Sistema Tessera Sanitaria tutto da rivedere

 

COMUNICATO STAMPA

 

TESSERA SANITARIA:

SISTEMA IN DOWN E REGOLE INUTILI DA RIVEDERE

 

Roma, 20 gennaio 2021

 

Centinaia di colleghi segnalano che da ieri si registra l’impossibilità ad accedere al sistema Tessera Sanitaria. La scadenza del 31 gennaio per l’invio dei dati 2020 è vicina, e dal mese di febbraio è previsto il nuovo adempimento di invio mensile, sostanzialmente superfluo, in quanto teoricamente la comunicazione del dato è funzionale alla compilazione delle dichiarazioni precompilate, disponibili solo a metà nell’anno successivo.

Ci si chiede perché aggiungere questa nuova crocetta al calendario delle decine di scadenze mensili, oltretutto senza garantire neanche un servizio efficiente, quando il tracciato con i dati potrebbe tranquillamente continuare ad essere annuale.

Inoltre, non si vede perché da quest’anno l’obbligo in questione debba riguardare anche i pagamenti in contanti, esclusi per legge dalla possibilità di detrazione, quando la ratio del sistema era far confluire dal 2020 nelle dichiarazioni precompilate quei pagamenti tracciabili che per motivi di privacy non potevano atterrare sullo SDI.

Il Presidente dell’ANC Marco Cuchel chiede pertanto al Mef “un immediato intervento sull’attuale malfunzionamento e un generale ripensamento dell’intero sistema: sui tempi, per evitare agli intermediari un’ulteriore inutile scadenza; sulla modalità, prevedendo il solo obbligo per i pagamenti tracciabili; infine sul merito, prendendo in considerazione il profilo di illegittimità (già sollevato in passato da ANC) che emerge nella discriminante del tipo di pagamento rispetto alla detraibilità”.

 

ANC – Comunicazione

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Comunicato Stampa – ISA: necessaria esclusione per tutti dall’obbligo

COMUNICATO STAMPA ANC

 ISA: NECESSARIA UN’ESCLUSIONE GENERALIZZATA DALL’OBBLIGO

 

 Roma, 4 gennaio 2021

Il Decreto che fisserà le regole di esclusione dall’obbligo di presentazione degli indici di affidabilità fiscale e che introdurrà i “correttivi”, terrà conto solo parzialmente della situazione che tutti gli operatori economici si sono trovati ad affrontare, indipendentemente dall’essere ricompresi o meno nelle tre categorie individuate dalla commissione di esperti e inserite nella norma (calo del fatturato al 33%, attività sottoposte a restrizioni, avvio p. iva dal 2019).

ANC ritiene che tale agevolazione non debba escludere nessuno. La pandemia, tutt’ora in pieno svolgimento, colpisce economicamente non solo direttamente alcune categorie, ma di riflesso trascina con sé imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti, senza chiedere ad ognuno il codice Ateco o l’anno di apertura attività. Si pensi solamente ad una realtà produttiva o a uno studio professionale di pochi elementi dove tutti sono contagiati o in isolamento preventivo: l’attività si blocca indipendentemente dal tipo di servizio reso, le scadenze vengono saltate e l’emergenza rende impossibile seguire tutto ciò che poi rende il soggetto “affidabile” per l’amministrazione finanziaria.

“Per questo occorre pensare a una tregua” sostiene fermamente il Presidente ANC Marco Cuchel “che consenta a tutti di potersi concentrare sulla ripresa e che tenga conto del fatto che il 2020, ma anche il 2021, non saranno anni normali per nessuno. Sarebbe un grande messaggio di vicinanza a tutte le forze produttive del Paese e di rispetto verso coloro che, a differenza di altre categorie di lavoratori, non hanno goduto di alcuna continuità retributiva; così come si rende necessaria un’ulteriore moratoria per quei cinquanta milioni di atti che da questo mese dovrebbero piovere sulle teste degli Italiani. La mancata risposta a queste emergenze confermerebbe la percezione generalizzata di uno scollamento tra la politica e il Paese reale. Se un elemento di esclusione dagli ISA è previsto proprio per i contribuenti che non si trovano in condizioni di normale svolgimento dell’attività, mi chiedo quale sia la categoria economica che in Italia possa dirsi esclusa da questo requisito”

