Comunicato stampa congiunto 07.11.2017 – No ad allargamento ad altri soggetti delle prerogative dei commercialisti

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

 COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

 

Roma, 07 novembre 2017

Apprendiamo che nel DL Fiscale vengono riproposti, ancora una volta, emendamenti volti ad allargare prerogative proprie dei commercialisti ad altri soggetti. Rispettivamente, si cerca di estendere il visto di conformità  ai soggetti di cui alla norma UNI 11511, certificati e qualificati anche ai sensi della legge 2013 n. 4,  e la rappresentanza e assistenza tecnica nei processi tributari  ai revisori legali.

Tali emendamenti rappresentano un ulteriore tentativo di defraudare la nostra professione di prerogative e competenze.

Ricordiamo che i sopraindicati soggetti non svolgono la professione sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia, non possono garantire un’adeguata preparazione che assicuri la prestazione, diversamente dai professionisti iscritti agli Ordini, non hanno sostenuto, ai sensi dell’art. 33 della Costituzione, un esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione, non sono soggetti al rispetto di codici deontologici ed al controllo sull’operato per la tutela dei terzi, garantito dai Consigli di disciplina che possono applicare severe sanzioni, sino ad arrivare alla sospensione del professionista.

Ancora una volta le sigle sindacali ribadiscono la loro contrarietà a tali possibili estensioni, che porterebbero ad un solo risultato: attribuire di funzioni di garanzia a soggetti che non posseggono le dovute competenze, procurando un danno non solo a chi le possiede, ma anche ai cittadini, che si vedrebbero spogliati di tutele cui hanno diritto.

 

Vincenzo De Maggio

Presidente ADC – Associazione Dottori Commercialisti

Andrea Ferrari

Presidente AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti

Marco Cuchel

Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti

 Amelia Luca

Presidente ANDOC – Associazione Nazionale Dottori Commercialisti

 Giuseppe Diretto

Presidente UNAGRACO – Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili

 Daniele Virgillito

Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

Domenico Posca

Presidente UNICO – Unione Italiana Commercialisti

Microsoft Word – Comunicato Stampa Congiunto 07.11.2017 emendamenti DL fiscale

RASSEGNA  STAMPA – Alcuni articoli riguardanti la nota diffusa dalle Associazioni del Coordinamento.

FiscoPiù 08.11.2017 – Nota Coordinamento

Fiscal Focus 07.11.2017 – Nota Coordinamento

PETIZIONE PER UN EQUO COMPENSO DEI PROFESSIONISTI

APPELLO PER UN EQUO COMPENSO DEI PROFESSIONISTI

L’Associazione Nazionale Commercialisti invita a firmare la petizione per il riconoscimento di un equo compenso dei professionisti. 

Con la petizione si intende chiedere al Parlamento e al Governo di varare con urgenza norme:

1)      che consentano di regolare i rapporti di committenza con la pubblica amministrazione vietando bandi, incarichi e affidamenti in deroga ai minimi stabiliti da parametri e tabelle di riferimento;

2)      che tale divieto operi ex ante, consentendo al professionista di percepire il proprio equo compenso senza dover ricorrere a un giudice;

3)      che tale principio sia esteso ai rapporti di committenza tra pubblica amministrazione e qualsiasi professionista, indipendentemente dalla sua iscrizione a un ordine o meno.

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE

SONDAGGIO ANC – CONFIMI INDUSTRIA – DISAGI SPESOMETRO 2017 E FATTURAZIONE ELETTRONICA 2019

SONDAGGIO – DISAGI SPESOMETRO 2017 E FATTURAZIONE ELETTRONICA 2019 PER TUTTI, QUAL E’ LA TUA OPINIONE ?

 

L’Associazione Nazionale Commercialisti – ANC (segreteria@ancnazionale.it; tel. 06 5573484) e Confimi Industria (info@confimi.it; tel. 06 86971894) hanno predisposto un sondaggio il cui obiettivo è:

1) raccogliere informazioni dagli operatori sui disagi e sui costi sostenuti in occasione della prima scadenza della comunicazione dati fatture (nuovo spesometro 2017);

2) conoscere l’opinione degli stessi in merito al nuovo obbligo di fatturazione elettronica generalizzato dal 2019 nonché di spesometro “trasfrontaliero” mensile, che il Governo si appresta ad introdurre con la prossima legge di Bilancio.

