Questa mattina Marco Cuchel è intervenuto a Rai Tre per parlare di dazi e imprese. Come possono i Commercialisti supportare gli imprenditori in questo particolare frangente.
Questa mattina Marco Cuchel è intervenuto a Rai Tre per parlare di dazi e imprese. Come possono i Commercialisti supportare gli imprenditori in questo particolare frangente.
COMUNICATO STAMPA
MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA – L’APPLICAZIONE DI UNA NORMA NON È UN FAVORE. È UN DIRITTO.
Roma, 24 luglio 2025
Una professionista colpita da una grave malattia, con ricovero in terapia intensiva, si è vista negare dall’Agenzia delle Entrate la sospensione degli adempimenti tributari prevista dalla legge. Eppure la norma c’è: si tratta dell’articolo 1, commi 927-944 della legge 234/2021, che garantisce ai liberi professionisti il diritto alla sospensione dei termini in caso di malattia o infortunio. Una norma che è stata il frutto di anni di impegno incessante dell’ANC e che rappresenta una svolta epocale per la tutela dei liberi professionisti.
Per la prima volta, il Legislatore ha riconosciuto la necessità di salvaguardare i diritti e la salute dei professionisti in situazioni gravi e imprevedibili come malattia o infortunio, prevedendo una sospensione automatica dei termini e una ripresa degli adempimenti solo dopo un congruo periodo.
L’impegno deve tuttavia proseguire ogni giorno, anche nella gestione di singoli casi, quando le norme, pur esistenti, non vengono applicate.
L’ANC è intervenuta quindi a tutela della collega attraverso il presidente, Marco Cuchel, che ha sottoposto il caso al Viceministro Leo e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Carbone, ottenendo un tempestivo riesame e la positiva soluzione del caso.
Una norma di civiltà, fortemente voluta e ottenuta dall’ANC, che deve trovare piena applicazione. “Continueremo a vigilare” ha dichiarato Cuchel “affinché nessun professionista venga lasciato solo di fronte a un diritto che la legge riconosce”.
L’ANC ribadisce che tale previsione, frutto di un lungo lavoro istituzionale, non può essere oggetto di valutazioni discrezionali: va attuata in tutti i casi che ricadono nel perimetro di applicazione previsto.
“Ringraziamo il Viceministro Leo e il Direttore Carbone per la sensibilità mostrata nei riguardi di questo specifico problema. Esprimiamo la grande soddisfazione di poter essere stati risolutivi per una collega e invitiamo tutti a segnalare eventuali disapplicazioni”
ANC Comunicazione
CS 24.07.2025 malattia professionista
Di seguito pubblichiamo la lettera che è stata indirizzata dal Presidente ANC alle Colleghe e ai Colleghi in merito ai recenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in materia di controlli formali ex art. 36-ter del DPR 600 del 1973 relativi all’anno d’imposta 2022.
90_Lettera ANC 18.07.2025_Controlli AE
Si allega anche la nota dell’Agenzia delle Entrate AGE.AGEDC001.REGISTRO UFFICIALE.298457.17-07-2025
MEDIASET TG5 – 15.07.2025
Intervento del Presidente ANC Marco Cuchel sulle novità in materia di detrazioni fiscali.
COMUNICATO STAMPA
CONTROLLI FORMALI: ANC SI È MOSSA DA TEMPO A TUTELA DEI COLLEGHI
Roma, 14 luglio 2025
L’Associazione Nazionale Commercialisti, relativamente alle comunicazioni ai contribuenti ex art. 36 ter DPR 600/73 per l’anno d’imposta 2022, che in questo periodo stanno pervenendo da parte dell’Agenzia delle Entrate, ritiene opportuno comunicare che lo scorso 30 giugno ha provveduto all’invio di una lettera al Direttore dell’Agenzia, nella quale ha evidenziato come il termine di 30 giorni andrebbe a scadere a ridosso della sospensione feriale di legge, impedendo di fatto ai destinatari di beneficiare dell’allungamento del termine.
