Pubblichiamo la lettera aperta a firma del Presidente ANC, indirizzata oggi alla categoria.
Pubblichiamo la lettera aperta a firma del Presidente ANC, indirizzata oggi alla categoria.
COMUNICATO STAMPA
Onorari consigliati ANC: uno strumento solido per dare valore alla professione
Roma, 8 ottobre 2025
L’Associazione Nazionale Commercialisti pubblica da oltre 40 anni il prontuario aggiornato degli onorari consigliati, confermando un impegno costante nel mettere a disposizione dei colleghi uno strumento tecnico, culturale e politico di riferimento per la determinazione dei compensi professionali.
In un contesto caratterizzato da trasformazioni profonde della professione e da una crescente complessità normativa, la disponibilità di parametri chiari, condivisi e coerenti con i principi deontologici e il D.M. 140/2012, rappresenta un presidio fondamentale per riaffermare il valore della nostra attività, tutelare la sostenibilità degli studi e rafforzare la percezione del ruolo del commercialista nella società.
Gli onorari consigliati da ANC:
La recente pubblicazione di altre tabelle di onorari da parte di soggetti della categoria conferma l’attenzione crescente su questo tema, ma è importante che la professione mantenga un quadro coerente e riconoscibile, evitando frammentazioni che rischiano di indebolire la forza della nostra rappresentanza.
Per questo ANC ribadisce la centralità dei propri onorari consigliati, che negli anni si sono affermati come strumento condiviso e autorevole, capace di coniugare la tutela della dignità professionale con l’esigenza di trasparenza nei confronti della clientela.
“Non si tratta solo di numeri – afferma il Presidente Cuchel – ma di riaffermare un principio: il lavoro dei commercialisti ha un valore che va riconosciuto e difeso. I nostri onorari consigliati rappresentano un punto fermo per tutta la categoria”.
ANC continuerà a rafforzare e aggiornare questo strumento, promuovendone l’adozione in modo unitario e condiviso, per dare più forza alla voce dei professionisti e garantire condizioni economiche eque e sostenibili.
“Per una tutela a tutto tondo” conclude Cuchel, “si rende però necessario estendere l’applicazione del principio dell’equo compenso, ora stabilito per legge, anche alle micro, piccole e medie imprese. A questo proposito, non possiamo non rilevare che il testo della riforma dell’ordinamento di categoria, nella forma in cui è stato proposto e promosso dal Consiglio Nazionale, non tiene in considerazione questa possibilità, limitandosi ad indicare la necessità di un semplice accordo tra le parti, delegando di fatto ad un mercato oramai fuori controllo un aspetto cruciale per la sopravvivenza di tanti studi professionali”.
ANC Comunicazione
COMUNICATO STAMPA
DISEGNO DI LEGGE CONCORRENZA
NO ALL’ESTENSIONE DI ATTIVITÀ PROFESSIONALI CHE METTE A RISCHIO LA TUTELA DELLA FEDE PUBBLICA
Roma, 1° ottobre 2025
L’Associazione Nazionale Commercialisti lancia l’allarme sul disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, ora all’esame della 9ª Commissione del Senato. Tra i numerosi emendamenti presentati, alcuni puntano ad affidare ai tributaristi funzioni delicate come il rilascio del visto di conformità, l’asseverazione e persino la rappresentanza tecnica in giudizio.
“Non si può ignorare – dichiara il Presidente ANC, Marco Cuchel – che la professione di commercialista è regolata da norme precise e vincolanti: l’uso del titolo, la formazione obbligatoria, il codice deontologico, gli obblighi assicurativi, la vigilanza che l’ordine esercita sugli iscritti, senza contare il percorso di studi e di formazione, con tirocinio e il superamento di un esame di Stato. Requisiti che non sono meri adempimenti burocratici, ma garanzie per cittadini, imprese e per lo stesso Stato”.
Secondo ANC, l’estensione di tali funzioni a soggetti non iscritti a un ordine professionale rischia di abbassare gli standard di affidabilità e di compromettere la tutela della fede pubblica.
“Esprimiamo la nostra netta contrarietà – conclude Cuchel – a emendamenti che minano ingiustificatamente le prerogative delle professioni ordinistiche. È urgente un intervento del legislatore per mettere ordine e superare le ambiguità della legge 4/2013, che oggi mostra tutta la sua inadeguatezza”.
ANC Comunicazione
Segnaliamo il nuovo numero della rivista digitale di informazione e cultura promossa da Confprofessioni, che ospita anche un articolo a firma del Presidente Cuchel (pag. 79).
