COMUNICATO STAMPA 18.11.2020 – RINVIO SCADENZE ADEMPIMENTI

COMUNICATO STAMPA

 RINVIO SCADENZE ADEMPIMENTI E SALVAGUARDIA MISURE “PACE FISCALE” 2019

URGENTE L’INTERVENTO DEL MEF 

Roma, 18 novembre 2020

Anche l’attività degli studi professionali è messa a dura prova dalla pandemia. Sono molti infatti quelli che si trovano nell’impossibilità di svolgere il proprio lavoro, una condizione dovuta al contagio che colpisce in prima persona il professionista e/o suoi collaboratori, oppure alle misure di isolamento fiduciario che limitano comunque pesantemente l’operatività dello studio.

“Senza contare – spiega il Presidente ANC Marco Cuchel – che in questi mesi il carico di lavoro per i professionisti continua ad essere particolarmente pressante, con i tanti adempimenti legati all’emergenza Covid-19 che interessano lavoratori e imprese.”.

La scadenza del 30 novembre per la presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi non può non tenere conto della situazione emergenziale del Paese, che impatta sulla possibilità per gli studi professionali di svolgere gli adempimenti secondo il calendario fiscale, rispetto al quale occorre necessariamente intervenire in funzione della condizione straordinaria che stiamo vivendo.

Di fronte al disagio della categoria che cresce ogni giorno e a difficoltà che sono oggettive è opportuno prevedere lo slittamento almeno al 31 dicembre, insieme alla dichiarazione IMU, della scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, considerando quanto già disposto per la dichiarazione 770, la quale è stata oggetto di proroga al 10 dicembre.

Il 10 dicembre inoltre scadono i termini per il pagamento delle rate 2020 della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, rimasti esclusi dalla sospensione fino al 31 dicembre che il DL 129/2020 (Decreto Riscossione) ha disposto per l’attività di riscossione e dei pagamenti relativi alle cartelle esattoriali, agli avvisi di accertamento dell’Agenzia Entrate e agli avvisi di pagamento Inps. Il rischio è di vedere compromesse le due misure della “pace fiscale” del 2019 (rimaste ad oggi fuori da provvedimenti di proroga e sospensione), dato che molti contribuenti potranno non dare seguito ai pagamenti perché in difficoltà e perderanno di conseguenza le previste agevolazioni.

Come se non bastasse, a fine anno scadono le deleghe acquisite dai professionisti per l’accesso al portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate per conto dei clienti. Le deleghe per la fattura elettronica infatti, diversamente da quelle per il cassetto fiscale che durano 4 anni, hanno la validità di due anni e quindi sono prossime alla scadenza. È evidente quanto sia difficoltoso oggi per i professionisti, anche in ragione delle limitazioni negli spostamenti nelle diverse Regioni, dover acquisire il rinnovo della delega di tutti i clienti, che dovranno recarsi negli studi per la firma. Anche in questo caso, è opportuno disporre una proroga della validità delle attuali deleghe per il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate almeno fino al 30 giugno 2021, consentendo quindi il rinvio del loro rinnovo.

Rispetto a tali situazioni si chiede al MEF di intervenire con urgenza per disporre sia lo slittamento almeno al 31 dicembre del termine per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, sia la sospensione del termine del 10 dicembre per la rottamazione-ter e del saldo e stralcio, nonché la proroga della validità delle deleghe per l’accesso al portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.

ANC – Comunicazione

CS ANC 18.11.2020_Rinvio scadenze fiscali

 

COMUNICATO STAMPA ANC 16.11.2020 – SOSPENSIONE VERSAMENTI INPS

COMUNICATO STAMPA

EMERGENZA COVID – PER LE SOSPENSIONI DEI VERSAMENTI INPS AZIENDE E PROFESSIONISTI SONO IN BALÌA DELLE CIRCOLARI IMPAZZITE

 

Roma, 16 novembre 2020

Oggi, giorno di scadenza per il versamento dei contributi Inps, i professionisti assieme alle loro aziende clienti, si trovano a fare i conti con un sistema di comunicazione contraddittorio e incoerente, che parte dalla difficoltà interpretativa dei decreti e arriva alle circolari Inps le quali, invece di semplificare e chiarire, contribuiscono a gettare i contribuenti e i loro intermediari nella confusione e nello sconforto.

