CS ANC – CONVEGNO NAZIONALE ROMA 13.01.2026

COMUNICATO STAMPA

 CONVEGNO NAZIONALE ANC A ROMA IL 13 GENNAIO

LE NOVITÀ SU FISCO E PROFESSIONE AL CENTRO

 Roma, 12 gennaio 2026

Si tiene domani a Roma il convegno dell’Associazione Nazionale Commercialisti che apre il calendario degli eventi nazionali del 2026.

I lavori del convegno dal titolo “Fisco e Professione: Le aspettative per l’anno appena iniziato” si terranno presso l’Hotel Quirinale dalle 10:30 alle 18:30 e vedranno due tavole rotonde, un momento di confronto professionale dedicato al tema dell’AI e una relazione tecnica.

Autorevole, come sempre, il parterre dei relatori, che vede rappresentanti della politica, delle istituzioni e delle professioni, tra questi, con un suo intervento conclusivo, anche il  Sottosegretario al MEF Sandra Savino.

“Da qualche anno ormai l’appuntamento di Roma di inizio anno – spiega Marco Cuchel Presidente ANC – inaugura il calendario degli eventi della nostra Associazione e rappresenta l’occasione per affrontare alcune delle principali novità sul tema del fisco e confrontarsi sulle prospettive future della professione”.

La partecipazione è gratuita e il convegno gode del patrocinio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma, della Cassa Previdenza Ragionieri, della Confprofessioni e dell’Istituto Nazionale Esperto Contabile.

“Il mio ringraziamento – conclude il Presidente Cuchel – va, come sempre, ai relatori, alle colleghe e a i colleghi che decideranno di partecipare e naturalmente anche a tutti gli sponsor dell’iniziativa per il loro prezioso supporto”.

Comunicazione ANC

In allegato il programma dell’evento

CS 12.01.2026_Convegno Nazionale Roma

Programma Roma 13-01-26

CS ANC 15.12.2025 –  BLOCCO EMOLUMENTI PER I PROFESSIONISTI CON DEBITI FISCALI, NORMA DISCRIMINATORIA DA ABROGARE   

COMUNICATO STAMPA

 BLOCCO EMOLUMENTI PER I PROFESSIONISTI CON DEBITI FISCALI

NORMA DISCRIMINATORIA DA ABROGARE   

Roma, 15 dicembre 2025

Contenuta nella Legge di Bilancio 2026, all’esame della Commissione Bilancio del Senato, la norma che subordina il pagamento degli emolumenti spettanti ai professionisti, che operano per la Pubblica Amministrazione, alla verifica della relativa regolarità fiscale e contributiva è assolutamente discriminatoria e penalizza senza alcuna ragione il lavoro autonomo.

“Come abbiamo già denunciato con un comunicato stampa lo scorso 4 novembre” spiega il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel, “si tratta di una misura del tutto irragionevole, potenzialmente lesiva del principio di libera prestazione dell’attività professionale, nonché paradossale considerata una Pubblica Amministrazione che fatica ancora a rispettare il principio dell’equo compenso”.

Preoccupa dover registrare addirittura un inasprimento della misura, a seguito di un emendamento dell’Esecutivo che estende il blocco a tutti gli emolumenti, compresi quelli dovuti da soggetti diversi dalla PA, per incarichi finanziati con risorse pubbliche.

“Come già sostenuto” spiega il Presidente ANC “la norma può generare un corto circuito giuridico, trasformando la PA da debitore a giudice della regolarità del professionista, in aperta violazione del principio di legalità e della tutela costituzionale del lavoro autonomo”.

Nel condividere la posizione che è stata espressa anche da Confprofessioni, ANC ribadisce l’opportunità dell’abrogazione in sede parlamentare dell’art. 129 comma 10.

