CS ANC 03.06.2025 | ASCOLTO NEGATO, CONFRONTO ESCLUSO, COSÌ NON SI COSTRUISCE IL FUTURO DELLA PROFESSIONE

COMUNICATO STAMPA

ASCOLTO NEGATO, CONFRONTO ESCLUSO.

COSÌ NON SI COSTRUISCE IL FUTURO DELLA PROFESSIONE

Roma, 3 giugno 2025

Doveva essere un momento di confronto. È diventato l’ennesimo evento a porte chiuse.

Gli Stati Generali dei Commercialisti si confermano una vetrina costruita su misura per il presidente del Consiglio Nazionale, senza alcun reale spazio per la pluralità, il dibattito o il contributo dei tanti che ogni giorno tengono in piedi la professione.

ANC denuncia l’assenza totale di confronto:

  • Nessun coinvolgimento dei sindacati di categoria
  • Nessuno spazio per le Casse di previdenza
  • Nessuna voce concessa agli iscritti

Un modello chiuso, verticistico, autoreferenziale che si ripete identico a se stesso, mentre si continua a parlare — con sorprendente disinvoltura — di riforma dell’art. 25 del D.Lgs. 139/2005.

Riforma “per la partecipazione”, ma solo sulla carta.

Emblematica, poi, la scelta di organizzare una sessione riservata ai presidenti e consiglieri degli Ordini, blindata e sottratta al dibattito pubblico.

Il confronto si fa tra pari, non tra invitati selezionati.

Questa impostazione non è modernità: è gestione elitaria di una professione che ha bisogno di apertura, non di cerimonie.

Inaccettabile, infine, l’assenza totale di rappresentanza femminile tra i relatori.

Nel 2025, all’interno di un evento che pretende di parlare di futuro, questo non è solo un errore: è un segnale. E ANC lo legge chiaramente: c’è chi intende fermare, o ignorare, il cammino verso la parità di genere.

Per ANC, questa non è solo un’occasione mancata. È la conferma di un modello che non rappresenta la categoria, ma ne ostacola la crescita.

ANC continuerà a battersi per una professione costruita dal basso, fondata su:

  • Partecipazione reale
  • Trasparenza dei processi
  • Ascolto delle voci critiche

Perché senza confronto, non c’è futuro.

E senza futuro condiviso, non c’è professione che tenga.

ANC Comunicazione

CS 03.06.2025 Stati Generali.doc

 

 

CS 30.05.2025 – Le due verità della riforma: quella scritta e quella raccontata. Sulle norme transitorie della riforma i documenti smentiscono le parole del Presidente de Nuccio

Le due verità della riforma: quella scritta e quella raccontata.

Sulle norme transitorie della riforma i documenti smentiscono le parole del

Presidente de Nuccio

 Roma, 30 maggio 2025

Il 21 maggio scorso è stato approvato il regolamento elettorale per il rinnovo degli organi degli Ordini Territoriali e del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, segnando formalmente l’avvio del percorso verso il voto.

Il giorno successivo, sentito da Eutekne.info, il presidente de Nuccio ha dichiarato che nella bozza della riforma dell’ordinamento professionale “non c’è assolutamente nulla” che possa far pensare a una proroga, negando l’esistenza di qualsiasi norma transitoria.

Sono dichiarazioni, tuttavia, in evidente contrasto con quanto invece riporta la bozza ufficiale di riforma, approvata dal Consiglio Nazionale il 19 novembre 2024 e consegnata alla politica, nella quale più volte, e specificamente alla nota 5 correlata all’art. 25 (composizione e elezione del consiglio nazionale) si legge testualmente: “Le disposizioni transitorie, di coordinamento e finali dovranno essere formulate a seconda dell’atto normativo con cui sarà realizzata la riforma dell’Ordinamento professionale.”

Non si tratta, dunque, di “voci infondate” né di “fake news”, ma di un esplicito riferimento contenuto in un atto ufficiale, licenziato dal Consiglio Nazionale, che prevede chiaramente l’elaborazione futura di norme transitorie, comprese quelle che potrebbero incidere su scadenze e durata degli organi in carica.

È legittimo, quindi, chiedersi per quale ragione si sia sentita la necessità di negare ciò che è scritto nei documenti ufficiali presentati alla politica.