Tale comunicazione è seguita a un incontro con l’AdE presso il Mef tenutosi lo scorso 24 giugno, in occasione del quale è stato sollevato il problema per le vie brevi, poi formalizzato con lettera ufficiale indirizzata alla Direzione Centrale.
Nella stessa missiva è stata inoltre evidenziata la necessità di esplicitare il nuovo termine del differimento rispetto ai 30 gg. (è stato richiesto il 30 settembre) in modo da tranquillizzare i contribuenti e rendere più agevole il lavoro dei colleghi, ritenendo che una dichiarazione ufficiale di proroga al 30/09 (debitamente motivata) per la consegna dei documenti 36/bis e 36/ter possa mettere in sicurezza i colleghi rispetto alle pressanti richieste dei clienti, dettate dal timore della scadenza.
Apprendiamo quest’oggi da un’informativa datata 14/07, che anche il Consiglio Nazionale si è mosso nel confronti dell’Agenzia, e ne siamo felici, anche perché qualsiasi azione che possa portare un minimo di sollievo a colleghe e colleghi in questo periodo così oberati, non può che essere benvenuta.
“L’Associazione Nazionale Commercialisti” dichiara il Presidente Marco Cuchel “quando ha interloquito con l’Agenzia, lo ha fatto conservando come sempre un corretto profilo, evitando sia dichiarazioni indirizzate agli iscritti, sia proclami sui social, mantenendo il focus sull’obiettivo. In attesa della comunicazione ufficiale del nuovo termine (di cui ancora non vi è traccia e che invece è essenziale alla tranquillità dei colleghi), non possiamo non esprimere le nostre perplessità per una certa propensione dei nostri vertici istituzionali verso narrazioni entusiastiche e auto-incensatorie”.
ANC Comunicazione
COMUNICATO STAMPA
Risposta al commento del Presidente Elbano de Nuccio sulla sentenza del TAR Lazio n. 13710/2025
Roma, 14 luglio 2025
Il TAR non salva il Codice. Salva solo il potere di chi lo ha imposto.
Con il suo commento trionfalistico alla sentenza del TAR del Lazio, il Presidente Elbano de Nuccio dimostra ancora una volta di non voler ascoltare – né rappresentare – una parte significativa della categoria.
La sentenza n. 13710/2025 non dichiara che il nuovo Codice Deontologico sia “giusto” o “condivisibile”, dice soltanto che può essere scritto così, perché chi lo ha scritto aveva il potere formale per farlo. Nulla di più.
Ce lo ricordano gli stessi giudici:
– “Il controllo del giudice si ferma alla legittimità formale… Le scelte di merito spettano all’ente” (p. 12).
– “Il rapporto tra iscritti e Ordine non è gerarchico, ma orizzontale” (p. 11).
Una precisazione netta, che smonta ogni tentativo di far passare questa decisione come una benedizione di merito. Il TAR non ha promosso il Codice. Ha semplicemente affermato che, purtroppo, era nelle facoltà dell’ente scriverlo in quel modo.
Ma questo modo è inaccettabile, perché il Codice, così com’è, è nato senza la categoria e contro una parte della categoria. Con regole pensate non per sostenere chi lavora, ma per controllare chi dissente.
Chi oggi si arroga il merito della legittimità formale, tace sul dato sostanziale: questo Codice è uno strumento punitivo. Prova ne siano alcune delle disposizioni più gravi:
Chi decide cosa è “decoroso”? Chi decide cosa è “molesto”? Sempre lo stesso ente che ha scritto le regole, le interpreta, e sanziona chi le viola. Un ente che oggi si celebra da solo, ignorando ogni dissenso, dimenticando di rappresentare un’intera categoria, non solo sé stesso.
Noi, invece, non dimentichiamo.