Dato il rilevante impatto di tali novità SI RACCOMANDA LA MASSIMA PARTECIPAZIONE nella compilazione del questionario e si invita chiunque alla libera diffusione del seguente link anche attraverso i social media (facebook, linkedin, twitter).

PARTECIPA AL SONDAGGIO 

I dati saranno raccolti in modo anonimo e saranno trattati esclusivamente in forma aggregata e statistica al fine delle attività di sensibilizzazioni, da parte delle scriventi Associazioni, verso gli Organi competenti.

Si ringrazia per la collaborazione 

Nota Congiunta ANC – CONFIMI INDUSTRIA del 23.10.2017 su fatturazione elettronica e spesometro transfrontaliero

Nota congiunta ANC – CONFIMI INDUSTRIA

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA DAL 2019

E SPESOMETRO TRANSFRONTALIERO PURE MENSILE

Il Fisco sogna anche la precompilazione di Iva e redditi ma nel frattempo elimina la promessa di rimborso Iva prioritario incondizionato

Roma, 23/10/2017

Anche se con estremo ritardo rispetto a quanto ampiamente sostenuto da ormai un anno, potrebbe sembrare un positivo punto di arrivo che, finalmente, il Fisco consideri: (i) l’opportunità del ritorno dal 2018 allo spesometro annuale (semestrale secondo l’Agenzia); (ii) la riattivazione del documento riepilogativo delle fatture inferiori ad € 300; (iii) altre semplificazioni operative (per bollette d’importazione e anagrafiche); (iv) la sterilizzazione delle sanzioni per la prima campagna invii del 2017 (risoluzione parlamentare G. Sanga 7-01355 del 18 ottobre; Audizione Ae del 17 ottobre).

La nota vicenda sulle inefficienze del sistema di ricezione, ampiamente segnalate dalla stampa specializzata, parla da sé ma non va dimenticato che il prezzo (elevato) di tale disagio, ancora una volta, è stato ingiustamente sopportato dagli operatori (imprese e professionisti). Lascia perplessi perciò il tentativo di Sogei, nell’audizione del 4 ottobre scorso in Commissione Parlamentare di Vigilanza, di sminuire la portata della questione ostentando disguidi di ordinaria amministrazione prontamente rimossi. Non è andata così, lo sanno bene tutti gli operatori e pare quindi positivo che chi di dovere (Governo e Agenzia delle Entrate) stia valutando le necessarie contromisure dopo mesi di inerzia nonostante gli allarmi prontamente lanciati anche dalle scriventi associazioni.

Leggi tutto… CS congiunto ANC-CONFIMI-fatturazione-elett-2019-e-spesometro

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli relativi alla nota congiunta ANC- CONFIMI INDUSTRIA.

Ansa Professioni 23.10.2017 – Nota ANC-Confimi

FiscoPiù 24.10.2017 – Nota ANC Confimi

 

 

Comunicato Stampa congiunto – IRI 2018

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

 

COMUNICATO STAMPA

Il DDL di Bilancio rinviando retroattivamente l’IRI ignora statuto del contribuente, imprese e commercialisti

Roma, 19 ottobre 2017

Il DDL di Bilancio per il 2018 potrebbe, allo stato attuale, stabilire il rinvio al periodo di imposta 2018 dell’IRI,  ovverosia l’imposta sul reddito imprenditoriale secondo l’aliquota fissa del 24%, stabilita con LEGGE DI STABILITA’ 2017, per imprese individuali e società di persone, equiparandole fiscalmente alle società di capitali.

È quanto si evince nitidamente dalle tabelle allegate al Draft budgetary plan – Dbp (Documento programmatico di bilancio) approvato dal Consiglio dei Ministri ed inviato a Bruxelles.

Gli effetti finanziari di questo rinvio, si legge, sono pari allo 0,112% del Pil nel 2018, quindi circa 2 miliardi di euro di entrate in più nel 2018 che il Governo ricava dal rinvio dell’entrata in vigore di questa flat tax sulle imprese. Il tutto in spregio agli oltre 4 milioni di imprese interessate che, insieme ai commercialisti, avevano pianificato il necessario cambio di regime contabile e reimpostato il tax planning, nonché nuovamente violando apertamente i principi dello Statuto dei Diritti del Contribuente.

