31 luglio 2019 – Il Presidente ANC interviene sui temi del fisco alla trasmissione radiofonica “Un Giorno Speciale” in onda su Radio Radio.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
DECRETO CRESCITA E INCENTIVI ASSUNZIONE GIOVANI
ERRORE ESCLUDERE I PROFESSIONISTI, CHIEDIAMO CHE IL PROVVEDIMENTO SIA SANATO
Roma, 2 agosto 2019
I Presidenti delle Associazioni ADC e ANC, Enzo De Maggio e Marco Cuchel, hanno scritto oggi al Ministro dell’Economia Giovanni Tria per richiamare l’attenzione sull’immotivata esclusione dei professionisti dalla misura introdotta dal Decreto Crescita ( art. 49 del DL 34/2019 convertito in Legge 58/2019), che prevede incentivi per le assunzioni di giovani diplomati.
L’incentivo, sotto forma di parziale esonero dal versamento dei contributi previdenziali, è infatti riservato, a partire dall’esercizio finanziario 2021, esclusivamente ai “titolari di reddito d’impresa”, precludendo quindi ai commercialisti la possibilità di beneficiare della nuova agevolazione introdotta.
Nella lettera indirizzata al Ministro, si evidenza come a livello europeo impresa sia “qualsiasi entità che svolga attività economica a prescindere dalla sua natura giuridica”, con una equiparazione tra imprese e professioni intellettuali. Diversamente, “l’Italia – scrivono ADC e ANC – ancora non ha fatto propria questa concezione e persiste nel tracciare nettamente il divario tra due soggetti economici che contribuiscono, entrambi, alla formazione del PIL nazionale, versano le imposte nelle casse dello Stato e concorrono alla creazione di occupazione.”.
Si palesa – a giudizio delle due Associazioni – un mancato riconoscimento della complessità organizzativa, manageriale e produttiva che caratterizza gli studi professionali e “sembra quasi che la scelta di essere liberi professionisti escluda da incentivi e agevolazioni, e che le Istituzioni rivolgano la loro attenzione ai commercialisti esclusivamente quando necessitano di avvalersi delle loro competenze per l’acquisizione di dati e informazioni.”.
ADC e ANC chiedono al Ministro dell’Economia che il provvedimento normativo sia sanato includendo i professionisti nella platea dei soggetti beneficiari del nuovo incentivo.
ADC – ANC Comunicazione
Comunicato Stampa ADC-ANC 02.08.2019 – Lettera Ministro Economia
Lettera Ministro Tria_Incentivi Decreto Crescita
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
INDICI ISA AVANTI TUTTA
PER IL MINISTRO TRIA NON ESISTE ALCUN PROBLEMA
Roma, 1° agosto 2019
Per imprese e professionisti, da mesi alle prese con il rompicapo ISA, sono state sicuramente una doccia fredda le parole del Ministro dell’Economia Giovanni Tria il quale ha sostenuto che con gli Isa si va avanti senza ripensamenti, che gli stessi sono stati definiti con la collaborazione delle categorie economiche e che una loro applicazione depotenziata significherebbe, di fatto, penalizzare i contribuenti virtuosi e favorire i soggetti fiscalmente meno affidabili.
Da tempo i commercialisti denunciano una condizione di indeterminatezza che diventa ogni giorno più ingestibile. Il susseguirsi infatti delle nuove versioni del software rilasciate dall’Agenzia delle Entrate, l’ennesimo aggiornamento è la versione 1.0.5 del 31 luglio scorso, non permette di avere certezza dei punteggi elaborati, con calcoli da rifare da capo ogni volta e risultati che si modificano.
Il Ministro non ha semplicemente deciso di ignorare gli allarmi lanciati dalla categoria, ha ignorato, ed è cosa ben più grave, quanto espresso da alcuni dei Garanti dei Contribuenti, i quali hanno rappresentato al Ministero le stesse preoccupazioni manifestate dalle Associazioni rispetto alla difficile applicazione degli ISA.
Per il Ministro tornare ai vecchi studi di settore sarebbe un passo indietro. E’ appena però il caso di far presente -tengono a precisare i Presidenti ADC e ANC, Enzo De Maggio e Marco Cuchel, – che non abbiamo mai chiesto di tornare agli studi di settore mentre è stata chiesta semplicemente la disapplicazione per il 2018 vista l’inadeguatezza di questo strumento, le cui conseguenze non si possono far pagare alle imprese e ai professionisti intermediari.
