CS ANC 12.05.2026 –  SCHEMA D.LGS SU TESTO UNICO IN MATERIA DI IMPOSTE SUI REDDITI, OSSERVAZIONI E PROPOSTE DELL’ANC  

 

COMUNICATO STAMPA

 SCHEMA D.LGS SU TESTO UNICO IN MATERIA DI IMPOSTE SUI REDDITI

OSSERVAZIONI E PROPOSTE DELL’ANC  

 Roma, 12 maggio 2026.  Nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi (AG 398) da parte della Commissione Finanze della Camera, all’Associazione Nazionale Commercialisti è stato chiesto di fornire un contributo in termini di osservazioni e proposte.

L’analisi elaborata, grazie anche al lavoro della Commissione Fiscale di ANC e del suo Presidente Giuseppe Avanzato, si articola in osservazioni specifiche, con una prima parte riguardante l’imposta sul reddito delle persone fisiche, con particolare riferimento alla struttura delle detrazioni e alla loro coerenza sistematica, e una seconda sezione riferita a imprese e professionisti e alle criticità sul piano del coordinamento con le discipline settoriali in vigore.

Rispetto ai contenuti dello schema di decreto legislativo, sono state evidenziate specifiche criticità, illustrando puntualmente la norma coinvolta, il loro effetto fiscale nonché l’impatto gestionale.

Gli aspetti critici evidenziati dall’ANC sono molteplici, tra questi il mancato coordinamento tra nuova disciplina del reddito di lavoro autonomo e CPB; la rigidità e scarsa adattabilità del sistema di tassatività delle variazioni del reddito concordato; l’incompatibilità tra CPB e iperammortamento; l’esclusione dei lavoratori autonomi dall’iperammortamento e assenza di raccordo con il CBP; il mancato coordinamento del CPB con la riforma del lavoro autonomo; la rigidità del CPB per studi associati, STP e aggregazioni professionali.

Ulteriori criticità segnalate riguardano l’incertezza normativa e la stratificazione di norme, prassi e correttivi; l’asimmetria tra sostanza economica ed effetti del regime concordatario; gli effetti del CPB ai fini IRAP e la complessità delle rettifiche.

“ANC” spiega il Presidente Marco Cuchel “ha voluto apportare un contributo costruttivo e soprattutto qualificato, formulando proposte emendative specifiche e tecnicamente fondate, che ci auguriamo possano essere considerate favorevolmente dalla Commissione.”

ANC Comunicazione

CS_12.05.2026 schema decreto imposte redditi

Il documento presentato da ANC Memoria_AG398_VI Comm Finanze

 

Festival dell’Economia di Trento 2026 XXI Edizione – Partecipazione del Presidente ANC

Festival dell’Economia di Trento 2026
Tema della XXI edizione: “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”

📅 Appuntamento a Trento dal 20 al 24 maggio 2026
https://www.festivaleconomia.it/    

Al panel dedicato alle professioni in programma il 21 maggio partecipa anche il Presidente ANC Marco Cuchel

Le libere professioni. Ombre e luci sull’età: le speranze dei/delle giovani

Lavoro e nuove professioni
Protagonisti 2026: Rosalia Bergamin, Marco Cuchel, Simona D’Alessio, Gianpaolo Di Marco, Luca Iannettone, Barbara Lorenzi, Alberto Oliveti, Marco Natali

https://www.festivaleconomia.it/it/programma/programma-2026/economie-dei-territori/le-libere-professioni.-ombre-e-luci-sull-eta-le-speranze-dei-delle-giovani  

LETTERA APERTA ANC ALLA CATEGORIA

LETTERA APERTA ALLE COLLEGHE E AI COLLEGHI

L’adesione del CNDCEC a Formez PA

Opportunità o rischio di attenuazione dell’autonomia istituzionale?

