CS 03.09.2025 – Riforma ordinamento, Appello al Ministro Nordio

COMUNICATO STAMPA

 

Cuchel (commercialisti): “Stop alla riforma dell’ordinamento”

Appello al Ministro Nordio: “La riforma non può nascere in un clima di sfiducia, così si mina la legittimità e si rischiano conflitti interni, serve rispetto per la democrazia”

 

ROMA – L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime profonda preoccupazione per l’ipotesi che, giovedì 4 settembre, possa essere portata in Consiglio dei Ministri la riforma dell’ordinamento dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ignorando le osservazioni già trasmesse al Ministero della Giustizia e ribadite pubblicamente lo scorso 8 agosto.

Il Presidente di Anc, Marco Cuchel, ha indirizzato oggi al Ministro Carlo Nordio una nuova lettera formale per chiedere, con rispetto ma con estrema fermezza, la sospensione dell’iter previsto per il provvedimento.

“Il Cndcec ha già fissato le elezioni per il rinnovo degli organi territoriali e nazionali. Procedere ora con una riforma – ha rimarcato – significherebbe alterare le regole mentre il corpo elettorale è già chiamato a esprimersi. È una questione di legittimità e di rispetto della democrazia”.

Cuchel ha evidenziato che “un Consiglio Nazionale a fine mandato non possiede l’autorevolezza per imporre un riordino complessivo della professione. Affidare tale compito equivarrebbe a ignorare la rappresentatività reale della Categoria”.

“Un provvedimento ‘calato dall’alto’, in questa fase, determinerebbe inevitabilmente contenziosi e conflitti interni, minando la credibilità dell’intera architettura ordinistica.

Nonostante le recenti rassicurazioni, la stessa Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti ha segnalato che alcune disposizioni della bozza inciderebbero negativamente sulla contribuzione, smentendo nei fatti la presunta garanzia di sostenibilità.

Una riforma organica richiede necessariamente condivisione, dialogo e un processo aperto con tutti i commercialisti. Oggi, invece, si rischia di imporre un testo non condiviso né dagli Ordini, né dalla Cassa, né da larga parte degli iscritti.

“La riforma non può nascere in un clima di sfiducia, divisione e incertezza. Solo organi appena eletti, pienamente legittimati dal voto democratico – ha concluso Cuchel -, potranno costruire con il Ministero un percorso di riforma solido, credibile e condiviso”.

Roma, 03 settembre 2025

ANC Comunicazione

 Di seguito la lettera indirizzata dall’ANC al Ministro della Giustizia.

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CS 03.09.2025 Lettera Ministro Nordio

CS ANC 25.08.2025 – COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI, IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE È SOSTEGNO ALLO SVILUPPO 

COMUNICATO STAMPA

COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI

IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE È SOSTEGNO ALLO SVILUPPO 

Roma, 25 agosto 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti, che crede fortemente nel sostegno alle imprese per lo sviluppo e la crescita dei territori, vuole sottolineare l’importanza della decisione della Camera di Commercio di Napoli di varare un piano straordinario da 28 milioni di euro, da impiegare per il rilancio del tessuto imprenditoriale della città e della provincia.

Importante, in particolare, è anche il fatto che siano state previste risorse per agevolare l’accesso alla composizione negoziata della crisi di impresa (CNCI), grazie anche all’attività di sensibilizzazione condotta dall’ANC territoriale di Napoli, strumento che consente alle imprese che si trovano in difficoltà di poter intraprendere, laddove le condizioni lo consentano, un processo di risanamento attraverso il supporto di un professionista indipendente.

“L’ANC” spiega il Presidente Marco Cuchel “che è impegnata da tempo nel favorire la conoscenza dello strumento della CNCI, introdotto nel 2021 e recepito nel Codice della crisi di impresa che è stato approvato con il D.Lgs. n. 14 del 2019, plaude alla delibera assunta dalla Camera di Commercio di Napoli, la quale, mediante anche la possibilità di realizzare convenzioni con gli ordini professionali, si propone l’obiettivo di agevolare il ricorso alle procedure di composizione da parte delle aziende”.

