Spese legali del CNDCEC – Lettera Aperta agli ODCEC e ai Colleghi

LETTERA APERTA AI CONSIGLI DEGLI ORDINI E AI COLLEGHI

SPESE LEGALI DEL CONSIGLIO NAZIONALE: NUMERI, METODO E RESPONSABILITÀ.

Roma, 10 aprile 2026

 

 

L’Associazione Nazionale Commercialisti, a seguito di una sommaria analisi dei dati pubblicati nell’area “Amministrazione Trasparente” del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ritiene necessario riportare il tema delle spese legali entro un perimetro di oggettività e trasparenza.

I dati disponibili consentono infatti una lettura più precisa e meno approssimativa rispetto a quanto rappresentato più volte in sede pubblica.

Da una rapida ricostruzione effettuata dagli anni dal 2023 ad oggi emergerebbe che:

  • circa € 82.000 risultano essere stati destinati alla materia Asse.Co.;
  • quasi € 24.000 sono riconducibili a contenziosi legati a dinieghi di accesso agli atti;
  • circa € 140.000 riguardano ricorsi su regolamenti elettorali, in parte ancora pendenti, e CPO;
  • circa € 600.000 per altre questioni giudiziarie, alcune fisiologiche e altre forse opinabili, o per consulenze e pareri.

 

Si tratta di valori complessivi che risultano ben lontani dalla cifra di € 800.000 di azioni legali promosse contro il CN, così come più volte sostenuto dal Presidente.

La prima considerazione è, quindi, che anche sui numeri la rappresentazione offerta ai Presidenti degli Ordini Territoriali e per essi agli iscritti, deve essere sempre improntata a coerenza e deve essere verificabile e misurabile.

Oltretutto, all’interno di queste spese è necessario operare una distinzione. Una parte rientra nella fisiologia dell’azione istituzionale: pareri, attività difensive da ricorsi contro, ad esempio, le decisioni assunte dal Consiglio di Disciplina Nazionale e iniziative legali connesse al ruolo dell’Ente.

Diversa è invece la natura di altre voci.

I circa € 24.000 sostenuti per attribuzioni di spese legali per incarichi connessi a richieste di accesso agli atti, e che hanno visto il CN soccombente, pongono una questione che non è meramente economica ma amministrativa e di metodo; quando soggetti terzi, se non componenti della medesima categoria professionale, si vedono costretti a ricorrere al giudice amministrativo per ottenere documentazione, il contenzioso non è fisiologico ma è unicamente conseguenza di una precisa scelta di diniego all’ostensione degli atti.

Una scelta che, verosimilmente, avrebbe potuto essere evitata attraverso strumenti più lineari di confronto e trasparenza.

Analogamente, i € 140.000 destinati ai ricorsi su regolamenti, alcuni dei quali ancora pendenti, impongono una riflessione sulla qualità del processo di formazione degli stessi e sulla capacità di prevenire i conflitti, evitando che si traducano in contenziosi.

Particolare attenzione merita la voce relativa ad Asse.Co., che ha comportato un impegno, sin qui, di oltre € 80.000. Su questo punto, l’ANC ritiene opportuno non esprimere valutazioni definitive, ma si limita a formulare una considerazione: a fronte di un investimento economico significativo, allo stato non risultano ancora effetti concreti né misurabili per la categoria.

L’auspicio è che tali iniziative possano tradursi in risultati effettivi, perché solo in quel caso il costo sostenuto potrà dirsi giustificato.

Le risorse utilizzate sono risorse della categoria, fortemente impattanti, assieme ad altri voci, sul risultato del bilancio, e per questo motivo non è sufficiente interrogarsi su “quanto” si spende, ma su come e perché si genera quella determinata spesa.

Ridurre il contenzioso non significa indebolire l’azione istituzionale, bensì rafforzarla. Significa scegliere la trasparenza prima del conflitto, il confronto prima della contrapposizione.

È anche su questo parametro che si misura la qualità di una governance ed è, soprattutto, su questo terreno che si costruisce, o si compromette, la fiducia degli iscritti.

Con i migliori saluti.