 

ANC – Comunicazione

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Baratto Finanziario – Emendamento approvato in Commissione Bilancio

 

COMUNICATO STAMPA

 BARATTO FINANZIARIO: L’APPROVAZIONE DELL’EMENDAMENTO SEGNA UN PUNTO A FAVORE DEL BUON SENSO

 

Roma, 22 dicembre 2020

Se tutto procederà come deve, dal prossimo anno i crediti e i debiti derivanti da transazioni commerciali che risultano dalle fatture elettroniche i cui importi non sono ancora stati riscossi, potranno essere compensati tra loro. Dopo la proposta di legge di novembre, a prima firma Garavaglia, sostenuta e promossa da ANC e Confimi Industria, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento alla prossima Legge di stabilità, che riguarda l’introduzione di questo sistema attraverso l’implementazione della piattaforma SDI.

L’ANC e Confimi Industria hanno sempre creduto in questa innovativa procedura, che costituirà una vera e propria rivoluzione che consentirà di abbreviare i tempi di riscossione degli importi da parte dei soggetti economici interessati a questo scambio multilaterale. Allo stesso tempo, darà maggior senso all’istituzione del sistema di fatturazione elettronica che, sino ad ora, ha stentato a ricevere l’apprezzamento degli operatori economici.

“È un’idea semplice ma che potrebbe facilitare la vita agli uffici amministrativi di molte aziende e anche ai piccoli operatori” sostiene Marco Cuchel Presidente ANC  “In un momento come questo, di grande difficoltà economica, sarà possibile disporre di maggiore liquidità e fare meno ricorso al sistema creditizio e ad onerosi sistemi di anticipo sulle fatture. Ringraziamo l’On Massimo Garavaglia per aver sostenuto attivamente sia la proposta di legge, che l’emendamento in Commissione, come ringraziamo i deputati di tutti i gruppi che l’hanno votata, percependone le potenzialità. È un esempio di come il lavoro squadra tra imprese, politica e professioni possa dare frutti a beneficio dell’intero Paese”

 

ANC – Comunicazione

 

Comunicato Stampa – Avvocati: no alla riforma con i super-poteri

 

 

COMUNICATO STAMPA

AVVOCATI: LA PROPOSTA DI LEGGE CON I SUPER-POTERI

Roma, 21 dicembre 2020

Il testo della proposta di Legge 2810, a firma dei Deputati Colletti, Berardini, Caretta, Penna, che introduce una serie di modifiche all’Ordinamento della Professione di Avvocato, in particolare per quello che concerne l’accesso e l’esercizio nei diversi settori di specializzazione, all’art. 7 contiene una serie di disposizioni che, incredibilmente, vanno a normare anche altre professioni ordinistiche, tra cui la nostra.

Con un colpo solo, infatti, gli estensori (e coloro che li sostengono) fanno tabula rasa di ben tre ordinamenti (commercialisti, consulenti del lavoro, notai) e delle prerogative che lo Stato attribuisce ai rispettivi iscritti, prevedendo una serie di fantomatici quanto inutili esami per esercitare quelle funzioni specialistiche che gli avvocati vorrebbero istituire per regolare per la loro professione.

In pratica, poiché come da sempre evidenziato dalle scriventi associazioni, la dilagante “febbre da specializzazioni” comporta una serie di problematiche e punti interrogativi di enorme portata per ciò che concerne i possibili effetti distorsivi in un mercato che è già continuamente sotto attacco, gli amici avvocati hanno pensato bene di piegare alle proprie esigenze i professionisti che esercitano funzioni a loro comuni (rappresentanza nei processi tributari, curatele fallimentari, liquidazioni, e commissariamenti), agendo d’imperio e riformando a loro piacimento anche gli altri ordinamenti.

A questa enormità giuridica, si aggiunge anche una scarsa conoscenza delle norme che si vorrebbero cambiare. Ad esempio, alla lett. b) dell’art 7 si dà per scontato che anche gli esperti contabili, ad oggi, possano operare nelle procedure concorsuali, mentre il D.L. 139/2005 lo esclude.