Non dimentichiamo che questa è stata una battaglia difficile, iniziata in salita. Una battaglia che abbiamo condotto come extrema ratio, per impedire che un Codice percepito da molti come vessatorio e liberticida entrasse in vigore senza opposizione.
Non dimentichiamo nemmeno la totale assenza di collaborazione tra il Consiglio Nazionale e la nostra Associazione. A dimostrarlo, un fatto gravissimo: l’Associazione Nazionale Commercialisti ha dovuto attivare, ottenendo accoglimento del ricorso dal TAR, una procedura giudiziaria per l’accesso agli atti al fine di ottenere documenti fondamentali, che il Consiglio Nazionale aveva negato.
Questo è il livello di ascolto. Questo è il metodo.
La verità è semplice: la legittimità formale non è una patente di merito. Un Codice può essere scritto in modo regolare e, insieme, essere sostanzialmente ingiusto. Quando viene usato per condizionare, punire, zittire, non è più deontologia: è disciplinamento.
Ogni volta che un potere si arroga il diritto di decidere chi può parlare e come può farlo, ogni volta che si cerca di ridurre il dissenso a un fastidio, ogni volta che si scrive un codice per mettere a tacere anziché per elevare, si apre una ferita nella coscienza democratica di una categoria.
Noi siamo qui per dire che il silenzio non è un dovere professionale, ma una sconfitta civile.
E che ogni codice che pretende obbedienza senza ascolto, disciplina senza confronto, autorità senza rappresentanza, è un codice che ha già tradito la sua missione.
Perché la nostra libertà professionale è un frammento della libertà democratica di questo Paese. E noi non permetteremo mai che venga calpestata.
ANC Comunicazione
CS 14.07.2025_Sentenza Tar Codice Deontologico
COMUNICATO STAMPA
Riforma dell’Ordinamento e voci di proroga: urge chiarezza sull’incontro del 15 luglio
Roma, 11 luglio 2025
Secondo fonti attendibili, il prossimo 15 luglio è previsto un incontro tra il presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano de Nuccio, e rappresentanti del Governo. Non si tratterebbe soltanto di un confronto sulla riforma del D.Lgs. 139/2005, ma soprattutto di una possibile richiesta di proroga dell’attuale mandato del Consiglio Nazionale.
Il nostro auspicio è che tali informazioni non abbiano alcuna fondatezza, se confermate, infatti, rappresenterebbero una contraddizione palese rispetto a quanto dichiarato, in più occasioni, dallo stesso presidente de Nuccio, dagli Stati Generali fino all’ultima Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali, in cui ha assicurato che il mandato in corso si concluderà nei termini previsti dalla legge.
A rafforzare questa posizione, c’è quanto emerso proprio ieri durante l’Assemblea dei Presidenti: la volontà, netta e condivisa, di andare al voto in tempi brevi. È un messaggio inequivocabile, che va ascoltato e rispettato. Non può essere aggirato con scorciatoie istituzionali né messo in discussione da iniziative poco trasparenti.
Per queste ragioni, riteniamo doverosa una smentita pubblica e immediata da parte dei protagonisti dell’incontro.
Da parte di chi, solo poche settimane fa, dichiarava di avere il consenso della maggioranza assoluta della categoria, risulterebbe incomprensibile l’urgenza di una richiesta di proroga.
Sarebbe, inoltre, grave se il Governo decidesse di assecondare chi oggi, con una richiesta di prolungamento del proprio mandato, dimostrerebbe platealmente di aver perso il sostegno necessario a rappresentare con piena legittimità l’intera categoria.
ANC intende ribadire con fermezza che ogni ipotesi di proroga, tanto più se discussa informalmente e senza il coinvolgimento della base, è da respingere in modo categorico.
Vogliamo credere che tutto ciò di cui siamo venuti a conoscenza sia totalmente infondato.
Chiediamo però chiarezza, nulla di più di quanto è dovuto.
Il rispetto delle regole non è un dettaglio formale: è il fondamento della fiducia nella rappresentanza.