 

Il Presidente ANC
Marco Cuchel

LetteraAperta_Spese Legali

Lettera Aperta ai Consigli degli Ordini e ai Colleghi sulla Trasparenza

LETTERA APERTA AI CONSIGLI DEGLI ORDINI E AI COLLEGHI

 

 

                                                                                                                          Roma, 9 aprile 2026

 

 

Nell’area “Amministrazione trasparente” del sito del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ad ora, non risulta pubblicata la più recente dichiarazione dei redditi, tra gli altri, del Presidente Elbano de Nuccio.

Il tema non può essere affrontato in modo semplicistico né ricondotto ad un obbligo normativo.

La trasparenza, specialmente in un ente pubblico non economico, in questo caso coincide con la rappresentanza di un’intera categoria professionale, e non può essere ridotta al mero adempimento minimo richiesto dalla legge.

È, infatti, prima ancora una scelta di metodo. Una scelta che attiene al rapporto di fiducia con gli iscritti, alla credibilità delle istituzioni e alla coerenza tra ciò che si chiede alla categoria e ciò che si è disposti a rendere visibile di sé.

In questo senso, la questione non è se vi sia o meno un obbligo giuridico puntuale, ma se si ritenga opportuno adottare un livello di trasparenza piena e volontaria, capace di rafforzare, e non semplicemente rispettare, i principi di correttezza, integrità e accountability.

È con il medesimo spirito che, lo scorso 2 aprile, abbiamo richiesto l’aggiornamento della pubblicazione del Massimario relativo alle decisioni del Consiglio di Disciplina assunte a tutto il 2025.

Abbiamo inteso condividere con le istituzioni territoriali e con i colleghi queste riflessioni, che riteniamo tocchino un tema dirimente rispetto alla sensibilità istituzionale che ci si aspetta dai nostri organi dirigenti, ai quali chiediamo di pubblicare, con urgenza, quanto la norma prevede.

Con i migliori saluti.

ll Presidente ANC

  Marco Cuchel

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COMUNICATO STAMPA ANC 02.04.2026 – PUBBLICAZIONE MASSIMARIO DECISIONI CONSIGLIO DI DISCIPLINA

COMUNICATO STAMPA ANC

MASSIMARIO CONSIGLIO DI DISCIPLINA 2025 –  LA TRASPARENZA NON PUÒ FUNZIONARE A INTERMITTENZA

 

Roma, 02 aprile 2026 – L’Associazione Nazionale Commercialisti ha constatato che, a seguito di sue precedenti segnalazioni, il Consiglio Nazionale ha pubblicato il massimario delle decisioni del Consiglio di Disciplina Nazionale dal 2022 al 2024.

Tuttavia, ad aprile 2026 risulta ancora assente il massimario relativo alle decisioni assunte nel corso dell’anno 2025.

La pubblicazione dei massimari non è un adempimento formale, ma uno strumento essenziale di trasparenza, tutela degli iscritti e uniformità interpretativa.

ANC chiede pertanto:

  • la pubblicazione integrale e immediata del massimario 2025;
  • che a partire dal 2026 la pubblicazione delle decisioni avvenga con cadenza almeno semestrale, in modo strutturale e programmato.

La trasparenza non può essere gestita come fatto episodico o sollecitata da specifiche richieste, deve diventare prassi stabile e ordinaria, non più oggetto di continuo presidio e intervento da parte dei soggetti interessati.

 

ANC Comunicazione

 

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COMUNICATO STAMPA ANC – PROFESSIONISTI ESCLUSI DALL’IPERAMMORTAMENTO 2026

COMUNICATO STAMPA ANC

IPERAMMORTAMENTO 2026 – PROFESSIONISTI DIMENTICATI

 Roma, 01 aprile 2026. Il decreto fiscale 38/2026 conferma l’esclusione dei professionisti dai benefici dell’iperammortamento per i beni strumentali, previsto dalla Legge di Bilancio 2026 e riservato ai titolari di reddito d’impresa.

Nonostante nel passaggio dalla Legge di stabilità al Decreto ci sia stato modo di intervenire sull’eliminazione del limite della produzione di origine UE dei macchinari, nulla è stato fatto per estendere la platea dei beneficiari ai professionisti, tagliando fuori da questa misura intere categorie che svolgono un ruolo strategico nella vita del Paese e privandole della possibilità di accedere all’ammodernamento tecnologico dei propri strumenti.

ANC aveva a suo tempo segnalato, in occasione dell’approvazione della Legge di Bilancio 2026, la necessità di mettere mano ad una norma iniqua, che rende insostenibile l’innovazione, soprattutto per le piccole realtà.

