Lettera a firma del Presidente ANC Marco Cuchel in ordine all’aggiornamento dei parametri per i compensi dei professionisti, pubblicata oggi sulla testata Eutekne.info
Lettera Direttore Eutekne 09.04.2025
Lettera a firma del Presidente ANC Marco Cuchel in ordine all’aggiornamento dei parametri per i compensi dei professionisti, pubblicata oggi sulla testata Eutekne.info
Lettera Direttore Eutekne 09.04.2025
COMUNICATO STAMPA
AGGIORNAMENTO COMPENSI PROFESSIONALI
BENE L’EMENDAMENTO DE BERTOLDI AL DECRETO LEGGE 25/2025
Roma, 28 marzo 2025
“La necessità di adeguare e aggiornare i parametri in base ai quali sono determinati i compensi dei professionisti da tempo viene rappresentata dall’Associazione Nazionale Commercialisti, per questo” spiega il Presidente Marco Cuchel “esprimiamo il nostro pieno apprezzamento nei confronti dell’emendamento al DL 25/2025 in materia di reclutamento e funzionalità delle Pubbliche Amministrazioni, che è stato presentato dall’On. Andrea De Bertoldi e che impegna il Governo ad intervenire, entro sei mesi, sulle tariffe dei professionisti per aggiornarle e renderle finalmente eque”.
Con il decreto Pubblica Amministrazione i professionisti sono chiamati a dare seguito a nuovi adempimenti relativamente ai soggetti che beneficiano di contributi pubblici, la possibilità quindi di prevedere emolumenti che siano adeguati per il lavoro che gli stessi sono chiamati ad assolvere appare doverosa.
ANC auspica che questo emendamento sia approvato e che la sua approvazione possa rappresentare il primo passo per giungere, finalmente, ad un aggiornamento dei parametri di cui al DM 30/2012 (determinazione dei compensi dei Curatori fallimentari, Commissari giudiziali e Liquidatori giudiziali) e al DM 140/2012 (compensi professionali nel caso di liquidazione da parte di un organo giudiziale), quest’ultimo di riferimento per l’applicazione della legge sull’equo compenso (49/2023).
“Si tratta di parametri” conclude il Presidente Cuchel “che, come già evidenziato da ANC nel suo comunicato dello scorso 24 marzo, rendono il recente provvedimento normativo sull’equo compenso non in grado di tutelare appieno i professionisti e il loro lavoro”.
ANC Comunicazione
CS 28.03.2025_Adeguamento compensi
COMUNICATO STAMPA
MODIFICA DM 140/2012 E DM 30/2012, NECESSARIA A TUTELA DELLA DIGNITÀ PROFESSIONALE
Roma, 24 marzo 2025
Dopo l’abrogazione delle tariffe professionali, avvenuta per effetto del Decreto Legge 1/2012, il Decreto Ministeriale 140/2012 ha introdotto i parametri per i compensi professionali nel caso di liquidazione da parte di un organo giudiziale, che di fatto si sono però imposti come riferimento generale per la categoria dei commercialisti nella determinazione dei compensi.
“Il problema” spiega Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti “è duplice: da una parte c’è un DM che dal 2012 non è stato mai oggetto di aggiornamento e dunque i parametri economici che lo stesso stabilisce sono evidentemente oggi inadeguati, basti pensare che in ben 13 anni la rivalutazione monetaria è stata pari al 21,6%; dall’altra, le prestazioni professionali contemplate sono assolutamente parziali rispetto al perimetro attuale dell’attività del commercialista”. “La recente legge sull’equo compenso (legge 49/2023)” prosegue il Presidente Cuchel “prende a riferimento proprio i valori stabiliti dal DM 140/2012, con il risultato che la legge, definita in tal modo, non è assolutamente in grado di assicurare l’adeguatezza dei compensi, condizione questa imprescindibile per il riconoscimento e la tutela della dignità professionale”.