Il 12 novembre l’Inps ha rilasciato una circolare (128) nella quale si comunicava la sospensione dei versamenti per i soggetti che operano nelle zone rosse e arancioni. Il giorno successivo (venerdì 13, pertanto ad un giorno lavorativo dalla scadenza) tale disposizione viene sostituita, prevedendo con nuova circolare (129) la sospensione per le sole zone rosse che, oltretutto, rimangono quelle indicate nella circolare e non ricomprendono tutte quelle che al giorno della scadenza si trovano indicate come rosse per effetto dell’ordinanza ministeriale dello stesso 13 novembre.

“Concordiamo pienamente con quanto evidenziato dall’Ancl nel comunicato stampa di sabato scorso” dichiara il Presidente Cuchel “e ci uniamo nell’esprimere, ancora una volta tutto il disagio dei professionisti che assistono le aziende, le quali in questo momento chiedono certezze, così come noi pretendiamo rispetto per il nostro lavoro”

ANC – Comunicazione

CS ANC_16nov2020_Versamenti_Inps

APPELLO PRESIDENTE CUCHEL AL GOVERNO: BLOCCARE I FALLIMENTI PROVOCATI DAL COVID

MEDIASET TGCOM24 08.11.2020
Cuchel (commercialisti): Appello al Governo, bloccare subito i fallimenti provocati dal Covid
http://telp.ri.telpress.it/news/2020/11/08/2020110802014203325.MP4  

 

MEDIASET TG4 08.11.2020
Cuchel (commercialisti): Appello al Governo, bloccare subito i fallimenti provocati dal Covid
http://telp.ri.telpress.it/news/2020/11/08/2020110801956903636.MP4

 

MEDIASET TG5 08.11.2020
Cuchel (commercialisti): Appello al Governo, bloccare subito i fallimenti provocati dal Covid
http://telp.ri.telpress.it/news/2020/11/08/2020110801700004155.MP4 

 

COMUNICATO STAMPA ANC 05.11.2020

COMUNICATO STAMPA

  

Covid, Cuchel (commercialisti): “Sospendere subito le procedure fallimentari”

L’appello di Anc a governo e parlamento per salvare le Pmi dalla crisi profonda aggravata dal Coronavirus

 Roma, 5 novembre 2020

“Se davvero vogliamo salvare decine di migliaia di aziende italiane dobbiamo senza alcun indugio procedere alla sospensione immediata delle procedure fallimentari a carico delle piccole e medie imprese, in particolare per le istanze nate dalla crisi provocata dal nuovo coronavirus”.

Lo ha dichiarato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, commentando i dati del Rapporto Cerved 2020 e della Ricerca Mc Kinsey condotta su oltre 2.200 Pmi di cinque Paesi Europei (Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna).

“I numeri sono drammatici – prosegue Cuchel – ma quello che ci preoccupa maggiormente è che siamo arrivati a una dead line decisiva per l’intero sistema Paese. La metà delle imprese intervistate dichiara che non riuscirà a sopravvivere per più di un anno. In Italia il 22% del totale prevede che sarà costretta a dichiarare bancarotta entro sei mesi. Il doppio rispetto alla media europea. I segnali sono chiari e inequivocabili. Le fatture inevase sono passate dal 29% di gennaio 2020 al 45% di maggio e, salvo una breve ripresa estiva, questa percentuale è destinata a salire ulteriormente; le insolvenze globali raggiungeranno una media del 26% con un dato più severo per l’Italia e in caso di nuovo lockdown, seppur modificato, il rischio default passa dall’8,4% al 21,4%. E parliamo di dati relativi alla fine della prima ondata”.

