CS 20.12.2024 – CHIUSURA ANTICIPATA DELLA “DECONTRIBUZIONE SUD”. UN COLPO DURISSIMO PER LE AREE SVANTAGGIATE DEL PAESE, ATTENUATO DAL RECENTE EMENDAMENTO CHE APRE ALLA NUOVA DECONTRIBUZIONE

COMUNICATO STAMPA

CHIUSURA ANTICIPATA DELLA “DECONTRIBUZIONE SUD”. UN COLPO DURISSIMO PER LE AREE SVANTAGGIATE DEL PAESE, ATTENUATO DAL RECENTE EMENDAMENTO CHE APRE ALLA NUOVA DECONTRIBUZIONE

Roma, 20 dicembre 2024

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime preoccupazione per lo stop della riduzione contributiva, istituita dalla Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 161-167, nota come “Decontribuzione Sud” che, con riferimento ai contratti di lavoro subordinato stipulati entro il 30 giugno 2024, sarà vigente fino al 31 dicembre 2024 (art.72 della Legge di Bilancio 2025).

La norma aveva concesso una boccata d’ossigeno alle imprese, già gravate da alti costi del lavoro e impegnate a fronteggiare le note difficoltà economiche del Mezzogiorno, ulteriormente aggravate dagli effetti della pandemia da Covid-19.

“Gli effetti negativi dell’interruzione della decontribuzione sud non sono difficili da ipotizzare” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel “a partire da un impatto potenzialmente devastante sulle imprese e sull’occupazione. Con l’aumento dei costi contributivi, infatti, molte aziende saranno costrette a rivedere i propri piani economici, con il concreto rischio di perdita occupazionale in aree del Paese già caratterizzate da alti tassi di disoccupazione. La decontribuzione sud aveva contribuito a ridurre, seppur in parte, il gap competitivo tra le imprese delle aree svantaggiate e quelle del resto del Paese. La sua interruzione rischia di acuire le disparità territoriali”.

L’ANC accoglie dunque con favore l’emendamento del governo all’art. 72 che apre ad una nuova decontribuzione, seppur ridotta di cinque punti percentuali e con un valore massimo di utilizzo.

Rimane al contempo il fondato timore che la nuova misura non si riveli sufficiente a colmare l’impatto della perdita di una parte dei benefici per i datori di lavoro delle aree svantaggiate del Paese.

Il cauto ottimismo se, come sembrerebbe, sarà confermato il provvedimento, potrebbe essere vanificato se la concreta attuazione tarderà a realizzarsi. In attesa, infatti, che l’INPS provveda ad emanare la circolare volta a chiarire le modalità necessarie alla fruizione della nuova misura, i datori di lavoro interessati dovranno mettere in conto maggiori oneri contributivi per i primi mesi del nuovo anno.

Quanto invece alla decontribuzione prevista dal novellato comma 3-nonies e seguenti, afferente i datori di lavoro privati che non rientrano nella nozione di micro, piccola e media impresa ai sensi dell’Allegato I del Regolamento (UE) 2014/651, meno confortante è la previsione del comma 3-sexiesdecies che subordina la concessione dello sgravio all’autorizzazione della Commissione europea.

Per i datori di lavoro del mezzogiorno d’Italia, che avevano effettuato una programmazione sul lungo termine di piani di crescita occupazionale connessi allo sviluppo aziendale, si prospetta un inizio d’anno non ancora chiaramente delineato.

L’ANC rivolge pertanto un appello al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali affinché provveda con interventi tempestivi a scongiurare i gravi effetti generati dalla intempestiva fruizione della nuova decontribuzione.

È fondamentale individuare soluzioni strutturali a lungo termine, volte a ridurre il costo del lavoro nelle aree svantaggiate e rafforzare con tempestività gli strumenti di supporto al lavoro e alle imprese per favorire investimenti e garantire la crescita economica del Sud nonché evitare un’ulteriore marginalizzazione del Mezzogiorno e al contempo proteggere migliaia di posti di lavoro, promuovendo una crescita sostenibile ed equa su tutto il territorio nazionale.

