COMUNICATO STAMPA ADC-ANC 29.03.2020 – INCLUSIONE PROFESSIONISTI NEL REDDITO DI ULTIMA ISTANZA

ADC- ANC 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

INCLUSIONE DEI PROFESSIONISTI NEL REDDITO DI ULTIMA ISTANZA: UN PROVVEDIMENTO CHE CONTIENE DISCRIMINAZIONI DA CORREGGERE IMMEDIATAMENTE

 Roma, 29 marzo 2020

Il Decreto interministeriale che ieri ha sancito la possibilità, anche per i professionisti ordinistici, come per i lavoratori autonomi, di accedere, attraverso i rispettivi enti previdenziali, alla misura del “reddito di ultima istanza” di cui all’art. 44 del Decreto “Cura Italia”, è un provvedimento necessario, la cui formulazione, tuttavia, necessita di opportune quanto immediate correzioni per ristabilire il principio di equità.

La norma, che peraltro presenta alcuni dubbi interpretativi, prevede sì l’immissione dei professionisti iscritti agli ordini nel fondo, ma senza includerli nella platea stabilita nell’art. 27 del Decreto “Cura Italia” e pone, solo per loro, una serie di limitazioni incomprensibili per l’accesso al beneficio.

Non si vede la ragione per cui, solo per le professioni ordinistiche, si siano stabiliti scaglioni di reddito. Il principio di equità richiederebbe che per tutti i soggetti ricompresi negli artt. 27, 28 e 44 del Decreto Cura Italia, fossero applicati i medesimi limiti, ai quali non siamo assolutamente contrari in via di principio, ben consapevoli della non illimitatezza delle risorse a disposizione.

Inoltre, la regolarità contributiva richiesta non può essere un requisito imprescindibile, in quanto va da sé che un ritardo nel versamento dei contributi può essere di per sé già un segnale di difficoltà sul quale non è il caso di infierire ulteriormente, requisito per altro, non richiesto per le altre categorie di lavoratori inserite agli art. 27 e 28 del Decreto. Senza contare poi che la contribuzione rileva ai fini del pilastro previdenziale di diretta gestione delle casse di previdenza e nulla ha a che vedere con un provvedimento emergenziale emanato dallo Stato a causa di una situazione così grave e di grandi dimensioni da interessare l’intero Paese.

In particolare, a noi commercialisti, che lasciamo volontariamente i dipendenti a casa per  tutelarli maggiormente e che siamo stati riconosciuti per decreto essenziali al Paese, viene chiesto di proseguire la nostra attività a rischio della salute, affinché contribuenti e imprese possano comprendere (perché anche questo facciamo da sempre: traduciamo le norme a beneficio dei cittadini) e accedere il più velocemente possibile, per il nostro tramite, alle misure che il Governo dispone quasi quotidianamente in questo momento così difficile. Inutile dire che non tutti i nostri clienti sono ora in grado, e forse non lo saranno mai più, di pagare onorari che noi stessi fatichiamo a chiedere loro, data la situazione. Stiamo lavorando come mai in questi giorni, che ci sia riconosciuto almeno che l’accesso al reddito di ultima istanza sia previsto con criteri uniformi per il lavoro autonomo e per le professioni ordinistiche.

ADC- ANC Comunicazione

CS RUS professionisti_29 03 2020

Decreto “Cura Italia” | Le proposte presentate dalle Associazioni dei Commercialisti

Con riferimento al DL 18/20 (Decreto “Cura Italia”) le Associazioni nazionali dei commercialisti hanno presentato un documento congiunto con le loro osservazioni e proposte di modifica.

Di seguito i documenti a cura delle Associazioni di categoria

Emendamenti Associazioni Commercialisti 25 03 2020 rev

osservazioni unitarie sindacati_testo completo_25.03.2020

Di seguito il comunicato stampa divulgato oggi dalle Associazioni in occasione della presentazione del documento congiunto.

CS congiunto 25.03.2020 _Proposte Associazioni Commercialisti

LETTERA ANC AL DIRETTORE GENERALE DELL’INPS

Il Presidente dell’ANC Marco Cuchel ha indirizzato ieri, 22 marzo 2020, una lettera al Direttore dell’Inps in merito alle modalità operative per la presentazione telematica delle domande di assegnazione delle indennità di sostegno introdotte dal Decreto “Cura Italia”.

Di seguito la missiva inviata dall’Associazione.