È da quando è stato introdotto l’equo compenso che ANC ha prontamente rappresentato la necessità di una revisione del Decreto Ministeriale 140 e ritiene che sul tema dovrebbe esserci un impegno fattivo da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, in ragione dei compiti che lo stesso decreto legislativo 139/2005 gli assegna, tra questi c’è quello di proporre al Ministro competente le tariffe professionali, il cui aggiornamento dovrebbe avvenire ogni quattro anni (art. 29 lettera n) del decreto antecedente la riforma). L’impegno dei vertici della categoria dovrebbe quindi essere volto non solo a proporre al legislatore una revisione dei parametri che contenga anche ulteriori attività professionali oggi non disciplinate, ma anche a far sì che tali parametri siano oggetto di un adeguamento periodico. Questo appare indispensabile, ai fini della corretta applicazione della legge sull’equo compenso e del rispetto delle sue stesse finalità.
Le criticità del DM 140/2012 purtroppo riguardano anche il DM 30 del 2012, che stabilisce i parametri per la determinazione dei compensi dei Curatori fallimentari, Commissari giudiziali e Liquidatori giudiziali. Anche in questo caso, quindi, l’aggiornamento e la revisione delle modalità di calcolo dei compensi appaiono indispensabili.
È sicuramente un sostanziale limite della legge sull’equo compenso l’esclusione della sua applicazione nei rapporti dei professionisti con le micro, piccole e medie imprese, considerato che la norma esercita i suo i effetti esclusivamente nei confronti della PA e delle grandi imprese. Tale limitazione risulta, evidentemente, in grado di penalizzare soprattutto i giovani professionisti, motivo per il quale dovrebbe essere superata, così come sarebbe da introdurre il rimborso forfettario delle spese di studio, esattamente come previsto per la categoria degli avvocati.
L’approvazione della legge 49/2023 aveva fatto ben sperare sulla possibilità di archiviare finalmente l’epoca dei bandi a costo zero, a cui sovente le Amministrazioni Pubbliche ricorrono per avvalersi delle prestazioni di professionisti, senza riconoscere loro alcun compenso.
Purtroppo i fatti dimostrano una realtà diversa dove non solo i bandi a costo zero sono tutt’altro che archiviati, ma addirittura dove, secondo un recente pronunciamento della Corte di Cassazione (ord. 7431/2025), il professionista che partecipa e vince un bando per l’assegnazione di un incarico, il cui compenso sia di un euro, svolge una prestazione solo apparentemente gratuita, questo perché il vantaggio derivante dall’incarico sarebbe di natura immateriale e indiretta, conseguentemente il professionista non è sanzionabile per violazione delle norme deontologiche.
“Le motivazioni alla base del pronunciamento della Corte di Cassazione” conclude Cuchel “non possono che destare perplessità ed anche qualche preoccupazione per il semplice fatto che dimostrano chiaramente che, sul fronte dei compensi professionali e delle misure atte a garantirne l’adeguatezza, la recente legge 49/2023 non ha risolto tutte le criticità e permane la necessità di intervenire sulla normativa affinché il lavoro dei professionisti sia pienamente rispettato e tutelato”.
ANC Comunicazione
CS 24.03.2025 Compensi professionali
COMUNICATO STAMPA
RESPONSABILITÀ DEI COLLEGI SINDACALI: TRAGUARDO APPROVAZIONE
Roma, 12 marzo 2025
“L’approvazione definitiva di oggi del disegno di legge 1155, che limita la responsabilità dei componenti dei collegi sindacali segna un traguardo decisivo per i professionisti interessati” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel “ed è frutto del lavoro incessante che ANC ha svolto in questi anni attraverso un sistematico lavoro di interlocuzione con le componenti politiche di Governo e Parlamento”
La modifica del comma 2 dell’articolo 2407 del codice civile va a stabilire, attraverso la definizione di scaglioni del compenso percepito, un tetto massimo entro il quale i sindaci rispondono di eventuali danni alle società, cristallizzando così un principio di equità e di certezza la cui statuizione era attesa da tempo.
