CS ANC 16.06.2023 | SOSPENSIONE TERMINI ADEMPIMENTI PER MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA, UNA LEGGE CHIARA, NON SERVONO ATTIVITÀ INTERPRETATIVE  

COMUNICATO STAMPA

SOSPENSIONE TERMINI ADEMPIMENTI PER MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA

UNA LEGGE CHIARA, NON SERVONO ATTIVITÀ INTERPRETATIVE  

 Roma, 16 giugno 2023

La legge n. 234/2021 (art. 1, commi da 927 a 944) che ha introdotto dal 1° gennaio 2022 la nuova disciplina della sospensione dei termini relativi agli adempimenti tributari nei casi di malattia e infortunio del professionista ha sancito il riconoscimento anche per quest’ultimo del diritto alla salute, sanando un vuoto normativo che era divenuto intollerabile.

L’Associazione Nazionale Commercialisti è stata la sola ad intraprendere questa battaglia di civiltà, durata almeno due decenni con diverse proposte di legge sul tema, che ha permesso di conseguire un risultato storico per l’intera categoria, grazie ad una legge le cui disposizioni regolamentano in modo chiaro e definito la disciplina della sospensione dei termini per il professionista che si ammala o si infortuna gravemente, garantendone la piena applicazione a partire dalla sua entrata in vigore.

“Da subito” spiega il Presidente dell’ANC Marco Cuchel “la nostra urgenza è stata quella di assicurare alla categoria la conoscenza della norma per permetterne l’applicazione, ragione per la quale la nostra Associazione, appena dopo l’entrata in vigore del provvedimento, si è adoperata per informare le colleghe e i colleghi sia attraverso la pubblicazione di una breve guida sui contenuti della nuova disciplina con anche indicazioni pratiche per la sua applicazione, sia mediante l’organizzazione di iniziative formative dedicate all’argomento.

In questi giorni sulla stampa specializzata la legge è tornata in primo piano per quanto riguarda l’interpretazione di alcune sue disposizioni, sia da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (P.O n. 10 del 25 gennaio 2023 e P.O n. 76 del 12 giugno 2013) sia da parte dell’Agenzia delle Entrate (risposta a interpello n. 248 del 13 marzo 2023).

È singolare che questa esigenza interpretativa sia sopraggiunta solamente oggi, ad oltre un anno e mezzo dall’introduzione della disciplina, mentre invece all’inizio, quando sicuramente sarebbe stata utile ai professionisti e di certo più tempestiva, la stessa evidentemente non è stata avvertita.

“Oggi” sostiene il Presidente Cuchel “la legge non lascia molto spazio alle interpretazioni, per la cui applicazione conta unicamente che i professionisti ne conoscano i contenuti per potersi avvalere di un diritto che finalmente è stato loro riconosciuto”.

“Se in passato ci fosse stato” prosegue Cuchel “un impegno degli organismi istituzionali della categoria su un tema così importante probabilmente non avremmo dovuto attendere così tanto tempo per ottenere il riconoscimento del nostro diritto alla salute che è  costituzionalmente sancito,  e ora che il risultato è stato finalmente conseguito, ci aspettiamo che le energie di tutti siano impiegate per migliorare la norma, considerato che attualmente la disciplina interessa i soli adempimenti tributari, mentre invece è assolutamente necessario che siano ricompresi tutti gli altri adempimenti, civilistici e previdenziali, in capo al professionista”.

“Resta fondamentale” conclude Cuchel “che le colleghe e i colleghi conoscano questa norma e le tutele che la stessa prevede, noi come ANC continueremo come sempre a fare informazione sull’argomento e il nostro auspicio è che gli organismi istituzionali della categoria decidano anche loro di dedicare tempo e risorse ad iniziative che abbiano l’obiettivo di promuovere la conoscenza e quindi la corretta applicazione della norma da parte dei commercialisti”.

ANC Comunicazione

CS 16.06.2023_Sospensione termini malattia professionista

CS CONGIUNTO 15.06.2023 | VERSAMENTI A LUGLIO: UNA PROROGA A METÀ

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNICO – UNGDCEC

VERSAMENTI A LUGLIO: UNA PROROGA A METÀ

Roma, 15 giugno 2023

Con un comunicato stampa che precede, ma non si sa di quanto, la pubblicazione in Gazzetta del provvedimento normativo, il Mef informa di aver disposto per i soggetti ISA la proroga dei versamenti relativi alle imposte sui redditi, IVA e IRAP, rinviando la scadenza ordinaria al 20 luglio e lasciando la scadenza con maggiorazione al 31 luglio.