“A questo punto” conclude il Presidente Cuchel “il nostro auspicio è quello che anche altre Camere di Commercio decidano di mettere in atto misure nell’ambito della “Crisi d’Impresa”, permettendo, in primis, di dare sostegno concreto alle imprese e quindi alla possibilità per loro di rimanere sul mercato, e di valorizzare altresì il ruolo dei professionisti”.

ANC Comunicazione

CS 25.08.2025 Misure CCIAA

Comunicato Stampa – ANC scrive al Ministro Nordio

COMUNICATO STAMPA

RIFORMA DELL’ORDINAMENTO, NESSUNA RAGIONE PER LA FRETTA

 

Roma, 8 agosto 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha scritto oggi al Ministro Nordio, rappresentando allo stesso le preoccupazioni della Categoria all’indomani dalla risposta all’interrogazione parlamentare formulata dall’On.le Vietri in materia di riforma dell’ordinamento professionale.

“Abbiamo ritenuto opportuno e doveroso” dichiara il presidente ANC Marco Cuchel “segnalare al Ministro che la bozza di riforma dell’ordinamento presentata dal Consiglio Nazionale non è condivisa dalla maggioranza della categoria, anzi ha suscitato più di una reazione negativa da parte di molti ordini e da parte della Cassa di previdenza dei Dottori Commercialisti per ciò che riguarda i suoi effetti negativi sulla contribuzione”.

“Ci prepariamo, da qui ai prossimi mesi, a rinnovare i vertici ordinistici, territoriali e nazionali” prosegue Cuchel “e, in un panorama così poco pacificato, appare inopportuno affrettarsi a modificare l’ordinamento sulla base di un testo predisposto da chi, verosimilmente, non gode più della piena fiducia della propria base. Una riforma organica della Categoria, che risponda alle reali esigenze degli iscritti e non ad interessi di parte, non può essere portata avanti negli ultimi mesi di mandato e ad elezioni già avviate

ANC si è quindi rivolta al Ministro chiedendo di ascoltare le ragioni di tutta la Categoria e di rinviare la discussione all’indomani dall’insediamento dei nuovi organi.

 ANC Comunicazione

CS 08.08.2025 lettera Ministro Nordio

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CS 24.07.2025 – MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA – L’APPLICAZIONE DI UNA NORMA NON È UN FAVORE. È UN DIRITTO.

COMUNICATO STAMPA

MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA – L’APPLICAZIONE DI UNA NORMA NON È UN FAVORE. È UN DIRITTO.

Roma, 24 luglio 2025

Una professionista colpita da una grave malattia, con ricovero in terapia intensiva, si è vista negare dall’Agenzia delle Entrate la sospensione degli adempimenti tributari prevista dalla legge. Eppure la norma c’è: si tratta dell’articolo 1, commi 927-944 della legge 234/2021, che garantisce ai liberi professionisti il diritto alla sospensione dei termini in caso di malattia o infortunio. Una norma che è stata il frutto di anni di impegno incessante dell’ANC e che rappresenta una svolta epocale per la tutela dei liberi professionisti.

Per la prima volta, il Legislatore ha riconosciuto la necessità di salvaguardare i diritti e la salute dei professionisti in situazioni gravi e imprevedibili come malattia o infortunio, prevedendo una sospensione automatica dei termini e una ripresa degli adempimenti solo dopo un congruo periodo.

L’impegno deve tuttavia proseguire ogni giorno, anche nella gestione di singoli casi, quando le norme, pur esistenti, non vengono applicate.

L’ANC è intervenuta quindi a tutela della collega attraverso il presidente, Marco Cuchel, che ha sottoposto il caso al Viceministro Leo e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Carbone, ottenendo un tempestivo riesame e la positiva soluzione del caso.

Una norma di civiltà, fortemente voluta e ottenuta dall’ANC, che deve trovare piena applicazione. “Continueremo a vigilare” ha dichiarato Cuchel “affinché nessun professionista venga lasciato solo di fronte a un diritto che la legge riconosce”.