“E’ bene ricordare che la crisi del settore delle Pmi, aggravata dalla pandemia, può costare molto caro all’Italia in termini occupazionali. Parliamo della perdita secca di oltre un milione di posti di lavoro se dovessero essere confermati questi dati. Un carico sociale ed economico assolutamente insostenibile. Per questo bisogna agire presto e farlo bene. Con incisività. Si rende necessaria l’estensione della platea prevista dal Dl Ristori a tutti i comparti dell’indotto, dell’intermediazione e del settore dei professionisti, che rischiano di rimanere esclusi da ogni forma di sussidio”.

I commercialisti e gli esperti contabili hanno il ‘polso’ della situazione delle imprese molto più di ogni altra realtà professionale, restiamo a disposizione del governo per qualunque forma di suggerimento o analisi dettagliata. Siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte per salvare le piccole e medie imprese dal disastro.”.

ANC – Comunicazione

CS ANC 05.11.2020_Crisi PMI

Comunicato Stampa ANC-CONFIMI INDUSTRIA 28.10.2020 | UN BARATTO 4.0 PUÒ FUNZIONARE!

ANC – CONFIMI INDUSTRIA

 COMUNICATO STAMPA

 

REALIZZARE UN BARATTO 4.0 PUÒ FUNZIONARE!

Crisi senza precedenti anche per le banche, l’allarme di Visco impone nuove soluzioni

Roma, 28/10/2020.  “Servono nuove soluzioni per contrastare i fallimenti sistemici e l’Italia, grazie alla fattura elettronica, potrebbe concretizzarne almeno una in pochissimo tempo”. A sostenerlo, a poche ora da un nuovo parziale lockdown, sono Confimi Industria e l’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) che, già lo scorso giugno (comunicato congiunto del 25/06, ndr), hanno promosso l’idea di proiettare a livello nazionale – attraverso una gestione ipoteticamente assegnata all’Agenzia delle Entrate o ad un organismo a controllo pubblico – il baratto finanziario 4.0 ossia la possibilità di effettuare, attraverso il sistema nazionale di fatturazione elettronica, compensazioni volontarie multilaterali di crediti e debiti commerciali fra gli operatori dell’economia reale (agricoltura, manifattura, commercio, servizi e professioni).

“Neanche in questi mesi di emergenza sono state trovate soluzioni convincenti in grado di risolvere criticità che sono croniche in un’Italia che non cresce da almeno 20 anni. A fatica – sostengono industriali e commercialisti – s’è fatto qualcosa per il breve”.  E anche qualora fosse confermata la notizia che l’UE prorogherebbe di altri 6 mesi le misure del Cura Italia (moratoria il 31 gennaio) e del Decreto liquidità (garanzie Statali al fondo PMI oltre il 31/12), confidare solo sulle (pur necessarie) soluzioni europee di breve periodo e sull’aumento del debito pubblico potrebbe rilevarsi devastante.

“Sul versante liquidità” continuano a spiegare Confimi Industria e ANC “preoccupano le nuove regole (calendar provisioning) per i crediti deteriorati (NPL) che dal prossimo anno spingeranno gli istituti di credito a incrementare gli accantonamenti riducendo conseguentemente le possibilità di concedere nuovi prestiti (ovvero immettere liquidità nell’economia reale), generando disastri anche sui bilanci delle banche”.

Le preoccupazioni avanzate dallo stesso Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco che non ha nascosto la prospettiva che l’emergenza Covid-19 “colpisca anche istituiti di crediti nel mondo” e che fa eco all’appello dell’ABI stessa di rivedere le regole degli NPL, impongono soluzioni nuove e coraggiose.

