Comunicato Stampa ADC – ANC 22.04.2020 – Ripresa attività Agenzia Entrate

ADC – ANC

COMUNICATO STAMPA

RIPRESA ATTIVITÀ AGENZIA DELLE ENTRATE
SI DELINEA UNO SCENARIO PREOCCUPANTE DAL 1° GIUGNO

Roma, 22 aprile 2020

In occasione dell’audizione di oggi presso le Commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha delineato lo scenario che dal prossimo 1° giugno si prospetta per milioni di contribuenti con la ripresa di tutte le attività dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia Entrate-Riscossione che sono state sospese fino al 31 maggio, nell’ambito dei provvedimenti dovuti all’emergenza COVID-19.
Con la ripresa delle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento e di contenzioso, a partire dal prossimo 1° giugno, se non ci sarà una valutazione e un conseguente intervento da parte del Legislatore, milioni di atti e comunicazioni saranno notificati con effetti che è facile immaginare, in un quadro di difficoltà economiche legate all’emergenza che il Paese sta attraversando, saranno insostenibili per milioni di contribuenti.
Apprezziamo molto, evidenziano i Presidenti ADC Maria Pia Nucera e ANC Marco Cuchel, le criticità che sono state espresse dal Direttore Ruffini e facciamo nostra l’opportunità dallo stesso sostenuta che le diverse attività dell’Agenzia, liquidazione, accertamento, controllo e riscossione, siano tutte rimodulate nella loro tempistica, sulla base dei provvedimenti adottati dal Governo per dare sostegno alle famiglie e alle imprese nel fronteggiare le conseguenze economiche di questa emergenza.
Al Legislatore chiediamo, concludono i Presidenti Nucera e Cuchel, di agire con tempestività e fare in modo che lo scenario che si determinerà dal prossimo 1° giugno sia assolutamente scongiurato.

ADC – ANC Comunicazione

CS ADC-ANC 22.04.2020_Agenzia Entrate

 

Comunicato stampa ADC-ANC 16.04.2020

ADC – ANC

 COMUNICATO STAMPA

L’INPS SI AUTOCELEBRA CON I NUMERI, MA NEL CONTO MANCANO GLI ERRORI E LE LENTEZZE

Roma, 16 aprile 2020

Lo scorso 10 aprile l’Inps ha voluto anticipare di un paio di giorni una sorpresa pasquale a tutti gli italiani, rendendoli edotti, a mezzo comunicato stampa che “va tutto bene”, modificando al presente lo slogan che ci accompagna da molte settimane e rassicurandoci con numeri a prima vista potenti, sul funzionamento del portale dedicato all’invio delle domande per l’ottenimento dei benefici legati all’emergenza Covid 19.

Un grande successo: peccato sia visibile solo dalle finestre dall’edificio di via Ciro il Grande.

Secondo l’Istituto, infatti, non vi sono stati problemi di accesso, nessun blocco dei sistemi e soprattutto nessuna gravissima défaillance dal punto di vista delle violazioni della privacy dei cittadini.

Inoltre, sempre a detta dell’Inps, le critiche che sono state mosse al sistema, sono state “attacchi strumentali” orditi per non si sa quale fine.

Vorremmo ricordare all’Inps e al suo Presidente, evidenziano i Presidenti ADC Maria Pia Nucera e ANC Marco Cuchel, che, come professionisti, volentieri ci saremmo risparmiati di utilizzare il nostro tempo nel cercare di accedere ad un canale a noi dedicato che ci era stato annunciato per l’invio delle richieste dei bonus di 600 euro dei nostri clienti e che mai è stato predisposto.

Da ieri, 15 aprile, abbiamo notizia dei primi versamenti di bonus, ma per quanto riguarda l’ottenimento delle cig per le aziende che seguiamo, ancora siamo in alto mare per la lentezza di inoltro delle pratiche causata delle continue interruzioni del sistema informatico e soprattutto dalla lentezza ed eccessiva burocrazia dei procedimenti previsti, che ha come inevitabile conseguenza un dilatamento dei tempi di erogazione, insostenibile per richiedenti, le cui necessità sono improcrastinabili.

