CS 05.10.2021 – L’8 OTTOBRE PROSSIMO A FIRENZE IL CONVEGNO NAZIONALE DELL’ANC 

 COMUNICATO STAMPA

RIFORME ESSENZIALI PER IL FUTURO DEL PAESE CON IL CONTRIBUTO IMPRESCINDIBILE DEI COMMERCIALISTI 

L’8 OTTOBRE PROSSIMO A FIRENZE IL CONVEGNO NAZIONALE DELL’ANC 

Roma, 5 ottobre 2021

A distanza di un anno dall’appuntamento associativo di Alghero, finalmente con il convegno del prossimo 8 ottobre a Firenze l’Associazione Nazionale Commercialisti riprende la sua attività di formazione e convegnistica in presenza, e lo fa con un evento incentrato sul contributo dei commercialisti ai grandi processi di riforma che attendono il Paese.

“Siamo entusiasti di questa ripartenza – afferma il Presidente ANC Marco Cuchel”.

“Sebbene in questi lunghi mesi ANC non abbia mai smesso di organizzare webinar di studio e formazione per tutti i colleghi, poterci nuovamente incontrare e insieme approfondire i tanti argomenti che ci toccano da vicino come professionisti e come cittadini, rappresenta l’esperienza bellissima di una quasi ritrovata normalità. È inoltre l’occasione preziosa di un confronto diretto con i principali rappresentanti istituzionali del mondo professionale, del governo e della politica.”.

In questo anno e mezzo di pandemia, i cui effetti sociali ed economici si faranno sentire ancora per diverso tempo nel Paese, la pressione sui professionisti è stata forte e la categoria dei commercialisti è stata un punto di riferimento importante nel dare sostegno e risposte ai cittadini e alle imprese.

“Un punto di riferimento – spiega il Presidente Cuchel – che il governo e le istituzioni ci aspettiamo che intendano finalmente considerare e valorizzare, attraverso un coinvolgimento fattivo dei professionisti nelle riforme essenziali che presto dovranno essere messe in atto e che auspichiamo vivamente avranno la forza di ridisegnare il volto del nostro Paese sotto molteplici aspetti.”.

Il Convegno di Firenze, i cui lavori avranno luogo presso Villa Viviani e la cui partecipazione è gratuita, è strutturato secondo lo schema ormai tradizionale degli appuntamenti nazionali. Temi di stringente attualità per la categoria e per il Paese affrontanti in quattro tavole rotonde nell’arco dell’intera giornata: La riorganizzazione della professione – Antiriciclaggio, Privacy e Cybersicurezza – La Riforma della Giustizia Tributaria – La Riforma fiscale. Protagonisti del dibattito, anche in questa occasione, autorevoli esponenti della politica, delle istituzioni e delle professioni.

“Il mio ringraziamento – conclude Cuchel  – va ai numerosi colleghi che hanno deciso di partecipare al convegno in presenza, ed anche a coloro che hanno comunque deciso di non mancare questo appuntamento dell’ANC e che seguiranno i lavori da remoto.  Un particolare ringraziamento voglio riservarlo anche a tutti i nostri partner istituzionali e sponsor nazionali, che sono sempre al fianco di ANC nelle sue iniziative, e che anche in questa occasione hanno deciso di non far mancare il loro prezioso supporto.”.

ANC Comunicazione

CS 05.10.2021_Convegno Nazionale Firenze

CS ANC – CONFIMI INDUSTRIA 04.10.2021 | PRECOMPILATE IVA 2021-2022

 Comunicato congiunto

PRECOMPILATE IVA 2021-2022, SCARSO APPEAL PER GLI OPERATORI

Le potenzialità della FE non sono in discussione ma serve un patto per prorogare l’esterometro trimestrale, assorbire gli elenchi Intrastat, razionalizzare il reverse e partire con il baratto finanziario