21_Direttore Inps

 

Associazioni nazionali dei Commercialisti – Comunicato stampa congiunto 20.03.2020

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

 

COMUNICATO STAMPA

                                   Interpretare le norme secondo il loro significato letterale

Roma, 20 marzo 2020

Ha generato molta confusione la Circolare dell’INPS 37 del 12 marzo 2020 e fino ad oggi l’Istituto non ha rivisto la propria posizione.

Il documento in questione disciplina il comportamento che i datori di lavoro devono tenere in ragione della precedente sospensione dei pagamenti dei contributi,  decretata dal DL 9/2020 del 2 marzo scorso.

Oggi, tuttavia, le previsioni dell’Istituto non risultano orientate al rispetto dei principi che hanno, invece, qualificato le sospensioni previste dal Decreto Cura Italia per i soggetti che hanno un volume d’affari inferiore ai 2 milioni di euro.

L’articolo 62 del DL 18/2020 del 17 marzo 2020 infatti consente espressamente al sostituto d’imposta, che rientra nei citati limiti di fatturato, di sospendere i versamenti relativi a contributi previdenziali ed assistenziali, facendo slittare il relativo pagamento al 31 maggio prossimo.

La norma non disciplina alcuna distinzione in ordine alla tipologia di quota contributi previdenziali per i quali è stato sospeso il versamento e neppure asserisce alcun riferimento a quella trattenuta al dipendente.

Per altro verso, la stessa relazione illustrativa al Decreto 18/2020, nel sottolineare il senso letterale della norma di legge, non svolge alcuna distinzione ancorando la sospensione, che viene concessa ai citati sostituti d’imposta, ai “contributi previdenziali ed assistenziali” e quindi, allo loro generalità senza distinzione di genus o categorie.

Quindi, si deve escludere, almeno per i contribuenti per cui vale la proroga dei versamenti al 31.05.2020, che il Legislatore abbia ritenuto che oggi gli stessi contribuenti per cui vale la sospensione disposta, siano tenuti a versare le trattenute contributive eseguite sulla retribuzione del mese di febbraio 2020.

Comunicazione ADC-AIDC-ANC- ANDOC-FIDDOC-SIC-UNAGRACO-UNGDCEC-UNICO

Comunicato stampa congiunto 20.03.2020

 

 

ANC E STUDIOBOOST: VICINANZA AI COLLEGHI NELL’EMERGENZA

ANC e STUDIOBOOST insieme vogliono dare un segno di vicinanza a tutti i colleghi in questa situazione di emergenza.  Sono state previste delle soluzioni per gli Associati, che riteniamo possano essere utili anche a coloro che non sono utenti della piattaforma Convergence, per dare un segno tangibile di solidarietà in questo difficile momento per tutti: cittadini, professionisti e imprese.

VIDEO – Il Presidente ANC Marco Cuchel e Domenico Navarra, CEO di Studioboost

 

 

 

CONFPROFESSIONI: QUATTRO MILIONI DI EURO PER L’EMERGENZA NEGLI STUDI PROFESSIONALI

Con un comunicato Confprofessioni ha reso noto le misure varate dal Sistema a sostegno del comparto delle professioni per fronteggiare l’emergenza.  Di seguito la nota stampa diffusa.

Coronavirus, quattro milioni di euro per fronteggiare l’emergenza negli studi professionali

Ebipro vara una serie di misure straordinarie per tutelare i professionisti e salvaguardare i livelli occupazionali nel settore. Sostegno al reddito, smart working e accesso al credito per garantire continuità al lavoro

Oltre quattro milioni di euro per fronteggiare l’emergenza lavoro negli studi professionali colpiti dal Coronavirus.
Confprofessioni, d’intesa con le parti sociali del settore, mobilita tutti gli enti bilaterali del Ccnl degli studi professionali (Ebipro, Cadiprof e Fondoprofessioni) per dare un aiuto concreto ai liberi professionisti che stanno affrontando gravissime difficoltà sul piano economico e occupazionale causate dalla diffusione del virus Covid 19. Per tutti gli studi professionali interessati dall’emergenza sanitaria l’Ente bilaterale per gli studi professionali (Ebipro) ha varato una serie di misure straordinarie che mirano a erogare un contributo a sostegno del reddito e un rimborso spese per agevolare lo smart working. Inoltre, Ebipro ha definito un protocollo d’intesa con Fidiprof, il confidi degli studi professionali soggetto garante autorizzato dal Mediocredito Centrale, che riconosce un contributo per rilasciare garanzie su finanziamenti per investimenti o liquidità per 7,5 milioni di euro, con l’obiettivo di favorire l’accesso al credito dei liberi professionisti.