I mandati si rinnovano nel confronto democratico, senza ricorrere a scorciatoie.
Una professione che ogni giorno chiede legalità ai cittadini, non può permettersi zone d’ombra al proprio interno.
La categoria merita rispetto, e il rispetto comincia dalla verità.
ANC Comunicazione
COMUNICATO STAMPA
PEC AMMINISTRATORI: IL TERMINE NON ESISTE, PERTANTO NON PUÒ ESSERCI PROROGA
Roma, 25 giugno 2025
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili annuncia con enfasi una proroga al 31 dicembre dell’obbligo di comunicazione della PEC da parte degli amministratori di società. La realtà normativa però è un’altra: nessuna scadenza è prevista dalla legge, e in assenza di un termine fissato per legge, non è applicabile alcuna sanzione, come stabilito chiaramente dall’art. 2630 c.c. e confermato da Unioncamere e dalle Camere di Commercio.
Oltre alla nota di Unioncamere, sono infatti numerose le informative che le Camere di Commercio territoriali da mesi veicolano a professionisti e imprese in merito all’adempimento della comunicazione pec riguardante esclusivamente le neo imprese e i casi di rinnovo o nomina di amministratori/liquidatori, senza che sia previsto un termine da rispettare e conseguentemente sanzioni applicabili per tutti gli altri.
Infatti l’articolo 1, comma 860, della Legge di Bilancio 2025 introduce un nuovo adempimento, ma non prevede alcun termine perentorio per le società già iscritte al 1° gennaio 2025. Senza termine, nessuna violazione può essere sanzionata, come stabilito anche dalla legge 689/1981.
Assistiamo quindi all’ennesima rivendicazione di un risultato inesistente, costruito su una interpretazione priva del necessario approfondimento e trasformato in un successo del Consiglio Nazionale.
Questo comportamento autoreferenziale non solo disorienta la categoria, ma contribuisce a sminuire il ruolo stesso di rappresentanza, che esigerebbe invece anche sobrietà istituzionale.
Ai professionisti occorre avere chiarezza normativa e di certo non servono proclami su inesistenti proroghe.
ANC Comunicazione
COMUNICATO STAMPA
Stati Generali: donne assenti, ma nei comunicati miracolosamente presenti
Roma, 20 giugno 2025
L’Associazione Nazionale Commercialisti esprimere sconcerto per quanto si legge oggi in merito agli Stati Generali della professione organizzati dal Consiglio Nazionale.
In un evento che avrebbe dovuto rappresentare il futuro dei commercialisti, quattro panel tematici si sono svolti con una singolare omogeneità: sedici uomini, nessuna donna, nessuna collega, neanche una.
Di fronte alle critiche, anziché rimediare dando voce e ruolo alle colleghe nei panel, il presidente Elbano De Nuccio ha pensato di invitare – con effetto tardivo e puramente simbolico – alcune personalità politiche femminili, tra cui la Presidente del Consiglio. Il messaggio è stato chiaro: le donne possono essere invitate, ma non per partecipare ai tavoli sul futuro della professione.
A chi ha fatto notare l’assenza femminile nei momenti di confronto, De Nuccio ha replicato che si trattava di un evento istituzionale e non di un convegno di categoria, e che la composizione dei panel rifletteva la rappresentanza politica. Ma l’evento è stato organizzato dal Consiglio stesso, che ha quindi piena responsabilità nella scelta degli ospiti.
La toppa è peggio del buco. Il problema non è la statistica: è la scelta. E in questo caso, la scelta è stata escludere, non per disattenzione, ma per impostazione culturale. È il solito copione: parità a parole, esclusione nei fatti.
Non si tratta di quote o di “politicamente corretto”, si tratta di rappresentanza. Un evento istituzionale, pagato con risorse della categoria, non può ignorare metà dei suoi iscritti.
Oggi, per giustificarsi, si cita il dato della Fondazione: “la categoria è piena di donne in ruoli di responsabilità”. Ma questo è esattamente il punto: se ci sono, perché non erano sul palco?