 Roma, 04/10/2021. Le bozze sperimentali dei registri Iva, on line dallo scorso 13 settembre, interesseranno ben pochi di quei due milioni di partite Iva di cui parlano i dati ufficiali (comunicato AdE 13/9/2021, ndr). Il «beneficio» dei registri Iva precompilati, infatti, è normativamente escluso per le imprese minori che hanno optato per la via di fuga dal regime di determinazione del reddito improntato alla cassa, offerta dall’articolo 18, comma 5, del dPR n. 600/73. Considerato che è verosimile ritenere che detta opzione sia stata pressoché esercitata dalla totalità delle imprese in semplificata, ovvero da 1,2 milioni di imprese individuali e  0,6 milioni di società di persone (statistiche Dipartimento Fiscale del MEF su dichiarazione redditi 2018, ndr), la platea si riduce nella più ottimistica delle ipotesi a circa 200.000 potenziali fruitori da cui vanno comunque sottratti tutti i soggetti che adottano la liquidazione mensile o applicano regimi Iva speciali.

Si tratta di “semplificazioni” apprezzabili solo dal lato della trasparenza e dell’utilità che il big data fatture elettroniche e corrispettivi telematici può offrire a fini accertativi e statistici all’Amministrazione finanziaria; tolta qualche ipotesi del tutto marginale, comunque riferibile a contribuenti particolarmente avveduti in materia fiscale ma non certo all’artigiano che passa le giornate fra un cantiere e l’altro, nulla che possa al momento consentire al contribuente di eliminare i costi dei gestionali di mercato o di chi lo assiste in materia fiscale (c.d. “disintermediazione” che parrebbe essere uno degli obiettivi dell’Amministrazione finanziaria).

V’è di più, sottolinea Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti: “per accedere al «beneficio» della LI.PE e degli F24 Iva precompilati, l’operatore dovrebbe rinunciare a 16 giorni di operatività”. Per arrivare alla liquidazione e al modello F24 precompilato il contribuente dovrebbe infatti preventivamente controllare, modificare e integrare (e gli interventi sarebbero tutt’altro che residuali, come evidenza la nota in allegato) entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento ovvero, per l’appunto, 16 giorni prima della scadenza del versamento trimestrale (i mensili sono esclusi sine die dalla sperimentazione, ndr).

In merito poi alle operazioni da/verso l’estero c’è forte preoccupazione fra gli addetti in merito alle novità introdotte con effetto dal 1° gennaio 2022 dalla scorsa legge di bilancio (comma 1103 L. 178/2020). Per garantire all’AdE una più efficace gestione/aggiornamento dei suddetti precompilati il compito comunicativo del c.d. esterometro, che non è stato eliminato, è stato infatti sfilato dal canale trimestrale per unificarlo (peraltro senza distinzioni fra mensili e trimestrali) esclusivamente sulla procedura “istantanea” della fatturazione elettronica tanto attiva quanto passiva. La novità comporterà l’obbligo per gli acquisti da non residenti di gestire il reverse charge in modalità elettronica (TD17, TD18, TD19) entro il termine stringente del 15 del mese successivo.

Al netto del fatto che la novità 2022 – pur rimanendo tecnicamente riconducibile all’adempimento dell’esterometro – rappresenta nei fatti un surrettizio obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti con non residenti vietato dall’Autorizzazione in scadenza a fine 2021 (decisione (UE) 2018/593) e che si dovrà analizzare il contenuto della prossima (scontata) autorizzazione della Commissione UE, “non siamo contrari all’unificazione della procedura ma va trovata una soluzione – quantomeno interpretativa – che escluda, in caso di trasmissioni oltre i nuovi termini ridotti, le sanzioni a partire, in particolare, da quelle previste dall’articolo 6 comma 9-bis del d.Lgs 471/97 ovvero, nella migliore delle ipotesi, da € 500 a € 20.000 per l’omessa/tardiva applicazione del reverse charge”, precisa Flavio Lorenzin, Vicepresidente Confimi Industria con delega su fisco e semplificazioni.

