Ansa Professioni – Articoli del 15.07.2020

Ansa Professioni 15.07.2020

Pdl malattia professionisti, sì ad audizioni Ordini e sindacati – In commissione giustizia Cup, Rtp, Confprofessioni, Anc ed Aiga

https://www.ansa.it/professioni/notizie/ordini_professionali/2020/07/15/pdl-malattia-professionisti-si-ad-audizioni-ordini-e-sindacati_1b6829bb-4580-4a41-9ea8-635be44ab775.html 

 

Ansa Professioni 15.07.2020

Sindacato commercialisti, ‘per molti la cig è un miraggio’ – Anc, ‘procedure non funzionano e professionisti in difficoltà’

https://www.ansa.it/professioni/notizie/fisco_lavoro/2020/07/15/sindacato-commercialisti-per-molti-la-cig-e-un-miraggio_b8ab44a7-117a-42f1-80b1-6d648151e945.html

COMUNICATO STAMPA ANC 15.07.2020 – CIG: PER MOLTI LAVORATORI RESTA ANCORA UN MIRAGGIO

COMUNICATO STAMPA ANC

CIG: PER MOLTI LAVORATORI RESTA ANCORA UN MIRAGGIO

Roma, 15 luglio 2020

La nuova procedura messa in campo dal legislatore per la concessione del trattamento di cassa integrazione alle aziende in difficoltà avrebbe dovuto essere più snella e semplice della precedente e far arrivare il denaro ai dipendenti in brevissimo tempo. Almeno così assicurava il Presidente del Consiglio nelle sue conferenze stampa, anche in quella di presentazione del D.L. Rilancio, unitamente ad altri esponenti del Governo.

Ma le cose sono andate davvero così?

Sarebbe bastato solo un click per poter richiedere le previste ulteriori 9 settimane di CIG, invece il legislatore ha stabilito un percorso nuovo.  Intanto si sono allungati i tempi perché le domande di richiesta per le ulteriori 5 settimane, concesse dal D.L. 34/2020, non potevano essere presentate prima del 18.06.2020 ancorché coprissero periodi di maggio (le prime 9 settimane del D.L. 18/2020 arrivavano al 10.05.2020 per la grande maggioranza dei casi), con scadenza di presentazione entro il 17.07.2020.

Inoltre, ancora oggi, non sono chiare le modalità di presentazione delle domande per ciò che concerne la rendicontazione delle giornate autorizzate e non fruite (vedi messaggi Inps, circolare del Ministero del Lavoro, ecc).

Lo strumento innovativo, pensato per far avere i soldi subito ai dipendenti, non ha funzionato e si è rivelato molto più complesso ed articolato del precedente. Ad oggi le domande presentate con richiesta di anticipo del 40% sono state massivamente bocciate e la giustificazione fornita dall’Inps è che non sono state completamente utilizzate le precedenti 9 settimane, anche per un solo giorno!

Il DL 34/2020 precisa chiaramente che nei confronti delle CIG in deroga è sufficiente che le settimane siano state “autorizzate” dalla Regione. L’Inps, invece, chiede l’integrale fruizione di tutte le giornate delle 9 settimane, quindi se, come nella maggioranza dei casi, le aziende hanno richiesto la Cig dal 12.03.2020 (momento di disposizione del primo lockdown nazionale), evidentemente la loro richiesta non comprende i giorni  9 – 10 e 11 marzo e questo, secondo l’Inps, comporta il rigetto della domanda.

Purtroppo le cose non vanno meglio neppure per le domande che non richiedono l’anticipo: ad oggi queste domande sono ancora “in lavorazione”.

I dipendenti e le loro famiglie sono senza ammortizzatori sociali dal 10 maggio.

Per quanto riguarda la situazione degli artigiani (FSBA), questa è drammatica:  pur avendo presentato domanda con accordo sindacale obbligatorio, pur avendo correttamente rendicontato tutte le assenze per i mesi di marzo, aprile maggio e giugno, il fondo ha liquidato solo la prima parte del mese di marzo. Ancora oggi, sul sito di FSBA risulta presente un avviso con il quale viene comunicato che sono in attesa dei fondi necessari per l’erogazione delle ulteriori prestazioni!

“Non è ammissibile – sostiene il Presidente ANC Marco Cuchel – che dopo aver assicurato interventi per risolvere i ritardi accumulati, la situazione non sia stata ancora sbloccata, ed è gravissimo che tante persone continuino a non ricevere alcun sostegno, considerando inoltre che per i professionisti svolgere il proprio lavoro in un sistema dove le procedure non funzionano e dove cittadini e imprese restano senza risposte, è estremamente arduo”.

ANC – Comunicazione

CS ANC 15.07.2020_CIG

COMUNICATO STAMPA ANC 13.07.2020 – FATTURA ELETTRONICA E PRIVACY

COMUNICATO STAMPA ANC

 

MEMORIZZAZIONE E UTILIZZO DATI FATTURA ELETTRONICA

IL GARANTE DELLA PRIVACY BOCCIA LO SCHEMA DI PROVVEDIMENTO DELL’AGENZIA ENTRATE

Roma, 13 luglio 2020

Con il provvedimento dello scorso 9 luglio l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali boccia lo schema di provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ai fini dell’attuazione delle disposizioni dell’art. 14 del Decreto Legge 124 del 2019, che stabilisce le nuove modalità di memorizzazione e utilizzo dei dati delle fatture elettroniche da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Per il Garante la memorizzazione dei dati fiscalmente non rilevanti, senza alcuna distinzione, e riguardanti la descrizione delle prestazioni fornite, è una violazione del principio di proporzionalità del trattamento dei dati che il Regolamento sancisce.