E ancor più legittimo è domandarsi se le dichiarazioni pubbliche del Presidente siano state funzionali a rassicurare superficialmente la categoria, a fronte di una realtà che, invece, rimane aperta a manovre regolatorie capaci di incidere anche sul processo elettorale.

È mancata l’ennesima occasione per fornire un’informazione coerente, trasparente e rispettosa delle aspettative e dell’intelligenza degli iscritti, nonché del rispetto delle regole democratiche che non possono convivere con ambiguità, peggio se istituzionali.

Così come non è accettabile la mancanza di trasparenza che ancora permane intorno alla omessa diffusione delle lettere di consenso, asseritamente trasmesse da oltre ottanta Ordini territoriali agli iscritti e, ancor più, all’intero consiglio nazionale.

L’ANC chiede che, senza ulteriori indugi:

– siano rese note le eventuali interlocuzioni formali intercorse tra il CNDCEC e il Governo circa l’inserimento di disposizioni transitorie nella riforma dell’ordinamento professionale;

– il Consiglio Nazionale pubblichi le lettere di consenso ricevute dagli Ordini territoriali, chiarendo a quali organi siano state effettivamente sottoposte e con quale processo deliberativo.

Tutte richieste fondate su un principio irrinunciabile: la fiducia si costruisce con la verità, non con la narrazione.

 ANC Comunicazione

CS 30.05.2025_RiformaOrdinamento.doc

 

CS ANC 28.05.2025 | FISCO DIGITALE IN TILT, L’ENNESIMO MALFUNZIONAMENTO DEL SITO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE PARALIZZA L’ATTIVITÀ DEI PROFESSIONISTI

COMUNICATO STAMPA

FISCO DIGITALE IN TILT

L’ENNESIMO MALFUNZIONAMENTO DEL SITO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE PARALIZZA L’ATTIVITÀ DEI PROFESSIONISTI

 

Roma, 28 maggio 2025

Ancora una volta, nel pieno della campagna dichiarativa, i professionisti che operano in ambito fiscale si trovano a fronteggiare l’ennesimo blocco del sito dell’Agenzia delle Entrate, che da questa mattina presenta gravi malfunzionamenti che non permettono l’utilizzo dei   servizi telematici fondamentali per l’invio delle dichiarazioni fiscali.

Non è più tollerabile che, in un Paese nel quale si afferma di puntare sulla digitalizzazione, gli strumenti messi a disposizione da parte dell’Amministrazione finanziaria siano sistematicamente inaffidabili, proprio nei momenti di maggiore criticità per cittadini e imprese.

Impossibile accedere ai servizi, trasmettere dichiarazioni, gestire adempimenti ordinari e straordinari. Tutto questo mentre i professionisti vengono sottoposti a continui adempimenti, scadenze e responsabilità, senza alcuna tutela di fronte a disservizi che non dipendono dalla loro volontà né dalla loro competenza.

La situazione è ormai diventata insostenibile. L’Associazione Nazionale Commercialisti chiede da tempo un intervento urgente e risolutivo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che permetta finalmente di avere garanzia di una reale efficienza del sistema digitale fiscale italiano, nel rispetto del lavoro dei professionisti e dei diritti dei contribuenti.

Il rispetto delle scadenze non può essere preteso quando lo Stato per primo non è in grado di garantire il funzionamento delle proprie piattaforme. La responsabilità delle disfunzioni non può ricadere sempre e solo sui professionisti.

ANC Comunicazione

CS 28.05.2025_Malfunzionamento sito AE

 

CS 27.05.2025 – CNDCEC: ANC DENUNCIA MANCANZA DI TRASPARENZA E GESTIONE VERTICISTICA DELLE COMUNICAZIONI ISTITUZIONALI

COMUNICATO STAMPA

CNDCEC: ANC DENUNCIA MANCANZA DI TRASPARENZA E GESTIONE VERTICISTICA DELLE COMUNICAZIONI ISTITUZIONALI

Roma, 27 maggio 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime profonda preoccupazione per la gestione verticistica e non trasparente del presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano de Nuccio, in merito alle recenti comunicazioni istituzionali indirizzate al Governo e al Ministero della Giustizia.

Le oltre 80 lettere di sostegno, citate nei principali organi di stampa come Il Sole 24 Ore, ANSA e Press Magazine, sono state trasmesse dal presidente al Governo come prova di un consenso diffuso. Tuttavia, tali lettere non risultano essere state condivise con i Consigli degli Ordini mittenti né derivano da alcuna consultazione con gli iscritti.