ANC Comunicazione

CS 20.12.2024 Decontribuzione Sud

 

 

 

CS 18.12.2024 –  Stop ai Revisori del MEF nelle società, Non è una vittoria, ma l’ennesima prova della sfiducia nei confronti dei professionisti

Comunicato stampa

 Stop ai Revisori del MEF nelle società

Non è una vittoria, ma l’ennesima prova della sfiducia nei confronti dei professionisti

Roma, 18 dicembre 2024

È di questi giorni la notizia dello stop definitivo all’invio dei revisori del MEF nei collegi sindacali delle società che ricevono contributi pubblici, notizia che, stando a quanto espresso dal nostro Consiglio Nazionale, dovrebbe ritenersi un successo della categoria.

La notizia dovrebbe lasciar tirare un sospiro di sollievo circa la riguadagnata fiducia nei professionisti componenti di organi di controllo, in realtà l’introduzione di un nuovo adempimento desta perplessità ed anche amarezza.

In sostituzione della presenza dei revisori ministeriali, si prevede, infatti, la compilazione di un apposito prospetto volto alla rendicontazione dell’utilizzo dei contributi pubblici. Si tratta di una innovazione che delinea ben altro che un risultato concreto e che conferma la sconfortante sfiducia riposta nei professionisti dediti alle verifiche sindacali, tra i quali i commercialisti, un atteggiamento che dovrebbe indignare e non essere ricondotto a misure di successo.

Non c’è da gioire se i valori di professionalità e correttezza vengono messi in discussione, fino al punto di dover introdurre una norma per controllare l’attività di un organo di controllo, la cui attività, tra le altre, è proprio quella di accertare che l’utilizzo dei contributi avvenga nel rispetto delle finalità per i quali gli stessi sono concessi.

A nostro avviso, quando le competenze e la professionalità dei commercialisti sono messe in discussione, si renderebbe necessario intervenire con fermezza a difesa delle prerogative della categoria.

ANC Comunicazione

CS 18.12.2024 – Revisori Mef

 

CS ANC 04.12.2024 |  IL 6 DICEMBRE A PISA LA 20^ EDIZIONE DEL CONVEGNO ANC “OBIETTIVO FUTURO”

COMUNICATO STAMPA

 IL 6 DICEMBRE A PISA LA 20^ EDIZIONE DEL CONVEGNO ANC “OBIETTIVO FUTURO”

Roma, 4 dicembre 2024

Giunge alla sua 20^ edizione il convegno Obiettivo Futuro organizzato ogni anno dall’Associazione Nazionale Commercialisti a Pisa, che si terrà il prossimo 6 dicembre.

Il programma, sempre particolarmente fitto, è articolato in tre tavole rotonde che affronteranno molti temi: l’evoluzione della professione negli ultimi vent’anni, le novità della legge di bilancio 2025, le novità del codice della crisi d’impresa introdotte dal D. Lgs 136/2024. Ci sarà anche una relazione tecnica incentrata sulla riforma delle sanzioni penali tributarie.

Nutrito e autorevole, come sempre, il parterre dei relatori, che vede rappresentanti della politica, delle istituzioni e delle professioni.

“Una ricorrenza, quella della ventesima edizione, spiega il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, Marco Cuchel, che non potevamo non celebrare e abbiamo deciso di farlo insieme ad alcuni dei protagonisti della prima edizione che l’Associazione intende ringraziare, e lo farà attribuendo loro un riconoscimento per aver creduto sin dall’inizio in questa iniziativa e per averla sostenuta nel corso degli anni.”