ANC Comunicazione

CS 15.12.2025 Blocco emolumenti PA

 

CS ANC 25.11.2025 –  RATEIZZAZIONE IMPOSTE 2025, NUOVO APPELLO DELL’ANC AL GOVERNO 

COMUNICATO STAMPA

 RATEIZZAZIONE IMPOSTE 2025

NUOVO APPELLO DELL’ANC AL GOVERNO 

Roma, 25 novembre 2025

A pochi giorni dalla scadenza del 30 novembre per il pagamento del secondo acconto IRPEF, l’Associazione Nazionale Commercialisti torna a ribadire l’opportunità che la misura della rateizzazione, introdotta per la prima volta nel 2023 e riconfermata nel 2024, sia disposta anche per il 2025.

“I numerosi fattori di instabilità oggi esistenti” afferma Marco Cuchel Presidente ANC” dall’aumento dei costi alla situazione geopolitica, rischiano di incidere pesantemente sulla liquidità delle imprese, con la prospettiva di dover affrontare scenari economici non rassicuranti, è quindi fondamentale mettere in campo misure che siano in grado, senza produrre conseguenze in termini di gettito, di andare incontro alle difficoltà dei contribuenti”.

“Sicuramente” prosegue il Presidente Cuchel “la rateizzazione è una di queste, ragione per la quale ANC rinnova al Governo la richiesta di un provvedimento che confermi per il 2025 la rateizzazione delle imposte, con l’auspicio che sia possibile fare in modo che diventi una misura strutturale e non più di emergenza”.

ANC Comunicazione

CS 25.11.2025 Rateizzazione imposte

 

CS 18.11.2025 –  Codice deontologico, ANC presenta appello al Consiglio di Stato

COMUNICATO STAMPA

 Codice deontologico

ANC presenta appello al Consiglio di Stato

Roma, 18 novembre 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha presentato ieri ricorso in appello, dinanzi al Consiglio di Stato, avverso la sentenza del TAR Lazio, adito per l’impugnazione del Codice Deontologico, approvato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili in data 21 marzo 2024.

L’appello, sottoscritto da numerosi professionisti iscritti all’Albo, contesta il rigetto del primo grado sotto molteplici profili, tra i quali l’omessa pronuncia su motivi rilevanti, tra cui la richiesta subordinata di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia e le censure relative alla violazione della libera concorrenza.

Il ricorso al Consiglio di Stato è fondato su diversi motivi di impugnazione, che evidenziano violazioni di rilievo sia sul piano del diritto europeo sia su quello della legislazione nazionale:

  1. Violazione del diritto UE (Direttiva Bolkestein) e della libertà di stabilimento, a causa del divieto assoluto di comunicazioni commerciali introdotto dall’art. 44, comma 2.
  2. Contrasto con la normativa interna su pubblicità e concorrenza (D.L. Bersani, DPR 137/2012), per l’introduzione di limiti generici, sproporzionati e privi di base legale.
  3. Compressione illegittima del diritto di critica e della libertà di espressione, quest’ultimi prescritti dal Codice Deontologico con riferimenti vaghi che consentono l’irrogazione di sanzioni disciplinari persino per opinioni espresse al di fuori dell’attività professionale.
  4. Illegittimità delle disposizioni sul diritto di elettorato passivo, in quanto indeterminate e in violazione del principio di riserva di legge per le cause di incandidabilità.
  5. Sproporzione e illegittimità del nuovo Regolamento delle sanzioni, che introduce misure disciplinari non proporzionate e prive di fondamento normativo.

“Il ricorso in appello” spiega il Presidente ANC Marco Cuchel “è un’azione che la nostra Associazione ha deciso di assumere, animata da forte senso di responsabilità, ritenendo la formulazione del nuovo codice deontologico eccessivamente severa e rigida nei confronti degli iscritti, al punto tale da assumere una valenza punitiva, che non solo è priva di ogni giustificazione, ma è in grado anche di nuocere alla categoria”.