Tre consiglieri nazionali, De Tavonatti, Sanna e Mazza, sono stati costretti a presentare formale istanza di accesso agli atti per poter visionare documenti che, se davvero rivolti al Consiglio Nazionale, come dichiarato pubblicamente dal presidente, avrebbero dovuto essere immediatamente resi disponibili all’interno dello stesso. Sorprende che il presidente, pur avendoli già trasmessi all’esterno, invochi la “riservatezza” per non consegnarli ai colleghi.

È una contraddizione grave e che denuncia la mancanza di una base giuridica: non esiste alcuna norma che richieda l’autorizzazione dei firmatari per esibire documenti ufficialmente usati come rappresentazione del consenso. L’utilizzo politico delle lettere presso il Governo, in assenza di una formale deliberazione degli Ordini, è scorretto sotto il profilo istituzionale.

La gestione personalistica del CNDCEC viola i principi fondamentali di trasparenza, collegialità e partecipazione, generando una profonda crisi di legittimazione interna. La pubblica esposizione dei nomi dei consiglieri richiedenti l’accesso agli atti è inoltre inopportuna e rischia di configurarsi come una forma di pressione politica.

L’ANC richiama a un immediato ritorno alla trasparenza e alla correttezza istituzionale. La professione non è un terreno di propaganda né un feudo personale. La fiducia si costruisce con il confronto, non con le manovre messe in atto dal vertice della categoria.

Conseguentemente a quanto espresso, come preannunciato nel nostro comunicato del 23 maggio, l’ANC ha trasmesso ieri una nota alle Istituzioni competenti, tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Giustizia.

ANC Comunicazione

CS 27.05.2025_CNDCEC e Riforma Ordinamento

La lettera trasmessa da ANC alle istituzioni competenti  54_Lettera Associazione Nazionale Commercialisti

 

CS 23.05.2025 | CNDCEC E RIFORMA ORDINAMENTO PROFESSIONE, LA CATEGORIA MERITA RISPETTO

COMUNICATO STAMPA

CNDCEC E RIFORMA ORDINAMENTO PROFESSIONE

LA CATEGORIA MERITA RISPETTO

Roma, 23 Maggio 2025

La comunicazione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili in tema di riforma dell’Ordinamento appare essere fuorviante oltre che condotta in modo discutibile sul piano istituzionale, ragione per la quale l’Associazione Nazionale Commercialisti ritiene doverosa una riflessione critica sotto il profilo istituzionale e deontologico sui contenuti dell’articolo pubblicato su Press Magazine dal titolo “Riforma dell’ordinamento, oltre 80 presidenti territoriali sostengono il Consiglio Nazionale”, che presenta evidenti elementi di comunicazione strumentale e parziale.

Continuano ad essere diffuse notizie confuse e fuorvianti dal CNDCEC che intendiamo brevemente riepilogare:

  • a seguito dell’Assemblea dei Presidenti del 13 dicembre scorso, con riferimento alla riforma ordinamentale, dai vertici nazionali venne affermato di avere un consenso di oltre 100 Ordini, attestando tale numero sulla differenza di chi non aveva esplicitato palesemente il dissenso alla riforma nel corso della predetta Assemblea. Riunione che peraltro, giova ricordare, neppure prevedeva il punto in trattazione e giungeva successivamente alla consegna alla politica del documento di riforma del D.Lgs.139/05.
  • a seguire, dopo la pubblicazione di una nota predisposta da 22 Ordini e contraria alla riforma, il Consiglio Nazionale della categoria deduceva che il numero di chi esprimeva consenso si attestava ai non sottoscrittori (per differenza 122);
  • è degli ultimi giorni la notizia diffusa che ascrive a soli 8 Ordini la contrarietà al proseguimento dell’iter di riforma;
  • nelle ultime ore il Consiglio Nazionale ha diffuso notizia di spontanee attestazioni di consenso nel numero di circa 80 Presidenti territoriali, i quali avrebbero inviato allo stesso Consiglio una nota di esplicito sostegno.

Veicolate mediante l’inappropriato utilizzo dei canali istituzionali, tutte queste comunicazioni sono unicamente la conferma della profonda confusione che da tempo l’Associazione continua a denunciare. I numeri resi noti non confermano, non smentiscono ma si alternano con un equilibrismo decisamente imperfetto che la categoria non merita e non può ulteriormente patire.