La soppressione della scadenza trimestrale creerà problemi invalicabili tanto a quel 1,8 milioni di semplificati, che si avvalgono in gran parte di servizi in outsourcing, quanto alle molte PMI che tengono la contabilità in proprio e che, quando va bene, non hanno più di uno o due addetti che si occupano di una miriade di scadenze fiscali di metà mese.

Il fisco non può ignorare le caratteristiche del tessuto imprenditoriale nazionale tanto più che, anche nella migliore delle ipotesi organizzative, v’è, un dato fattuale legato alla moltitudine di acquisti da non residenti effettuati tramite internet. Un vero e proprio incubo per gli operatori degli studi e gli amministrativi delle imprese che non sono in grado di intercettare detti acquisti prima di aver analizzato i movimenti delle carte di credito utilizzate da amministratori, titolari. ecc; carte di credito a cui detti operatori non possono certamente accedere se non limitatamente agli estratti conto disponibili, ben che vada, il 20 del mese successivo e quindi oltre la scadenza imposta dalla norma.

Tutto ciò premesso, al netto delle difficoltà iniziali e di quelle legate ai continui cambiamenti, le potenzialità della fatturazione elettronica non sono in discussione ma le soluzioni vanno implementate favorendo razionalizzazioni che possano essere effettivamente utili agli operatori.

A tal riguardo ANC e Confimi Industria ritengono vi possano essere notevoli margini di miglioramento del processo – con utilità complessiva per la stessa Amministrazione Finanziaria – laddove si volessero considerare le seguenti proposte:

(i) sancire la sopravvivenza dell’esterometro trimestrale per chi non intenderà fruire dei “benefici”, al momento poco percettibili, delle precompilate oppure, in subordine, fissare quantomeno il principio che i flussi TD17, TD18 e TD19 trasmessi non oltre il mese successivo al trimestre di riferimento (termine dell’attuale esterometro) trimestrale non danno origine a sanzioni per mancata/tardiva applicazione del reverse charge;

(ii) individuare le modalità compilative affinché la fatturazione elettronica attiva (TD01 e TD24) e passiva (TD18) permetta di rendere superflua la presentazione degli elenchi Intrastat per i mensili in base al principio “only once”;

(iii) superare le difficoltà legate all’individuazione dell’aliquota nel reverse charge interno rendendo la fatturazione analoga a quella dello split payment (cioè imponendo al fornitore l’esposizione – senza incasso – dell’Iva) e rendendo pertanto superfluo l’utilizzo (allo stato non ancora obbligatorio) del TD16;

(iv) abrogare l’eccezione contenuta normativamente nel dPR 100/98 secondo cui le fatture recapitate i primi giorni dell’anno successivo non possono essere retroimputate (come nel resto dell’anno) nel precedente mese di effettuazione/esigibilità risultante dal campo 2.1.1.3 <data>; la procedura delle precompilate, secondo il provvedimento AdE 183994/2021, retroimputa, senza eccezioni per il 4° trimestre, tutto quello che arriva al SdI entro la fine del mese successivo e pertanto per rispettare una norma, peraltro iniqua, il contribuente che volesse utilizzare le precompilate dovrebbe correggere manualmente l’errore delle procedure AdE;

(iv) dare attuazione al baratto finanziario (compensazioni multilaterale di crediti e debiti risultanti da fatture elettroniche) introdotto con l’ultima legge di bilancio (nuovo comma 3-bis dell’articolo 4 del d.Lgs 127/2015) quale innovativa soluzione in grado di sopperire al crollo degli impieghi bancari verso le imprese (meno 30% dal febbraio 2011 a luglio 2021) e contenere il crescente fenomeno dell’usura.

ANC e Confimi industria, in vista dei prossimi provvedimenti, non mancheranno di porre all’attenzione della politica le criticità e i suggerimenti sopra indicati.