“Senz’altro si tratta di un provvedimento che attendevamo, frutto anche di interlocuzioni che risalgono a diverse settimane fa con vertici ministeriali (v. comunicato stampa del 19/05/2023)” dichiarano i presidenti delle Associazioni “e non possiamo non rallegrarci che quest’anno sia arrivato a una certa distanza dalla scadenza, diversamente dagli anni precedenti, segnale, questo, che vi è maggiore consapevolezza nei riguardi dei professionisti e del lavoro che svolgono. Tuttavia, una misura del genere, rivela tutta la sua inutilità di fronte ad un intasamento generale di scadenze e adempimenti che rendono impossibile la vita di noi commercialisti. Stabilire la proroga al 20 luglio, senza prevedere il conseguente scivolamento di trenta giorni della scadenza con maggiorazione non porta alcun beneficio operativo ai colleghi, i quali, vivono questo provvedimento come una beffa”.

“Dobbiamo inoltre rilevare” prosegue la dichiarazione congiunta” che il termine del 31 luglio non solo non è adeguato, ma non è neanche aderente alle vigenti norme. Il DPR 435/2001 art 17 comma 2 prevede, infatti, che i versamenti maggiorati dello 0,40 possono essere effettuati entro il trentesimo giorno successivo ai termini stabiliti al comma 1 (versamenti imposta sui redditi e IRAP). Un’eventuale deroga al termine fissato al comma 2 risulterebbe quanto mai ingiusta e mortificante, soprattutto in considerazione dell’esiguità del periodo concesso (dieci giorni) rispetto alla maggiorazione prevista”

Le Associazioni sostengono che non possa nemmeno essere addotta una motivazione legata a problematiche di gettito erariale, in quanto tutti gli anni è oramai prassi lo spostamento al 20 agosto. Ci si aspetta pertanto che il provvedimento ministeriale che seguirà il comunicato contenga anche la correzione di quanto nello stesso espresso, e che il cambio di passo che con soddisfazione abbiamo registrato nei mesi scorsi, relativamente ai rapporti e alle interlocuzioni della categoria con il MEF, faccia nuovi e più decisivi progressi verso una generale revisione di tutto il calendario fiscale, liberando contribuenti e professionisti dalla morsa delle scadenze estive.

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – UNAGRACO – SIC – UNGDCEC – UNICO

CS_Cong15.06.2023

 

Coordinamento Associazioni Commercialisti | Conferenza stampa Camera dei deputati 31.05.2023

Comunicato stampa

 Riforma fiscale e tutela dei diritti dei contribuenti. Il ruolo del commercialista

 Sala stampa Camera dei deputati

Roma, 31 maggio 2023

Si è da poco conclusa la conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, cui hanno partecipato le sigle sindacali dei commercialisti, non solo per presentare nostre proposte sulla delega fiscale, ma anche per portare all’attenzione della politica e delle istituzioni il disagio e le preoccupazioni della categoria sul futuro del proprio lavoro e, di conseguenza, sull’efficacia della tutela del contribuente.

Erano presenti, oltre alle associazioni, anche i Deputati Andrea De Bertoldi (FdI), Luciano D’Alfonso (PD), Emiliano Fenu (M5S), Federico Gianassi (PD), Alberto Luigi Gusmeroli (Lega), Luana Zanella (AVS).

I Presidenti delle sigle hanno dichiarato: “Noi commercialisti siamo la fondamentale giunzione tra il reddito e il gettito, i contributori decisivi dell’equilibrio e della crescita economica del Paese e come tali pretendiamo di essere ascoltati dalla politica e dalle istituzioni quando si tratta di legiferare in materia di fisco”

“Oggi, abbiamo avuto modo di rappresentare pubblicamente i punti che riteniamo imprescindibili per una corretta ripartenza dei rapporti tra fisco, professionisti e contribuenti, quali il riconoscimento del ruolo del commercialista, la ridefinizione dei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, la razionalizzazione nell’invio dei controlli automatizzati (evitando così l’invio di avvisi sbagliati), il rispetto dello Statuto del Contribuente in generale e sulle comunicazioni dei correttivi ISA in particolare, il NO all’estensione ai tributaristi della competenza ad apporre il visto di conformità, i ritardi nella pubblicazione del software per l’accesso al Credito di imposta Mezzogiorno 2023 e le politiche per la tutela e il rilancio della professione di commercialista”.

