CS ANC 05.09.2025 | CdM – Riforma Ordinamento rinviata

COMUNICATO STAMPA

Rinvio della Legge Delega evita norme fratricide e dannose per la categoria

Roma, 5 settembre 2025

“La decisione del Consiglio dei Ministri di rinviare la discussione della Legge delega è la dimostrazione che le nostre segnalazioni e i nostri rilievi hanno un fondamento e, di conseguenza, sono stati tenuti nella giusta considerazione, cosa della quale ringraziamo il Governo il quale, con questo rinvio, ha evitato l’approvazione di un documento contenente molte criticità e norme fratricide” dichiara il presidente ANC Marco Cuchel all’indomani della seduta. “È stato tenuto conto delle anomalie contenute nella bozza. Tra queste, in particolare, le norme che pongono a rischio la sostenibilità delle casse di previdenza, le regole in materia elettorale e le penalizzazioni a scapito di una parte degli iscritti”.

“È stato evitato l’avvio di un processo legislativo caldeggiato da chi fa indebite pressioni sul Governo per promuovere, in maniera ingiustificata ed incomprensibile, norme divisive e nocive alla categoria tutta. Auspichiamo ora” conclude Cuchel “che la materia possa essere affrontata con la dovuta attenzione e che la nuova bozza sia frutto di un lavoro che tenga conto del contributo di tutte le forze che la professione esprime. Per quanto ci riguarda, ANC ha avuto modo di far pervenire i propri rilevi al Governo, ma se questi fossero stati oggetto di discussione all’interno della categoria, in un processo trasparente, democratico e altamente tecnico, forse la bozza discussa ieri avrebbe avuto una sorte diversa”.

 ANC Comunicazione

CS 05.09.2025_RinvioRiforma

 

CS 03.09.2025 – Riforma ordinamento, Appello al Ministro Nordio

COMUNICATO STAMPA

 

Cuchel (commercialisti): “Stop alla riforma dell’ordinamento”

Appello al Ministro Nordio: “La riforma non può nascere in un clima di sfiducia, così si mina la legittimità e si rischiano conflitti interni, serve rispetto per la democrazia”

 

ROMA – L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime profonda preoccupazione per l’ipotesi che, giovedì 4 settembre, possa essere portata in Consiglio dei Ministri la riforma dell’ordinamento dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ignorando le osservazioni già trasmesse al Ministero della Giustizia e ribadite pubblicamente lo scorso 8 agosto.

Il Presidente di Anc, Marco Cuchel, ha indirizzato oggi al Ministro Carlo Nordio una nuova lettera formale per chiedere, con rispetto ma con estrema fermezza, la sospensione dell’iter previsto per il provvedimento.

“Il Cndcec ha già fissato le elezioni per il rinnovo degli organi territoriali e nazionali. Procedere ora con una riforma – ha rimarcato – significherebbe alterare le regole mentre il corpo elettorale è già chiamato a esprimersi. È una questione di legittimità e di rispetto della democrazia”.

Cuchel ha evidenziato che “un Consiglio Nazionale a fine mandato non possiede l’autorevolezza per imporre un riordino complessivo della professione. Affidare tale compito equivarrebbe a ignorare la rappresentatività reale della Categoria”.

“Un provvedimento ‘calato dall’alto’, in questa fase, determinerebbe inevitabilmente contenziosi e conflitti interni, minando la credibilità dell’intera architettura ordinistica.

Nonostante le recenti rassicurazioni, la stessa Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti ha segnalato che alcune disposizioni della bozza inciderebbero negativamente sulla contribuzione, smentendo nei fatti la presunta garanzia di sostenibilità.

Una riforma organica richiede necessariamente condivisione, dialogo e un processo aperto con tutti i commercialisti. Oggi, invece, si rischia di imporre un testo non condiviso né dagli Ordini, né dalla Cassa, né da larga parte degli iscritti.