Il parere negativo dell’Autorità – sottolinea il Presidente dell’ANC Marco Cuchel – è netto  e non lascia spazio ad interpretazioni: la previsione della memorizzazione e dell’utilizzazione dei dati personali contenuti nella fattura elettronica, anche qualora siano adottati elevati standard di sicurezza, risulta “sproporzionata in uno stato democratico” anche rispetto al perseguimento di un obiettivo di interesse pubblico quale il contrasto al fenomeno dell’evasione fiscale, nei confronti del quale comunque l’efficacia della fatturazione elettronica è tutta da dimostrare. Sulla base del pronunciamento della Corte dei Conti come pure di un recente studio a cura del Politecnico di Milano, i dati effettivi del recupero dell’evasione fiscale riconducibili alla fattura elettronica si sono dimostrati ampiamente al di sotto delle previsioni.

Sin dal principio, l’ANC ha denunciato le gravi criticità del sistema della fatturazione elettronica rispetto all’acquisizione delle informazioni personali e alla loro disponibilità e già l’Autorità Garante, come la stessa sottolinea nel recente parere, era intervenuta per invitare il legislatore ad una opportuna selezione della tipologia delle informazioni trattate.

Per quanto riguarda invece le modalità di trattamento prospettate ai fini dell’analisi del rischio attraverso l’utilizzo delle banche dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, che comportano la profilazione di tutti i contribuenti, compresi i minori di età, l’Autorità Garante ha posto l’accento sui rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati e ha espresso  l’intenzione di voler approfondire l’istruttoria con l’acquisizione di ulteriori elementi.

“Questo nuovo intervento del Garante – conclude Marco Cuchel – ci auguriamo che induca  finalmente il legislatore a sanare con urgenza, a tutela di tutti i contribuenti, le gravi violazioni che il sistema della fatturazione elettronica, relativamente sia alla piattaforma pubblica sia a quelle private, attualmente contempla dal punto di vista del trattamento e della riservatezza dei dati.”.

ANC Comunicazione

CS ANC 13.07.2020 _Privacy e Fattura elettronica

COMUNICATO STAMPA ADC-ANC 8 LUGLIO 2020

ADC –ANC

 

COMUNICATO STAMPA

RINVIO NOMINA ORGANO DI CONTROLLO NELLE PICCOLE SOCIETÀ

EMENDAMENTO INUTILE E DANNOSO

Roma, 8 luglio 2020

L’emendamento al DL Rilancio  che rinvia al 2022 il termine per la nomina degli organi di controllo nelle piccole società è inutile e dannoso.

E’ inutile perché arriva quando ormai le assemblee delle società si sono già svolte: il 28 giugno la gran parte delle società ha approvato il bilancio e in quel frangente ha nominato l’organo di controllo.

Ora cosa accade a quelle nomine?

Non solo, ma il messaggio che passa è decisamente preoccupante: le società virtuose che hanno adempiuto tempestivamente ad un obbligo di legge lo hanno fatto inutilmente mentre le società che si sono sottratte furbescamente all’obbligo vengono premiate.

L’emendamento è poi anche dannoso. Tutta la riforma della crisi di impresa si basa sui sistemi di allerta per evitare l’insolvenza ed i sistemi di allerta presuppongono organi di controllo terzi e professionali. Secondo l’emendamento, il 1° settembre 2021 entra in vigore la riforma della crisi di impresa e solo l’anno seguente c’è l’obbligo per le società della nomina degli organi di controllo.

Solo chi non ha mai conosciuto l’esercizio delle funzioni di controllo può evidentemente pensare e scrivere una simile norma. Come sarà mai possibile far funzionare tale sistema?

Il sistema dei controlli deve necessariamente essere già in piedi quando entrerà in vigore la riforma, così da consentirne l’applicazione immediata.

Non c’è dubbio che le società dotate di organo di controllo falliscano di meno, e la norma è stata studiata e scritta per conseguire tale obiettivo su larga scala e garantire un sistema più sicuro ed affidabile. Oggi il Legislatore ha di fatto barattato la funzionalità di fondo di un sistema con un piccolo risparmio per le singole società, ciò con grave danno per il Paese.

Molte società che a causa della grave crisi economica si trovano o si troveranno in difficoltà e che avrebbero avuto giovamento finiranno per fallire, con rilevanti danni per i lavoratori, per i fornitori, per gli istituti finanziatori.

Un  emendamento inutile, dannoso e particolarmente miope, che affossa le imprese che potrebbero salvarsi in un momento di estrema delicatezza per il Paese.

ADC – ANC Comunicazione

CS ADC-ANC 08.07.2020_Nomina organo di controllo