte privacy, come più volte evidenziato dall’ANC, la situazione è oltremodo preoccupante, con un sistema che dimostra di non essere in grado di impedire abusi e utilizzi impropri di dati e procedure.

Oltre alla presenza della procedura di “Intermediario non delegato” sul canale Fatture e Corrispettivi che praticamente permette a qualunque intermediario, anche se privo di delega, di emettere fatture a nome di soggetti terzi ignari, si registrano casi di istituti di credito che stanno ricevendo segnalazioni di frodi conseguenti al fatto che ignoti riescono ad accedere alle fatture elettroniche emesse da soggetti fornitori di servizi, società e professionisti, modificandone le coordinate bancarie. In questi casi, gli istituti stanno consigliando ai propri clienti, prima di autorizzare operazioni di pagamento, di verificare direttamente con il beneficiario la correttezza dell’IBAN.

“Siamo sconcertati – afferma il Presidente Marco Cuchel – dalla gravità dei fatti che si stanno verificando e ancor più dall’atteggiamento dell’Amministrazione Finanziaria che dovrebbe preoccuparsi di arginare e mettere fine ai numerosi problemi e ai conseguenti disagi per i contribuenti, mentre purtroppo la sua unica preoccupazione sembra essere quella di far credere che l’operazione fattura elettronica sia un successo.”.

“In un caos simile – conclude il Presidente Cuchel – ancora una volta i professionisti economici vengono lasciati soli e cercano quindi con le loro forze di arginare al meglio i tanti problemi che altri non si preoccupano di risolvere.”.

ANC – Comunicazione

Comunicato Stampa ANC 21.02.2019 – Fattura elettronica

RASSEGNA – Alcuni articoli riguardanti il comunicato diffuso dall’ANC.

Ipsoa 21.02.2019 – FE

Italia Oggi 22.02.2019 – FE

Fiscopiù 22.02.2019 – FE

Ansa Professioni 22.02.2019 – FE

COMUNICATO STAMPA ADC-ANC 14.02.2019

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ADC – ANC

BENE LA PROROGA, MA OCCORRE INTERVENIRE SULLO SDI

 Roma, 14 febbraio 2019

 

ADC e ANC registrano con favore la decisione di prorogare le scadenze di esterometro e spesometro al 30 aprile, anche perché è seguita all’allarme sul grave disagio della categoria che la Confederazione aveva  lanciato qualche giorno fa, chiedendo immediati provvedimenti sulle scadenze di febbraio. Chiaramente, si attende ora il provvedimento ufficiale, così da dare ai colleghi la dovuta certezza.

È, questo, certamente un segnale di attenzione che accogliamo con soddisfazione, ma ricordiamo che i nodi da sciogliere sono ancora tanti e tante le difficoltà che la categoria sta affrontando, tra cui le prossime liquidazioni periodiche che scadono il 18 di questo mese.

Il problema è l’estrema complessità delle procedure e il coordinamento tra il sistema di interscambio e le piattaforme dei gestionali. Le  anomalie provocano ritardi negli esiti delle fatture emesse, che rimangono, ben oltre i cinque giorni di tolleranza, nello stato di attesa dell’esito. Questo comporta un notevole nocumento per coloro che devono usufruire delle detrazioni IVA e che, in molti casi, hanno già provveduto ai pagamenti delle fatture al ricevimento della copia di cortesia, ma che non hanno ancora visto il documento sullo SDI.

La conseguente impossibilità di recuperare il dovuto nei termini della liquidazione  determina un danno per il contribuente, che si vede costretto ad affrontare un esborso non dovuto, con il versamento di un’iva periodica maggiore, e rischiare così difficoltà finanziarie.

ADC e ANC, riunite in Confederazione, chiedono pertanto un intervento urgente affinché sia scongiurata la paradossale situazione appena prefigurata e i Presidenti De Maggio e Cuchel sono pronti, in caso di silenzio e inerzia da parte del MEF, a riportare la gravità della situazione in sede europea.

ADC – ANC Comunicazione

Comuncato ADC-ANC Proroga non basta

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli sulla nota diffusa dalle Associazioni ADC e ANC.