Il richiamo fatto dal Ministro alle semplificazioni contenute nel Decreto Crescita è privo di fondamento e se vogliamo anche poco rispettoso della professionalità degli addetti ai lavori. A dispetto del quadro delineato dal Ministro, è di estrema gravità dover prendere atto che, considerata la scadenza del 30 settembre, purtroppo quando si materializzeranno sia le circolari esplicative sia i nuovi aggiornamenti si dovrà registrare l’ennesima violazione dello Statuto del Contribuente, con il mancato rispetto del termine previsto dei 60 giorni.
La straordinarietà della proroga dal 30 giugno al 30 settembre 2019 per il versamento delle imposte dovute dai contribuenti soggetti agli ISA, con le conseguenti ripercussioni sul gettito fiscale, è sufficiente di per sé a dare la misura della gravità della condizione attuale.
Con la pausa agostana e la scadenza del 30 settembre alle porte, nonostante l’inspiegabile ottimismo del Ministro dell’Economia, per imprese e professionisti il funzionamento degli indici ISA continua ad essere costellato di interrogativi, nell’attesa che il Governo decida prima o poi di prendere coscienza del problema e di intervenire per risolverlo.
ADC – ANC Comunicazione
Comunicato Stampa ADC-ANC 01.08.2019 – Interrogazione Ministro su indici ISA
RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli relativi alla nota diffusa dalle due Associazioni.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
INDICI ISA E L’INADEGUATEZZA DELLE INDAGINI PRESUNTIVE
URGONO MISURE NUOVE PER UN FISCO DIVERSO
Roma, 30 luglio 2019
Con gli indici ISA si inaugura la nuova era delle indulgenze tributarie a pagamento e i benefici fiscali, che cittadini e imprese hanno la possibilità di avere riconosciuti, sebbene siano stati in precedenza già introdotti, poi in seguito negati, adesso sono proposti come nuovi traguardi da raggiungere.
Per ADC e ANC è discutibile la scelta del legislatore di introdurre la possibilità di godere di un regime fiscale premiale non perché si sia tenuto un comportamento virtuoso ma semplicemente perché lo si può “comprare”; una scelta che preoccupa se solo si pensa che il sistema fiscale dovrebbe essere ispirato ai principi di giustizia, equità e trasparenza.
Gli Isa sono purtroppo la prova che a tutt’oggi, nonostante gli annunci, ciclicamente ripetuti, di inversioni di rotta all’insegna della compliance fiscale, il rapporto tra Fisco e Contribuente è ancora lontano da una condizione di equilibrio e di reciproca fiducia.
Il secondo comma dell’art. 4 della nostra Costituzione afferma che “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”, non è possibile però immaginare che oggi, nel nostro Paese, debba essere un software a “giudicare” le attività economiche dei cittadini.
Abbiamo imparato che l’economia reale non è affatto quella che scaturisce dalle analisi presuntive di un software. In questi anni, con gli Studi di settore, abbiamo avuto prova di come queste analisi fossero sballate rispetto al dato reale: ogni anno i ricavi richiesti per la congruenza erano sempre crescenti, nonostante l’economia italiana fosse nel baratro (2008-2017).
Con rammarico dobbiamo rilevare che di questa esperienza non se ne è fatto tesoro e che neppure i moniti della giurisprudenza tributaria hanno trovato ascolto. Se prima quindi professionisti e imprese erano nelle mani di GERICO, oggi devono conquistare il punteggio ISA.
I contribuenti non sono fonti da cui attingere risorse, non possono neppure essere “geneticamente tutti uguali” quando devono dichiarare il proprio reddito. Nello stesso tempo, è improponibile che i contribuenti debbano ricevere un giudizio arbitrario da parte di un algoritmo, quando realizzano risultati economici non coerenti con le inferenze statistiche predeterminate degli ISA.
Gli Isa, a nostro avviso, hanno anche tradito lo scopo delle norma introduttiva (art. 7 bis DL 193/2016).