“La riforma non può nascere in un clima di sfiducia, divisione e incertezza. Solo organi appena eletti, pienamente legittimati dal voto democratico – ha concluso Cuchel -, potranno costruire con il Ministero un percorso di riforma solido, credibile e condiviso”.

Roma, 03 settembre 2025

ANC Comunicazione

 Di seguito la lettera indirizzata dall’ANC al Ministro della Giustizia.

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CS 03.09.2025 Lettera Ministro Nordio

CS ANC 25.08.2025 – COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI, IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE È SOSTEGNO ALLO SVILUPPO 

COMUNICATO STAMPA

COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI

IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE È SOSTEGNO ALLO SVILUPPO 

Roma, 25 agosto 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti, che crede fortemente nel sostegno alle imprese per lo sviluppo e la crescita dei territori, vuole sottolineare l’importanza della decisione della Camera di Commercio di Napoli di varare un piano straordinario da 28 milioni di euro, da impiegare per il rilancio del tessuto imprenditoriale della città e della provincia.

Importante, in particolare, è anche il fatto che siano state previste risorse per agevolare l’accesso alla composizione negoziata della crisi di impresa (CNCI), grazie anche all’attività di sensibilizzazione condotta dall’ANC territoriale di Napoli, strumento che consente alle imprese che si trovano in difficoltà di poter intraprendere, laddove le condizioni lo consentano, un processo di risanamento attraverso il supporto di un professionista indipendente.

“L’ANC” spiega il Presidente Marco Cuchel “che è impegnata da tempo nel favorire la conoscenza dello strumento della CNCI, introdotto nel 2021 e recepito nel Codice della crisi di impresa che è stato approvato con il D.Lgs. n. 14 del 2019, plaude alla delibera assunta dalla Camera di Commercio di Napoli, la quale, mediante anche la possibilità di realizzare convenzioni con gli ordini professionali, si propone l’obiettivo di agevolare il ricorso alle procedure di composizione da parte delle aziende”.

“A questo punto” conclude il Presidente Cuchel “il nostro auspicio è quello che anche altre Camere di Commercio decidano di mettere in atto misure nell’ambito della “Crisi d’Impresa”, permettendo, in primis, di dare sostegno concreto alle imprese e quindi alla possibilità per loro di rimanere sul mercato, e di valorizzare altresì il ruolo dei professionisti”.

ANC Comunicazione

CS 25.08.2025 Misure CCIAA

CS 24.07.2025 – MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA – L’APPLICAZIONE DI UNA NORMA NON È UN FAVORE. È UN DIRITTO.

COMUNICATO STAMPA

MALATTIA E INFORTUNIO DEL PROFESSIONISTA – L’APPLICAZIONE DI UNA NORMA NON È UN FAVORE. È UN DIRITTO.

Roma, 24 luglio 2025

Una professionista colpita da una grave malattia, con ricovero in terapia intensiva, si è vista negare dall’Agenzia delle Entrate la sospensione degli adempimenti tributari prevista dalla legge. Eppure la norma c’è: si tratta dell’articolo 1, commi 927-944 della legge 234/2021, che garantisce ai liberi professionisti il diritto alla sospensione dei termini in caso di malattia o infortunio. Una norma che è stata il frutto di anni di impegno incessante dell’ANC e che rappresenta una svolta epocale per la tutela dei liberi professionisti.

Per la prima volta, il Legislatore ha riconosciuto la necessità di salvaguardare i diritti e la salute dei professionisti in situazioni gravi e imprevedibili come malattia o infortunio, prevedendo una sospensione automatica dei termini e una ripresa degli adempimenti solo dopo un congruo periodo.

L’impegno deve tuttavia proseguire ogni giorno, anche nella gestione di singoli casi, quando le norme, pur esistenti, non vengono applicate.

L’ANC è intervenuta quindi a tutela della collega attraverso il presidente, Marco Cuchel, che ha sottoposto il caso al Viceministro Leo e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Carbone, ottenendo un tempestivo riesame e la positiva soluzione del caso.