Segue nota tecnica e proposte

 ANC – Comunicazione

Ufficio Stampa Confimi Industria

2021-10-04-CS ANC-CONFIMI precompilate-Iva-scarso appeal

 

CS 29.09.2021 – ERRATE CU 2021 PA

COMUNICATO STAMPA

 ERRATE CERTIFICAZIONI UNICHE 2021

DOPO L’INPS, ANCHE LE ALTRE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

NESSUNA ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ,  SOLO DISAGI E COSTI PER I CONTRIBUENTI

Roma, 29 settembre 2021

Dopo le Certificazioni Uniche errate dell’INPS comunicate ai diretti interessati prima dell’estate, adesso è la volta delle altre Amministrazioni Pubbliche tra le quali il Ministero delle Finanze, il Ministero dell’Istruzione e altre ancora, le cui comunicazioni, alquanto discutibili nel contenuto e nella forma, sulle nuove elaborazione delle CU che sostituiscono le precedenti e sono messe a disposizione sul portale NoiPA, proprio in questi giorni stanno arrivando a molti contribuenti.

Cambia il soggetto ma non purtroppo l’atteggiamento della Pubblica Amministrazione in generale, che non si rende neppure conto delle conseguenze che gravano sui cittadini per effetto delle sue evidenti inefficienze.

“È incredibile, ma anche in questo caso – afferma Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti –  si vuole minimizzare ciò che costituisce un grave disservizio per i cittadini, ai quali l’Amministrazione di fatto si limita semplicemente a comunicare che le CU sulla base delle quali gli stessi hanno dato seguito agli obblighi dichiarativi sono sbagliate e che si devono quindi attivare per rettificare la dichiarazione già presentata.

Domani scade il termine per la presentazione del 730, quindi è presumibile che i contribuenti, i quali tra l’altro dovranno autonomamente scaricarsi anche la nuova CU, saranno costretti a dover presentare il Modello Unico, considerato che la correzione comporterà, nella maggior parte dei casi,  una maggiore imposta o un minor credito, con il conseguente obbligo di effettuare il pagamento con le maggiorazioni derivanti dal ravvedimento operoso.

Nella loro lettera agli sfortunati contribuenti, le Amministrazioni Pubbliche interessate riferiscono che da parte dell’Agenzia delle Entrate e di NoiPA è stato richiesto alla Consulta dei Caf che l’assistenza prestata in questa fase non determini un ulteriore aggravio economico per gli interessati.

“Non è ammissibile – prosegue il Presidente Cuchel – che da parte della PA non ci sia una chiara assunzione di responsabilità e che la stessa cerchi invece con palese disinvoltura di scaricare sulle spalle degli altri le conseguenze dei suoi errori. Tutto questo quando conosciamo bene con quale severità implacabile la stessa Amministrazione colpisce i cittadini contribuenti quando sono loro a commettere degli errori.

L’assistenza fiscale è svolta, oltre che dai Caf, anche dai professionisti ed è singolare che per rimediare ai suoi errori la PA pretenda che siano altri a farsi carico economicamente delle relative conseguenze. 

Le CU rettificate sono un problema rispetto al quale è giunto il momento che la PA cambi atteggiamento e si attivi concretamente per soluzioni che, anche attraverso possibili meccanismi di conguaglio, riducano al minimo il disagio dei cittadini.

“In occasione della prossima riforma fiscale, è anche questo un aspetto – conclude Cuchel – che non può essere ignorato, se si vuole fare in modo che il rapporto del fisco con i cittadini sia improntato al rispetto dei principi costituzionali e dello Statuto del Contribuente.”

ANC Comunicazione

CS 29.09.2021_CERTIFICAZIONI ERRATE PA

 

CS 15.09.2021 – EQUO COMPENSO: ARRIVARE ALLA LEGGE

COMUNICATO STAMPA

EQUO COMPENSO: ARRIVARE ALLA LEGGE

Roma, 15 settembre 2021

A pochi giorni dalla prevista consegna alla Commissione Giustizia della Camera della relazione della Ragioneria Generale dello Stato, il progetto di legge sull’equo compenso delle prestazioni professionali (AC 3179), appare più vicino al traguardo.