Il “favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili” si è tradotto in un velato e latente avvertimento: se non vai allo stesso passo degli altri potresti vederci attivare ed arrivare; al contrario se ti adegui senza battere ciglio, sei al pari dei primi della classe.
La traduzione pratica poi del principio sottostante “il rafforzamento della collaborazione tra i contribuenti e l’Amministrazione finanziaria”, è stato coniugato con:
Le entrate pubbliche dovrebbero fondarsi sulla reale capacità contributiva dei cittadini, quest’ultima frutto anche di politiche volte al miglioramento delle condizioni sociali, ponendo al centro gli interessi della collettività e del sistema Paese.
E’ di tutta evidenza che gli Isa non sono ancora pronti, poiché il software necessita di continue manutenzioni che rendono inattendibili tutti i risultati, compresi quelli già comunicati dai professionisti ai contribuenti assistiti. La versione dello scorso 19 luglio è infatti solo l’ultima, in ordine di tempo, degli aggiornamenti rilasciati dall’Agenzia delle Entrate, ma tale configurazione deve ancora essere del tutto acquisita dalle software house per l’adeguamento degli applicativi. Solo quando tutto sarà messo a punto, si potranno rifare i calcoli e comunicare i risultati definitivi.
Si determina così un clima di incertezza che di certo non giova alle imprese.
Siamo alle soglie della pausa estiva, e a settembre si dovrà fare di nuovo tutto, e considerato lo scenario ancora virtuale, sicuramente le sorprese non mancheranno.
Le Associazioni ADC e ANC ritengono sia urgente evidenziare all’attenzione delle Istituzioni questa realtà e che sugli Isa dovrebbe esserci un passo indietro, che favorisca il graduale e definitivo superamento delle analisi inferenziali affinché la certezza del diritto sia parte integrante del sistema tributario.
Alla luce di quanto sopra e anche sulla scorta delle riflessioni formulate dal Garante del Contribuente del Piemonte, le Associazioni ADC e ANC si rivolgono al Legislatore per chiedere una revisione del sistema tributario nel suo complesso, l’abbandono delle procedure di accertamento basate su software e indagini meramente presunte e l’istituzioni di tavoli tecnici attraverso i quali delineare nuovi strumenti fiscali che sappiano coniugare le legittime necessità dell’Amministrazione Finanziare con la certezza del diritto.
ADC – ANC Comunicazione
Comunicato stampa ADC-ANC 30.07.2019_definitivo
RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli relativi alla nota diffusa dalle due Associazioni.
Italia Oggi 31.07.2019_Indici ISA
ADC – ANC
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
CONSULTAZIONE FATTURE ELETTRONICHE
L’AGENZIA DELLE ENTRATE FA UN PASSO INDIETRO: LA SCELTA DEL CONTRIBUENTE DI ADERIRE O MENO RESTA LIBERA DA CONDIZIONAMENTI
Roma, 24 luglio 2019
Nelle ultime FAQ, pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate lo scorso 19 luglio, la n. 125 riportava espressamente che “La mancata adesione al servizio di consultazione rappresenterà un elemento di valutazione nell’ambito dell’attività di analisi del rischio condotta dall’Agenzia delle Entrate”.
Premettendo che non è in alcun modo in discussione la legittimità del potere accertativo dell’Agenzia e dell’adozione da parte della stessa di misure ritenute più idonee al conseguimento della regolarità fiscale di cittadini e imprese, la posizione enunciata nella predetta FAQ ha destato legittime perplessità (vedasi l’articolo di Italia Oggi del 23.07.2019 a firma di Andrea Bongi) poiché determinava un evidente condizionamento nei confronti di ciò che costituisce una libera scelta del contribuente, ossia di aderire o meno al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, senza che la mancata adesione possa determinare una maggiore esposizione all’attività di controllo dell’Agenzia.
E’ appena il caso di ricordare che la possibilità di aderire o meno al servizio di consultazione delle fatture elettroniche è stata riconosciuta ai contribuenti in forza delle prescrizioni dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali e che la condotta dell’Agenzia, prima che vi fosse la recente rettifica, andava nella direzione contraria a quella indicata dal Garante.
Le Associazioni ADC e ANC rilevano che la FAQ di cui sopra è stata così rettificata dall’Agenzia “La mancata adesione al servizio di “Consultazione” non rappresenterà di per sé un elemento di valutazione nell’ambito dell’attività di analisi del rischio condotta dall’Agenzia delle Entrate”.