Onestà avrebbe voluto che, oltre all’esposizione numerica delle pratiche ricevute finora dal sistema, si fossero offerte spiegazioni (e magari anche parole di scuse) a tutti coloro che hanno incontrato in questi giorni e ancora incontrano enormi difficoltà di accesso e di invio delle pratiche, con grave nocumento personale e della propria attività, una necessaria e doverosa assunzione di responsabilità da parte dei vertici Inps a fronte di questo disastro. Come forse sarebbero state doverose parole di elogio nei confronti di coloro che realmente hanno permesso il raggiungimento di quei numeri nonostante il caos regni sovrano: i professionisti!

Invece, sottolineano i Presidenti Nucera e Cuchel, sono stati sbandierati i successi e il valore del personale Inps (e proprio del responsabile informatico!) quale unica risorsa che è riuscita a far fronte al sovraccarico, ampiamente previsto e prevedibile, di lavoro anche nel weekend, cosa che a noi professionisti non fa alcun effetto, soprattutto in queste settimane, nelle quali neanche per noi vi sono riposi o giorni di festa, oltretutto a costo zero come sempre per la pubblica amministrazione. Ci siamo messi a disposizione dei cittadini e delle imprese, concludono i Presidenti delle due Associazioni, consapevoli di essere indispensabili al Paese, ma per la pubblica amministrazione continuiamo ad essere invisibili.

ADC – ANC Comunicazione

CS congiunto 16.04.2020_Inps

 

Comunicato stampa congiunto delle Associazioni dei Commercialisti 10.04.2020

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

ARRUOLATI PER DECRETO MA LASCIATI NELLE RETROVIE

Ancora una volta riscontriamo amaramente la distanza siderale fra le MANIFESTAZIONI VERBALI DELL’INPS e la CONCLAMATA REALTA’ DEI FATTI.

Ai numerosi appelli tendenti ad una doverosa, necessaria ed urgente semplificazione amministrativa, assistiamo ad una puntuale risposta che amplifica il peso (già peraltro insostenibile) della burocrazia che ormai qualifica qualsiasi rapporto fra lo Stato, cittadini ed imprese.

Un qualificato esempio fra tutti è quello della procedura per la richiesta del bonus di 600€ scaturente dal Decreto Cura Italia.

L’INPS aveva preannunciato che la delega per attivare la procedura telematica per la richiesta sarebbe stata affidata ai Commercialisti e ai Consulenti del lavoro.

Il risultato: nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la delega viene esclusivamente data ai patronati.
Il riscontro del dato normativo rispetto alle proclamazioni verbali transitate nei media ed apprese dalla cittadinanza, sta ingenerando confusione, incredulità e sdegno nella platea degli istanti e degli operatori professionali.

Polemizzare sarebbe sterile, ma “ricordare”, oltre ad un mero esercizio mnemonico, è anche un sistema per fornire la giusta luce alla realtà dei fatti: i Commercialisti DEVONO essere posti nelle condizioni di svolgere con professionalità ed efficienza la propria “attività essenziale”.

I Commercialisti sono a fianco dei cittadini e delle imprese in tutte le fasi del rapporto con l’INPS: dalla semplice richiesta delle credenziali private alle indicazioni dei vari percorsi da seguire per completare le procedure telematiche.

Siamo ben consci delle responsabilità e della delicatezza del ruolo rivestito, rappresentando aziende ed artigiani che fortemente soffrono il momento, ed è proprio per questa ragione che pretendiamo chiarezza assoluta su quanto ci viene demandato e su quanto ci viene permesso.

La professionalità dei Commercialisti è, come sempre e da sempre, a disposizione, ma chiediamo di conoscere da subito le regole certe del gioco per “vincere” insieme ai nostri clienti.