“La riforma approvata oggi dimostra come un’azione promossa su più fronti, da parte delle componenti delle categorie coinvolte, porti ad ottenere risultati concreti. Sulla scorta di questa positiva esperienza” prosegue Cuchel “possiamo gettare le basi per finire il lavoro e cioè ottenere le modifiche in ordine al calcolo del limite massimo del risarcimento danni, alla retroattività della norma e all’estensione ai revisori legali”
“Continueremo a lavorare” conclude Cuchel “per portare a casa un altro risultato che assicuri ai sindaci e ai revisori una giusta tutela a tutto tondo”.
ANC Comunicazione
CS 12.03.2025_ResponsabilitàOOCC
COMUNICATO STAMPA
MAGAZZINO FISCALE E DDL SU RATEIZZAZIONE CARICHI FISCALI
AUDIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMMERCIALISTI
Roma, 4 marzo 2025
L’Associazione Nazionale Commercialisti è stata ricevuta oggi in audizione dalla 6^ Commissione del Senato (Finanze e tesoro) nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale da parte dell’ente della riscossione e in ordine all’esame del disegno di legge in materia di rateizzazione dei carichi fiscali.
L’Associazione, rappresentata dal Presidente Marco Cuchel e dalla Vicepresidente Miriam Dieghi, ha avuto modo di richiamare l’attenzione sull’opportunità di introdurre adeguate misure di definizione agevolata dei carichi fiscali, in grado di superare le criticità dei provvedimenti che sono stati adottati fino ad oggi.
Il magazzino, ossia il carico fiscale residuo dei ruoli affidati dai diversi enti creditori, ha raggiunto un ammontare di oltre 1.267 miliardi di euro, in crescita costante negli ultimi 7 anni e con una composizione che risulta essere complessa e articolata. Sebbene sia consistente la percentuale di crediti la cui possibilità di recupero appare oggettivamente compromessa, tutt’altro che esigua è la quota di crediti riconducibili a soggetti contribuenti che sono disposti a regolarizzare la loro posizione debitoria nei riguardi dello Stato e che, per tale ragione, meritano di essere aiutati attraverso misure idonee.
“Abbiamo voluto” spiega il Presidente Marco Cuchel “richiamare l’attenzione sul fatto che questi contribuenti, che hanno dichiarato regolarmente i loro redditi ma che per condizioni di oggettiva difficoltà non sono riusciti a pagare le imposte dovute, non si possono considerare degli evasori e possono essere in grado, se supportati con adeguati provvedimenti da parte del legislatore, di rientrare del debito pregresso, riuscendo anche a far fronte agli obblighi fiscali correnti”.
È uno scenario, questo, auspicabile nell’interesse stesso delle finanze pubbliche, solo in questo modo, infatti, lo Stato potrebbe essere in grado di recuperare una buona parte del magazzino, anche se in un lasso di tempo non breve; l’alternativa sarebbe non solo un recupero che rischia di essere inconsistente o quasi, ma anche l’aggravarsi dell’indebitamento di cittadini e imprese, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe sul piano economico e sociale.
Per superare le molteplici criticità che hanno accomunato tutte le precedenti rottamazioni fiscali e riuscire a ridurre considerevolmente l’entità del credito arretrato dello Stato, ANC condivide le misure previste dal DDL 1375 sulla rateizzazione dei carichi fiscali, rispetto al quale ha però formulato due proposte: ricomprendere anche i contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni, considerando i ruoli affidati all’Agenzia della riscossione alla data del 31/12/2024, ed includere nel provvedimento anche tutti gli avvisi bonari o di addebito di enti previdenziali, oltre a quelli già previsti di natura fiscale. Tale misura sarebbe in grado di interessare una platea di circa 23 milioni di contribuenti, tra imprese, lavoratori dipendenti e pensionati.
ANC Comunicazione
Di seguito il documento ANC consegnato in sede di audizione.