L’affermazione secondo cui “oltre 80 presidenti territoriali” sostengono la riforma è priva di informazioni fondamentali: non viene specificato quali siano questi Ordini né il numero di iscritti che rappresentano. Basti pensare che i soli 8 Ordini che hanno già manifestato il loro palese dissenso al modus operandi rappresentano oltre il 25% degli iscritti.

In un contesto istituzionale, tale omissione è pertanto grave e tendenziosa, poiché induce a ritenere che vi sia un consenso ampio e consolidato, senza però offrire alcun dato che consenta una verifica trasparente o una valutazione equilibrata. L’omissione di tali dettagli non è neutra: è una scelta consapevole di chi la enuncia, che altera la percezione della realtà, alimentando una profonda disinformazione dagli effetti gravemente disarmonici e conflittuali.

Affermare che la maggioranza degli Ordini è a favore della riforma è più di una forzatura. Il dato reale è che gli Ordini territoriali in Italia sono 132. Se 80 di questi hanno effettivamente manifestato sostegno, ciò corrisponde a circa il 60,6%, quindi appena sopra la metà, ben lontano da quella “stragrande maggioranza” che si vuole far intendere. Tale forzatura comunicativa risulta ancor più problematica se si considera che gli Ordini differiscono per dimensione e numero di iscritti, e dunque il peso rappresentativo non può essere considerato uniforme.

Ancor più grave, tendenziosa e strumentale è l’affermazione che 80 Presidenti abbiano scritto a sostegno del CNDCEC, senza che siano rese alla platea degli iscritti notizie esaustive.

Abbiamo notizia, da molteplici componenti dei Consigli degli Ordini territoriali, che le lettere inviate dai loro presidenti, opportunamente sollecitate dalla governance nazionale al mero fine di trasmetterne copia al Ministero della Giustizia, non siano state approvate o non siano neppure passate attraverso un confronto in seno ai loro consigli o in contesti assembleari territoriali, rappresentando così un atto meramente unilaterale ad opera dei singoli nella qualità di iscritti e non in rappresentanza di un Ordine.

Abbiamo altresì notizia del deposito di una specifica richiesta di accesso agli atti, tesa alla consegna delle 80 lettere, formulata da tre componenti del Consiglio Nazionale che, com’è di pacifica evidenza, pur se componenti del massimo organismo istituzionale, ignorano i fatti e gli atti che pubblicamente diffonde il suo Presidente de Nuccio. Segno questo di una disarmonia e spaccatura non solo della categoria ma anche interna al CNDCEC.

Preoccupante è anche l’utilizzo che viene fatto dei canali istituzionali, ancora una volta, assistiamo, infatti, ad un loro uso distorto per veicolare un messaggio parziale, a scapito del principio di trasparenza e pluralismo.  Questo modo di comunicare, anche sui social network, ormai tristemente consolidato, è segno di una crescente mancanza di equilibrio, di rispetto per le opinioni divergenti e di consapevolezza del ruolo super partes che dovrebbe caratterizzare il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili a tutela dell’immagine stessa della categoria.

L’atteggiamento dei vertici nazionali della categoria appare sempre più orientato a generare spaccature interne piuttosto che favorire il dialogo e il confronto democratico, tutto ciò   alimenta un clima di conflittualità interna, che lede la coesione della categoria e rischia di danneggiare l’immagine dell’intera professione. Di fronte a tale scenario, si ritiene lecita e doverosa la possibilità di ricorrere ad un intervento del Ministero della Giustizia, in quanto soggetto che ha competenza istituzionale sulla materia e che dovrebbe quindi avere la funzione di vigilare sul corretto svolgimento del processo di riforma.

È stata proprio la preoccupante situazione che si è delineata rispetto al DDL recante delega al Governo di riforma dell’ordinamento professionale della categoria a determinare l’opportunità per l’Associazione Nazionale Commercialisti di rivolgersi lo scorso 15 maggio alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, interessando anche i Ministri competenti Carlo Nordio della Giustizia, Annamaria Bernini dell’Università e Marina Calderone del Lavoro in merito alla possibilità di attuare una verifica della correttezza di tutte le fasi che hanno condotto al licenziamento della bozza di riforma.