 

Roma, 4 maggio 2026

Care Colleghe e cari Colleghi,

la richiesta di adesione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili a Formez PA, del novembre scorso con relativa ammissione con decorrenza gennaio 2026, nonché il primo affidamento già disposto in favore di tale organismo secondo il modello dell’in house providing, meritano, a parere dell’Associazione Nazionale Commercialisti, una riflessione ampia.

Non si tratta di contestare aprioristicamente una scelta che potrebbe, in via di principio, presentare profili di utilità sul piano della formazione, dell’innovazione amministrativa e del supporto tecnico-istituzionale, si tratta, piuttosto, di interrogarsi se tale adesione sia pienamente coerente con la funzione del Consiglio Nazionale quale ente esponenziale di una professione ordinistica, chiamato a rappresentarne gli interessi con autonomia, indipendenza e capacità critica.

Un dato che non può essere considerato marginale è che Formez PA è un organismo in house, sottoposto al controllo, alla vigilanza e ai poteri ispettivi della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È stato altresì affermato che tale attività di controllo può estendersi alle amministrazioni associate (cfr. parere del Consiglio di Stato Numero 00883/2019 del 21/03/2019 su quesito ANAC prot. n. 0080298). Non riteniamo che questo sia un elemento trascurabile; esso pone, infatti, una questione che va oltre la mera convenienza operativa, ovvero se sia pienamente coerente con il ruolo di un ente rappresentativo di una professione ordinistica partecipare stabilmente a un organismo la cui governance e il cui controllo risultano strutturalmente collocati all’interno di un’orbita governativa.

Le professioni ordinistiche non sono articolazioni della pubblica amministrazione. Collaborano con le istituzioni ma non coincidono con esse e devono conservare l’autonomia di giudizio, l’indipendenza funzionale nonché la capacità di assumere, quando necessario, posizioni anche critiche nei confronti degli apparati pubblici.

In questo quadro, l’adesione del CNDCEC a una struttura come Formez PA solleva interrogativi che non appaiono eludibili nelle ipotesi che la partecipazione a un sistema soggetto a controllo governativo possa generare forme, anche solo indirette, di condizionamento istituzionale e altresì se tale collocazione possa incidere, anche sul piano della percezione interna o esterna, sull’indipendenza del Consiglio Nazionale nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali e altri apparati amministrativi già associati a Formez Pa.

Un ulteriore elemento di riflessione discende dal fatto che il CNDCEC dispone già di una propria struttura in house, la Service CNDCEC, istituita proprio per supportare attività strumentali e operative connesse alle funzioni del Consiglio Nazionale.

In tale contesto, appare legittimo interrogarsi su quali siano le ragioni per le quali, a fronte di affidamenti verso Formez PA, non si sia ritenuto di valorizzare prioritariamente una struttura interna, provvedendo a rafforzare gli eventuali punti critici in termini di capacità tecniche e organizzative.

Il profilo osservato non è di tipo meramente gestionale, bensì relativo all’impiego delle risorse dell’Ente, alla coerenza delle scelte organizzative e al rafforzamento del modello di autonomia operativa del Consiglio Nazionale. Decisioni di tale portata incidono sul posizionamento istituzionale del Consiglio Nazionale e, per esso, dell’intera categoria.

Per questa ragione, appare quantomeno opportuno interrogarsi se le valutazioni compiute dalla governance della categoria non avrebbero meritato un confronto preventivo ampio, una indispensabile trasparenza sulle finalità perseguite, nonché una chiara rappresentazione dei benefici attesi, invece che il suo rimanere nel totale silenzio d’informazione, non trattandosi di scelte che riteniamo possano essere state meramente tecniche, ma che riverberano effetti incidendo sul modello di rappresentanza della professione. Con rammarico invece abbiamo osservato come la notizia sia rimasta nel totale silenzio, non essendo stata resa nota agli Ordini Territoriali e ancor meno agli iscritti.

Un altro profilo di non minor rilievo è la natura vincolante delle decisioni assembleari.