COMUNICATO STAMPA
ANTIRICICLAGGIO: IL CONSIGLIO NAZIONALE RIVEDA LE REGOLE TECNICHE
Roma, 27 febbraio 2025
Il documento emanato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili lo scorso 16 gennaio, contenente le Regole Tecniche ex art. 11, co. 2 del d.lgs. 231/2007 applicate dagli Iscritti in materia di Antiriciclaggio, presenta una serie di criticità potenzialmente in grado di rendere i colleghi passibili di sanzioni, in caso di verifiche.
ANC ha analizzato attentamente le linee-guida del Consiglio Nazionale e ha evidenziato, attraverso i componenti del proprio Comitato Scientifico, Prof. Massimiliano Tasini e Dott. Andrea Bongi, all’interno della rubrica “Forse non tutti sanno che…” sul canale YT associativo, tre punti di debolezza sui quali occorre intervenire con urgenza:
“Le regole tecniche adottate dalla governance di una categoria professionale” afferma la Vicepresidente ANC Miriam Dieghi “devono certamente aderire ai contenuti del dettato normativo, ma devono altresì rappresentare uno strumento atto a tutelare coloro che tali regole si troveranno a seguire, mettendo al riparo da incertezze interpretative che possano porre i professionisti a rischio sanzioni, in caso di verifica da parte dei Soggetti preposti. Esprimiamo pertanto la nostra profonda preoccupazione e ci adopereremo nelle giuste sedi affinché sia posto rimedio a tutte le criticità evidenziate ”.
ANC Comunicazione
ANC – ANDOC – UNICO
COMUNICATO STAMPA
PROFESSIONISTI E SEGNALAZIONI OPERAZIONI SOSPETTE
I COMMERCIALISTI RESPINGONO LE AFFERMAZIONE DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
Roma, 26 febbraio 2025
I commercialisti sono consapevoli di essere con il loro ruolo un presidio di legalità, conoscono molto bene le loro responsabilità professionali e sociali, motivo per il quale i Presidenti delle Associazioni nazionali Marco Cuchel (ANC) Mario Michelino (ANDOC) e Domenico Posca (UNICO) esprimono fermamente il loro disappunto nei confronti delle affermazioni rese dal Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, in occasione di un convegno a Napoli sul tema di contrasto al riciclaggio.
Secondo il Procuratore, le segnalazioni di operazioni sospette compiute dai professionisti, commercialisti compresi, sono estremamente esigue rispetto a quelle degli operatori bancari e finanziari, e lo stesso ritiene che questa situazione sia il segnale addirittura di una mancanza di crescita culturale e di responsabilità sociale di molte categorie professionali.
“Su questo argomento” sottolineano i Presidenti “purtroppo dobbiamo constatare il persistere di luoghi comuni e di informazioni fuorvianti che non corrispondono alla verità dei fatti ed è anche per questo che le parole del Procuratore nazionale Melillo sono particolarmente gravi perché colpiscono la dignità e l’immagine della nostra categoria”.
È bene ricordare che, nell’ambito delle attività di segnalazione, i commercialisti sono chiamati agli stessi adempimenti in capo agli istituti bancari e finanziari. Quest’ultimi, ovviamente, gestiscono per la natura dell’attività svolta milioni di transazioni. I commercialisti, per la tipologia del loro lavoro, intervengono solo su una minima parte delle operazioni finanziarie e di certo non dispongono delle stesse strutture e risorse per la compliance, in ogni caso, hanno sempre adempiuto e continuano ad adempiere quotidianamente, con impegno e determinazione, agli obblighi che la legge stabilisce.
I commercialisti, alcuni dei quali hanno pagato con la vita l’assolvimento dei propri doveri professionali, applicano con rigore la normativa antiriciclaggio, ciò vuol dire che le loro segnalazioni sono il frutto di attenta e doverosa valutazione per poter essere pertinenti. Solo così le stesse possono costituire un contributo efficace nel contrastare il fenomeno del riciclaggio e non rappresentare invece un ostacolo al regolare funzionamento del sistema.