Se l’istituzionalizzazione delle comunicazioni mal si correla alla costante abitudine della “politica dell’annuncio” si enfatizza soltanto l’aumento della nebulosità normativa.

E’ arrivata l’ora di farci scattare in prima linea da cavalieri e non da semplici fanti.

Comunicazione ADC-AIDC-ANC- ANDOC-FIDDOC-SIC-UNAGRACO-UNGDCEC-UNICO
10 aprile 2020

CS congiunto Associazioni_10.04.2020

Comunicato Stampa 08.04.2020 – Operazione bonus, abilitazione professionisti rimane lettera morta

 

COMUNICATO STAMPA

OPERAZIONE BONUS 600 EURO

L’ABILITAZIONE DEI PROFESSIONISTI RIMANE LETTERA MORTA

 Roma, 8 aprile 2020

E’ trascorsa esattamente una settimana dall’annuncio del Presidente dell’Inps, ripreso dai principali media nazionali, della decisione di abilitare i commercialisti e consulenti del lavoro alla richiesta del bonus di 600 euro per conto dei clienti titolari di partita iva, riservando loro una specifica fascia oraria per operare. Purtroppo, ancora oggi tale abilitazione continua a restare lettera morta.

Temevamo che l’apertura di questo canale potesse non avvenire già dal giorno seguente all’annuncio, nonostante l’affermazione in tal senso dello stesso Presidente dell’Inps, ma i giorni si susseguono in una estenuante attesa senza che ai professionisti sia consentito di assistere i propri clienti, cittadini e imprese, già costretti a far fronte alle pesanti difficoltà di questa emergenza.

“Vorremmo semplicemente che l’Inps ci dicesse quanto dobbiamo ancora aspettare e soprattutto – afferma Marco Cuchel Presidente dell’ANC – essere certi che l’Istituto non abbia cambiato idea nel frattempo, visto che ci aspettiamo di tutto dopo il caos che ha caratterizzato la gestione telematica delle richieste di indennità”.

Diversamente dai patronati che sono stati abilitati sin dal principio, i professionisti continuano a non essere messi nella condizione di supportare i propri clienti e questo ennesimo ritardo, dopo quello con il quale si è deciso di includerli, non trova alcuna giustificazione.

La categoria, anche in questo momento così difficile, continua a svolgere il proprio lavoro e purtroppo è costretta a farlo con grande disagio e avrebbe sicuramente fatto a meno dell’incertezza generata da questo ulteriore ritardo. Sono tanti i colleghi, spiega il Presidente Cuchel, che in questi giorni si rivolgono all’ANC per sapere se e quando questa annunciata abilitazione sarà finalmente operativa.

“Non possiamo che evidenziare ancora una volta – conclude il Presidente Cuchel – le gravi responsabilità dell’Inps, responsabilità alle quali i vertici dell’Istituto non potranno continuare a sottrarsi.”.

ANC – Ufficio Comunicazione

CS 08.04.2020_Abilitazione commercialisti

Comunicato Stampa 03.04.2020 – OPERAZIONE BONUS 600 EURO – APERTURA CANALE COMMERCIALISTI È RIMASTA UN ANNUNCIO

COMUNICATO STAMPA

 

OPERAZIONE BONUS 600 EURO – APERTURA CANALE COMMERCIALISTI È RIMASTA UN ANNUNCIO

Roma, 3 aprile 2020

 L’1 aprile, a poche ore dall’inizio della débacle telematica, è stata frettolosamente annunciata dall’Inps l’apertura, già dal giorno successivo, di appositi canali a commercialisti e consulenti del lavoro, con tanto di differenziazione di orari tra intermediari e privati, per la richiesta per conto dei titolari di partita Iva del bonus di 600 euro. Nonostante i plausi sulla fiducia arrivati da più parti, ad oggi, ancora nulla di tutto ciò è stato realizzato, niente funziona, e la confusione e la frustrazione sono ancora le sensazioni predominanti tra i professionisti.