La partecipazione è gratuita e anche quest’anno il convegno ha ottenuto il patrocinio della Regione Toscana, delle Province di Pisa e di Livorno, del Comune di Pisa, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dell’Anci, dell’Università degli Studi di Pisa, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, degli Ordini territoriali di Pisa e di Livorno, della Confprofessioni e della Cassa Previdenza Ragionieri.

“Il mio ringraziamento anche quest’anno – conclude il Presidente Cuchel – è per i numerosi colleghi che hanno deciso di essere presenti a Pisa e, naturalmente, anche per tutti i partner nazionali che accompagnano la nostra ANC in questa esperienza.”

ANC Comunicazione

CS_04.12.2024_Convegno Obiettivo Futuro

CS ANC 25.11.2024 |  CREDITI FISCALI: PROCEDURA BLOCCATA

COMUNICATO STAMPA

 CREDITI FISCALI: PROCEDURA BLOCCATA

Roma, 25 novembre 2024

Sono di questi giorni numerose segnalazioni da parte di Colleghi i cui contribuenti assistiti, con punteggio ISA superiore a 8, non riescono ad utilizzare i crediti fiscali maggiori di 5.000 euro maturati, poiché il modello ISA, regolarmente trasmesso con la dichiarazione dei redditi (certificazione di invio presente), non risulta nel cassetto fiscale.

Fino allo scorso anno tale problema non si è mai verificato, infatti come previsto dal dettato normativo, trascorsi 10 giorni dalla trasmissione della dichiarazione, le compensazioni erano pienamente operative, mentre ora risultano scartate.

Ci risulta che le segnalazioni dell’anomalia, inviate dai Colleghi al servizio assistenza di Sogei, abbiano ricevuto una risposta di conferma del problema e la precisazione che la risoluzione dovrebbe essere effettuata entro la fine di novembre, mentre quelle trasmesse all’Agenzia delle Entrate sono rimaste al momento inevase.

“Questo ulteriore disservizio da parte del sistema informatico fiscale” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel “determina un grave danno ai contribuenti che si sono visti negare la legittima possibilità di compensare i propri crediti fiscali, oltre a ingenerare imbarazzo e disagio tra i Commercialisti che si trovano a dover giustificare il motivo dello scarto ai propri clienti. È quanto mai opportuno conoscere le cause di questa disfunzione e quale comportamento l’Amministrazione finanziaria intenda assumere nei confronti di quei contribuenti che si sono visti scartare il modello F24 contenente la compensazione effettuata nel rispetto della norma”.

ANC Comunicazione

CS 25.11.2024 Compensazioni

CS ANC 20.11.2024 – APPROVAZIONE RIFORMA D.LGS 139/2005, DAL CNDCEC SIA APERTO UN VERO CONFRONTO INTERNO ALLA CATEGORIA

COMUNICATO STAMPA

APPROVAZIONE RIFORMA D.LGS 139/2005

DAL CNDCEC SIA APERTO UN VERO CONFRONTO INTERNO ALLA CATEGORIA

Roma, 20 novembre 2024

Nei riguardi della riforma del Decreto 139/2005, che è stata approvata ieri dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, le Associazioni di categoria ANC – ANDOC – UNICO non possono che esprimere il loro profondo dissenso per un processo di revisione che ha avuto luogo in modo non trasparente, senza un adeguato coinvolgimento degli ordini territoriali, delle rappresentanze sindacali e dei singoli Colleghi, come invece meriterebbe la modifica della carta costituzionale della Categoria qual è il decreto 139/2005.

Si ritiene infatti particolarmente grave che la proposta di riforma approvata non sia stata prima condivisa con gli interlocutori istituzionali della categoria, facendo così venire meno il confronto e la partecipazione, indispensabili per garantire una rappresentanza autentica e consapevole.

Ad oggi sembra che il nuovo testo integrale, comprensivo delle relative osservazioni, non sia stato messo a disposizione neppure degli Ordini, ed è solo dalla stampa specializzata che si è appresa la soluzione prescelta in merito alle modiche all’art. 25 del decreto riguardante la composizione ed elezione del Consiglio Nazionale e di altri aspetti quali ad esempio le specializzazioni e i compensi.

