LETTERA APERTA ALLE COLLEGHE E AI COLLEGHI

L’adesione del CNDCEC a Formez PA

Opportunità o rischio di attenuazione dell’autonomia istituzionale?

 

Roma, 4 maggio 2026

Care Colleghe e cari Colleghi,

la richiesta di adesione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili a Formez PA, del novembre scorso con relativa ammissione con decorrenza gennaio 2026, nonché il primo affidamento già disposto in favore di tale organismo secondo il modello dell’in house providing, meritano, a parere dell’Associazione Nazionale Commercialisti, una riflessione ampia.

Non si tratta di contestare aprioristicamente una scelta che potrebbe, in via di principio, presentare profili di utilità sul piano della formazione, dell’innovazione amministrativa e del supporto tecnico-istituzionale, si tratta, piuttosto, di interrogarsi se tale adesione sia pienamente coerente con la funzione del Consiglio Nazionale quale ente esponenziale di una professione ordinistica, chiamato a rappresentarne gli interessi con autonomia, indipendenza e capacità critica.

Un dato che non può essere considerato marginale è che Formez PA è un organismo in house, sottoposto al controllo, alla vigilanza e ai poteri ispettivi della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È stato altresì affermato che tale attività di controllo può estendersi alle amministrazioni associate (cfr. parere del Consiglio di Stato Numero 00883/2019 del 21/03/2019 su quesito ANAC prot. n. 0080298). Non riteniamo che questo sia un elemento trascurabile; esso pone, infatti, una questione che va oltre la mera convenienza operativa, ovvero se sia pienamente coerente con il ruolo di un ente rappresentativo di una professione ordinistica partecipare stabilmente a un organismo la cui governance e il cui controllo risultano strutturalmente collocati all’interno di un’orbita governativa.

Le professioni ordinistiche non sono articolazioni della pubblica amministrazione. Collaborano con le istituzioni ma non coincidono con esse e devono conservare l’autonomia di giudizio, l’indipendenza funzionale nonché la capacità di assumere, quando necessario, posizioni anche critiche nei confronti degli apparati pubblici.

In questo quadro, l’adesione del CNDCEC a una struttura come Formez PA solleva interrogativi che non appaiono eludibili nelle ipotesi che la partecipazione a un sistema soggetto a controllo governativo possa generare forme, anche solo indirette, di condizionamento istituzionale e altresì se tale collocazione possa incidere, anche sul piano della percezione interna o esterna, sull’indipendenza del Consiglio Nazionale nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali e altri apparati amministrativi già associati a Formez Pa.

Un ulteriore elemento di riflessione discende dal fatto che il CNDCEC dispone già di una propria struttura in house, la Service CNDCEC, istituita proprio per supportare attività strumentali e operative connesse alle funzioni del Consiglio Nazionale.

In tale contesto, appare legittimo interrogarsi su quali siano le ragioni per le quali, a fronte di affidamenti verso Formez PA, non si sia ritenuto di valorizzare prioritariamente una struttura interna, provvedendo a rafforzare gli eventuali punti critici in termini di capacità tecniche e organizzative.

Il profilo osservato non è di tipo meramente gestionale, bensì relativo all’impiego delle risorse dell’Ente, alla coerenza delle scelte organizzative e al rafforzamento del modello di autonomia operativa del Consiglio Nazionale. Decisioni di tale portata incidono sul posizionamento istituzionale del Consiglio Nazionale e, per esso, dell’intera categoria.

Per questa ragione, appare quantomeno opportuno interrogarsi se le valutazioni compiute dalla governance della categoria non avrebbero meritato un confronto preventivo ampio, una indispensabile trasparenza sulle finalità perseguite, nonché una chiara rappresentazione dei benefici attesi, invece che il suo rimanere nel totale silenzio d’informazione, non trattandosi di scelte che riteniamo possano essere state meramente tecniche, ma che riverberano effetti incidendo sul modello di rappresentanza della professione. Con rammarico invece abbiamo osservato come la notizia sia rimasta nel totale silenzio, non essendo stata resa nota agli Ordini Territoriali e ancor meno agli iscritti.

Un altro profilo di non minor rilievo è la natura vincolante delle decisioni assembleari.

Lo Statuto di Formez PA, infatti, all’art. 9 prevede che le deliberazioni dell’Assemblea siano “vincolanti” per tutti gli associati, anche se assenti o dissenzienti. Non v’è dubbio che si tratti di una previsione particolarmente incisiva, poiché implica che l’adesione non si esaurisca in una mera collaborazione ma comporta che l’inserimento in un ordinamento associativo, nel quale le decisioni sono adottate da un organo a prevalente composizione pubblica, possano produrre effetti vincolanti anche per il socio, anche se non concorde.

Da qui discende a valle un interrogativo ulteriore: quanto è coerente, con l’autonomia dell’ente esponenziale della professione, l’appartenenza a una struttura in cui decisioni non condivise possano comunque vincolarlo?

È opportuno rilevare che fra i soci di Formez Pa si annoverano, oltre alla quasi totalità dei Ministeri, anche l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione, rispetto alle quali andrebbe custodita e preservata una totale autonomia piuttosto che attuare una condivisione statutaria o una logica di appartenenza.

Il tema di fondo è se la rappresentanza di una professione si rafforzi avvicinandosi ai centri del potere amministrativo, oppure, mantenendo una distanza funzionale da quest’ultimi, al fine di garantire autonomia e libertà; e ancora, se l’esternalizzazione di funzioni verso organismi partecipati rafforzi o indebolisca la capacità del Consiglio Nazionale di esercitare un ruolo pienamente autonomo.

Sono tutte riflessioni che, si ribadisce, non intendono esprimere un giudizio preconcetto, auspicando che il vertice della categoria chiarisca, seppur largamente ex post, le ragioni e i benefici di detta partecipazione, decisa in piena riforma ordinamentale.

Sono questi interrogativi che ANC ritiene doveroso porre in luce, poiché attengono a un principio che precede ogni valutazione di opportunità: l’indipendenza dell’istituzione professionale, principio che non solo va osservato, ma anche preservato nelle diverse relazioni che si allacciano e si intrattengono con enti e istituzioni.

Un cordiale saluto.

Marco Cuchel – Presidente ANC

64_Lettera aperta alla categoria

 

 

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