L’ANC ribadisce che tale previsione, frutto di un lungo lavoro istituzionale, non può essere oggetto di valutazioni discrezionali: va attuata in tutti i casi che ricadono nel perimetro di applicazione previsto.

“Ringraziamo il Viceministro Leo e il Direttore Carbone per la sensibilità mostrata nei riguardi di questo specifico problema. Esprimiamo la grande soddisfazione di poter essere stati risolutivi per una collega e invitiamo tutti a segnalare eventuali disapplicazioni”

ANC Comunicazione

CS 24.07.2025 malattia professionista

 

Lettera ANC 18.07.2025 | Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, un risultato concreto per la categoria

Di seguito pubblichiamo la lettera che è stata indirizzata dal Presidente ANC alle Colleghe e ai Colleghi in merito ai recenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in materia di controlli formali ex art. 36-ter del DPR 600 del 1973 relativi all’anno d’imposta 2022. 

90_Lettera ANC 18.07.2025_Controlli AE

Si allega anche la nota dell’Agenzia delle Entrate AGE.AGEDC001.REGISTRO UFFICIALE.298457.17-07-2025

 

 

CS ANC 14.07.2025 – CONTROLLI FORMALI: ANC SI È MOSSA DA TEMPO A TUTELA DEI COLLEGHI  

COMUNICATO STAMPA

CONTROLLI FORMALI: ANC SI È MOSSA DA TEMPO A TUTELA DEI COLLEGHI

 Roma, 14 luglio 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti, relativamente alle comunicazioni ai contribuenti ex art. 36 ter DPR 600/73 per l’anno d’imposta 2022, che in questo periodo stanno pervenendo da parte dell’Agenzia delle Entrate, ritiene opportuno comunicare che lo scorso 30 giugno ha provveduto all’invio di una lettera al Direttore dell’Agenzia, nella quale ha evidenziato come il  termine di 30 giorni andrebbe a scadere a ridosso della sospensione feriale di legge, impedendo di fatto ai destinatari di beneficiare dell’allungamento del termine.

Tale comunicazione è seguita a un incontro con l’AdE presso il Mef tenutosi lo scorso 24 giugno, in occasione del quale è stato sollevato il problema per le vie brevi, poi formalizzato con lettera ufficiale indirizzata alla Direzione Centrale.

Nella stessa missiva è stata inoltre evidenziata la necessità di esplicitare il nuovo termine del differimento rispetto ai 30 gg. (è stato richiesto il 30 settembre) in modo da tranquillizzare i contribuenti e rendere più agevole il lavoro dei colleghi, ritenendo che una dichiarazione ufficiale di proroga al 30/09 (debitamente motivata) per la consegna dei documenti 36/bis e 36/ter possa mettere in sicurezza i colleghi rispetto alle pressanti richieste dei clienti, dettate dal timore della scadenza.

Apprendiamo quest’oggi da un’informativa datata 14/07, che anche il Consiglio Nazionale si è mosso nel confronti dell’Agenzia, e ne siamo felici, anche perché qualsiasi azione che possa portare un minimo di sollievo a colleghe e colleghi in questo periodo così oberati, non può che essere benvenuta.

“L’Associazione Nazionale Commercialisti” dichiara il Presidente Marco Cuchel “quando ha interloquito con l’Agenzia, lo ha fatto conservando come sempre un corretto profilo, evitando sia dichiarazioni indirizzate agli iscritti, sia proclami sui social, mantenendo il focus sull’obiettivo. In attesa della comunicazione ufficiale del nuovo termine (di cui ancora non vi è traccia e che invece è essenziale alla tranquillità dei colleghi), non possiamo non esprimere le nostre perplessità per una certa propensione dei nostri vertici istituzionali verso narrazioni entusiastiche e auto-incensatorie”.