“È una discriminazione che penalizza tutti i professionisti che, coerentemente alle logiche di uno sviluppo tecnologico al passo con il resto del mondo avanzato, vorrebbero dotarsi di attrezzature all’avanguardia ed ecosostenibili, per fronteggiare adeguatamente una concorrenza (anche estera) sempre più agguerrita” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel “Il Governo invece, ancora una volta, ignora il ruolo strategico che le professioni svolgono nel nostro Paese”.

“Ci auguriamo” conclude Cuchel”, che nel passaggio parlamentare del Decreto, ci sia modo di sanare quello che vogliamo pensare sia un errore e di allargare il perimetro dei beneficiari della misura, con l’inclusione esplicita dei professionisti”

 

ANC Comunicazione

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CS ANC 23.03.2026 –  DEPOSITO BILANCI AL RUNTS – ANC OTTIENE DAL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI LA LEGITTIMAZIONE PER GLI ESPERTI CONTABILI AL DEPOSITO DEI BILANCI DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE

COMUNICATO STAMPA 

 DEPOSITO BILANCI AL RUNTS

ANC OTTIENE DAL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI LA LEGITTIMAZIONE PER GLI ESPERTI CONTABILI AL DEPOSITO DEI BILANCI DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE

Roma, 23 marzo 2026 – È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2026 il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dello scorso 13 gennaio che apporta delle modifiche in materia di definizione delle procedure di iscrizione degli enti, delle modalità di deposito degli atti e delle regole per la predisposizione, la tenuta e la conservazione del Registro unico nazionale del Terzo Settore – RUNTS.

Il decreto appena pubblicato implementa il regolamento di funzionamento del Runts, emanato attraverso il DM 106/2020. Tra le novità, la più importante riguarda la legittimazione degli Esperti Contabili al deposito dei bilanci, ottenuta intervenendo sull’articolo 20 comma 1 lettera c) che finora consentiva il deposito ai soli iscritti alla sezione A dell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili: la norma adesso riconosce, finalmente, la giusta competenza professionale agli Esperti Contabili, iscritti alla sezione B.

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime piena soddisfazione per questo provvedimento che mette fine a un’ingiustizia nei confronti di una categoria di professionisti.

“Questo risultato” spiega il Presidente ANC Marco Cuchelè frutto di un intenso lavoro avviato da tempo dalla Commissione Terzo Settore di ANC, presieduta dal collega Simone Boschi, il cui impegno ha favorito una interlocuzione con il Dipartimento per le Politiche Sociali e del Terzo Settore presso il Ministero del Lavoro, diretto dal Dott. Alessandro Lombardi, che l’Associazione ringrazia per aver preso atto di una evidente criticità della norma esistente e fatto sì che fosse superata”.

Agli Esperti Contabili è riconosciuta la competenza per il deposito dei bilanci societari al Registro delle Imprese, è evidente quindi che non c’era alcuna ragione per impedire loro di svolgere adempimenti analoghi presso il Registro del Terzo Settore. Questo successo rappresenta il giusto riconoscimento professionale anche per gli Esperti Contabili, sulla cui competenza non ci sono stati mai dubbi.

“Si tratta” conclude Cuchel “di un nuovo risultato conseguito dall’ANC, che testimonia la sua concreta vicinanza a tutti gli iscritti all’Ordine, che hanno pari dignità professionale, risultato per il quale è stato determinante il contributo apportato dalla nostra Commissione Terzo Settore, che ringrazio per il prezioso lavoro svolto”.

Comunicazione ANC

CS_23.03.2026 Desposito bilanci RUNTS

CS ANC 19.03.2026 – RIFORMA GIUSTIZIA TRIBUTARIA

COMUNICATO STAMPA 

 ANC CONTRARIA ALLA RIDUZIONE DEL NUMERO DELLE CORTI DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA

LA NUOVA GEOGRAFIA SIA COMUNQUE DEFINITA CON UN PROCESSO DI RAZIONALIZZAZIONE GRADUALE E GUIDATO 

Roma, 19 marzo 2026 – La recente decisione del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria in materia di accorpamento delle Corti di giustizia, un punto questo centrale della riforma del sistema, è nel segno della cautela, scelta quanto mai opportuna su un aspetto così determinante per il funzionamento della giustizia fiscale e per il rapporto con i cittadini contribuenti.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, in diverse occasioni, ha espresso forti perplessità e preoccupazione su alcuni dei contenuti della riforma della giustizia tributaria, compreso quello riguardante la riorganizzazione della geografia delle Corti tributarie, tema rispetto al quale l’Associazione ha avuto modo di esprimere la sua posizione di contrarietà.