Anche la pubblicazione diffusa nella giornata di ieri da Eutekne conferma i diffusi timori, offrendo ulteriori elementi di valutazione. Nella stessa si evidenzia chiaramente che:

  • Le lettere di consenso sono arrivate in blocco e in modo “spontaneo”, ma senza trasparenza né pubblicità sul contenuto e l’identità dei firmatari.
  • Circa 40 Ordini si sono detti “indecisi” e 11 si sono espressi per il “no”, segno di una spaccatura significativa.
  • Alcuni Ordini hanno reagito esprimendo preoccupazione per l’uso di comunicazioni “fuorvianti e divisive”, chiedendo un chiarimento pubblico.

A giudizio di ANC si impone un richiamo forte al rispetto istituzionale, alla trasparenza e al confronto democratico. È fondamentale che il Consiglio Nazionale torni a interpretare il proprio ruolo in modo inclusivo, garantendo pluralismo, veridicità delle informazioni e piena condivisione delle scelte. È opportuno che questa pericolosa escalation abbia fine e che ogni comunicazione sia riportata nell’alveo della correttezza istituzionale e del dialogo interno. La professione non merita un simile svilimento.

Solo così sarà possibile tutelare la dignità e l’unità della professione, e costruire riforme realmente condivise.

ANC Comunicazione

CS 23.05.2025_CNDCEC e Riforma Ordinamento

 

LETTERA APERTA E INTERVISTA PRESIDENTE ANC | ITALIA OGGI 20.05.2025

LETTERA APERTA AI COLLEGHI E ALL’OPINIONE PUBBLICA

Sulla replica del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Con senso di responsabilità, nei giorni scorsi abbiamo ritenuto necessario trasmettere una nota alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ai Ministeri competenti per le professioni ordinistiche. Lo abbiamo fatto in silenzio, mentre da giorni assistiamo a una gestione della comunicazione che sta profondamente turbando tanti colleghi.

Non avremmo voluto dover intervenire pubblicamente. Ma non possiamo restare indifferenti di fronte a quanto sta accadendo.

Il Consiglio Nazionale, in una sua recente comunicazione ufficiale, ha offerto una ricostruzione dei fatti che, con dispiacere dobbiamo dirlo, non corrisponde alla realtà.

Si afferma che la proposta di riforma dell’ordinamento professionale sarebbe stata “approvata da 100 Ordini su 132”. Ma nessuna votazione formale è mai avvenuta. Nessun verbale. Nessun dato ufficiale. Solo numeri annunciati, senza alcun confronto trasparente.

Diversi Presidenti di Ordini territoriali, espressione di sensibilità diverse e territori differenti, si sono già espressi pubblicamente per smentire tale affermazione. Non con polemiche, ma con senso delle istituzioni.

Eppure, questa rappresentazione dei fatti è stata diffusa attraverso i canali ufficiali del Consiglio Nazionale. Quegli stessi strumenti che dovrebbero garantire equilibrio, rispetto e trasparenza, sono stati usati per veicolare un messaggio parziale, che ha finito per alimentare divisioni e confusione.

Chi ha letto quella comunicazione istituzionale, ha probabilmente creduto che esistesse una maggioranza schiacciante. Non era così. E non lo è.

Non è solo una questione procedurale. È una questione di fiducia.

Per mesi si è parlato di dialogo. Di condivisione. Di apertura. Ma alla prova dei fatti, ci troviamo davanti a un progetto di riforma che è stato di fatto consegnato alla politica prima ancora di essere discusso con la categoria. Un testo definito altrove, in tempi rapidi, senza il confronto che era stato promesso.

Di fronte a questo scenario, le parole usate nella replica del Presidente De Nuccio – che parla di critiche “strumentali”, di attacchi “elettorali”, di “rendite di posizione”, lasciano davvero interdetti.

Non tanto per il contenuto, quanto per il rovesciamento che operano: come se la legittima richiesta di confronto diventasse un attacco personale. Come se dissentire fosse un reato.

Per questo, ci sentiamo in dovere di prendere posizione. Non per difendere un gruppo contro un altro. Ma per difendere l’integrità di un metodo che appartiene tutti: quello del rispetto, della collegialità, della democrazia interna.

Chiediamo chiarezza. Chiediamo verità. E, soprattutto, chiediamo rispetto.