ANC Comunicazione

CS 14.07.2025_Controlli formali

CS ANC 143.07.2025 – Risposta al commento del Presidente Elbano de Nuccio sulla sentenza del TAR Lazio n. 13710/2025

COMUNICATO STAMPA

Risposta al commento del Presidente Elbano de Nuccio sulla sentenza del TAR Lazio n. 13710/2025

Roma, 14 luglio 2025

Il TAR non salva il Codice. Salva solo il potere di chi lo ha imposto.

Con il suo commento trionfalistico alla sentenza del TAR del Lazio, il Presidente Elbano de Nuccio dimostra ancora una volta di non voler ascoltare – né rappresentare – una parte significativa della categoria.

La sentenza n. 13710/2025 non dichiara che il nuovo Codice Deontologico sia “giusto” o “condivisibile”, dice soltanto che può essere scritto così, perché chi lo ha scritto aveva il potere formale per farlo. Nulla di più.

Ce lo ricordano gli stessi giudici:

– “Il controllo del giudice si ferma alla legittimità formale… Le scelte di merito spettano all’ente” (p. 12).

– “Il rapporto tra iscritti e Ordine non è gerarchico, ma orizzontale” (p. 11).

Una precisazione netta, che smonta ogni tentativo di far passare questa decisione come una benedizione di merito. Il TAR non ha promosso il Codice. Ha semplicemente affermato che, purtroppo, era nelle facoltà dell’ente scriverlo in quel modo.

Ma questo modo è inaccettabile, perché il Codice, così com’è, è nato senza la categoria e contro una parte della categoria. Con regole pensate non per sostenere chi lavora, ma per controllare chi dissente.

Chi oggi si arroga il merito della legittimità formale, tace sul dato sostanziale: questo Codice è uno strumento punitivo. Prova ne siano alcune delle disposizioni più gravi:

  • Divieto di inviare email informative, anche nel rispetto della legge;
  • Censura preventiva su toni “enfatizzanti”, “suggestivi”, “superlativi”;
  • Divieto di citare un cliente, anche con consenso esplicito;
  • Limitazioni alla libertà di critica persino in ambito elettorale interno.

Chi decide cosa è “decoroso”? Chi decide cosa è “molesto”? Sempre lo stesso ente che ha scritto le regole, le interpreta, e sanziona chi le viola. Un ente che oggi si celebra da solo, ignorando ogni dissenso, dimenticando di rappresentare un’intera categoria, non solo sé stesso.

Noi, invece, non dimentichiamo.

Non dimentichiamo che questa è stata una battaglia difficile, iniziata in salita. Una battaglia che abbiamo condotto come extrema ratio, per impedire che un Codice percepito da molti come vessatorio e liberticida entrasse in vigore senza opposizione.

Non dimentichiamo nemmeno la totale assenza di collaborazione tra il Consiglio Nazionale e la nostra Associazione. A dimostrarlo, un fatto gravissimo: l’Associazione Nazionale Commercialisti ha dovuto attivare, ottenendo accoglimento del ricorso dal TAR, una procedura giudiziaria per l’accesso agli atti al fine di ottenere documenti fondamentali, che il Consiglio Nazionale aveva negato.

Questo è il livello di ascolto. Questo è il metodo.

La verità è semplice: la legittimità formale non è una patente di merito. Un Codice può essere scritto in modo regolare e, insieme, essere sostanzialmente ingiusto. Quando viene usato per condizionare, punire, zittire, non è più deontologia: è disciplinamento.

Ogni volta che un potere si arroga il diritto di decidere chi può parlare e come può farlo, ogni volta che si cerca di ridurre il dissenso a un fastidio, ogni volta che si scrive un codice per mettere a tacere anziché per elevare, si apre una ferita nella coscienza democratica di una categoria.

Noi siamo qui per dire che il silenzio non è un dovere professionale, ma una sconfitta civile.

E che ogni codice che pretende obbedienza senza ascolto, disciplina senza confronto, autorità senza rappresentanza, è un codice che ha già tradito la sua missione.

Perché la nostra libertà professionale è un frammento della libertà democratica di questo Paese. E noi non permetteremo mai che venga calpestata.

ANC Comunicazione

CS 14.07.2025_Sentenza Tar Codice Deontologico