“Mai come oggi servono nuove soluzioni in grado di agevolare la circolazione di beni e servizi anche con meno liquidità e un moderno baratto finanziario può rappresentare una soluzione a tal fine”. Scendendo nel dettaglio: la compensazione multilaterale di crediti e debiti commerciali può essere realizzata su scala massiva nazionale se solo la piattaforma delle fatture elettroniche – Agenzia Entrate e Sogei – in cui transitano 2 miliardi di fatture l’anno (gran parte delle quali rappresentano un credito per il fornitore e un debito per il cliente), fosse implementata quantomeno nel B2B per rendere il tutto agevole. “Basterebbe un semplice algoritmo capace di intercettare le relazioni fra coloro che, in via volontaria, aderiscono al sistema del baratto finanziario”.

Una moneta di scambio senza emissione di nuova moneta né circolante né virtuale in grado di: (i) ridurre le esigenze di ricorso al credito bancario delle imprese non finanziarie (56%) riducendo il divario rispetto alla media dell’area euro (36%); (ii) ridurre il fenomeno delle perdite su crediti e i ritardi della giustizia troppo spesso le principali cause dei fallimenti e di buona parte dei crediti deteriorati (NLP) nel sistema bancario; (iii) contenere il fenomeno dell’usura e dell’aggressione delle mafie.

Il baratto finanziario potrebbe rendere innanzitutto più solido il sistema dell’economia reale e conseguentemente meno fragile anche il sistema bancario e finanziario nazionale.  Il governo del Portogallo (Decreto-Lei n.º 150/2019) ha già introdotto una soluzione normativa in tal senso (E-compensa), pur non avendo ancora una soluzione generalizzata di fatturazione elettronica. Noi cosa aspettiamo?

ANC – Comunicazione

Ufficio Stampa Confimi Industria

 In allegato il comunicato completo di nota tecnica e dati

CS ANC-CONFIMI 28.10.2020_Baratto 4.0 nota tecnica e allegati

 

 

Comunicato Stampa Congiunto 26.10.2020

ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

 COMUNICATO STAMPA

 Emergenza economica e nuove misure a sostegno delle attività colpite

È urgente anche dare risposte a quanti attendono da mesi gli aiuti promessi

 Roma, 26 ottobre 2020

A seguito delle misure contenute nel nuovo DPCM da oggi in vigore, il Governo ha annunciato che ci saranno interventi a sostegno dei settori economici a rischio e che le risorse saranno elargite agli interessati in tempi rapidi, già entro la metà del mese di novembre.

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha indicato addirittura una data precisa: il prossimo 11 novembre i ristori potranno iniziare ad arrivare concretamente attraverso  bonifici da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Non avevamo dubbi che queste nuove restrizioni dovessero essere accompagnate da misure economiche volte a cercare di sostenere le attività e i lavoratori più colpiti e limitare, per quanto possibile, gli effetti della crisi che sta investendo  drammaticamente interi settori dell’economia del Paese, con gravissime ricadute sull’occupazione.

La perplessità invece è su quando effettivamente gli aiuti arriveranno, nonostante le rassicurazioni del Presidente del Consiglio e degli altri esponenti del Governo sulla celerità delle procedure, purtroppo l’esperienza dei mesi scorsi ci ha insegnato che, al di là degli annunci e delle buone intenzioni, per le Istituzioni il concetto di immediatezza può essere molto relativo.

Ancora oggi, infatti, molte imprese non hanno avuto accesso ai contributi a fondo perduto e sono tanti i lavoratori che da mesi non ricevono  la cassa integrazione.

Di fronte ad una situazione come questa, il Governo, al quale chiediamo certamente  di essere tempestivo sulle nuove misure economiche di ristoro, non può non intervenire prima di tutto laddove gli aiuti promessi e stanziati con i precedenti provvedimenti non sono mai arrivati. Rispetto ai ritardi che tutt’ora persistono, gravissimi poiché al centro c’è la vita delle persone, è impensabile che il Governo possa agire come se non ci fossero.