La rivista è disponibile al link https://issuu.com/confprofessioni-stampa/docs/il_libero_professionista_reloaded_37
Intervento del Presidente ANC Marco Cuchel andato in onda lo scorso 20 settembre nella rubrica Conti in tasca a cura del direttore Sergio Luciani su “Giornaleradio.fm la radio libera di informare” format del gruppo Economy.
Conti in tasca 20.09.2025 | Ascolta intervento Presidente ANC (minutaggio da 51:02)
COMUNICATO STAMPA
Riforma dell’ordinamento dei commercialisti
Schema di raccordo e valutazione politico-istituzionale
Roma, 12 settembre 2025
Com’è noto, in data di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile.
Rispetto al testo esaminato e respinto il 4 settembre, quello approvato contiene modifiche significative, frutto di un intenso confronto e di una forte azione critica e propositiva da parte di ANC, di numerosi Ordini territoriali e della Cassa Ragionieri (CNPR).
Negli spazi pubblici e su diverse testate specializzate la giornata di ieri (11 settembre) è stata raccontata come una “vittoria del solo presidente nazionale”, relegando a ruoli marginali e di supposta minoranza dissenziente quanti avevano espresso perplessità.
ANC respinge con fermezza queste narrazioni poiché questa lettura non corrisponde alla realtà: le modifiche decisive del testo sono state rese possibili proprio grazie all’intervento delle componenti critiche che hanno chiesto e ottenuto di correggere ingiustificabili squilibri divisivi e rischi presenti nella bozza iniziale, sempre nell’ottica dell’unità della intera Categoria.
Riteniamo possa essere utile, con una prima analisi compiuta sul testo pervenuto successivamente all’approvazione, evidenziare le modifiche apportate nella legge delega della riforma dell’ordinamento con uno schema di raccordo tra la versione proposta al CDM il 4 settembre e quella approvata in data di ieri.
| Ambito / articolo | Versione 4 settembre respinta in CDM | Versione 11 settembre approvata in CDM |
| Art. 1, comma 2 – Concerti ministeriali | Prevedeva solo il concerto con il Ministro dell’università e ricerca; CN sentito. | Aggiunto il concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali per le disposizioni con impatto previdenziale. |
| Art. 2, comma 1 lett. a) – competenze | Richiamo alle competenze di altre professioni regolamentate. | Richiamo alle competenze di altre professioni anche non organizzate ex L. 4/2013. |
| Art. 2, lett. p) – Specializzazioni | Riguardava solo gli iscritti alla Sezione A. | Estesa anche agli iscritti della Sezione B. |
| Art. 2, lett. q) – Tirocinio | Limitato alla Sezione A, con possibilità di svolgimento durante la laurea magistrale. | Esteso anche alla Sezione B, consentendo il tirocinio interamente durante i rispettivi corsi di laurea (triennale e magistrale). |
| Art. 2, nuova lett. s) – Sistema elettorale | Assente
|
Nuova clausola: la nuova disciplina elettorale si applicherà solo dopo la scadenza della consiliatura in corso, escludendo qualunque proroga delle elezioni imminenti. |
| Art. 3 – Disposizioni finanziarie | Conteneva un comma 2 che prevedeva eventuali decreti successivi per copertura di nuovi oneri. | Comma 2 eliminato: confermata la neutralità finanziaria senza nuovi oneri. |
| Art. 2, altre lettere | Tutte presenti | Confermate senza modifiche sostanziali, salvo ritocchi formali di coordinamento e chiarezza. |
Le modifiche sulle quali abbiamo concentrato la nostra azione di interlocuzione con il Governo, in coerenza di quanto da molti mesi sosteniamo, sono state integralmente e favorevolmente accolte.
L’art. 2 lett. p), q) e l’inserimento della lettera s) non sono meri aggiustamenti tecnici, ma rispondono a precise richieste avanzate da ANC durante la pausa di riflessione tra il 4 e l’11 settembre, tese a:
Abbiamo anche rilevato, solo all’esito della lettura del testo approvato, dell’opportuno coinvolgimento del Ministero del Lavoro per le ricadute previdenziali.
L’ANC tiene dunque a precisare come proprio l’intervento delle parti critiche ha impedito che in Consiglio dei Ministri si compiesse un passo contrario all’interesse complessivo della categoria. Senza queste azioni:
Non può dunque essere accettata la narrazione che dipinge aspramente chi ha espresso rilievi o che ha etichettato come “perdente” quella che da mesi, con pervicacia, il Consiglio Nazionale insiste a definire una minoranza del dissenso.
È invece la voce di chi ostinatamente chiede che si riapra un dialogo interno per il bene di tutti i 122.000 iscritti all’Albo e non solo di una parte di essi.