Lo scorso 23 marzo, la nostra associazione, prevedendo l’enormità della massa di accessi e i conseguenti, inevitabili problemi di lavorazione delle pratiche, aveva richiesto formalmente alla Direzione Generale dell’Inps di permettere ai professionisti abilitati e in possesso delle deleghe di poter presentare le richieste dei propri clienti tramite il cassetto previdenziale. Questo avrebbe evitato il collo di bottiglia che si è andato a creare, e che ha gettato nello sconforto gli utenti, nel caos il Paese e nel ridicolo l’Istituto.

Sappiamo che la nostra richiesta, inviata per i canali ufficiali, è stata sottoposta anche per le vie brevi tramite autorevoli contatti e rifiutata senza appello. La proposta è ora oggetto di emendamento al Decreto Cura Italia ad opera di alcuni parlamentari. Il muro che ha alzato l’Inps è stato decisivo nel determinare la sua stessa disfatta.

I commercialisti, senza un canale telematico a loro riservato, hanno comunque continuato a supportare i propri clienti e sono stati gli incolpevoli e frustrati testimoni di blocchi, scambi di persona, violazioni della privacy e di ogni altro immaginabile e inimmaginabile disservizio, quando tutto avrebbe potuto essere evitato, a costo zero per l’amministrazione.

Ad oggi commercialisti e consulenti del lavoro non accedono al sistema. Non solo: veniamo a sapere che per l’apertura del canale dedicato ci vorranno ancora alcuni giorni… Se questa decisione fosse stata presa fin dal 23 marzo, l’Inps si sarebbe risparmiata molti giorni di brutte figure e noi altrettanti di rabbia e frustrazione.

L’Associazione Nazionale Commercialisti chiede che il gravissimo comportamento omissivo dell’Inps non rimanga senza ripercussioni e che i vertici dell’Istituto non sfuggano alle proprie responsabilità, assumendo le conseguenti decisioni.

 ANC – Comunicazione

CS Abilitazione commercialisti

Comunicato stampa congiunto 01.04.2020 – Grave l’inadeguatezza dell’Inps

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

COMUNICATO STAMPA

 GESTIONE RICHIESTE INDENNITÀ

GRAVE L’INADEGUATEZZA  DELL’INPS   

 Roma, 1° aprile 2020

Alle 10 di questa mattina il Presidente dell’INPS Pasquale Tridico sosteneva in modo ottimistico che il sistema era in grado di reggere nonostante gli inevitabili intasamenti dovuti alla mole di accessi e che le domande presentate erano già 300 mila.  L’affermazione dell’INPS ci è apparsa subito, come immaginiamo anche a tutti gli altri operatori del settore, del tutto estranea rispetto alla realtà dei fatti.

Non a caso, solo poche ore dopo, alle 13 per la precisione, abbiamo appreso dai media che il sito dell’Istituto era stato messo offline a seguito di attacchi da parte di hacker, attacchi che, come affermato dallo stesso Presidente Tridico, si verificavano da alcuni giorni. Il sito, come è stato riferito, tornerà online domani e la sua operatività sarà differenziata secondo la tipologia  di utenti sulla base di fasce orarie.

E’ del tutto evidente che le affermazioni del Presidente Tridico  si contraddicono ed è intollerabile che in una situazione  di così estrema difficoltà per tutti, i cittadini e i professionisti si sentano presi in giro.

Abbiamo denunciato come il sistema già da diversi giorni, quindi ben prima dell’avvio della presentazione delle domande, desse segnali preoccupanti di malfunzionamento caratterizzato da blocchi continui, eppure,  nonostante le criticità fossero sotto gli occhi di tutti, l’INPS si è limitato a confermare una sostanziale adeguatezza del sistema. Non è possibile, altresì, ignorare la gravità della falla che il sistema ha presentato sotto il profilo della riservatezza dei dati, dando dimostrazione di una vulnerabilità che evidentemente è fonte di preoccupazione per tutti.