Ricordiamo che gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili esercitano tutte le funzioni che l’Ordinamento attribuisce loro, dopo aver sostenuto un esame di Stato abilitante e mantenendo le competenze attraverso la formazione continua obbligatoria. Inoltre, riteniamo con una certa sicurezza che, se una modifica del nostro Decreto istitutivo dovrà esserci, non sarà in nessun modo operata su richiesta di altri comparti professionali.

Stupisce, infine, che il sussistente organismo di coordinamento tra i Consigli Nazionali di Avvocati, Commercialisti e Notai sia stato tagliato fuori dai primi e non capiamo come sia tollerabile dalle altre componenti una siffatta fuga in avanti (si pensi solamente alla previsione dell’obbligo di far sostenere ai notai l’esame per il settore concorsuale).

Siamo abbastanza sicuri che questa proposta non avrà una vita lunga, anche in considerazione del periodo emergenziale e francamente poco opportuno per la discussione di materie non urgenti, e che si scontrerà miseramente con eccezioni di natura costituzionale e di ordine tecnico-giuridico. Noi siamo comunque pronti a presidiare un perimetro già molto eroso, e non siamo disposti a concedere neanche un millimetro.

 

 

Comunicazione ANC – SIC – UNAGRACO – UNICO

 

Certificazioni Uniche Inps – Le spiegazioni dell’Istituto non sono sufficienti

 

 

COMUNICATO STAMPA

LE GIUSTIFICAZIONI DELL’INPS CONFERMANO L’INADEGUATEZZA MA NON CHIARISCONO CHI PAGA
FACCIAMO RIFARE LE DICHIARAZIONI AL PERSONALE DELLA P.A.

Roma, 14 dicembre 2020

È stata forse la fretta con la quale lo scorso venerdì l’Inps ha provveduto a dare la propria spiegazione sulle 620.000 certificazioni uniche errate, dopo quanto apparso lo stesso giorno sul quotidiano Italia Oggi, a far sì che la comunicazione omettesse le risposte a domande legittime di contribuenti e professionisti, domande di ordine operativo, ma anche interrogativi concernenti questioni di principio sulla perdurante disparità di trattamento tra il cittadino e l’amministrazione pubblica quando si tratta di riparare agli errori.
Ci chiediamo, visto che per i datori di lavoro privati è prevista una sanzione di 100 euro, senza cumulo giuridico, in caso di emissione di CU errate, chi pagherà i 62 milioni di euro dovuti: Il Presidente Tridico? Il Direttore Di Michele? L’Inps e quindi sempre noi? È probabile che non sarà chiesto conto di questo pagamento, in ossequio al vigente principio che se sbaglia lo Stato nessuno paga.
Venendo alla candida dichiarazione che, in fondo, “ogni anno” si registra un 3% di errore da parte dell’Inps, vorremmo, prima di tutto, che la stessa benevolenza con il quale l’Istituto si concede un margine del 3% di errore nelle certificazioni fosse concesso anche ai cittadini e a noi professionisti, e poi, se non è troppo, chiediamo in questi anni quanti e quali siano stati gli sforzi messi in campo per ottenere la riduzione di questo parametro che, se consideriamo i numeri assoluti, è comunque preoccupante. L’Inps, inoltre, quando ci fa sapere che è avvenuto quello che ogni anno avviene, dimentica di aggiungere che quest’anno le variazioni sono state inviate quando i termini per la presentazione e i versamenti erano scaduti.
Per molti cittadini, poi, il cambiamento della situazione reddituale inciderà sulla valutazione del merito creditizio per mutui e finanziamenti già ottenuti o che sono stati rifiutati, oltre alle dichiarazioni Isee che saranno presentate da coloro i quali non hanno potuto prendere visione della comunicazione di variazione.
Rimane anche la domanda su come il cittadino possa fare a rimediare, senza personali conseguenze economiche relative alle sanzioni sulle dichiarazioni ed eventuali competenze da corrispondere agli intermediari.
“La nostra proposta” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel, “per ovviare a quanto sopra, è che la Pubblica Amministrazione stessa si incarichi di rielaborare le dichiarazioni che risultano da ripresentare per effetto degli errori Inps, come noi professionisti ci facciamo carico di riparare a nostre spese gli errori che commettiamo.
“Alla Ministra Dadone e al Ministro Gualtieri chiediamo pertanto di far sì che sia messo a disposizione dei cittadini interessati un servizio, con procedure e personale ad hoc affinché tutte le dichiarazioni siano regolarizzate senza sanzioni e competenze e che sia rilasciata una manleva per la buona fede e per il legittimo affidamento”.
È chiedere troppo? No, è l’applicazione del principio di equità.