Ansa Professioni 15.02.2019 – Proroga scadenze

IlSole24Ore 15.02.2019 – Proroga scadenze

Fiscopiù 15.02.2019 – Proroga Scadenze

Fiscal Focus 15.02.2019 – Proroga scadenze

 

Comunicato Stampa Congiunto ADC – ANC

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ADC – ANC

SCADENZE DI FEBBRAIO: SERVE UN DIFFERIMENTO

 Roma, 7 febbraio 2019

La mole di lavoro che ha travolto gli studi dei commercialisti, all’indomani dell’entrata in vigore della normativa sulla fatturazione elettronica, obbligo che non ha visto mantenere neanche una delle promesse di semplicità, innovazione, efficienza, velocità ed economicità che l’Agenzia delle Entrate ci aveva fatto (mancava solo la pace nel mondo), ha creato un’infinità di problemi e ritardi nello svolgimento di tutti gli altri adempimenti e, in particolare, di quelli in scadenza questo mese.

Il numero impressionante e anomalo di “scarti”, l’impossibilità di reperire le fatture nello SDI, il mancato incrocio di dati tra il sistema di interscambio e piattaforme private, ha portato il caos (come era stato ampiamente previsto e denunciato). Risulta quindi estremamente difficoltoso per i professionisti fare fronte con la dovuta serenità agli adempimenti previsti per questo mese (Iva, Irpef, Inps, Intrastat, esterometro, spesometro semestrale, Lipe), cui si aggiungono le ravvicinatissime certificazioni uniche del 7 marzo.

ADC e ANC chiedono, pertanto, il differimento al 31 marzo almeno della scadenza che riguarda lo spesometro (28 febbraio). In particolare, si chiede che l’esterometro sia reso  semestrale, che l’invio degli elenchi Intrastat sia eliminato in quanto costituisce una ridondanza rispetto al primo obbligo, e che sia altresì eliminato l’obbligo delle comunicazioni iva trimestrali (Lipe).

Sul fronte scadenze dunque continua a regnare il caos e nulla sembra cambiare, quando invece, come sostenuto in più occasioni, è urgente una riorganizzazione del calendario fiscale e una semplificazione degli adempimenti, quest’ultima anche in conseguenza dell’introduzione della fattura elettronica, il cui obbligo andrebbe comunque rivisto.

ADC – ANC Comunicazione

Comunicato stampa congiunto 07.02.2019 _Scadenze fiscali

 

 

Nasce la Confederazione ADC – ANC

 

COMUNICATO STAMPA

 

Nasce la confederazione delle Associazioni ADC – ANC

Roma, 7 febbraio 2019

ADC e ANC, le due Associazioni di categoria più longeve tra i sindacati dei commercialisti, in considerazione del lungo e consolidato rapporto di collaborazione nell’ambito del quale hanno condiviso azioni e progetti nell’interesse della professione, convinte che per raggiungere obiettivi comuni sia necessario intraprendere cammini condivisi, hanno deciso di sottoscrivere un patto confederativo.

Il prossimo 8 febbraio a Roma, nella cornice istituzionale di Complesso Valdina, il Presidente ADC Vincenzo De Maggio e il Presidente ANC Marco Cuchel sigleranno il patto, il cui obiettivo è rafforzare e rendere ancora più incisiva l’attività sindacale affinché le istanze della categoria possano essere maggiormente rappresentate.

Le due Associazioni, nel rispetto della propria storia e della propria identità, preserveranno la loro autonomia funzionale e gestionale ma grazie alla confederazione potranno adottare politiche sindacali comuni in modo coordinato e organizzato, a vantaggio della categoria.

L’auspicio è che tale sinergia si ampli e sia condivisa tra tutte le componenti della professione.

Restano fuori dal patto confederativo le politiche riguardanti le casse di previdenza di riferimento, rispetto alle quali le attività di ADC e ANC continueranno ad essere del tutto autonome.

Il Presidente De Maggio e il Presidente Cuchel esprimono la loro soddisfazione per il risultato raggiunto e sono fiduciosi che la condivisione di questo nuovo impegno permetterà di conseguire obiettivi importanti per la categoria, inaugurando un modello di collaborazione attraverso il quale, nel rispetto delle specificità dei due sindacati, si potrà dare attuazione alle iniziative e ai progetti con maggiore tempestività ed efficacia.