Per i Presidenti ADC e ANC, Enzo De Maggio e Marco Cuchel, resta quindi salvaguardato il diritto del contribuente di scegliere in piena libertà, senza correre il rischio di poter essere considerato un soggetto potenzialmente non regolare per il fisco. Tuttavia, rispetto ad un punto di così estrema importanza che attiene all’esercizio del diritto alla riservatezza dei dati, oltre a rettificare la FAQ, sarebbe stata opportuna da parte dell’Agenzia, anche nel segno della stessa compliance fiscale che contraddistingue, o almeno dovrebbe, il nuovo rapporto con l’Amministrazione finanziaria, una nota specifica che desse piena evidenza ai contribuenti del cambiamento intervenuto, mentre invece si è preferito far passare questo cambio di linea sotto silenzio.
In ogni caso, ADC e ANC non possono che esprimere apprezzamento per la decisione dell’Agenzia, la quale evidentemente si è resa conto che la sua linea di condotta poteva compromettere, a danno dei contribuenti, il rispetto del Regolamento Generale sulla protezione dei dati.
ADC – ANC
Comunicazione
Comuncato Stampa ADC-ANC 24.07.2019 – Consultazione FE
RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli relativi la nota diffusa dalle due Associazioni.
ANC – CONFIMI INDUSTRIA
Nota congiunta
FATTURAZIONE ELETTRONICA DIFFERITA (A RETRODAZIONE CONSIGLIATA)
E GESTIONE DEL REVERSE CHARGE INTERNO
Roma, 18/07/2019. Con la circolare n. 14 del 17/6/2019 dell’Agenzia delle Entrate gli operatori possono tirare un sospiro di sollievo per l’ufficializzazione della possibilità di poter continuare, anche dal 1/7/2019, ad emettere/trasmettere le fatture elettroniche con data retro imputata. Qualche imbarazzo è stato avvertito in merito all’esemplificazione in cui la circolare (§ 3.1), pur richiamando espressamente la possibilità che la fattura riepilogativa differita possa essere inviata (anche) in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti dal 1° al 15° giorno del mese successivo, precisa che la valorizzazione del campo “data” va eseguita riportando quella dell’ultima operazione (ad esempio 28 settembre in una sequenza di operazioni datate 2, 10 e 28). A tal riguardo ci sentiamo di osservare che si tratta di una delle soluzioni possibili e che, per le fatture differite, non si intravedono (alle condizioni sotto citate) motivi ostativi alla possibilità di indicare come data anche quella dell’ultimo giorno del mese di effettuazione delle operazioni. Come spiegato anche in altro punto della circolare (§ 3.2) la nuova gestione della “data di emissione” richiede, infatti, una lettura coerente del nuovo impianto tecnico normativo in cui l’AdE ha (opportunamente) scelto di non introdurre nuovi campi al fine di gestire la possibile dicotomia (situazione diffusissima) fra data della (o delle) operazione e data di emissione (intesa come trasmissione) della fattura elettronica. L’impostazione che si può desumere dall’analisi del nuovo impianto è molto semplice: il campo data 2.1.1.3 assume il compito di individuare il momento di effettuazione dell’operazione (più genericamente potremmo parlare di “competenza” Iva) mentre di tener traccia della data di vera e propria emissione (rectius trasmissione), e quindi anche del termine ultimo oltre il quale la fattura sarebbe tardiva/omessa, se ne occupa (nell’interesse di tutti) il Sistema di Interscambio (SdI); tutto ciò senza travolgere l’operatività quotidiana nemmeno ai fini dell’annotazione nel registro vendite (si vedano le esemplificazioni nella nota che segue). In sostanza, fermo restando il rispetto[1] delle tempistiche di emissione (trasmissione) previste dall’articolo 21 comma 4 del d.P.R. n. 633/72, dall’analisi complessiva emerge che nulla osta, laddove sia ritenuto più agevole, alla possibilità di indicare nel campo data 2.1.1.3 una data anche diversa da quella di effettuazione dell’operazione o dell’ultimo d.d.t. (purché compresa fra il giorno di effettuazione ed il termine ultimo di emissione) e a condizione che le informazioni sul giorno di effettuazione (o il riporto degli estremi dei d.d.t. o equipollenti) siano comunque fornite nella fattura (ad esempio nella parte descrittiva o nella causale) ai fini del puntuale rispetto della nuova lettera g-bis del comma 2 dell’articolo 21 che è in vigore dal 1/7/2019.