Comunicazione ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

CS CONGIUNTO 26.10.2020_Nuove misure ristoro

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 19.10.2020

ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

 COMUNICATO STAMPA

 La proposta indecente  dell’Amministrazione finanziaria per celebrare i venti anni dello Statuto del Contribuente: due mesi contro due anni

 Roma, 19 ottobre 2020

Il Decreto Legge che sancisce la proroga al 31/12/2020 della notifica delle nuove cartelle esattoriali, della riscossione di quelle già notificate e scadute, così come delle procedure di pignoramento di stipendi e pensioni, se da un lato sembra concedere un po’ di respiro al contribuente che deve fare fronte ai pagamenti, dall’altro opera una forzatura sulle prerogative dell’Amministrazione finanziaria, concedendo a quest’ultima ben due anni in più rispetto ai termini di decadenza e prescrizione in scadenza a fine 2021 e 12 mesi in più per le notifiche di diritto allo sgravio o inesigibilità.

La proroga della notifica delle cartelle è stata chiesta con forza nei mesi scorsi, da parte della categoria dei commercialisti, ben consapevole della situazione in cui versano i soggetti economici e i privati cittadini in questo particolare momento, e un simile provvedimento, riteniamo, andava preso anche per gli avvisi di irregolarità o bonari.

Non si può, ancora una volta, non stigmatizzare lo sbilanciamento operato ai danni del cittadino al quale 2 mesi di sollievo possono costare due anni di incertezza.

Tutto questo nella ironica coincidenza della ricorrenza dei venti anni di vita (purtroppo non possiamo dire della piena vigenza) della Legge 212/2000, lo Statuto del Contribuente, una carta che, a forza di essere calpestata, risulta oramai illeggibile, quando dovrebbe essere scolpita nella pietra.

Comunicazione ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

CS CONGIUNTO 19.10.2020_Proroga Cartelle

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 13.10.2020 – EQUO COMPENSO

ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

 

COMUNICATO STAMPA

 BANDO MISE ED EQUO COMPENSO

LA DIGNITÀ DEL LAVORO NON È RISPETTATA

  

Roma, 13 ottobre 2020

Ci risiamo! Ancora volta lo Stato decide di ignorare il rispetto del principio dell’equo compenso, al cui riconoscimento normativo si è giunti dopo anni di battaglie da parte del comparto delle professioni.

Dopo il tentativo nei mesi scorsi della Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario di avvalersi di collaborazioni esterne a costo zero, questa volta è il Ministero dello Sviluppo Economico che ha deciso di ricorrere al lavoro e alle competenze dei professionisti senza prevederne la remunerazione.

Con il bando del 28 settembre scorso, infatti, il Mise ha pensato bene di selezionare i 21 componenti del Gruppo di esperti di alto livello per l’elaborazione di un Libro Bianco sul ruolo della comunicazione nei processi di trasformazione digitale, che dovranno naturalmente essere in possesso di comprovata esperienza e professionalità, stabilendo che a loro “non spetta alcun compenso, indennità di carica, corresponsione di gettoni di presenza”.

Non è certamente in questo modo che si rispetta la dignità del lavoro e dei lavoratori e non è pensabile che un’Amministrazione dello Stato agisca contravvenendo ad un principio che il legislatore ha sancito e il cui rispetto non può venire meno.

L’equo compenso non può essere messo in discussione, è una legge dello Stato ed è proprio  lo Stato che per primo ha il dovere di assicurare ai professionisti, della cui opera si avvalgono  le Amministrazioni Pubbliche, un riconoscimento economico adeguato.

È opportuno che il Mise corregga il tiro e che il bando venga modificato stabilendo una remunerazione per i 21 componenti che saranno selezionati, solo così il rispetto del principio dell’equo compenso potrà essere salvaguardato.

Comunicazione ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

CS CONGIUNTO 13.10.2020 EQUO COMPENSO