La correzione della rotta, operata in seno al Consiglio dei Ministri, deve essere accolta con tutta la sua forza come stimolo a riaprire un confronto plurale e critico che il CN non ha sin qui perseguito.
È doveroso, infatti, ricordare che, di fronte alle osservazioni formulate dalla Cassa Nazionale di Previdenza Ragionieri, il presidente del CN ha inizialmente scelto di respingerle senza un reale esame nel merito, proseguendo su una linea comunicativa che ha spesso fomentato e alimentato contrapposizioni interne.
Questo modus operandi è stato ed è tuttora da noi censurato, perché allontana la categoria dall’obiettivo di una riforma condivisa e a beneficio di tutti i Colleghi.
L’ANC ribadisce che il risultato politico di questi giorni è l’avere riaperto spazi di dialogo e di controllo dei presidi a tutela di tutte le componenti della professione, e lo ascrive ad una intensa opera di mediazione di quelle componenti interne alla categoria che non hanno trovato ascolto in seno al CN durante questa consiliatura nonché alla sensibilità mostrata dal Governo.
La legge delega passa ora al Parlamento per il prosieguo del suo iter, e ANC continuerà a vigilare fattivamente, proponendo miglioramenti e garantendo che i principi di trasparenza, equilibrio e partecipazione guidino l’intero processo.
ANC Comunicazione
MEDIASET TGCOM24 – 12.09.2025
Intervento del Presidente ANC Marco Cuchel sulla riforma dell’ordinamento dei commercialisti.
COMUNICATO STAMPA
L’ANC ACCOGLIE CON FAVORE LA LEGGE DELEGA PER LA RIFORMA DELL’ORDINAMENTO DEI COMMERCIALISTI – Cuchel: “Un passo nella giusta direzione per tutelare la professione e garantire equilibrio all’interno della categoria”
Roma, 11 settembre 2025
L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime piena soddisfazione per l’approvazione, da parte del Governo, della Legge delega finalizzata alla revisione dell’Ordinamento della professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile (D. Lgs. 139/2005).
Il testo approvato recepisce le istanze avanzate dall’ANC in merito ad alcune criticità presenti nella proposta originaria, che rischiavano di compromettere la coesione della categoria e la stabilità dell’intero impianto ordinistico.
“Ringraziamo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Governo – dichiara Marco Cuchel, Presidente ANC – per aver ascoltato con attenzione le nostre osservazioni. È stata compresa l’importanza di intervenire con equilibrio, tutelando il futuro della professione e il principio di equità tra tutti gli iscritti all’Ordine.”
Tra gli elementi corretti nel nuovo impianto della legge delega:
• la rimozione delle asimmetrie tra gli iscritti, con risvolti negativi sotto l’aspetto previdenziale,
• il rinvio del nuovo processo elettorale, evidentemente proposto con logiche personalistiche. Tale rinvio, così come richiesto da ANC, fa sì che le nuove norme sul processo elettorale entrino in vigore non prima delle elezioni per la consiliatura 2030-2034. L’inserimento, nella lettera p) del comma 1 dell’art. 2 del disegno di legge delega, offre un elemento di chiara garanzia di continuità istituzionale sgomberando il campo da ogni incertezza sui tempi elettorali, evitando forzature e consentendo alla categoria di affrontare la riforma nella sua interezza e con la necessaria concentrazione sui contenuti, non su eventuali questioni di natura elettorale.
“Questa riforma – prosegue Cuchel – rappresenta un primo passo importante verso un riordino che restituisca alla nostra professione il giusto riconoscimento e la necessaria solidità istituzionale. Auspichiamo ora che l’iter legislativo prosegua nel segno del confronto costruttivo, prevedendo ulteriori miglioramenti atti a rendere l’accesso più attrattivo per i giovani e a promuovere la crescita dell’intera categoria.”
L’ANC conferma il proprio impegno a contribuire in modo responsabile e propositivo questo percorso di riforma, nella convinzione che il rafforzamento dell’identità professionale dei commercialisti sia un interesse condiviso da tutto il sistema Paese.
ANC Comunicazione
CS_11.09.2025 Riforma Ordinamento
COMUNICATO STAMPA
Commercialisti, Cuchel (Anc): “La riforma respinta è un’occasione per ripartire dal dialogo vero”
Roma, 9 settembre 2025
“La vera riforma non è quella che cambia le regole del voto, ma quella che rafforza la dignità, l’unità e il ruolo dei commercialisti nella società”. Con queste parole Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, commenta lo stop alla proposta di riforma dell’ordinamento professionale da parte del Consiglio dei Ministri del 5 settembre e rende noto che è stata diffusa una lettera aperta ai vertici della categoria e a tutti gli iscritti.