Via libera quindi alla retrodatazione nel (precedente) mese di effettuazione (inteso secondo le regole Iva) che non solo è possibile ma, a giudizio di ANC e Confimi, è raccomandabile per evitare disallineamenti fra i dati correttamente gestiti dai contribuenti ai fini delle “Li.Pe.” e quelli che potrebbero diversamente essere interpretati dall’AdE se la fattura venisse datata (pur in perfetto rispetto dei termini e del dettato normativo) nei primi giorni del mese successivo[2]. Tale retrodatazione non va comunque operata laddove per l’operazione siano previsti termini speciali di emissione accompagnati anche dallo slittamento dell’esigibilità della relativa imposta (si pensi, ad esempio, alla fattura triangolare “super differita” oppure alle fatture emesse dalla sede centrale per le operazioni effettuate dalle filiali).
Chiarimenti si ritiene siano invece necessari (la circolare 14 non ha affrontato questo tema) per il funzionamento del principio dell’effetto sostitutivo della fattura in regime di Registratori Telematici; salvo eccezioni il nuovo regime, com’è noto, è obbligatorio dal 1/7/2019 per commercianti ed assimilati con volume d’affari 2018 superiore a € 400.000 e lo diverrà dal 1/1/2020 per i rimanenti.
Fra i vari temi affrontati nella circolare 14 in senso distensivo ci pare possano essere interpretate anche le precisazioni relative alla casistica del reverse charge interno da cui pare trovare implicita conferma la possibilità di continuare con una gestione anche alla “vecchia maniera” ossia senza che il cessionario/committente debba necessariamente trasmettere i dati dell’integrazione al SdI (in tal senso si è espressa lo scorso 28 giugno anche Assosoftware di cui si condividono le osservazioni).
Segue nota interpretativa dettagliata.
[1] Tanto in fatturazione differita, quanto (come vedremo con le esemplificazioni) in fatturazione immediata.
[2] Si vedano gli esempi n. 993 e n. 1002 in Tavola 1.
Comunicato ANC-CONFIMI 18.07.219_data-fattura-e-circolare-14AdE-interpretazioni
RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli riguardanti la nota diffusa dalle due Associazioni.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
PROROGA ISA AL 30 SETTEMBRE
BENE, MA LA SOLUZIONE OTTIMALE RESTA LA DISAPPLICAZIONE PER IL 2018
Roma, 17 giugno 2019
Per i Presidenti ADC Enzo De Maggio e ANC Marco Cuchel l’emendamento al decreto crescita che proroga al 30 settembre la presentazione degli indici ISA, il cui annuncio da parte del sottosegretario al MEF Massimo Bitonci si apprende oggi dalla stampa specializzata, costituirebbe, qualora lo stesso fosse approvato, un segnale importante di attenzione del Governo nei confronti delle richieste che le Associazioni hanno sostenuto, denunciando da subito le criticità degli ISA e le difficoltà di una loro corretta applicazione da parte di professionisti e contribuenti.
ADC e ANC, le prime ad aver denunciato al legislatore i ritardi e le difficoltà del nuovo sistema e ad aver chiesto un intervento urgente, pur apprezzando la decisione di differire la scadenza dell’adempimento, ritengono che sia opportuno prevedere per l’anno d’imposta 2018 la disapplicazione degli indici ISA, misura questa ancor più necessaria proprio in ragione della possibile proroga.
Lo slittamento del termine al 30 settembre, infatti, imporrebbe una rimodulazione delle scadenze per il pagamento del saldo imposte 2018 e degli acconti 2019, ciò per permettere alle aziende di disporre dello stesso numero di rate attualmente previsto ed evitare che i pagamenti siano concentrati in un arco temporale troppo esiguo, con conseguenti problemi di liquidità.