“Abbiamo formulato e trasmesso al Consiglio Nazionale “spiegano i Presidenti delle tre sigle sindacali nazionali” le nostre osservazioni e, sulla base di quanto riscontriamo sempre dalle informazioni di stampa, le criticità rappresentate non sembrano aver ricevuto adeguata considerazione, criticità che, se non affrontate, rischiano di compromettere la coerenza normativa e la stessa applicabilità delle disposizioni.”.

Ancor prima del contenuto della proposta di modifica della legge fondamentale per la professione, seppur discutibile dal punto di vista degli effetti per la categoria, si ritiene che la stessa proposta sia irricevibile innanzitutto per il metodo e le tempistiche adottate, che di fatto hanno reso il processo impermeabile a qualsiasi tentativo di confronto.

I Presidenti ANC – ANDOC – UNICO intendono riaffermare l’urgenza di adottare un approccio partecipativo nella gestione di provvedimenti che incidono in modo significativo sull’esercizio della professione e sulla tutela dei suoi interessi. La condivisione delle scelte normative, precedute da una opportuna relazione illustrativa delle questioni che sono alla base del progetto di riforma, attraverso il coinvolgimento attivo di tutti gli interlocutori, è imprescindibile per costruire una riforma realmente equilibrata e democraticamente condivisa.

Al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili le scriventi Associazioni rivolgono la richiesta di aprire sul testo di modifica del decreto 139/2005, prima che lo stesso sia inviato al legislatore, un vero confronto democratico e costruttivo per un processo di revisione che tenga nella dovuta considerazione le osservazioni e le istanze provenienti dalla base.

ANC – ANDOC – UNICO Comunicazione

CS 20.11.2024_Riforma 139

CS ANC 14.11.2024 |  RATEIZZAZIONE IMPOSTE, SIA CONFERMATA DAL GOVERNO ANCHE PER IL 2024

COMUNICATO STAMPA

 RATEIZZAZIONE IMPOSTE

SIA CONFERMATA DAL GOVERNO ANCHE PER IL 2024

Roma, 14 novembre 2024

È sicuramente un’ottima notizia che il Governo stia valutando positivamente la possibilità di prevedere, anche quest’anno, la rateizzazione del secondo acconto delle imposte di novembre per i titolari di partita Iva, misura introdotta per la prima volta per l’anno di imposta 2023”.

Con queste parole il Presidente ANC Marco Cuchel commenta la risposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, al Presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo, On. Alberto Luigi Gusmeroli, che sul tema si è speso in modo particolare, al quesito dallo stesso presentato in occasione del Question Time di ieri alla Camera.

La rateizzazione, da gennaio a maggio, del secondo acconto delle imposte è una misura, da sempre caldeggiata da ANC, che non impatta sui conti pubblici e che permette a imprese e professionisti di non dover pagare in anticipo le imposte, ma di farlo solamente a reddito conseguito.

La rateizzazione delle imposte ha sempre riguardato esclusivamente il saldo e il primo acconto, il secondo acconto al 30 novembre i contribuenti titolari di partita iva erano invece tenuti a versarlo in un’unica soluzione, con conseguenti problemi di liquidità e con il rischio di incorrere nelle sanzioni per eventuali ritardi.

“Una misura, la rateizzazione, di assoluto buon senso e di attenzione nei confronti dei contribuenti, la cui attuazione” conclude il Presidente Cuchel “nell’ottica del nuovo rapporto cittadini – fisco che il Governo sostiene di voler perseguire, ci aspettiamo sia confermata non solo per quest’anno, ma sia adottata stabilmente con l’introduzione di tutte le imposte, contributi previdenziali compresi, e senza limiti di volume d’affari”.

ANC Comunicazione

CS 14.11.2024 Rateizzazione imposte