ADC – ANC Comunicazione

Comunicato ADC-ANC 07.02.2019_Nascita Confederazione

ANC in audizione alla Commissione Lavoro del Senato

 

COMUNICATO STAMPA

REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMMERCIALISTI IN AUDIZIONE PRESSO LA COMMISSIONE LAVORO DEL SENATO

 

Roma, 5 febbraio 2019

L’Associazione Nazionale Commercialisti è stata audita questa mattina presso la Commissione Lavoro del Senato (Presidente Senatrice Nunzia Catalfo) per esporre le osservazioni inerenti al DDL 1018 (DL 4/2019), ora in sede di conversione, avente per oggetto il Reddito di Cittadinanza e la riforma dell’età pensionabile. Presenti, il presidente Marco Cuchel e il consigliere nazionale delegato ai rapporti politici Miriam Dieghi.

È stato consegnato alla Commissione un documento esplicativo della posizione di ANC sui singoli punti analizzati nel provvedimento.

In tema di Reddito di Cittadinanza sono stati evidenziati dodici punti critici, tra cui: le difficoltà nel verificare l’effettività dell’esistenza e della sussistenza dei requisiti, al fine di evitare quanto più possibile gli abusi; il monitoraggio dell’operatività dei Centri per l’impiego e dei soggetti accreditati, che dovranno gestire tutte le domande e le fasi operative, nonché l’uso delle relative risorse a disposizione.

Solo nel tempo  si potrà verificare l’andamento dell’efficacia della misura e formulare un giudizio sulla reale capacità di far incontrare la domanda con l’offerta e favorire in questo modo una ripresa economica.

Per quanto riguarda la materia pensionistica è stato posto l’accento sull’impossibilità di accesso al beneficio della cosiddetta “quota 100”  da parte degli iscritti alle casse di previdenza dei professionisti, per comprensibili ragioni di sostenibilità. È stata evidenziata, pertanto, la necessità, anche per agevolare nuovi ingressi di giovani professionisti nel mercato e ottenere così una spinta occupazionale e uno svecchiamento della professione, di prevedere meccanismi di sussidiarietà tra l’Istituto Nazionale e le Casse private, così da favorire l’estensione del diritto a tutti i lavoratori, in ossequio ai principi che regolano il nostro ordinamento.

Relativamente a “opzione donna”, provvedimento in vigore dal 2004, sono state evidenziate le enormi penalizzazioni che le lavoratrici, dipendenti e autonome, vedono perpetuarsi, in quella che dovrebbe rappresentare un’agevolazione scelta liberamente, ma che di fatto è una necessità dovuta all’assenza o all’inefficienza dei servizi di prossimità alla famiglia. Penalizzazioni ancor più ingiustificate, in considerazione del  fatto che “opzione donna” è integralmente coperta dai contributi versati dalle lavoratrici, e pertanto è a costo zero per le casse dello Stato.

 

 

ANC – Comunicazione

CS ANC 05.02.2019 Audizione Senato

ANC_Audizione 05.02.2019

COMUNICATO STAMPA 31.01.2019 – FATTURA ELETTRONICA E SEMPLIFICAZIONI

 COMUNICATO STAMPA

FATTURA ELETTRONICA E SEMPLIFICAZIONE

Roma, 31 gennaio 2019

Quando nei mesi scorsi l’Associazione Nazionale Commercialisti aveva sollevato il problema dei rischi legati all’introduzione della fattura elettronica sul fronte delle criticità operative, della concorrenza e della riservatezza dei dati, la sua era stata una voce isolata, considerata da più parti fonte di allarmi esagerati se non addirittura infondati. Successivamente, anche sul malfunzionamento delle nuove procedure e sui disservizi sia della piattaforma dell’Agenzia delle Entrate sia delle numerose piattaforme private (disservizi che purtroppo ancora oggi continuano a registrarsi in modo preoccupante), le denunce dell’ANC sono state le uniche a dare voce al malcontento della categoria e delle imprese.