Per i Presidenti ADC e ANC, quindi, la sospensione dell’applicazione per il 2018 sarebbe la sola misura in grado di arginare pienamente i disagi fino ad oggi determinati dalle inefficienze dell’Amministrazione Finanziaria, una soluzione evidenziata anche nella lettera che le due Associazioni hanno indirizzato nei giorni scorsi ai Garanti del Contribuente, alcuni dei quali hanno reso noto di aver interessato sull’argomento le rispettive Direzioni Regionali dell’Agenzia delle Entrate.
ADC – ANC Comunicazione
Comuncato Stampa ADC-ANC 17.06.2019 – Proroga ISA
RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli relativi alla nota congiunta ANC-ADC.
Ansa Professioni 17.06.2019 – Proroga ISA
Fiscopiù 18.06.2019 – Proroga ISA
Le Associazioni ADC e ANC hanno indirizzo una lettera ai Garanti del Contribuente di tutte le Regioni per rappresentare le criticità dei nuovi indici ISA e chiedere un loro interessamento al fine di superare l’attuale condizione di difficoltà in cui versano i professionisti.
Di seguito pubblichiamo la lettera congiunta ADC – ANC indirizzata ai Garanti del Contribuente
Lettera ai Garanti del Contribuente_Indici ISA
Di seguito il comunicato stampa congiunto diffuso dalle Associazioni sulla lettera ai Garanti
Comuncato Stampa ADC-ANC 13.06.2019 – Lettera Garanti del Contribuente
RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli relativi alla nota diffusa dalle Associazioni.
Ansa Professioni 13.06.2019 – Lettera Garanti Contribuente
Fiscopiù 14.06.2019 – Lettera Garanti Contribuente
Di seguito il riscontro pervenuto da parte dei Garanti del Contribuente.
Garante Friuli Venezia Giulia applicazione ISA
Garante Contribuente del Piemonte
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
ISA: ADC E ANC SCRIVONO AL GOVERNO E CHIEDONO PROVVEDIMENTI
Roma, 31 maggio 2019
I Presidenti di ADC, Enzo De Maggio e ANC Marco Cuchel hanno scritto ieri al Presidente del Consiglio, ai due Vicepresidenti e al Ministro dell’Economia per chiedere un provvedimento urgente affinché, per l’anno d’imposta 2018, siano disapplicati i nuovi indici ISA, mantenendo gli studi di settore.
Tale richiesta si è resa necessaria a causa della latitanza, da parte dell’Agenzia delle Entrate, nel rilascio degli strumenti necessari per l’adempimento, quali il software di elaborazione e lo schema di specifica delega che il contribuente deve firmare al professionista.
“In qualità di rappresentanti sindacali di Categoria” scrivono De Maggio e Cuchel “non possiamo sottrarci dal nostro compito istituzionale di portare alla Sua pregiata attenzione un disagio diffuso e crescente dei commercialisti di fronte ad una situazione di totale ed imbarazzante incertezza, oltre all’impossibilità di dare risposte alle imprese che assistono”.
La preoccupazione delle Associazioni riguarda anche i costi aggiuntivi che i professionisti si sono visti caricare sulle già esorbitanti spese di mantenimento dei software, relative all’integrazione dei rispettivi gestionali con le nuove procedure, unica conseguenza tangibile, questa, di un annunciato e ancora non realizzato sistema di semplificazione, che comunque si presenta ancor più macchinoso e di difficile elaborazione rispetto al precedente.
Per scongiurare l’ennesimo caos che deriva dalla perdurante situazione di incertezza operativa, e che si aggiunge ai problemi legati alla fatturazione elettronica, si è arrivati alla paradossale situazione di dover chiedere il ritorno agli studi di settore, sistema che da sempre consideriamo inadeguato e inefficace.
Siamo arrivati al punto di dover scegliere il male minore, quando dovremmo cogliere le opportunità normative.
Chiariamo: non stiamo chiedendo aiuto, ma piuttosto offrendo le nostre competenze per giungere a normative e strumenti fiscali giusti e benefici per tutto il sistema Paese.
ADC – ANC Comunicazione
L’Associazione Nazionale Commercialisti ha commissionato una indagine sulle specializzazioni e sull’iniziativa pubblichiamo la pagina sul numero odierno del quotidiano Italia Oggi con l’intervista al Presidente Marco Cuchel sui risultati dell’indagine.