ANC – Comunicazione

 

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ADAPT – Intervista al Presidente ANC Marco Cuchel

Intervista a cura dell’Associazione ADAPT al Presidente ANC Marco Cuchel pubblicata sul Bollettino Adapt

A tu per tu con la rappresentanza/13 – Ddl n. 1474/2020, per la tutela della salute e del lavoro del professionista. Intervista a Marco Cuchel

Per vedere il video dell’intervista, che è disponibile anche nella versione trascritta  CLICCA QUI

 

Lettera del Presidente Cuchel al Corriere della Sera

Egregio Dott. Fontana,

l’articolo apparso domenica 29 sul quotidiano da Lei diretto, a firma Enrico Marro, riporta il risultato di una serie di controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate, successivi all’erogazione ad oggi di 8,2 miliardi di euro di ristori. Nello scritto si ha cura di citare con precisione i dati numerici delle domande bloccate per errori o mancanza di titolo, dei relativi importi in stand-by, delle frodi individuate.

L’accuratezza, tuttavia, viene meno nella parte conclusiva dell’articolo, quando si fa un generico riferimento a “dei commercialisti” i quali avrebbero inserito nelle domande il proprio Iban al posto di quello del cliente…  Leggi tutto

Iniziativa Giuffrè Francis Lefebvre per ANC – Pacchetto MementoPiù Formazione i

In un periodo ancora caratterizzato da incertezze e complessità legate alla pandemia, Giuffrè Francis Lefebvre, partner dell’ANC, intende proseguire nella promozione di iniziative esclusive a sostegno dei Commercialisti.

Memento Academy ha realizzato un pacchetto di contenuti ad hoc per venire incontro alle esigenze di aggiornamento e informazione professionale nel complesso labirinto degli adempimenti e delle novità normative.

Il nuovo modulo MementoPiù Formazione offre la possibilità di fruire, nell’arco di 12 mesi, di un catalogo di 30 webinar tra i quali il Commercialista potrà scegliere quelli di maggior interesse anche al fine di soddisfare il proprio fabbisogno di crediti formativi. Sarà in ogni caso lasciata la possibilità di fruire di tutte le iniziative webinar presenti nell’offerta secondo la programmazione indicata Modulo Mementopiù Formazione_Gennaio-Dicembre 2021

Caratteristiche del pacchetto:

  • Durata: 12 mesi dal momento dell’acquisto;
  • Numero di webinar live erogati nei 12 mesi: 30 della durata di 2 ore ciascuno*;
  • Partecipazione: al fine di garantire la massima efficacia della didattica ogni edizione di webinar permette la partecipazione di un massimo di 100 iscritti. Raggiunta questa quota verranno garantite altre edizioni;
  • Materiale didattico: ogni partecipante, al termine del webinar, riceverà la dispensa utilizzata dal docente con eventuale ulteriore documentazione integrativa unitamente al link della registrazione;
  • Crediti riconosciuti: 60 crediti max (secondo le disposizioni dell’CNDCEC);
  • Registrazione dei webinar live: Ogni webinar realizzato viene registrato.
  • l’abbonato non iscritto al webinar che volesse fruire della registrazione può farne richiesta specificando il titolo e la data di realizzazione. Tale modalità di fruizione non permetterà l’ottenimento dei crediti formativi. 

CONDIZIONI ECONOMICHE DEL PACCHETTO

Prezzo complessivo del pacchetto: 360 euro + iva  per coloro che sono abbonati alla banca dati MementoPiù e per i professionisti che sottoscriveranno un abbonamento alla banca dati MementoPiù al momento dell’adesione

600 euro + iva per i nuovi iscritti

NOTA: il prezzo di un singolo webinar della durata di 2 ore acquistabile dal catalogo Giuffrè Francis Lefebvre – Memento Academy, è compreso tra i 70 e gli 85 euro + iva

Per aderire all’iniziativa ed essere contattati dall’agente di zona

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