L’Associazione infatti ritiene che la riduzione del numero delle Corti tributarie sia un intervento in grado di penalizzare professionisti e contribuenti.

“ANC” spiega il Presidente Marco Cuchel “è contraria all’dea che si possano fare tagli generalizzati, una riorganizzazione meramente numerica e non funzionale del sistema, con il rischio di rendere complicato l’accesso alla giustizia tributaria, in evidente violazione dei principi costituzionali.

L’indicazione che viene dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria appare chiara: no al taglio immediato delle sedi, la nuova geografia delle Corti di giustizia deve potersi realizzare attraverso un processo di razionalizzazione graduale e guidato.

“In ordine alla riforma, per ANC“ conclude il Presidente Cuchel “resta comunque prioritaria la garanzia dei principi di imparzialità, terzietà e indipendenza degli organi giudicanti, ragione per la quale, nel rispetto del dettato costituzionale (art. 111 comma 2), l’Associazione ribadisce la necessità del superamento della dipendenza organizzativa delle Corti tributarie dal MEF, prevedendo che la gestione e l’organizzazione delle dotazioni dei giudici tributari siano affidate esclusivamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 Comunicazione ANC

CS_19.03.2026 Giustizia Tributaria

CS 13.03.2026 –  ASSICURABILITÀ DELLE SANZIONI DIRETTE – NECESSARIO UN INTERVENTO DEL LEGISLATORE

COMUNICATO STAMPA

 ASSICURABILITÀ DELLE SANZIONI DIRETTE – NECESSARIO UN INTERVENTO DEL LEGISLATORE

Roma, 13 marzo 2026 – L’Ordinanza della Cassazione n. 5635 del 12 marzo 2026, nello stabilire la responsabilità di un professionista e relative sanzioni a suo carico, in un caso di non dovuta deducibilità di costi a carico di una ditta individuale, mette in luce, nuovamente, l’annosa questione relativa alle responsabilità del professionista, regolate dalla L. 492/1997, in vigore dal 1 aprile 1998 .

“Non possiamo e non vogliamo entrare nello specifico della decisione” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel “tuttavia, rileviamo che, ancora una volta, è necessario accendere un faro sul problema della non assicurabilità delle sanzioni dirette di natura fiscale applicate ai professionisti, che pone gli stessi in una situazione di disparità rispetto, ad esempio, ai manager e agli amministratori di società, nonostante la previsione del Decreto 269/2003, secondo cui è chiamato a rispondere delle sanzioni il soggetto giuridico che trae beneficio dall’eventuale violazione”

“L’Associazione Nazionale Commercialisti conduce da anni una battaglia pressoché solitaria su questo tema, attraverso interlocuzioni con rappresentanti del Governo e del Parlamento nel corso delle diverse legislature, promozione di interrogazioni,  proposte di emendamenti e testi di legge” prosegue Cuchel “In particolare, negli ultimi anni, abbiamo portato all’attenzione del Viceministro MEF Maurizio Leo la necessità di modificare la norma relativa all’irrogazione delle sanzioni dirette al professionista o, in alternativa,  di intervenire sul codice delle assicurazioni, consentendo al professionista di assicurarsi e di non mettere a repentaglio il proprio patrimonio personale. Siffatte modifiche andrebbero anche a vantaggio dello Stato, mettendo al sicuro gli importi eventualmente dovuti in caso di sinistro, esattamente come avviene con l’assicurazione per la responsabilità civile”.