“È proprio nella delicata fase che seguirà che occorre tenere alta l’attenzione sull’iter finale di un provvedimento giusto e che da anni attendevamo” sostiene il Presidente ANC Marco Cuchel “È indispensabile rivedere il testo della legge del 2012, anche per impedire ulteriori sentenze che avallino le pretese della PA, a svilimento della professionalità e della dignità dei professionisti”

ANC sostiene i parlamentari promotori dell’iniziativa (in particolare Varchi, Morrone e Mandelli) e si associa agli auspici formulati dal Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Lucchetta, affinché, una volta approvata legge, le disposizioni in essa contenute possano trovare applicazione a prescindere dalla natura e dalle dimensioni del committente.

ANC Comunicazione

CS 15.10.2021 equo compenso

CS 13.09.2021 – DDL MALATTINA E INFORTUNIO PROFESSIONISTA

COMUNICATO STAMPA

DDL MALATTIA E INFORTUNIO PROFESSIONISTA

PER LA COPERTURA FINANZIARIA LE RISORSE INUTILIZZATE DELL’ESONERO CONTRIBUTIVO

 Roma, 13 settembre 2021

“Il disegno di legge per il differimento delle scadenze per malattia e infortunio del professionista non può assolutamente rischiare di cadere nel dimenticatoio, dopo l’avvenuta approvazione del provvedimento che riconosce il differimento in caso di malattia da Covid-19.”.

Con queste parole il Presidente dell’ANC Marco Cuchel – dopo i mesi trascorsi dalla battuta di arresto subita dal provvedimento complessivo, fermo ad oggi in Commissione Giustizia del Senato per problemi di copertura finanziaria, torna nuovamente sulla necessità di far sì che il ddl 1474 riprenda celermente il suo iter in Parlamento per giungere finalmente ad una definitiva approvazione.

“Sul piano della copertura a finanziaria, spiega il Presidente Cuchel – sosteniamo pienamente, ritenendolo di assoluto buon senso, il suggerimento espresso dal Sen. Andrea De Bertoldi, primo firmatario della proposta di legge, ossia di destinare al finanziamento del ddl sulla malattia e infortunio le risorse assegnate alla misura dell’esonero contributivo per la parte che rimane inutilizzata”.

Ciò in ragione del fatto che i requisiti previsti per l’accesso a questa agevolazione risultano essere troppo selettivi e si può quindi facilmente ritenere che solo un numero esiguo di professionisti vi potrà accedere. È trascorso infatti un mese dall’avvio della misura per l’esonero contributivo e le istanze presentate agli enti previdenziali dai professionisti sono complessivamente nell’ordine di poche migliaia (Simona D’Alessio Italia Oggi del 09.09.2021).

“Si tratta di risorse che sono impegnate per dare sostegno ai professionisti, riteniamo dunque corretto e opportuno – conclude Cuchel – che i fondi che restano inutilizzati siano impiegati per concorrere alla copertura finanziaria  di una misura che per i professionisti rappresenta qualcosa di più di un semplice aiuto economico, è il riconoscimento di un diritto costituzionale, il diritto alla salute, così come garantito a tutti gli altri cittadini.”.

ANC Comunicazione

CS 13.09.2021 DDL Malattia e Infortunio

CS 10.09.2021 – FISCO: CUCHEL, BENE SOSPENSIONE NOTIFICHE CARTELLE ESATTORIALI

COMUNICATO STAMPA

 FISCO: CUCHEL, BENE SOSPENSIONE NOTIFICHE CARTELLE ESATTORIALI

Roma, 10 settembre 2021

“I commercialisti italiani accolgono con favore le indicazioni pervenute dal Parlamento in maniera pressoché unanime rispetto alla sospensione delle notifiche delle cartelle esattoriali e all’introduzione di una nuova rottamazione delle stesse”.

Lo ha detto Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, commentando l’approvazione dell’ordine del giorno che impegna il governo alla sospensione dell’invio delle cartelle fino al 31 dicembre 2021, nonché a una nuova rottamazione quater e a una definizione agevolata delle liti pendenti.