Oggi è andata in scena l’incompetenza, ciò che è accaduto è gravissimo e getta nello sconforto non solo i cittadini che contano di poter chiedere e ricevere  il sostegno a cui hanno diritto,  ma anche i professionisti che continuano a lavorare in condizioni di indicibile difficoltà.

Abbiamo chiesto all’INPS di riconoscere ai commercialisti lo stesso ruolo che il DL 18/2020 assegna ai patronati, consentendogli di presentare per conto dei clienti, di cui hanno già delega, la domanda per le indennità mediante l’accesso al loro cassetto previdenziale. Una richiesta formulata anche al Governo e portata all’attenzione di molti parlamentari che,  a dispetto della resistenza dimostrata dall’INPS, hanno ritenuto ragionevole e fondata la nostra richiesta e hanno deciso di presentare sull’argomento specifici emendamenti in sede di conversione del Decreto Cura Italia.

Nell’interesse della credibilità delle Istituzioni a cui i cittadini devono poter guardare con fiducia, ci aspettiamo che dopo questa prova esemplare di inadeguatezza, ci sia l’immediata risoluzione, come preannunciato, dei problemi evidenziati nonché una doverosa e piena assunzione di responsabilità da parte dei vertici dell’INPS.

 Comunicazione ADC-AIDC-ANC- ANDOC-FIDDOC-SIC-UNAGRACO-UNGDCEC-UNICO

CS congiunto 01.04.2020_INPS

COMUNICATO STAMPA 31.03.2020 | BLOCCO DEI SISTEMI – IMPOSSIBILE LE PRATICHE CIG

COMUNICATO STAMPA

BLOCCO GENERALIZZATO DEI SISTEMI – IMPOSSIBILE EVADERE PRATICHE CIG

Roma, 31 marzo 2020

Nella giornata di oggi, su tutto il territorio nazionale, risulta molto difficile, quando non impossibile, l’accesso ai sistemi telematici che dovrebbero permettere l’istruzione delle pratiche necessarie all’ottenimento della cassa integrazione, nell’ambito dei provvedimenti emergenziali covid-19.

La segnalazione ci giunge pressante da parte di Colleghi di tutta Italia.

Il sito Inps è costantemente in blocco da tre giorni, da oggi lo è anche quello del Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato; stessa situazione per i siti delle Regioni, che risultano inaccessibili e che non ricevono neanche più le pec per le richieste procedure.

È parimenti impossibile avviare le richieste di cassa integrazione; i sistemi di alcune Regioni non “riconoscono” nemmeno le aziende delle cui deleghe i commercialisti sono in possesso.

“Lavorare così risulta impossibile e frustrante” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel, “siamo assediati da richieste di spiegazione da parte delle imprese e dei loro dipendenti, ai quali non sappiamo cosa rispondere. Come al solito siamo l’avamposto sguarnito dello Stato, subendo per primi le conseguenze dell’inefficienza della macchina amministrativa. Se la situazione non migliora, domani, vero D-Day, sarà il caos assoluto”.

Ore di attesa al telefono con la linea diretta Inps per sentirsi rispondere che non si può far nulla perché “il sistema non funziona” e che i tecnici stanno cercando di sistemare le procedure.

Ci auguriamo, almeno, che le Regioni recepiscano tempestivamente le indicazioni del Ministro Catalfo, fornite oggi tramite Twitter, circa l’eliminazione dell’ingiustificata richiesta di pagamento telematico della marca da bollo di 16 euro necessaria per la formalizzazione delle pratiche cig in deroga!

Abbiamo bisogno che oltre alle rassicuranti conferenze stampa, il Governo provveda a dotarsi e a dotarci di strumenti adeguati per dare seguito ai provvedimenti emanati in questa fase di emergenza.

ANC – Ufficio Comunicazione

ComunicatoStampaCig_31.03.2020