Una norma di civiltà, fortemente voluta e ottenuta dall’ANC, che deve trovare piena applicazione. “Continueremo a vigilare” ha dichiarato Cuchel “affinché nessun professionista venga lasciato solo di fronte a un diritto che la legge riconosce”.

L’ANC ribadisce che tale previsione, frutto di un lungo lavoro istituzionale, non può essere oggetto di valutazioni discrezionali: va attuata in tutti i casi che ricadono nel perimetro di applicazione previsto.

“Ringraziamo il Viceministro Leo e il Direttore Carbone per la sensibilità mostrata nei riguardi di questo specifico problema. Esprimiamo la grande soddisfazione di poter essere stati risolutivi per una collega e invitiamo tutti a segnalare eventuali disapplicazioni”

ANC Comunicazione

CS 24.07.2025 malattia professionista

 

CS ANC 14.07.2025 – CONTROLLI FORMALI: ANC SI È MOSSA DA TEMPO A TUTELA DEI COLLEGHI  

COMUNICATO STAMPA

CONTROLLI FORMALI: ANC SI È MOSSA DA TEMPO A TUTELA DEI COLLEGHI

 Roma, 14 luglio 2025

L’Associazione Nazionale Commercialisti, relativamente alle comunicazioni ai contribuenti ex art. 36 ter DPR 600/73 per l’anno d’imposta 2022, che in questo periodo stanno pervenendo da parte dell’Agenzia delle Entrate, ritiene opportuno comunicare che lo scorso 30 giugno ha provveduto all’invio di una lettera al Direttore dell’Agenzia, nella quale ha evidenziato come il  termine di 30 giorni andrebbe a scadere a ridosso della sospensione feriale di legge, impedendo di fatto ai destinatari di beneficiare dell’allungamento del termine.

Tale comunicazione è seguita a un incontro con l’AdE presso il Mef tenutosi lo scorso 24 giugno, in occasione del quale è stato sollevato il problema per le vie brevi, poi formalizzato con lettera ufficiale indirizzata alla Direzione Centrale.

Nella stessa missiva è stata inoltre evidenziata la necessità di esplicitare il nuovo termine del differimento rispetto ai 30 gg. (è stato richiesto il 30 settembre) in modo da tranquillizzare i contribuenti e rendere più agevole il lavoro dei colleghi, ritenendo che una dichiarazione ufficiale di proroga al 30/09 (debitamente motivata) per la consegna dei documenti 36/bis e 36/ter possa mettere in sicurezza i colleghi rispetto alle pressanti richieste dei clienti, dettate dal timore della scadenza.

Apprendiamo quest’oggi da un’informativa datata 14/07, che anche il Consiglio Nazionale si è mosso nel confronti dell’Agenzia, e ne siamo felici, anche perché qualsiasi azione che possa portare un minimo di sollievo a colleghe e colleghi in questo periodo così oberati, non può che essere benvenuta.

“L’Associazione Nazionale Commercialisti” dichiara il Presidente Marco Cuchel “quando ha interloquito con l’Agenzia, lo ha fatto conservando come sempre un corretto profilo, evitando sia dichiarazioni indirizzate agli iscritti, sia proclami sui social, mantenendo il focus sull’obiettivo. In attesa della comunicazione ufficiale del nuovo termine (di cui ancora non vi è traccia e che invece è essenziale alla tranquillità dei colleghi), non possiamo non esprimere le nostre perplessità per una certa propensione dei nostri vertici istituzionali verso narrazioni entusiastiche e auto-incensatorie”.

ANC Comunicazione

CS 14.07.2025_Controlli formali

CS ANC 143.07.2025 – Risposta al commento del Presidente Elbano de Nuccio sulla sentenza del TAR Lazio n. 13710/2025

COMUNICATO STAMPA

Risposta al commento del Presidente Elbano de Nuccio sulla sentenza del TAR Lazio n. 13710/2025

Roma, 14 luglio 2025

Il TAR non salva il Codice. Salva solo il potere di chi lo ha imposto.