“L’economia italiana – spiega Cuchel – è stata messa a dura prova da questa pandemia e per questo abbiamo chiesto più volte tempo per poter dare certezze alle imprese e pianificare una ripresa complessiva dell’intero sistema produttivo italiano. Aspettiamo ora una riforma fiscale complessiva e organica che possa vedere i commercialisti coinvolti nell’interesse collettivo per una ripresa dell’economia del Paese”.

ANC Comunicazione

CS 10.09.2021 Sospensione notifiche cartelle esattoriali

Comunicato Stampa – Contributo perequativo – Scadenza 10 settembre irragionevole

COMUNICATO STAMPA

 

PER L’ACCESSO AL CONTRIBUTO PEREQUATIVO LA SCADENZA DEL 10 SETTEMBRE

È IMMOTIVATA E IRRAGIONEVOLE

Roma, 01 settembre 2021

Il termine del 10 settembre, fissato per l’invio delle dichiarazioni dei contribuenti che intendono accedere al fondo perduto perequativo, è oramai alle porte, e da parte dell’amministrazione finanziaria si protrae il più assoluto silenzio in risposta alla richiesta che da più parti si è levata (anche da ANC), di posticipare tale termine drammaticamente infelice, rispetto alla scadenza ordinaria del 30 novembre.

“I commercialisti guardano con apprensione al calendario fiscale del prossimo periodo” commenta il Presidente Anc Marco Cuchel “soprattutto in ragione del fatto che certamente la stragrande maggioranza dei propri clienti si trova nel novero degli aventi diritto, ma in assenza di indicazioni sui parametri economici che saranno poi applicati ai beneficiari, saranno di fatto costretti ad inviare entro il 10 settembre praticamente tutte le dichiarazioni predisposte. Ancora una volta paghiamo noi il prezzo delle incertezze del Governo, il quale, non avendo il polso della situazione rispetto alla gestione del lavoro quotidiano di studio, preferisce attendere i numeri prima di comunicare ai contribuenti se e quanto verrà loro riconosciuto, mettendo in evidenza la totale diffidenza dello Stato nei confronti dell’intero sistema economico del Paese.”

Uno spostamento del termine dal 10 settembre al 31 ottobre permetterebbe infatti di assistere con maggiore tranquillità tutti i clienti nell’invio delle dichiarazioni con i requisiti per il contributo e avrebbe forse come unica conseguenza uno slittamento temporale dell’erogazione, con un qualche certezza in più rispetto a possibili errori.

“Ciò che maggiormente viene giudicato come intollerabile” conclude Cuchel “è il deserto comunicativo di fronte al quale ci troviamo: a nulla sono valse le sollecitazioni della stampa specializzata e gli appelli dei vertici di categoria, nonché i nostri, sin dalla prima versione del Decreto Sostegni Bis.  La mancanza di ragionevolezza alla quale assistiamo ci fornisce ancora una volta la misura della considerazione nella quale è tenuta una categoria che ha contribuito a non far sprofondare definitivamente il Paese in questo anno e mezzo di emergenza sanitaria”

ANC Comunicazione

CS 01.09.2021 ScadenzaFondoPerd

Comunicato Stampa 26.08.2021 – Delega identità digitale INPS

COMUNICATO STAMPA

DELEGA IDENTITÀ DIGITALE INPS

SIA PREVISTA PER TUTTI I CITTADINI E CON MODALITÀ TELEMATICA

Roma, 26 agosto 2021

Il prossimo 30 settembre i PIN INPS saranno disabilitati e tutti i cittadini, così come previsto per i professionisti intermediari, per continuare ad accedere ai servizi online dell’Istituto dovranno necessariamente munirsi di una identità digitale (SPID, CIE e CNS).

Rispetto alla dismissione dei sistemi di identificazione online fino ad oggi utilizzati a favore dell’utilizzo esclusivo dell’identità digitale per tutte le amministrazioni pubbliche, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha già avuto modo di esprimere la sua contrarietà evidenziando come questa scelta sia inadeguata e fondamentalmente sbagliata, che non tiene in alcuna considerazione le reali esigenze dei cittadini e del sistema Paese.