ANC conferma la propria fiducia nel giudizio amministrativo e nella funzione di bilanciamento affidata al Consiglio di Stato, ritenendo essenziale, altresì, che le regole deontologiche rispettino i principi di legalità, proporzionalità e tutela della concorrenza, senza essere piegate a logiche protezionistiche che rischiano di danneggiare la professione nonché di contribuire, per effetto dell’eccessiva rigidità, al calo di iscrizioni.

 ANC Comunicazione

CS 18.11.2025 Ricorso Consiglio di Stato

 

CS ANC 11.11.2025 –  RATEIZZAZIONE IMPOSTE, UNA MISURA DA CONFERMARE PER IL 2025 E DA RENDERE STRUTTURALE

COMUNICATO STAMPA

 RATEIZZAZIONE IMPOSTE

UNA MISURA DA CONFERMARE PER IL 2025 E DA RENDERE STRUTTURALE

Roma, 11 novembre 2025

Introdotta per la prima volta nel 2023 e riconfermata nel 2024, la rateizzazione del secondo acconto IRPEF in scadenza a novembre, per i titolari di partita Iva, ha rappresentato una misura di assoluto buon senso, da tempo invocata, fondamentale per preservare la liquidità delle imprese.

“Fin dal principio, l’auspicio dell’Associazione Nazionale Commercialisti, che da molti anni sostiene l’opportunità di questa soluzione” spiega il Presidente Marco Cuchel “è stato quello che il provvedimento potesse diventare strutturale, permettendo così a imprese e professionisti di pagare le imposte solo a reddito conseguito, senza dover sostenere esborsi in anticipo”.

Nel recente question time alla Camera del 22 ottobre scorso, il Ministro dell’Economia Giorgetti ha espresso l’impossibilità, stando alle attuali condizioni, di prevedere per il 2025 la rateizzazione, non escludendo tuttavia la possibilità, a fronte di opportune verifiche della sostenibilità rispetto al gettito.

L’ANC rivolge al Governo la richiesta di confermare la misura della rateizzazione anche per il 2025, in forza della quale sia consentito lo slittamento dei versamenti a partire dal mese di gennaio, auspicando altresì che il provvedimento possa, il prima possibile, essere introdotto stabilmente nella legislazione fiscale.

ANC Comunicazione

CS 11.11.2025 Rateizzazione imposte

 

 

 

CS ANC 10.11.2025 | LETTERA APERTA

COMUNICATO STAMPA

 LETTERA APERTA ANC

LA DEMOCRAZIA NON SI SOSPENDE MAI

Roma, 10 novembre 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti apprende con preoccupazione la notizia del ricorso presentato da alcuni colleghi contro il nuovo Regolamento elettorale approvato dal Consiglio Nazionale e validato dal Ministero della Giustizia.

Ogni cittadino, e ogni professionista, ha pieno diritto di rivolgersi alla giustizia amministrativa. È un principio che ANC rispetta, senza ambiguità. Ma quando un ricorso ha come effetto diretto il blocco del voto, e dunque impedisce a un’intera categoria di esercitare la propria sovranità attraverso le urne, allora non siamo più soltanto davanti a una controversia regolamentare. Siamo davanti a una sospensione della democrazia.

ANC esprime con fermezza la propria contrarietà a ogni iniziativa che, anche se motivata da legittime istanze, abbia come conseguenza la paralisi della partecipazione democratica. Impedire il voto significa togliere voce a migliaia di colleghi e allontanare ancora di più la categoria da quelle istituzioni che dovrebbe sentire vicine.

Non ignoriamo il malessere. La categoria vive da tempo un disagio palpabile, alimentato dall’assenza di ascolto, e da una distanza crescente tra chi è chiamato a rappresentare e chi chiede semplicemente di contare. Ma proprio per questo il rimedio non può essere lo stallo, al contrario, serve un’accelerazione verso il confronto democratico, il solo che possa restituire legittimità, fiducia, unità.

La democrazia è lo strumento, il voto è la voce. Sospenderli significa silenziare una comunità, e ANC non può accettarlo.