“E’ trascorso un mese dal debutto della fattura elettronica, i problemi, com’era  ampiamente prevedibile, si sono puntualmente verificati e se oggi anche altri – puntualizza il Presidente Marco Cuchel – prendono finalmente consapevolezza della reale situazione, come il caso del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ciò è senza dubbio confortante.”.  Il Consiglio Nazionale, infatti, ha reso noti i risultati di un sondaggio su un campione di esperti commercialisti selezionati, che delineano, nel complesso, un sistema, quello della fattura elettronica, che presenta  difficoltà diffuse per professionisti e contribuenti, tanto da indurre i vertici della categoria a proporre una moratoria sulle sanzioni relative alle operazioni di gennaio.

Dopo la prima task force di 60 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, creata a pochi giorni dall’avvio della fattura elettronica, è comunque una buona notizia l’ulteriore gruppo di esperti che Agenzia delle Entrate, Assosoftware e Sogei hanno deciso insieme di mettere in campo per analizzare e risolvere i problemi tecnici della fattura elettronica, iniziativa, tuttavia, sulla cui efficacia qualche perplessità ci sembra legittima.

Da una recente indagine condotta dall’Unione Nazionale Professionale Pratiche Amministrative  UNAPPA – evidenzia il Presidente Cuchel – emerge un problema che è stato sollevato dall’ANC in tempi non sospetti, ossia quello di politiche commerciali improprie da parte di software house nazionali, i cui risvolti a carico degli utenti non sono solo di natura economica ma investono anche la privacy.

Su questo terreno la nostra  Associazione – prosegue Cuchel – ha cercato fin da subito di interessare, purtroppo senza esito, la stessa Assosoftware, dalla quale sarebbe forse auspicabile un pronunciamento su questo importante aspetto anziché la formulazione di pareri interpretativi in materia fiscale, come accaduto per l’autofattura e il reverse charge, la cui competenza è evidentemente della sola Amministrazione Finanziaria.

Se le criticità della fatturazione elettronica erano già numerose prima ancora che diventasse operativa, con l’utilizzo delle procedure emergono inevitabilmente altri problemi che dimostrano quanto il sistema sia precario e vulnerabile sul piano dell’operatività e delle sicurezza. Costituisce un problema sicuramente non da poco la possibilità per un soggetto terzo di emettere fattura per conto di altro soggetto, anche se privo di  delega, un abuso questo le cui conseguenze non sono di immediata e facile risoluzione, poiché una volta che la fattura elettronica transita nel sistema può essere tortuoso il percorso da compiere per rimuoverla o comunque per contestarla da parte dei soggetti coinvolti.

Come sostenuto dallo stesso Direttore dell’Agenzia delle Entrate in una sua recente intervista, preannunciando il mantenimento di tutti gli adempimenti fiscali ad esclusione del solo spesometro, la fattura elettronica non è sinonimo di semplificazione e l’ANC non ha mai creduto alla tesi, esaltata da molti fautori di questa innovazione, secondo cui la fattura elettronica comporta necessariamente una semplificazione del sistema fiscale.

Quanto affermato oggi dal Viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, intervistato in occasione del convegno Telefisco 2019 de IlSole24Ore, il quale ha parlato della fattura elettronica in termini di una follia ereditata dal passato e di una scelta inevitabile per ragioni di bilancio, spiegano meglio di ogni altra parola il senso di una riforma che così com’è stata realizzata è difficile da comprendere e da condividere.

Con riferimento a quanto sostenuto dal Viceministro Garavaglia sull’impegno volto all’eliminazione di tutti gli adempimenti inutili, l’ANC chiede con urgenza che siano eliminati fin da ora gli adempimenti del reverse charge e dello split payment, in ragione del fatto che l’Amministrazione Finanziaria non è legittimata a chiedere dati di cui è già in possesso in forza della fatturazione elettronica.

“In mancanza di una risposta pronta da parte del Legislatore – conclude Cuchel – l’ANC intende interessare le autorità competenti a livello europeo.”.

ANC – Comunicazione

Comunicato Stampa 31.01.2019 – FE e Semplificazione