Di fatto quello che stiamo rappresentando è la comune difficoltà, ormai insostenibile, di noi commercialisti nello svolgere la nostra professione. Tale difficoltà va ad incidere su tutto il sistema economico nazionale, è pertanto necessario che qualcuno difenda questa professione anche da quelle che sono “aggressioni” esterne.

I suddetti punti sono stati articolati in un documento congiunto consegnato ai presenti e diffuso sui canali di comunicazione.

Nella legge delega per la riforma fiscale 2023, approvata dal Governo e il cui iter parlamentare è attualmente in corso, è necessario inserire una migliore tutela dei diritti dei contribuenti e la realizzazione concreta di un rinnovato rapporto dei cittadini con l’Amministrazione finanziaria, che valorizzi finalmente il ruolo dei professionisti economici in un sistema fiscale rinnovato alla radice.

ADC AIDC ANC ANDOC FIDDOC SIC UNAGRACO UNICO – UNGDCEC

CS_congiunto_31.05.2023

Il documento con le proposte presentato dalle Associazioni nazionali del Coordinamento 2N_DOCUMENTO_CONGIUNTO_CONF_STAMPA 31.05.2023.docx

GUARDA IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA

CS ANC 31.05.2023 |  ESTENSIONE PRECOMPILATA E CONSULENZA FISCALE AGENZIA ENTRATE 

COMUNICATO STAMPA

 ESTENSIONE PRECOMPILATA E CONSULENZA FISCALE AGENZIA ENTRATE 

UNA SCELTA FALLIMENTARE, A RISCHIO LA DEMOCRATICITÀ DEL SISTEMA

 Roma, 31 maggio 2023

Contenuta nella legge delega per la riforma fiscale, la scelta di puntare sulla dichiarazione precompilata anche per i redditi delle imprese e dei lavoratori autonomi trova conferma nell’atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale 2023-2025 firmato dal MEF e trasmesso al Senato il 23 maggio scorso.

“Fin dal suo debutto nel 2015 non abbiamo mai creduto nell’operazione precompilata” afferma Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti “e oggi nei confronti dell’intenzione del Governo di proseguire su questa strada prevedendo di estendere la precompilata praticamente a tutti i redditi non possiamo mancare di esprimere la nostra profonda contrarietà”.

“In questi anni” spiega il Presidente Cuchel “i dati che la dichiarazione 730 precompilata ha fatto registrare ci hanno dato ragione, evidenziando una percentuale di adesione da parte dei contribuenti interessati molto contenuta, a fronte delle importanti risorse che sono state investite dal Paese, con l’impegno quindi dell’intera collettività, sia sul piano economico sia sotto il profilo delle professionalità utilizzate, per mettere in piedi e far funzionare il sistema. Per l’anno 2021 su oltre 23 milioni di modelli predisposti sono stati poco meno di un milione quelli accettati e inviati senza modifiche”.

Anche la precompilata iva, che ha debuttato in via sperimentale lo scorso febbraio (periodo d’imposta 2022) per una platea di 2,4 milioni di partite iva, non sembra destinata a riscuotere un maggiore successo, anzi semmai il suo utilizzo può ritenersi di fatto nullo, se si considerano anche i registri iva precompilati il cui utilizzo è quasi inesistente e i cui errori, che non mancano neppure per lo stesso 730, sovente determinano danni erariali considerevoli.

Non c’è solamente il problema dei costi/benefici che dovrebbe essere comunque opportunamente considerato dal legislatore, a preoccupare c’è anche l’idea evidentemente distorta di semplificazione alla base di tutta l’operazione precompilata, che finisce per generare inutili complicazioni, che gravano sull’intera collettività.

Non si può prendere a pretesto la semplificazione per stravolgere la funzione e il ruolo dell’Amministrazione finanziaria, alla quale evidentemente non si può pensare di affidare l’attività di consulenza a favore del cittadino contribuente, nei confronti del quale alla stessa sono delegate le attività di controllo e di accertamento.

“Non si tratta di un aspetto di poco conto” spiega il Presidente Cuchel “in questo caso, la distinzione e il rispetto dei ruoli sono alla base di un qualunque sistema fiscale che si possa definire improntato ai principi di democraticità e trasparenza”.

“Siamo convinti” conclude Cuchel “che alla stagione delle precompilate sia opportuno mettere fine, ciò di cui infatti i contribuenti, così come i professionisti che li assistono, hanno necessità non è di ricevere la dichiarazione pronta bensì di avere a disposizione tutti i dati che li riguardano e che sono in possesso dell’Amministrazione finanziaria. Solamente questa può essere la strada da percorrere per una vera compliance nel rispetto anche delle previsioni contenute nel PNRR”.