Con il suo commento trionfalistico alla sentenza del TAR del Lazio, il Presidente Elbano de Nuccio dimostra ancora una volta di non voler ascoltare – né rappresentare – una parte significativa della categoria.

La sentenza n. 13710/2025 non dichiara che il nuovo Codice Deontologico sia “giusto” o “condivisibile”, dice soltanto che può essere scritto così, perché chi lo ha scritto aveva il potere formale per farlo. Nulla di più.

Ce lo ricordano gli stessi giudici:

– “Il controllo del giudice si ferma alla legittimità formale… Le scelte di merito spettano all’ente” (p. 12).

– “Il rapporto tra iscritti e Ordine non è gerarchico, ma orizzontale” (p. 11).

Una precisazione netta, che smonta ogni tentativo di far passare questa decisione come una benedizione di merito. Il TAR non ha promosso il Codice. Ha semplicemente affermato che, purtroppo, era nelle facoltà dell’ente scriverlo in quel modo.

Ma questo modo è inaccettabile, perché il Codice, così com’è, è nato senza la categoria e contro una parte della categoria. Con regole pensate non per sostenere chi lavora, ma per controllare chi dissente.

Chi oggi si arroga il merito della legittimità formale, tace sul dato sostanziale: questo Codice è uno strumento punitivo. Prova ne siano alcune delle disposizioni più gravi:

  • Divieto di inviare email informative, anche nel rispetto della legge;
  • Censura preventiva su toni “enfatizzanti”, “suggestivi”, “superlativi”;
  • Divieto di citare un cliente, anche con consenso esplicito;
  • Limitazioni alla libertà di critica persino in ambito elettorale interno.

Chi decide cosa è “decoroso”? Chi decide cosa è “molesto”? Sempre lo stesso ente che ha scritto le regole, le interpreta, e sanziona chi le viola. Un ente che oggi si celebra da solo, ignorando ogni dissenso, dimenticando di rappresentare un’intera categoria, non solo sé stesso.

Noi, invece, non dimentichiamo.

Non dimentichiamo che questa è stata una battaglia difficile, iniziata in salita. Una battaglia che abbiamo condotto come extrema ratio, per impedire che un Codice percepito da molti come vessatorio e liberticida entrasse in vigore senza opposizione.

Non dimentichiamo nemmeno la totale assenza di collaborazione tra il Consiglio Nazionale e la nostra Associazione. A dimostrarlo, un fatto gravissimo: l’Associazione Nazionale Commercialisti ha dovuto attivare, ottenendo accoglimento del ricorso dal TAR, una procedura giudiziaria per l’accesso agli atti al fine di ottenere documenti fondamentali, che il Consiglio Nazionale aveva negato.

Questo è il livello di ascolto. Questo è il metodo.

La verità è semplice: la legittimità formale non è una patente di merito. Un Codice può essere scritto in modo regolare e, insieme, essere sostanzialmente ingiusto. Quando viene usato per condizionare, punire, zittire, non è più deontologia: è disciplinamento.

Ogni volta che un potere si arroga il diritto di decidere chi può parlare e come può farlo, ogni volta che si cerca di ridurre il dissenso a un fastidio, ogni volta che si scrive un codice per mettere a tacere anziché per elevare, si apre una ferita nella coscienza democratica di una categoria.

Noi siamo qui per dire che il silenzio non è un dovere professionale, ma una sconfitta civile.

E che ogni codice che pretende obbedienza senza ascolto, disciplina senza confronto, autorità senza rappresentanza, è un codice che ha già tradito la sua missione.

Perché la nostra libertà professionale è un frammento della libertà democratica di questo Paese. E noi non permetteremo mai che venga calpestata.