La norma, in vigore dal periodo di imposta 2017, non può essere cambiata in corsa con effetto retroattivo per mere ragioni di cassa. La riduzione di circa 20 punti percentuali garantita dall’IRI ha già condizionato le scelte di molte imprese nel periodo di imposta in corso, portandole a non pagare gli acconti oppure a rinunciare alla trasformazione delle società personali in società di capitali.

Il rinvio di un anno stravolgerebbe tutto, intervenendo in modo clamorosamente retroattivo e calpestando, ancora una volta, lo Statuto dei Diritti del Contribuente e ogni elementare principio di civiltà giuridica, vanificando l’obiettivo dichiarato della capitalizzazione delle PMI e perpetuando l’inaffidabilità della legislazione tributaria italiana anche agli occhi degli investitori nazionali ed esteri.

Vincenzo De Maggio

Presidente ADC – Associazione Dottori Commercialisti

Andrea Ferrari

Presidente AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti

Marco Cuchel

Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti

Amelia Luca

Presidente ANDOC – Associazione Nazionale Dottori Commercialisti

 Giuseppe Diretto

Presidente UNAGRACO – Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili

 Daniele Virgillito

Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

Domenico Posca

Presidente UNICO – Unione Italiana Commercialisti

Comunicato Stampa Congiunto 19.10.2017 – Imposta IRI

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli relativi alla nota diffusa dalle Associazioni nazionali di categoria.

Ansa Professioni 19.10.2017 – Imposta IRI 2018

IlSole24Ore 20.10.2017 – Imposta IRI 2018

FiscoPiù 20.10.2017 – Imposta IRI 2018

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 11.10.2017 – EQUO COMPENSO

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

PROFESSIONISTI: COMPENSO EQUO, TASCHE VUOTE

Roma, 11 ottobre 2017

Equo compenso dei professionisti come garantire nella pratica l’effettivo incasso di compensi adeguati alla qualità delle prestazioni professionali

Le Sigle Sindacali richiamano l’attenzione sull’equo compenso, sulle diverse proposte che si confrontano in parlamento ed in particolare sulla sentenza n. 4614/2017 del Consiglio di Stato che ha dichiarato legittimo il comportamento del Comune di Catanzaro che ha indetto un bando di gara dove le prestazioni dei professionisti non prevedevano compenso.

Nell’attuale contesto economico dove i redditi medi dei professionisti negli ultimi 10 anni sono calati di quasi il 20%, in cui i giovani faticano a raggiungere la soglia annua dei 20.000 euro e le donne realizzano redditi del 60% rispetto a quelli degli uomini,  occorrono norme che aiutino i professionisti ad ottenere un compenso, senza costringere il professionista a intraprendere un lungo e costoso iter giudiziario, nel quale abbiamo visto rischia di soccombere.

E’ ormai indifferibile una soluzione legislativa che sancisca il diritto ad un giusto compenso per chi svolge lavoro professionale ed intellettuale, riconoscendo la dignità del lavoro intellettuale, ripristinando un principio costituzionale, quello previsto dall’art. 36, che prevede il diritto per ogni lavoratore (anche quello autonomo) ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro ed è pericoloso condizionare la corresponsione dell’equo compenso al contenzioso giudiziario in sede civile che presenta vari problemi di ordine pratico:

  • in primo luogo avviare un’azione giudiziaria nei confronti di un committente pregiudica inevitabilmente il proseguimento del rapporto professionale e l’assegnazione di nuovi incarichi. Di conseguenza, soprattutto nei rapporti con la P. A. (enti pubblici, tribunali, società partecipate, ecc.), il professionista verosimilmente non avrà mai la possibilità di far valere il proprio diritto all’equo compenso;
  • in secondo luogo il costo dell’azione giudiziaria (contributo unificato, bolli, parcella dell’avvocato) è regressivo, ovvero diminuisce proporzionalmente all’aumentare del valore della causa. Se a questo si aggiunge che i tempi medi di durata del processo sono estremamente lunghi (soltanto il primo grado di giudizio può richiedere qualche anno), l’avvio di una causa può diventare conveniente soltanto se si tratta di valori consistenti. È evidente, allora, che così non si tutela la parte più “debole” delle professioni, soprattutto giovani e donne;
  • infine, nel migliore dei casi, si rischia di inflazionare il contenzioso civile, rendendo i tempi del processo ancora più lunghi e generando nuovi costi per la pubblica amministrazione.