 ANC Comunicazione

CS 10.11.2025_Lettera aperta

CS ANC 06.11.2025 – STRETTA SULLE COMPENSAZIONI: A RISCHIO LA LIQUIDITÀ E PROGRAMMAZIONE PER LE IMPRESE E PROFESSIONISTI

COMUNICATO STAMPA

STRETTA SULLE COMPENSAZIONI: A RISCHIO LA LIQUIDITÀ E PROGRAMMAZIONE PER LE IMPRESE E PROFESSIONISTI

Roma, 6 novembre 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime forte preoccupazione per gli effetti derivanti dalle disposizioni contenute nell’articolo 26 della Legge di Bilancio 2026, che introduce un divieto generalizzato di utilizzo in compensazione con F24 dei crediti d’imposta agevolativi con i debiti previdenziali e assicurativi.

L’art. 26 della Legge di Bilancio dispone che a partire dal 1° luglio 2026 tutti i crediti d’imposta diversi da quelli emergenti da liquidazione d’imposta non potranno più essere utilizzati per compensare contributi dovuti, ai sensi dell’articolo 17 c. 2 lett. e, f, g del D.Lgs. 241/1997, al fine di contrastare i fenomeni di indebite compensazioni e migliorare la tracciabilità delle partite, estendendone il divieto anche ai crediti d’imposta ceduti.

Un intervento normativo che, pur essendo comprensibile e pienamente condivisibile nei suoi intenti di contrasto alle frodi, ancora una volta colpirà indistintamente i crediti d’imposta legittimi, penalizzando imprese e professionisti corretti, in contraddizione con la finalità della stessa norma. In particolare la norma impatterà sui crediti d’imposta quali ad esempio per investimenti Industria 4.0, Transizione 5.0, Ricerca e Sviluppo ecc… di fatto vanificando anche questi interventi a sostegno dell’economia del Paese.

“La compensazione è uno strumento fisiologico di equilibrio finanziario, non un privilegio — dichiara Marco Cuchel, Presidente ANC — sicché, trasformarla in un sospetto generalizzato significa creare un sistema che punisce chi rispetta le regole e svuota di significato la fiducia tra contribuente e Stato.”

Per l’ANC, la misura rischia di produrre un generalizzato effetto devastante per le imprese causando, minore efficienza diffusa, maggiore incertezza e difficoltà nella programmazione e gestione del futuro imprenditoriale.

Il contrasto alle frodi richiede strumenti mirati e selettivi, non divieti generalizzati che soffocano l’economia reale.

“Serve una revisione immediata del testo” conclude Cuchel “vanno salvaguardati i crediti d’imposta maturati in buona fede e tutelato il diritto dei contribuenti ad un sistema di compensazione trasparente, sicuro e funzionale.”

 ANC Comunicazione

CS 06.11.2025_Crediti

CS 05.11.2025 – Cuchel (Anc): “Ripristinare subito le massime disciplinari”

Comunicato stampa

Cuchel (Anc): “Ripristinare subito le massime disciplinari”

“La mancata pubblicazione mina la trasparenza, è un dovere di chiarezza e coerenza verso gli iscritti”

 Roma, 5 novembre 2025 – «La trasparenza degli atti e dei comportamenti è un principio fondante dell’azione istituzionale. Pubblicare le massime del Consiglio di Disciplina Nazionale non è una formalità, ma un dovere verso gli iscritti e l’intera categoria. La loro assenza priva i colleghi di un riferimento certo, i giudicanti di una guida e il sistema disciplinare della sua necessaria uniformità».

Lo dichiara Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, richiamando l’attenzione sul problema della mancata pubblicazione, da oltre tre anni, delle massime delle decisioni del Consiglio di Disciplina Nazionale sul sito istituzionale del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Una sospensione, iniziata quasi in concomitanza con l’attuale mandato del Consiglio Nazionale, che rischia di generare un vero e proprio vuoto di trasparenza e di indirizzo giurisprudenziale all’interno della categoria. Le massime disciplinari – spiega Cuchel – rappresentano uno strumento essenziale per garantire uniformità interpretativa e certezza del diritto tra i consigli territoriali, offrendo orientamento e coerenza nelle decisioni di rilievo deontologico.