La facoltà di conferire delega per l’identità digitale, per i cittadini impossibilitati ad utilizzare in autonomia i servizi online, resa nota dall’INPS con la circolare n. 127 dello scorso 12 agosto, teoricamente è una buona notizia in ragione del fatto che la procedura per dotarsi di SPID non può certamente definirsi alla portata di tutti e che moltissimi cittadini, soprattutto coloro che hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti informatici, possono andare incontro a grandi difficoltà.

“Purtroppo nei fatti – evidenzia Marco Cuchel Presidente ANC – come spesso accade, la situazione è ben diversa, e a dispetto della dichiarata intenzione di agevolare i cittadini, la gestione della delega decisa dall’INPS appare irragionevole.”.

Non solo i soggetti ai quali è riconosciuta la facoltà di delegare sono limitati (tutori, curatori, amministratori di sostegno, persone impossibilitate per ragioni di salute con relativa attestazione sanitaria da parte di un medico del SSN) ma la richiesta deve essere fatta dallo stesso delegante recandosi alla sede INPS territoriale, prevedendo, solo in determinati casi, la possibilità che a fare la richiesta di delega sia persona diversa dal delegante, seppur sempre in presenza.

È incomprensibile, se si pensa anche solamente alla situazione legata alla pandemia che purtroppo continua ad esistere, la decisione di prevedere la presentazione della richiesta di delega in presenza anziché privilegiare la modalità telematica, senza contare che, complice anche la necessaria riorganizzazione del lavoro, la possibilità di relazionarsi con gli uffici si è ulteriormente complicata. 

È altresì inopportuno limitare il ricorso allo strumento della delega, ancor più se l’obiettivo deve essere quello di andare incontro ai cittadini.

“La delega infatti – sostiene il Presidente Cuchel –  non è un privilegio ma è un diritto che tutti i cittadini, senza distinzione, dovrebbero poter esercitare, sia che non possano agire in autonomia sia che semplicemente non intendano farlo, ed è per questo che all’INPS chiediamo di rivedere le modalità di delega delle identità digitali, consentendone la richiesta a tutti i cittadini utenti e mettendo a loro disposizione una soluzione telematica che eviti di doversi recare presso le strutture territoriali.”.

ANC Comunicazione

CS ANC 26.08.2021 – Delega INPS

Comunicato Stampa 02.08.2021 – Esonero contributivo Inps

COMUNICATO STAMPA

ESONERO CONTRIBUTIVO INPS 

PER I CITTADINI PRIMA IL PAGAMENTO, POI LA RICHIESTA DI RIMBORSO

Roma, 2 agosto 2021

Dopo mesi di attesa, la misura del cosiddetto anno bianco contributivo, introdotta con la Legge di bilancio n. 178/2020 per ridurre l’impatto negativo dell’emergenza sanitaria sul reddito di lavoratori autonomi e professionisti, si è finalmente concretizzata lo scorso 27 luglio con la pubblicazione sul portale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del Decreto Interministeriale del 17 maggio 2021 (Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze).

Per gli artigiani, i commercianti e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali INPS in possesso dei requisiti previsti l’attesa però non è finita: le modalità con le quali presentare la domanda per l’esonero dei contributi previdenziali fissi dovuti per l’anno 2021, il cui termine è stato recentemente prorogato al 30 settembre prossimo, non sono state infatti ancora rese note.

“Certo è che la procedura prevista per dare attuazione a questa misura – evidenzia Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialistiè del tutto illogica e fonte di inutili complicazioni per i cittadini che hanno diritto a beneficiare di questa agevolazione.”.

Non ha alcun sensoprosegue il Presidente Cuchelobbligare al versamento dei contributi nel mese di agosto anche coloro che hanno i requisiti per fruire dell’esonero, costringendoli poi alla presentazione della domanda, entro il 30 novembre 2021, per la richiesta di rimborso o di compensazione, le cui modalità sono ad oggi ancora sconosciute.”.