Lo Statuto di Formez PA, infatti, all’art. 9 prevede che le deliberazioni dell’Assemblea siano “vincolanti” per tutti gli associati, anche se assenti o dissenzienti. Non v’è dubbio che si tratti di una previsione particolarmente incisiva, poiché implica che l’adesione non si esaurisca in una mera collaborazione ma comporta che l’inserimento in un ordinamento associativo, nel quale le decisioni sono adottate da un organo a prevalente composizione pubblica, possano produrre effetti vincolanti anche per il socio, anche se non concorde.

Da qui discende a valle un interrogativo ulteriore: quanto è coerente, con l’autonomia dell’ente esponenziale della professione, l’appartenenza a una struttura in cui decisioni non condivise possano comunque vincolarlo?

È opportuno rilevare che fra i soci di Formez Pa si annoverano, oltre alla quasi totalità dei Ministeri, anche l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione, rispetto alle quali andrebbe custodita e preservata una totale autonomia piuttosto che attuare una condivisione statutaria o una logica di appartenenza.

Il tema di fondo è se la rappresentanza di una professione si rafforzi avvicinandosi ai centri del potere amministrativo, oppure, mantenendo una distanza funzionale da quest’ultimi, al fine di garantire autonomia e libertà; e ancora, se l’esternalizzazione di funzioni verso organismi partecipati rafforzi o indebolisca la capacità del Consiglio Nazionale di esercitare un ruolo pienamente autonomo.

Sono tutte riflessioni che, si ribadisce, non intendono esprimere un giudizio preconcetto, auspicando che il vertice della categoria chiarisca, seppur largamente ex post, le ragioni e i benefici di detta partecipazione, decisa in piena riforma ordinamentale.

Sono questi interrogativi che ANC ritiene doveroso porre in luce, poiché attengono a un principio che precede ogni valutazione di opportunità: l’indipendenza dell’istituzione professionale, principio che non solo va osservato, ma anche preservato nelle diverse relazioni che si allacciano e si intrattengono con enti e istituzioni.

Un cordiale saluto.

Marco Cuchel – Presidente ANC

64_Lettera aperta alla categoria

 

 

Comunicato stampa ANC – Riforma forense – emendamento sulla consulenza

COMUNICATO STAMPA

Riforma della professione forense

Sensibilità istituzionale e ascolto restituiscono equilibrio al sistema professionale

 

Roma, 1 maggio 2026. L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime apprezzamento e sincero ringraziamento nei confronti di quanti, in sede parlamentare, hanno dimostrato sensibilità istituzionale e attenzione concreta verso il sistema ordinistico, contribuendo all’approvazione dell’emendamento intervenuto sul testo della riforma forense.

“Già con il comunicato del 9 marzo 2026” sottolinea Marco Cuchel “avevamo pubblicamente denunciato i potenziali effetti distorsivi derivanti dal ritiro degli emendamenti allora presentati, evidenziando il rischio concreto di comprimere competenze professionali da sempre esercitate anche dai Commercialisti, con inevitabili ricadute sull’attività professionale e sui servizi resi a cittadini e imprese”.

In quel momento, infatti, mentre ANC riteneva doveroso sollevare con fermezza la questione, larga parte della categoria è rimasta sostanzialmente silente, ritenendo evidentemente che il tema non richiedesse particolari interventi.

L’approvazione dell’ulteriore emendamento che mette definitivamente al riparo la consulenza in ambito del diritto svolta anche dai commercialisti, conferma invece che quelle preoccupazioni erano fondate e meritavano, come sostenuto sin dall’inizio, attenzione e un intervento tempestivo.

Per questo esprimiamo un particolare ringraziamento a chi ha promosso insieme ad ANC il confronto sul tema, in particolare al Cup, a Confprofessioni, ai relatori della riforma e ai componenti della Commissione Giustizia, che hanno affrontato la questione con equilibrio, riaffermando un principio essenziale: ogni professione ordinistica deve poter continuare a svolgere attività di consulenza nell’ambito delle proprie competenze.

 

ANC Comunicazione

CS_01.05.2026 riforma forense