“Stupisce” conclude Cuchel “che su temi così importanti e vitali per noi e per la nostra serenità professionale e familiare, vi sia un assoluto quanto eloquente silenzio da parte di tutti, soprattutto da parte di chi, istituzionalmente, dovrebbe presidiare sulle prerogative che lo Stato prevede per la professione. Il problema dell’assicurabilità delle sanzioni dirette meriterebbe di essere in cima all’agenda di chi si occupa di categoria, poiché riguarda la totalità dei colleghi e il quotidiano esercizio della professione”

Comunicazione ANC

CS_13.03.2026_Assicurabilità.docx

CS 12.03.2026 –  DDL 1434 SU TUTELA ANTICIPATORIA DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO, AUDIZIONE DELL’ANC IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO

COMUNICATO STAMPA

 DDL 1434 SU TUTELA ANTICIPATORIA DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

AUDIZIONE DELL’ANC IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO

 Roma, 12 marzo 2026 – L’Associazione Nazionale Commercialisti è stata audita oggi dalla Commissione Giustizia del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge in materia di tutela anticipatoria della crisi da sovraindebitamento.

Sono intervenuti in audizione la Vicepresidente Miriam Dieghi e il Consigliere Giovanni Augello dell’ANC che hanno evidenziato l’importanza di un provvedimento riguardante un tema di particolare rilevanza sociale ed economica, rispetto al quale l’Associazione ha presentato delle proposte di modifica, volte a migliorare e rendere ancora più efficace l’intervento del Legislatore.

Nel suo intervento la Vicepresidente ANC ha espresso la soddisfazione dell’Associazione nei confronti di una misura con la quale, finalmente, si può mettere in atto una prevenzione reale e perseguire un obiettivo di giustizia sociale. La vastità della platea destinataria del provvedimento, ha evidenziato la Vicepresidente Dieghi, con oltre 7 milioni di soggetti non fallibili (dato stimato nel 2023), testimonia la portata della misura che, evidentemente, non è solo di natura economica, ma costituisce un vero e proprio atto di salvaguardia della tenuta sociale del Paese.

Rispetto ai quattro punti principali alla base della norma, i cui obiettivi sono la prevenzione e  la protezione sociale dei soggetti più vulnerabili: Istituzione della piattaforma telematica “Debito sostenibile”Creazione di organismi di consulenza sul debito e relativo Fondo di sostegno  – Strumenti di tutela dell’abitazione principale  – Promozione del bilancio familiare come strumento di autovalutazione, il consigliere nazionale Giovanni Augello ha illustrato le linee di intervento proposte dall’Associazione.

  • L’art. 3 del provvedimento introduce una piattaforma che rappresenta uno strumento prezioso di autovalutazione, la produzione però di una certificazione di rating non può costituire un requisito per l’accesso al credito. Per ANC, infatti, è opportuno che la certificazione abbia solo finalità informative e di autovalutazione e che non possa, in alcun modo, sostituire o integrare la valutazione del merito creditizio, che resta di competenza degli intermediari (art. 124 bis TUB).
  • L’art. 5 del DDL prevede nuovi organismi di consulenza, tuttavia, esistono già degli organismi di composizione della crisi (OCC), vigilati e dotati di competenze tecniche specifiche. Al fine di evitare sovrapposizioni, costi aggiuntivi e confusione per gli utenti, è opportuno che le funzioni tecniche di consulenza siano affidate agli OCC, mentre le eventuali attività di supporto operativo e sociale siano svolte in convenzione con gli enti del Terzo Settore.
  • Ruoli distinti e coordinati per il Terzo Settore. Art. 6 e succ.  Gli enti del Terzo Settore svolgono un ruolo fondamentale di assistenza sociale e psicologica, non possono però essere chiamati a sostituire la consulenza tecnico‑giuridica. Nel testo si rileva un uso improprio del termine “consulenza”: in più articoli si attribuisce agli ETS attività di consulenza (finanziaria), che per Legge è riservata ai professionisti iscritti ad albi e società di consulenza finanziaria. Difatti l’articolo 6 della proposta di legge 1434 attribuisce agli enti del Terzo Settore “…l’erogazione di servizi di consulenza sul debito nel rispetto dei principi di cui all’articolo 3.”, legittimando gli stessi allo svolgimento di attività di consulenza finanziaria con la creazione di un apposito Registro (art. 9). Si ritiene che agli ETS dovrebbe essere riconosciuto un ruolo di “assistenza e accompagnamento” e non di consulenza tecnica. Gli enti del Terzo Settore devono essere valorizzati per le attività di assistenza sociale, psicologica e documentale, non possono sostituirsi ai professionisti e agli OCC, ai quali competono le valutazioni tecnico‑professionali.   La soluzione, a giudizio di ANC, è sopprimere l’art. 9 oppure limitarlo a un registro     separato, evitando sovrapposizioni e mantenendo chiara la distinzione tra  assistenza sociale (ETS) e consulenza finanziaria (professionisti abilitati).