“Sarebbe quindi opportuno” concludono i tre Presidenti Nazionali “che a prevalere fosse la qualità delle segnalazioni e quindi, di fatto, la loro fondatezza, e non certo la loro quantità, in tal caso le parole del Procuratore nazionale antimafia, ne siamo certi, sarebbero state diverse e in grado di riconoscere il ruolo anche sociale dei professionisti.”.
ANC – ANDOC – UNICO Comunicazione
CS_congiunto 26.02.2025_Contrasto riciclaggio
COMUNICATO STAMPA
RIAPERTURA TERMINI ROTTAMAZIONE QUATER E PROPOSTA LEGGE PER NUOVA ROTTAMAZIONE
ANC A SOSTEGNO DELLA PACE FISCALE
Roma, 20 febbraio 2025
La riapertura dei termini della rottamazione quater per i contribuenti decaduti dal beneficio e la proposta di legge, che è stata presentata dalla Lega sia alla Camera che al Senato, per una nuova rottamazione delle cartelle vanno sicuramente nella direzione di una pace fiscale la cui realizzazione da tempo l’Associazione Nazionale Commercialisti considera auspicabile.
La Lega e in particolare l’On. Alberto Luigi Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, e l’On. Andrea De Bertoldi hanno dimostrato grande sensibilità nei confronti di un tema cruciale qual è quello del rapporto Fisco – Cittadini, evidenziando come il non ignorare le difficoltà dei cittadini ad onorare i debiti fiscali sia opportuno anche nell’interesse stesso dello Stato, attraverso misure che rendano possibile il recupero di risorse la cui riscossione sarebbe altrimenti di estrema incertezza.
È auspicio dell’ANC che anche da parte del Governo ci sia una analoga volontà di dare attuazione ai provvedimenti proposti in materia di pace fiscale.
ANC Comunicazione
COMUNICATO STAMPA
PROPOSTA LEGGE PER NUOVA ROTTAMAZIONE CARTELLE
UNA MISURA CONCRETA PER TUTTI I CONTRIBUENTI IN DIFFICOLTÀ
Roma, 10 febbraio 2025
Se, come sembra, l’apertura del Governo nei confronti di una remissione in bonis per i contribuenti decaduti dai benefici della rottamazione quater troverà conferma, potrà finalmente trovare attuazione una misura che l’Associazione Nazionale Commercialisti da tempo sollecita come necessaria.
“Sarebbe sicuramente positiva” sostiene Marco Cuchel Presidente dell’ANC “questa misura che si va prospettando, tuttavia ciò che riteniamo necessaria ed urgente è l’introduzione di una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali”.
La proposta di legge riguardante la rottamazione quinquies, che è stata presentata dalla Lega alla Camera e al Senato, sarebbe una misura in grado di dare una risposta concreta a tutti i contribuenti che, a causa di difficoltà economiche contingenti, non riescono ad onorare i debiti con il fisco.
“L’ANC” spiega il Presidente Cuchel “valuta con grande favore la misura che è stata proposta e i cui contenuti sono stati illustrati dall’On. Alberto Luigi Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera e responsabile unità fisco della Lega, in sede di conferenza stampa”.
La misura prevede la possibilità di pagare le somme pregresse dovute nell’arco di 10 anni con 120 rate mensili, di uguale importo, senza anticipi, sanzioni e interessi, e senza che il beneficio decada con il solo ritardo di un pagamento (sono 8 le rate non saldate che comporterebbero la cessazione dell’agevolazione).
Una rottamazione così strutturata permetterebbe davvero ai contribuenti in difficoltà di affrontare il pagamento delle imposte e allo Stato di conseguire un recupero integrale delle risorse, obiettivi questi che le diverse rottamazioni, che fino ad oggi ci sono state, non hanno permesso di conseguire stante le non poche criticità dei singoli provvedimenti.
“In questi casi la tempestività del legislatore è fondamentale e quindi ci auguriamo” conclude il Presidente Cuchel “che sulla proposta per una nuova rottamazione si realizzi una condivisione in grado di determinare l’approvazione della legge in tempi rapidi”.
ANC Comunicazione