ANC Comunicazione

CS 31.05.2023 _Estensione precompilata

 

 

Visto di conformità ai tributaristi – Comunicato stampa ANC

COMUNICATO STAMPA 

VISTO DI CONFORMITÀ AI TRIBUTARISTI: UNA IMMOTIVATA CONCESSIONE

 

Roma, 23 maggio 2023.  “Come categoria siamo preoccupati e amareggiati”. Questo il commento di Marco Cuchel, Presidente ANC, a seguito del parere favorevole dato dal Governo sull’odg presentato dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, che impegna lo stesso Governo ad estendere ai tributaristi (ex legge 4/2013) la competenza ad apporre il visto di conformità.

L’adempimento oggetto del parere è una competenza delicata, che tutela la collettività da abusi e frodi e che non può essere attribuita a soggetti non ordinistici, che non hanno gli stessi requisiti dei professionisti iscritti in Albi e non sono sottoposti agli stessi obblighi a alla stessa vigilanza” prosegue Cuchel. “L’apposizione del visto è un atto del tutto assimilabile all’asseverazione del professionista tecnico, competenza strettamente riservata agli iscritti agli ordini professionali e non si vede perché la corrispettiva certificazione dei crediti d’imposta debba invece essere affidata al di fuori della sfera ordinistica. “Un allargamento del genere contribuisce a svuotare di significato l’appartenenza ad un ordine professionale, sminuisce il valore della tutela della fede pubblica e disorienta il contribuente, il quale, in questo modo, ha ancora meno possibilità di capire chi sia il soggetto al quale sia affida e in quale modo lo Stato vigila sul rapporto che tra loro si instaura”.

Non siamo contro chi opera a norma di legge al di fuori dell’ordine professionale, lo andiamo ribadendo da anni” conclude il Presidente “ma riteniamo anche, sempre da molti anni, che sia necessario mettere mano alla regolamentazione del mercato, laddove si sostanziano pericolose sovrapposizioni di medesime competenze attribuite a professionisti appartenenti ad ordini professionali e soggetti non ordinistici”.

ANC Comunicazione

CS_23.05.2023_VistoConf

CS ANC 19.05.2023 | DECRETO MODIFICHE ISA,STATUTO DEL CONTRIBUENTE DISATTESO, OCCORRE SPOSTARE LA SCADENZA DEL 30 GIUGNO

COMUNICATO STAMPA

DECRETO MODIFICHE ISA

STATUTO DEL CONTRIBUENTE DISATTESO, OCCORRE SPOSTARE LA SCADENZA DEL 30 GIUGNO

Roma, 19 maggio 2023

È stato pubblicato in GU lo scorso 16 maggio il decreto del Viceministro del MEF sui correttivi anticrisi agli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) 2023 per il periodo d’imposta 2022. La pubblicazione è decisamente tardiva, considerato che il decreto è del 28 aprile, che la Commissione degli esperti (articolo 9-bis, comma 8 del decreto legge 50/2017) si è espressa favorevolmente sull’introduzione dei correttivi il 6 aprile, e che le software house non metteranno in linea gli aggiornamenti prima di lunedì prossimo.

In calendario però al 30 giugno c’è il termine per i pagamenti delle imposte da parte dei soggetti per i quali è prevista l’applicazione degli indici ISA, ciò significa, come ben evidenziato nei giorni scorsi dalla testata Italia Oggi, che la norma dello Statuo del contribuente (articolo 3, comma 2 legge 212/2000), in forza della quale le disposizioni tributarie devono prevedere adempimenti a carico del contribuente con scadenza non inferiore ai 60 giorni dalla data della loro entrata in vigore, è ancora una volta disattesa.  

“Sappiamo purtroppo” afferma Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti “che lo Statuto del Contribuente è una legge tra le più disapplicate del nostro ordinamento, anche in questa circostanza, pertanto, ci rivolgiamo al MEF affinché intervenga per disporre lo spostamento del termine al 20 luglio, senza la maggiorazione dello 0,40%, assicurando così il pieno rispetto dello Statuto del contribuente”.

“Abbiamo avuto segnali incoraggianti” conclude il Presidente Cuchel “per quanto riguarda la possibilità come professionisti economici di avere un dialogo nuovo con la politica e le istituzioni, e ci aspettiamo quindi che la nuova stagione prospettata trovi anche corrispondenza nei fatti”.

ANC Comunicazione

CS 19.05.2023_Modifiche indici ISA