«La situazione degli studi professionali è allarmante. In molte aree del Paese l’attività si è ridotta drasticamente, causando gravi rischi sulla tenuta economica e occupazionale», afferma il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «Al di là delle misure messe in campo dal Governo, il nostro sistema della bilateralità ha il dovere di intervenire tempestivamente per tutelare i professionisti e assicurare continuità al lavoro negli studi professionali. Le risorse finanziarie messe in campo dalla nostra bilateralità sono certamente importanti in questa fase di emergenza, ma dobbiamo pensare anche a una fase post emergenza per rilanciare l’attività degli studi professionali. E in questa direzione stiamo lavorando al fianco del Governo Conte per individuare tutti gli strumenti e le misure necessarie».

«Oggi l’emergenza Coronavirus ci pone davanti oggettive problematicità nella gestione e nell’organizzazione del lavoro negli studi professionali», aggiunge Leonardo Pascazio, presidente di Ebipro. «Moltissimi lavoratori sono costretti a rimanere a casa e organizzare il proprio lavoro in maniera differente. In questa fase emergenziale, abbiamo deciso di incrementare le prestazioni di sostegno al reddito, cui si aggiunge un contributo che andrà a integrare gli ammortizzatori sociali in deroga stanziati dal Governo e dalle Regioni. A queste misure si affianca anche un rimborso spese a favore dei datori di lavoro che mira ad agevolare lo smart working dei loro dipendenti. Inoltre – continua Pascazio – la chiusura forzata delle scuole sta creando enormi disagi negli studi professionali, dove il 90% della forza lavoro è composta da donne che devono conciliare gli impegni di lavoro con quelli della famiglia. In questa direzione stiamo lavorando per individuare ulteriori forme di sostegno che consentano una più efficace conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il nostro impegno non vuol essere solo un segnale di attenzione alle difficoltà degli studi, ma un aiuto concreto per i lavoratori e anche per i liberi professionisti che inevitabilmente subiranno gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria, in termini di fatturato ed incassi».

Le risorse messe a disposizione da Ebipro ammontano a oltre quattro milioni di euro, che verranno distribuiti su tre linee di intervento specifiche: sostegno al reddito, smart working, garanzie Fidiprof su prestiti e finanziamenti. A strettissimo giro saranno disponibili sul sito di Ebipro i regolamenti per accedere ai benefici previsti dalla bilateralità di settore.

Sostegno al reddito. Gli studi professionali possono accedere alle misure sul sostegno al reddito già previste dal Ccnl degli studi professionali. In questi casi, il beneficio consiste in un contributo a sostegno della retribuzione oraria lorda persa in seguito a riduzione/sospensione dell’orario di lavoro. Allo studio interventi per integrare gli ammortizzatori sociali in deroga.

Smart working. Il decreto emanato dal Governo prevede la possibilità di attivare lo smart working per tutta la durata dell’emergenza. In questo ambito Ebipro per agevolare il lavoro a distanza  interviene con un rimborso a favore del datore di lavoro per le spese sostenute nell’acquisto degli strumenti necessari (personal computer, monitor, stampanti…). L’importo viene riconosciuto per ciascun lavoratore interessato.

Accesso al credito. Ebipro, attraverso Gestione Professionisti, ha stanziato un contributo a Fidiprof che potrà consentire l’accesso a finanziamenti per investimenti e liquidità per 7,5 milioni di euro a favore dei liberi professionisti che avranno così l’opportunità di accedere alle garanzie dello Stato, rilasciate dal Mediocredito Centrale, per far fronte alle esigenze di credito per tutta la durata dell’emergenza, ma anche per stimolare la ripresa delle attività degli studi post emergenza.

COMUNICATO ANC- CONFIMI INDUSTRIA 09.03.2020

ANC – CONFIMI INDUSTRIA

Nota congiunta

 DETRAZIONE IVA: INVIATA NUOVA DENUNCIA ALLA COMMISSIONE UE

Chiediamo, senza eccezioni, il rispetto dei principi su cui si fonda l’imposta

Roma, 09/03/2020. È stata spedita oggi la nuova missiva ANC e Confimi indirizzata alla Commissione UE per denunciare la violazione del principio di equivalenza e neutralità della disciplina Iva nazionale in materia di detrazione. La problematica è limitata alle situazioni riconducibili alle fatture di fine anno il cui possesso, inequivocabilmente tracciato in regime di fatturazione elettronica, si perfeziona nei primi giorni del nuovo anno e, per i soggetti che hanno cessato l’attività il 31/12/2019, si presume anche la violazione del principio di effettività del diritto o comunque del principio di proporzionalità laddove si ipotizzino soluzioni attraverso istanze di rimborso anomalo. Ancora più complessa risulta la situazione nel caso in cui l’acquisto pagato e fatturato nel 2019, ma con fattura elettronica recapitata a inizio 2020, riguardi operazioni in inversione contabile.