Per questo motivo, esprimiamo un dissenso netto e ampiamente condiviso rispetto a:

una narrazione dei fatti non corrispondente al confronto effettivamente avvenuto;

* l’utilizzo improprio e sbilanciato dei canali ufficiali;

* l’accelerazione di un iter normativo costruito al di fuori del metodo partecipativo;

* l’assenza di tavoli realmente rappresentativi dell’intera categoria.

Chiediamo, con pacatezza ma con fermezza:

il ritiro di comunicazioni fuorvianti o divisive;

* un chiarimento pubblico sulle posizioni effettive degli Ordini;

* l’apertura immediata di tavoli tecnici inclusivi, in cui nessuno si senta ospite;

* il rispetto pieno delle regole di rappresentanza, senza scorciatoie né interpretazioni di comodo.

Siamo in un momento delicato. I timori di un nuovo commissariamento, tornati a circolare, sembrano inseriti ad arte nel dibattito. Ma non c’è alcuna somiglianza tra le situazioni passate e quella attuale. Nessuna. Solo un modo sottile, francamente grave, per spaventare chi dissente.

Noi crediamo in un’altra idea di professione. In cui dissentire non sia un problema, ma un valore. In cui la trasparenza conti più della propaganda. In cui il Consiglio Nazionale sia la casa di tutti, non la voce di pochi.

La nostra categoria merita molto di più. Merita onestà. Merita rispetto. Merita verità.

Roma, 20 maggio 2025

Marco Cuchel

Presidente Associazione Nazionale Commercialisti

Italia Oggi 20.05.2025 Lettera aperta e Intervista ANC

Lettera aperta ANC 20.05.2025

 

CS ANC 16.05.2025 | AGEVOLAZIONI DL COESIONE, DALL’INPS BLOCCO ALLE DOMANDE CON ANOMALIE NEI DATI DEI LAVORATORI

COMUNICATO STAMPA

AGEVOLAZIONI DL COESIONE

DALL’INPS BLOCCO ALLE DOMANDE CON ANOMALIE NEI DATI DEI LAVORATORI

Roma, 16 maggio 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti ritiene opportuno denunciare i malfunzionamenti nell’operatività del portale INPS in relazione alla presentazione delle istanze per accedere alle agevolazioni contributive previste dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito nella Legge 95/2024).

A partire da oggi, data ufficiale di apertura della procedura telematica, numerose istanze risultano ingiustamente respinte dal sistema, con la restituzione di messaggi di errore anomali e infondati, che impediscono la prosecuzione dell’invio delle domande.

Il portale INPS restituisce, tra gli altri, il seguente messaggio:

“Attenzione, Il lavoratore alla data dell’assunzione risulta essere già stato occupato a tempo indeterminato nel corso dell’intera vita lavorativa. Non è possibile procedere con la compilazione della domanda.”

Tale anomalia emerge anche per soggetti che non hanno mai avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato generando disagi e danni sia per i datori di lavoro che per i professionisti delegati alla presentazione delle istanze.

“Questo tipo di malfunzionamento è inaccettabile – afferma il Presidente ANC, Marco Cuchel – sia perché compromette l’accesso a un’agevolazione che il legislatore ha voluto proprio per incentivare l’occupazione stabile, sia perché il sistema informatico INPS smentisce la realtà lavorativa dei candidati, malgrado il diverso e corretto esito che produce il servizio di verifica rapporti a tempo indeterminato disponibile sul medesimo portale INPS”.

Occorre procedere con urgenza all’immediata correzione delle anomalie tecniche che ostacolano la presentazione delle istanze, nonché, a monte, a una verifica della procedura INPS al fine di garantire l’accuratezza delle informazioni utilizzate nel processo. Le imprese e i professionisti incaricati, che attendono da troppo tempo l’avvio delle procedure per ricorrere a dette agevolazioni, non possono pagare il conto di un sistema evidentemente non abbastanza testato o della mancanza di una di un’infrastruttura digitale solida e capace di sostenere l’operatività quotidiana di decine di migliaia di operatori.