ANC Comunicazione

CS 14.07.2025_Sentenza Tar Codice Deontologico

 

CS ANC 11.07.2025 – Riforma dell’Ordinamento e voci di proroga: urge chiarezza sull’incontro del 15 luglio

COMUNICATO STAMPA

Riforma dell’Ordinamento e voci di proroga: urge chiarezza sull’incontro del 15 luglio

Roma, 11 luglio 2025

Secondo fonti attendibili, il prossimo 15 luglio è previsto un incontro tra il presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano de Nuccio, e rappresentanti del Governo. Non si tratterebbe soltanto di un confronto sulla riforma del D.Lgs. 139/2005, ma soprattutto di una possibile richiesta di proroga dell’attuale mandato del Consiglio Nazionale.

Il nostro auspicio è che tali informazioni non abbiano alcuna fondatezza, se confermate, infatti, rappresenterebbero una contraddizione palese rispetto a quanto dichiarato, in più occasioni, dallo stesso presidente de Nuccio, dagli Stati Generali fino all’ultima Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali, in cui ha assicurato che il mandato in corso si concluderà nei termini previsti dalla legge.

A rafforzare questa posizione, c’è quanto emerso proprio ieri durante l’Assemblea dei Presidenti: la volontà, netta e condivisa, di andare al voto in tempi brevi. È un messaggio inequivocabile, che va ascoltato e rispettato. Non può essere aggirato con scorciatoie istituzionali né messo in discussione da iniziative poco trasparenti.

Per queste ragioni, riteniamo doverosa una smentita pubblica e immediata da parte dei protagonisti dell’incontro.

Da parte di chi, solo poche settimane fa, dichiarava di avere il consenso della maggioranza assoluta della categoria, risulterebbe incomprensibile l’urgenza di una richiesta di proroga.

Sarebbe, inoltre, grave se il Governo decidesse di assecondare chi oggi, con una richiesta di prolungamento del proprio mandato, dimostrerebbe platealmente di aver perso il sostegno necessario a rappresentare con piena legittimità l’intera categoria.

ANC intende ribadire con fermezza che ogni ipotesi di proroga, tanto più se discussa informalmente e senza il coinvolgimento della base, è da respingere in modo categorico.

Vogliamo credere che tutto ciò di cui siamo venuti a conoscenza sia totalmente infondato.

Chiediamo però chiarezza, nulla di più di quanto è dovuto.

Il rispetto delle regole non è un dettaglio formale: è il fondamento della fiducia nella rappresentanza.

I mandati si rinnovano nel confronto democratico, senza ricorrere a scorciatoie.

Una professione che ogni giorno chiede legalità ai cittadini, non può permettersi zone d’ombra al proprio interno.

La categoria merita rispetto, e il rispetto comincia dalla verità.

ANC Comunicazione

CS 11.07.2025_Riforma Ordinamento

CS ANC 13.06.2025 – DL FISCALE: L’ART. 15 RECEPISCE LE ISTANZE DELLA CATEGORIA DOPO L’ASTENSIONE PROMOSSA DAI SINDACATI

COMUNICATO STAMPA

DL FISCALE: L’ART. 15 RECEPISCE LE ISTANZE DELLA CATEGORIA DOPO L’ASTENSIONE PROMOSSA DAI SINDACATI

 Roma, 13 giugno 2025

L’approvazione del Decreto Legge fiscale da parte del Consiglio dei Ministri rappresenta un chiaro riconoscimento delle difficoltà operative più volte denunciate dall’Associazione Nazionale Commercialisti e siamo grati al Viceministro Maurizio Leo per la disponibilità all’ascolto delle istanze della nostra Associazione e per aver dato prova di una sensibilità nei confronti dei professionisti, riconoscendone il ruolo e la centralità del lavoro che gli stessi svolgono nell’assistere imprese e cittadini contribuenti.