La norma incriminata è l’articolo 1, comma 1, del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100, come modificato dall’art. 14, comma 1, del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2018, n. 136, nella parte che segue: “fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente.

Sul fatto che non contrasti con i principi unionali il D.P.R n. 100/98 nel riconoscere la possibile retro imputabilità al mese di effettuazione delle fatture passive il cui possesso si perfeziona in tempo utile per la liquidazione (più precisamente entro il 15 del mese successivo), la Commissione si è già espressa (TAXUD C3 D(2018)6177124 del 13/11/2018) in risposta alla sollecitazione avanzata da ANC e Confimi nel contesto dell’istruttoria della precedente denuncia presentata a maggio 2017[1].

Quello che non è comprensibile è che, per l’effetto della citata eccezione, questo principio funzioni per la norma nazionale solamente 11 mesi su 12. Non vi sono motivi, infatti, se non quelli iniquamente riconducibili al fatto che l’Erario punta a far temporaneamente cassa giocando sulle differenze temporanee dei flussi; il principio di neutralità vieta però che l’Iva gravi sugli operatori intermedi poiché l’Iva è un’imposta sui consumi che deve gravare solo sui consumatori finali.

Abbiamo responsabilmente atteso anche la conversione del D.L. 30 dicembre 2019, n. 162 (decreto milleproroghe) ma nulla di fatto: anche l’emendamento 4.024 al disegno di legge C.2325 di conversione del “milleproroghe”, che proponeva di abrogare detta eccezione, è stato infatti dichiarato “inammissibile” per veti superiori.

Si tratta di una situazione palesemente irrazionale che a nostro giudizio viòla anche principi di matrice costituzionale quali quello di proporzionalità, ragionevolezza ed equità. Purtroppo l’esperienza italiana insegna che è poco proficuo confidare ed invocare il rispetto di detti principi (basti pensare a quante volte legislatore e Amministrazione finanziaria hanno disatteso i principi dello Statuto del Contribuente che, per inciso, il prossimo luglio compirà i suoi primi poco esaltanti 20 anni) e pertanto, come annunciato lo scorso gennaio (comunicato congiunto del 21/1/2020), abbiamo nostro malgrado ritenuto necessario adire nuovamente la Commissione UE nell’auspicio di richiami sovrannazionali al rispetto dei principi su cui si fonda l’imposta.

Marco Cuchel

Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti

 Flavio Lorenzin

Vice Presidente Confimi Industria – Confederazione dell’Industria Manifatturiera italiana e dell’Impresa Privata – con delega alle semplificazioni e ai rapporti con la Pubblica Amministrazione

[1] Denuncia che riguardava la presunta violazioni ai principi comunitari (neutralità, proporzionalità, equivalenza ed effettività) delle novità introdotte in materia di detrazione dall’articolo 2 del D.L. 50/2017.

Comunicato stampa ANC-CONFIMI 09 03 2020_Nuova denuncia su Detrazione IVA

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli  riguardanti la denuncia presentata dalle Associazioni ANC e Confimi Industria

09.03.2020_Ipsoa-denuncia-ANC-CONFIMI

10.03.2020_Eutekne-denuncia-ANC-CONFIMI

10.03.2020_Informazione Fiscale _Denuncia ANC-CONFIMI

11.03.2020_Ipsoa-detrazione-iva-una-disciplina-che-non-funziona-sempre

 

LETTERA DELLE ASSOCIAZIONI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AL MINISTRO DELL’ECONOMIA

In data 6 marzo le Associazioni nazionali di categoria hanno indirizzato al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia la richiesta di interruzione e rinvio delle udienze in seno alle Commissioni tributarie provinciali e regionali, nonché la sospensione degli ulteriori termini processuali quale misura preventiva necessaria al contenimento dell’emergenza sanitaria in atto.

La lettera congiunta delle Associazioni Richiesta Sospensione udienze CT