L’Associazione, infine, propone l’introduzione di un articolo –  Art. 12 bis – con l’unico obiettivo di accrescere e migliorare l’adesione alle procedure. Con la legge di Bilancio 2025, è stato istituito “Il Fondo per l’Esdebitazione degli Incapienti”, progettato per garantire l’accesso alla procedura di esdebitazione per i debitori incapienti di cui all’art. 283 Codice della crisi, ovvero coloro che non hanno le possibilità economiche neppure per affrontare le spese procedurali. Attualmente però questo Fondo, che permette ai debitori meritevoli di ottenere la cancellazione dei debiti residui e di avere così una seconda chance, non è ancora decollato (pur essendo stato previsto un fondo di 500.000 euro per concedere contributi a tali debitori), non sono ancora state stabilite, infatti, le procedure di accesso da parte del Ministero della Giustizia.

La proposta di ANC è di introdurre un articolo che disciplini l’accesso al Fondo per l’Esdebitazione degli Incapienti direttamente e tramite gli OCC, per favorire così una maggiore adesione e quindi garantire una seconda possibilità ai soggetti più vulnerabili e privi di risorse.

ANC Comunicazione

Si allega il documento presentato da ANC in audizione.

CS 12.03.2026_Audizione ANC

ANC_Audizione DDL 1434_12.03.2026

 

CS ANC 11.03.2026 |  RIFORMA FORENSE – LE RASSICURAZIONI POCO RASSICURANTI DEL PRESIDENTE DE NUCCIO

COMUNICATO STAMPA

 RIFORMA FORENSE – LE RASSICURAZIONI POCO RASSICURANTI DEL PRESIDENTE DE NUCCIO

Roma, 11 marzo 2026

Ancor prima del diretto interessato, e cioè il Presidente del CNF Greco, il Presidente del nostro Consiglio Nazionale Elbano de Nuccio ha pensato bene, dopo il nostro comunicato di ieri, di precipitarsi tramite i suoi canali istituzionali a gettare secchiate d’acqua sul fuoco che si è acceso in questi giorni attorno alla questione dell’introduzione della riserva agli avvocati in materia di consulenza legale, tema che ha messo in apprensione molti rappresentanti delle professioni regolamentate.

A detta del nostro Consiglio Nazionale, non vi sono (come non ve ne sono mai) motivi per allarmarsi e la Categoria può dormire sonni tranquilli mentre va avanti il ddl sulla riforma della professione forense, visto che tale riforma contiene “una clausola di riserva di legge in favore delle professioni regolamentate: ferme restando le competenze attribuite dalla legge ad altre professioni regolamentate”. “Basta leggere attentamente” precisa de Nuccio tirando a tutti le orecchie.

E noi, diligentemente, andiamo a leggere e a cercare una norma che attribuisca la consulenza ad una o più professioni regolamentate, ma non la troviamo.

Chiediamo allora al Presidente di dirci lui a quali professioni è oggi riservata la consulenza.

È riservata ai commercialisti?

È riservata ad altri professionisti?

A noi sembra che la consulenza sia oggi attività libera e come tale svolta dai professionisti, come i Commercialisti, in possesso di specifiche competenze per esercitarla.

Per questo, la clausola di salvezza richiamata dal Presidente non trova applicazione nel caso della consulenza che, infatti, diventerà riservata in via esclusiva, agli avvocati dopo l’approvazione del ddl di riforma forense. E questo nel totale silenzio del Consiglio Nazionale che dovrebbe tutelare gli iscritti.

Il Presidente de Nuccio, a rafforzare la sua affermazione, aggiunge inoltre che “È ben evidente che l’ambito di disciplina riservato agli avvocati afferisce ad attività di consulenza legale, svolte in modo continuativo, sistematico, organizzato e dietro corrispettivo”.

Precisazione doverosa.

A questo punto, non ci resta che ringraziare gli avvocati (e il nostro Presidente che dà loro una mano) per lasciarci la possibilità di svolgere la consulenza, purché in forma gratuita.

Noi, nonostante tutto, siamo fortemente preoccupati, così come lo sono altre 23 professioni ordinistiche.

Comunicazione ANC

CS_11.03.2026_riforma forense.docx