L’art. 15, che considera valide le dichiarazioni presentate fino all’8 novembre 2024, recepisce le richieste formulate dall’ANC, confermando l’efficacia dell’azione sindacale culminata nell’astensione dalle attività professionali promossa, tra le altre, dalla nostra sigla, per denunciare i gravi disagi causati da disservizi tecnici e ritardi nei software dell’Agenzia delle Entrate.

Il decreto valorizza il ruolo delle rappresentanze sindacali, confermandone la funzione di interlocuzione e tutela. Una linea confermata anche dall’art. 16, che introduce il differimento dei versamenti fiscali per i soggetti ISA, a seguito delle segnalazioni sulle inefficienze operative e sui ritardi nel rilascio delle specifiche tecniche per modelli ISA e CPB.

ANC continuerà a vigilare e a collaborare per soluzioni strutturali che assicurino dignità e sostenibilità all’attività dei professionisti.

ANC Comunicazione

CS 13.06.2025 Decreto fiscale

 

CS 12.06.2025 – DOPO GLI STATI GENERALI: CONFRONTO NEGATO, VOCI ESCLUSE

COMUNICATO STAMPA

DOPO GLI STATI GENERALI: CONFRONTO NEGATO, VOCI ESCLUSE

Roma, 12 giugno 2025

L’evento degli Stati Generali della Professione, svoltosi a Roma, ha messo in scena l’ennesima occasione persa. Un palcoscenico chiuso, un microfono solo, nessuna possibilità di dialogo. A fronte di oltre 122.000 iscritti, ha partecipato l’1% della categoria.

Durante la sessione pubblica, nessun intervento da parte di ordini territoriali, associazioni, casse di previdenza, fondazioni, colleghe o colleghi. Nessuno spazio per il contraddittorio.

Il presidente del Consiglio Nazionale ha parlato da solo, senza possibilità di replica. Il suo intervento, segnato da toni divisivi e attacchi personali, ha rivelato un’impostazione che non appartiene a una guida istituzionale. Il pluralismo è stato trattato come fastidio, il dissenso come minaccia, fatto ancora più grave perché esternato di fronte a Ministri, Vice Ministri, Parlamentari e rappresentanti delle Istituzioni del nostro Paese.

Molti presenti hanno espresso disagio. Senza clamore, ma con sincerità. Colleghi, presidenti, rappresentanti istituzionali hanno manifestato imbarazzo e amarezza. Non per le divergenze, ma per come queste sono state gestite.

In un momento in cui la professione affronta sfide complesse, il dibattito si è concentrato su logiche di consenso e narrazioni autoreferenziali. Nessun piano tecnico, nessuna proposta concreta. Solo visioni parziali, costruite su relazioni personali e presenze politiche.

Anche la sessione pomeridiana, che avrebbe potuto aprire un confronto vero, è stata riservata a pochi: presidenti e consiglieri degli Ordini. Ancora nessuna possibilità di parlare per casse previdenziali, associazioni, fondazioni, revisori, iscritti. Una scelta precisa. E una conferma: chi non è allineato, resta fuori, si deve fare da parte!

Il dissenso, risorsa vitale in ogni comunità democratica, è stato trattato come anomalia da contenere. Nessuna trasparenza, nessun ascolto.

Ma nessun palco blindato può oscurare la voce di chi crede nel confronto, nel rispetto delle differenze, nella costruzione collettiva del futuro della professione.

Per questo, in allegato, rendiamo pubblico l’intervento che il presidente Marco Cuchel avrebbe voluto pronunciare a nome dell’Associazione Nazionale Commercialisti. Un contributo negato in aula, ma necessario nel dibattito pubblico.

Rivendichiamo il diritto di ogni iscritto, di ogni organismo della professione a essere parte attiva delle scelte che riguardano il proprio presente e il proprio futuro professionale.

E continueremo a farlo. Con rigore, con passione, con la forza pacata di chi sa che l’autorevolezza non si impone: si conquista con l’ascolto.

ANC Comunicazione

CS 12.06.2025 Dopo SSGG

Allegato intervento_ CS 12.06.2025 Dopo SSGG