Il presidente De Nuccio prova a correggere il tiro parlando del 39% di presenza femminile nelle nomine effettuate dal Consiglio Nazionale. Peccato che quei risultati derivino da elezioni avvenute nel 2021, ben prima dell’insediamento dell’attuale Consiglio, quindi senza alcuna influenza da parte sua.
Inserire quei numeri in una narrazione autocelebrativa è quanto meno scorretto, soprattutto da parte di chi, per ruolo, dovrebbe astenersi dal diffondere informazioni suggestive.
In un contesto già segnato da tensioni e spaccature, la comunicazione dovrebbe favorire chiarezza, rispetto delle competenze e riconoscimento del merito. Appropriarsi dei risultati altrui serve solo ad alimentare sfiducia e conflittualità.
Invece di affrontare le critiche nate dal panel monocolore degli Stati Generali, aprendo un confronto costruttivo, si è preferito mettere in vetrina numeri selezionati, ignorando il nodo centrale: l’assenza delle colleghe dai momenti decisivi dell’evento.
Si dimentica anche che il Consiglio Nazionale fu costretto ad adeguare la propria composizione solo dopo una sentenza del TAR (caso Damiani) che ne sospese l’iter elettorale per violazione delle norme sulle quote di genere.
In conclusione, non si può parlare di contributo strutturale alla parità di genere da parte dell’attuale governance. Nelle prime bozze della riforma del D.Lgs. 139/2005 – redatte proprio dal Consiglio – le quote di genere erano state ridotte e riproposte per ben due volte. Solo successivamente, e non senza pressioni, sono state ripristinate nell’ultima versione.
Le colleghe non hanno bisogno di essere “valorizzate” dal Consiglio Nazionale, necessitano di essere ascoltate, coinvolte e messe nelle condizioni di contare.
L’ANC rinnova il proprio impegno a favore di una parità autentica, basata su trasparenza, confronto e rispetto, e chiede che si apra una riflessione vera, non una giustificazione d’apparato. Il futuro della professione non si costruisce restando incollati al passato.
Si costruisce senza retorica, senza narrazioni autoreferenziali, ma con i fatti.
ANC Comunicazione
COMUNICATO STAMPA
DL FISCALE: L’ART. 15 RECEPISCE LE ISTANZE DELLA CATEGORIA DOPO L’ASTENSIONE PROMOSSA DAI SINDACATI
Roma, 13 giugno 2025
L’approvazione del Decreto Legge fiscale da parte del Consiglio dei Ministri rappresenta un chiaro riconoscimento delle difficoltà operative più volte denunciate dall’Associazione Nazionale Commercialisti e siamo grati al Viceministro Maurizio Leo per la disponibilità all’ascolto delle istanze della nostra Associazione e per aver dato prova di una sensibilità nei confronti dei professionisti, riconoscendone il ruolo e la centralità del lavoro che gli stessi svolgono nell’assistere imprese e cittadini contribuenti.
L’art. 15, che considera valide le dichiarazioni presentate fino all’8 novembre 2024, recepisce le richieste formulate dall’ANC, confermando l’efficacia dell’azione sindacale culminata nell’astensione dalle attività professionali promossa, tra le altre, dalla nostra sigla, per denunciare i gravi disagi causati da disservizi tecnici e ritardi nei software dell’Agenzia delle Entrate.
Il decreto valorizza il ruolo delle rappresentanze sindacali, confermandone la funzione di interlocuzione e tutela. Una linea confermata anche dall’art. 16, che introduce il differimento dei versamenti fiscali per i soggetti ISA, a seguito delle segnalazioni sulle inefficienze operative e sui ritardi nel rilascio delle specifiche tecniche per modelli ISA e CPB.
ANC continuerà a vigilare e a collaborare per soluzioni strutturali che assicurino dignità e sostenibilità all’attività dei professionisti.
ANC Comunicazione