Non si comprende il motivo per il quale si debba presentare una domanda di rimborso entro il 30 novembre, quando già entro il 30 settembre gli aventi diritto dovranno presentare una apposita domanda per ottenere l’approvazione da parte dell’INPS del beneficio, domanda le cui modalità di presentazione sono anch’esse a tutt’oggi sconosciute.

Tutto ciò, ancora una volta, in spregio ai principi di quella semplificazione da sempre  annunciata.

Chi lo scorso mese di maggio, in forza dell’introduzione di questa misura, non ha versato la rata e ha previsto di non versare le due successive fino a concorrenza del massimale, impiegando le relative risorse in altro modo, ora rischia di trovarsi in serie difficoltà finanziarie in una fase economica che si contraddistingue anche per la carenza di liquidità.

La contraddizione è evidente: da una parte lo Stato mette in campo misure per aiutare i cittadini, dall’altra, con la sua grave mancanza di coordinamento e di programmazione, lo stesso Stato ostacola i cittadini che a quelle misure dovrebbero poter accedere mediante procedure semplici e definite.

ANC Comunicazione

CS ANC 02.08.2021 – Esonero contributivo

Comunicato Stampa 23.07.2021 – Ddl malattia e infortunio professionista

COMUNICATO STAMPA

DDL MALATTIA E INFORTUNIO PROFESSIONISTA 

RIDIMENSIONATE OLTREMODO LE STIME SULLA COPERTURA FINANZIARIA, IL TESTO RIPRENDA VELOCEMENTE IL SUO ITER PARLAMENTARE  

 Roma, 23 luglio 2021

Dopo il parere tecnico espresso dalla Ragioneria generale dello Stato, lo scorso mese di marzo, sull’impatto sulle finanze pubbliche del Ddl per il differimento dei termini in caso di malattia e infortunio del professionista, l’iter per l’approvazione del provvedimento ha subito una battuta d’arresto.

“Da subito – evidenzia Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti – abbiamo ritenuto palesemente errate le valutazioni della Ragioneria  generale dello Stato in merito agli effetti finanziari del provvedimento, per il quale veniva stimata una copertura finanziaria di oltre 236 milioni di euro.”.

Oggi i numeri a cui fa riferimento il primo firmatario del Ddl, il Sen. Andrea De Bertoldi, a seguito di approfondimenti che su questo aspetto si sono svolti con la Direzione generale delle Finanze del MEF, sono profondamente diversi, sostanzialmente confermando quanto sostenuto dall’ANC in ordine alle conseguenze della misura sul piano finanziario: una copertura che dovrebbe essere di circa 35 milioni di euro complessivi, tra mancate entrate di natura finanziaria e da contributi previdenziali. 

“Si delinea dunque – sostiene il Presidente Cuchel – uno scenario ben diverso rispetto a quello prospettato, e adesso non sembra esistere più alcuna ragione valida che possa giustificare ulteriori ritardi da parte del legislatore, dal quale ci aspettiamo la decisione di far riprendere al testo il suo iter parlamentare in tempi brevi affinché questo provvedimento di civiltà e di buon senso possa finalmente diventare legge dello Stato. Ai  professionisti infatti non può continuare ad essere negato un diritto costituzionalmente riconosciuto come il diritto alla salute.”.

Il  tema ha trovato spazio anche nell’ambito dell’audizione del Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco davanti alle Commissioni riunite Finanze di Camera e Senato sulle tematiche relative alla riforma fiscale, svoltasi ieri.

Da parte del Ministro, la cui attenzione sul Ddl malattia e infortunio del professionista è stata richiamata dall’intervento del Sen. De Bertoldi nel corso dell’audizione, è stato fatto un riferimento alla buona volontà con la quale affrontare l’argomento, ANC pertanto auspica che da parte del Governo ci sia un impegno deciso.  

ANC Comunicazione

CS ANC 23.07.2021_Ddl Malattia e Infortunio