In quella seduta, il Governo ha approvato le riforme degli avvocati e dei medici, insieme a un disegno di legge generale di revisione delle professioni ordinistiche, respingendo però la proposta presentata dal Consiglio Nazionale dei commercialisti. Una decisione che, secondo Cuchel, rappresenta un segnale forte e “un’occasione per ricostruire un progetto condiviso, capace di ascoltare davvero iscritti, territori e associazioni”.
Per Anc, la riforma predisposta dal vertice del Cndcec si è dimostrata priva di contenuti sostanziali. Non affronta i nodi centrali della professione — precarietà dei giovani, sostenibilità previdenziale, perdita di attrattività dell’albo ed eccessiva stratificazione normativa — ma si riduce a pochi ritocchi marginali.
Il cuore del progetto, sottolinea l’associazione, è stata la modifica delle modalità elettorali del Consiglio Nazionale: “L’unica vera novità introdotta, ma che nulla ha a che vedere con le esigenze concrete degli studi e dei colleghi”.
Anc rileva come per nessuna delle altre categorie ordinistiche il Governo abbia previsto modifiche al sistema elettorale, rimasto ancorato al D.Lgs. 139/2005. “Perché solo ai commercialisti si sarebbe dovuto applicare un modello diverso, creando una distonia rispetto alle altre professioni?”, si chiede Cuchel.
La critica non riguarda solo i contenuti, ma anche il metodo. “Circa il 90% dei colleghi — denuncia l’Associazione Nazionale Commercialisti — non conosce né il testo né i contenuti della proposta. Non vi è stato un confronto reale con gli iscritti né con le associazioni territoriali. La riforma è apparsa ‘calata’ dall’alto, con un approccio che ha generato divisioni anziché coesione”.
Anche il recente comunicato del Consiglio Nazionale, che ringrazia Governo e associazioni favorevoli parlando di ‘maggioranza assoluta’, viene giudicato come una rappresentazione parziale della realtà: Diversi ordini territoriali e associazioni hanno espresso contrarietà, mentre la base non è mai stata coinvolta”.
Per Cuchel, il rinvio deciso dal Governo non deve essere letto come una sconfitta, ma come una possibilità di ripartenza: “Abbiamo bisogno di un ordinamento che riconosca i commercialisti come presidio di legalità e sviluppo economico; di strumenti per rendere la professione più attrattiva e sostenibile; di regole che semplifichino e valorizzino le competenze, non che creino nuove barriere burocratiche”.
Infine, l’appello diretto alla presidenza del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: “Il Presidente è il rappresentante di tutti i 120mila iscritti, non di una parte soltanto. Una riforma che ignora segmenti consistenti della categoria genera fratture che non possono essere liquidate con slogan”.
ANC assicura che continuerà a vigilare e a proporre soluzioni: “La professione non ha bisogno di narrazioni trionfalistiche, ma di verità, ascolto e coesione”.
ANC Comunicazione
Di seguito la lettera aperta dell’ANC.
CS 09.09.2025 Lettera aperta ANC
COMUNICATO STAMPA
Rinvio della Legge Delega evita norme fratricide e dannose per la categoria
Roma, 5 settembre 2025
“La decisione del Consiglio dei Ministri di rinviare la discussione della Legge delega è la dimostrazione che le nostre segnalazioni e i nostri rilievi hanno un fondamento e, di conseguenza, sono stati tenuti nella giusta considerazione, cosa della quale ringraziamo il Governo il quale, con questo rinvio, ha evitato l’approvazione di un documento contenente molte criticità e norme fratricide” dichiara il presidente ANC Marco Cuchel all’indomani della seduta. “È stato tenuto conto delle anomalie contenute nella bozza. Tra queste, in particolare, le norme che pongono a rischio la sostenibilità delle casse di previdenza, le regole in materia elettorale e le penalizzazioni a scapito di una parte degli iscritti”.
“È stato evitato l’avvio di un processo legislativo caldeggiato da chi fa indebite pressioni sul Governo per promuovere, in maniera ingiustificata ed incomprensibile, norme divisive e nocive alla categoria tutta. Auspichiamo ora” conclude Cuchel “che la materia possa essere affrontata con la dovuta attenzione e che la nuova bozza sia frutto di un lavoro che tenga conto del contributo di tutte le forze che la professione esprime. Per quanto ci riguarda, ANC ha avuto modo di far pervenire i propri rilevi al Governo, ma se questi fossero stati oggetto di discussione all’interno della categoria, in un processo trasparente, democratico e altamente tecnico, forse la bozza discussa ieri avrebbe avuto una sorte diversa”.
ANC Comunicazione