ANC Comunicazione

CS 16.05.2025_INPS

CS ANC 16.05.2025 | BLOCCO DEL SITO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE, ENNESIMO EPISODIO INACCETTABILE IN GIORNATA DI SCADENZE FISCALI

COMUNICATO STAMPA

BLOCCO DEL SITO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

ENNESIMO EPISODIO INACCETTABILE IN GIORNATA DI SCADENZE FISCALI

Roma, 16 maggio 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime profonda preoccupazione e indignazione per l’ennesimo blocco del sito dell’Agenzia delle Entrate, che si sta verificando in queste ore in concomitanza con le importanti e numerose scadenze fiscali e contributive. Questo disservizio rappresenta uno dei tanti ostacoli, solo l’ultimo in ordine di tempo, al tempestivo rispetto degli adempimenti per i professionisti del settore, già gravati da un sistema fiscale complesso e da scadenze ravvicinate.

Nelle parole del Presidente ANC, Marco Cuchel, l’ennesima amara constatazione di una realtà che non può ulteriormente tacersi: “È inaccettabile che, in giornate cruciali per gli adempimenti fiscali, i professionisti si trovino impossibilitati ad accedere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Questo non solo compromette la nostra capacità di operare efficacemente, ma mina anche la fiducia nel sistema fiscale del nostro Paese.”

La circostanza che si sta verificando oggi comporta dapprima una sorta di turno virtuale col messaggio: “Sei in attesa di entrare nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Quando sarà il tuo turno, avrai a disposizione 10 minuti di tempo per accedere”, a seguire poi giunge la caduta del sistema.

Non è la prima volta che l’ANC denuncia simili disservizi, segnalando gravi rallentamenti e l’inaccessibilità del sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate, sottolineando altresì l’urgenza di un’armonizzazione delle scadenze fiscali e di un potenziamento dell’infrastruttura informatica.

Agli allarmi lanciati dall’ANC circa le difficoltà di accesso fisico agli uffici dell’Amministrazione Finanziaria, si aggiunge ora quello di non poter raggiungere il portale per dare seguito correttamente e tempestivamente agli adempimenti.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, nel ribadire il proprio impegno nel tutelare la categoria dei commercialisti e nel promuovere un sistema fiscale più efficiente, equo e rispettoso del lavoro dei professionisti, chiede al Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Agenzia delle Entrate:

* Un immediato ripristino della piena funzionalità del sito e dei servizi telematici;

* Una proroga delle scadenze fiscali odierne, per garantire equità e rispetto nei confronti dei contribuenti e dei professionisti;

* Un piano strutturale di ammodernamento dei sistemi informatici, per prevenire futuri disservizi e garantire la continuità operativa.

ANC Comunicazione

CS 16.05.2025_Blocco sito AE

 

CS ANC | CONVEGNO NAZIONALE ARONA 9 MAGGIO 2025

COMUNICATO STAMPA

 CONVEGNO ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMMERCIALISTI

ARONA, 9 MAGGIO 2025

LA PROFESSIONE DEL COMMERCIALISTA AL CENTRO DEL CONFRONTO 

Roma, 7 maggio 2025

Organizzato insieme alle Associazioni territoriali di Alessandria, Biella, Torino e Vercelli, il prossimo 9 maggio si terrà ad Arona il nuovo convegno dell’Associazione Nazionale Commercialisti dal titolo “La professione del Commercialista: Work in progress”.

I lavori, ospitati dalla Sala Conferenze dell’Hotel San Carlo di Arona, si svolgono la mattina e sono articolati in tre tavole rotonde incentrate su alcuni dei grandi temi riguardanti la categoria, quali il confronto con la politica sui temi del fisco, le sfide poste dall’Intelligenza Artificiale e le nuove regole sull’Antiriciclaggio.

Autorevole, come sempre, il parterre dei relatori, che vede rappresentanti della politica, delle istituzioni e delle professioni essere protagonisti di momenti di confronto che saranno moderati dal Vice Direttore del TG5 Giuseppe De Filippi e dalla giornalista Simona D’Alessio.

“Di questo prossimo appuntamento nazionale protagonista assoluta è la professione del commercialista, abbiamo infatti voluto mettere al centro del dibattito pubblico” spiega Marco Cuchel Presidente ANC “alcuni degli argomenti che con maggiore forza impattano sulla categoria e quindi sugli scenari attuali e futuri della professione”.

La partecipazione è gratuita e il convegno gode del patrocinio del Comune di Arona, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Verbania, Novara, Alessandria, Biella e Torino, della Cassa Previdenza Ragionieri, della Confprofessioni Nazionale e Confprofessioni Piemonte.

ANC Comunicazione 

CS_07.05.2025 _Convegno Nazionale Arona