In loro assenza, osserva l’ANC, viene meno la possibilità per i consigli locali di confrontarsi con precedenti e indirizzi consolidati, con il rischio di decisioni difformi e di una disparità di trattamento tra professionisti. «Si tratta di un patrimonio di conoscenza e di coerenza giuridica che va ripristinato senza indugio – sottolinea Cuchel –. La mancata pubblicazione crea un vuoto di prevedibilità che indebolisce la tutela stessa degli iscritti e mina la credibilità dell’intero sistema disciplinare».

Il presidente ANC evidenzia come la trasparenza debba essere parte integrante dell’etica istituzionale: «Non dovrebbe essere necessario sollecitare la pubblicazione di atti che per loro natura devono essere pubblici e accessibili. È una questione di metodo, di rispetto per la categoria e di coerenza con i principi di buona amministrazione».

L’Associazione Nazionale Commercialisti auspica un immediato aggiornamento del sito istituzionale e la ripresa delle pubblicazioni delle massime disciplinari, ferme al dicembre 2022, affinché venga ristabilito un quadro di chiarezza e uniformità per tutti gli organi di disciplina territoriale.

«La trasparenza non è un orpello burocratico – conclude Cuchel – ma il presupposto stesso della fiducia degli iscritti nelle istituzioni dell’Ordine. Ripristinarla significa restituire certezza, equità e credibilità al nostro sistema ordinistico».

ANC Comunicazione

CS 05.11.2025_Massime disciplinari

 

 

CS 04.11.2025 –  LEGGE DI BILANCIO 2026, ANC CHIEDE L’ABROGAZIONE DELL’ART 129, COMMA 10

COMUNICATO STAMPA

 LEGGE DI BILANCIO 2026

ANC CHIEDE L’ABROGAZIONE DELL’ART 129, COMMA 10

Roma, 4 novembre 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime preoccupazione nei riguardi della disposizione contenuta nell’art. 129, comma 10, del disegno di legge di Bilancio 2026, che subordina il pagamento dei compensi professionali da parte delle Pubbliche Amministrazioni alla verifica della regolarità fiscale e contributiva del professionista.

Una misura irragionevole, discriminatoria e potenzialmente lesiva del principio di libera prestazione dell’attività professionale, che introduce un meccanismo di sospensione automatica dei pagamenti.

La norma presenta molte incertezze sotto il profilo della sua applicazione, attualmente non esiste, infatti, un documento in grado di attestare la regolarità fiscale del professionista, inoltre la disposizione non contempla limiti rispetto all’entità dei compensi che possono essere assoggettati al blocco e neppure all’entità della posizione debitoria del professionista, il cui compenso, di fatto, può non essergli corrisposto anche a fronte di irregolarità minime o di natura prettamente formale.

La norma, se confermata, finirebbe per generare un corto circuito giuridico, trasformando la PA da debitore a giudice della regolarità del professionista, in aperta violazione del principio di legalità e della tutela costituzionale del lavoro autonomo.

Come già rilevato da Confprofessioni in sede di audizione, tale previsione si colloca in un contesto in cui la stessa PA non rispetta sistematicamente i termini di pagamento e di sovente ignora le regole sull’equo compenso ex legge n. 49 del 2023.

Pretendere il DURC e il DURF da chi attende da mesi i propri compensi, significa capovolgere il rapporto di responsabilità e aggravare la condizione economica dei liberi professionisti.

L’ANC si unisce alla richiesta sollevata da Confprofessioni volta ad abrogare l’art. 129, comma 10, e all’apertura di un confronto con le rappresentanze professionali per individuare strumenti che siano di contrasto all’evasione e di tutela del lavoro autonomo, senza compromettere la dignità e la sostenibilità economica dei professionisti.

ANC Comunicazione

CS 04.11.2025 _Legge di Bilancio