Le Associazioni ritengono giusto e corretto cercare dei parametri congrui per stabilire i corrispettivi inerenti le prestazioni dei professionisti e sarebbe auspicabile iniziare a rendere obbligatorio il riconoscimento di equo compenso partendo dai contratti con la Pubblica Amministrazione (e con enti e società partecipate), si potrebbe intervenire ex ante impedendo bandi, incarichi e affidamenti in deroga ai minimi stabiliti da parametri e tabelle di riferimento o addirittura gratuiti, consentendo al professionista di percepire il proprio equo compenso senza dover ricorrere al giudice. Tali parametri potrebbero inoltre diventare un benchmark di riferimento nei rapporti con i committenti privati.

Un compenso proporzionato all’attività professionale svolta è doveroso da riconoscere ai liberi professionisti ed è necessario che tale diritto non rimanga soltanto un principio enunciato sulla carta, lasciando vuote le tasche dei professionisti.

 Vincenzo De Maggio

Presidente ADC – Associazione Dottori Commercialisti

 Andrea Ferrari

Presidente AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti

Marco Cuchel

Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti

 Amelia Luca

Presidente ANDOC – Associazione Nazionale Dottori Commercialisti

 Giuseppe Diretto

Presidente UNAGRACO – Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili

 Daniele Virgillito

Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

Domenico Posca

Presidente UNICO – Unione Italiana Commercialisti

Comunicato Stampa Congiunto 11.10.2017 – Equo Compenso

Comunicato Stampa ANC – Caos Spesometro

COMUNICATO STAMPA

 SPESOMETRO NEL CAOS – ANNULLARE SUBITO L’ADEMPIMENTO

Roma, 3 ottobre 2017

Il termine del 5 ottobre è arrivato e i commercialisti e i loro clienti sono tuttora in balia di un sistema che non funziona. A dispetto delle ripetute ed estenuanti segnalazioni dei rappresentanti di categoria, la situazione ad oggi è la seguente:

  • Dal 2 ottobre i file trasmessi vengono scartati dal sistema senza alcun messaggio che ne evidenzi la motivazione;
  • Il call-center dedicato è in tilt e non è possibile avere alcun tipo di supporto;
  • La piattaforma risulta inibita per qualunque funzione per periodi prolungati a causa dell’eccessivo numero di accessi contemporanei;
  • Le software-house forniscono indicazioni di comportamento diverse (alcune raccomandano di non rinviare i file scartati, altre suggeriscono di sospendere l’invio di qualsiasi file), segno, questo, della totale incertezza sulle procedure; si pensi poi alla situazione di colleghi che non usufruiscono di programmi esterni ed il cui unico riferimento è il portale dell’Agenzia;
  • Molte funzioni non risultano disponibili;
  • Non è dato sapere se persistano ancora i problemi sulla privacy legati ad indebiti accessi e, paradossalmente (forse per un maldestro tentativo di correre ai ripari), ora si è aggiunta l’impossibilità per taluni professionisti di controllare le ricevute dei propri invii.

In considerazione di questo vero e proprio delirio, causato dall’approssimazione con la quale la procedura è stata rilasciata, e del totale disprezzo del lavoro dei professionisti e dei diritti dei contribuenti, l’Associazione Nazionale Commercialisti chiede l’immediata messa off-line dell’intera procedura, dandone opportuna, ufficiale e motivata notizia; chiede, inoltre, l’annullamento dell’adempimento per manifesta incapacità dell’Amministrazione nel fornire e nel gestire gli strumenti che essa stessa concepisce.

Certo è che la categoria non è disposta a subire ulteriormente le pesanti ripercussioni dell’incompetenza sulla gestione del sistema fiscale, soprattutto dopo che la stessa categoria si è messa a disposizione con suggerimenti e proposte di taglio eminentemente tecnico-pratico, al solo fine di collaborare alla risoluzione delle criticità esistenti e di prevenire quelle future.

La persistente disattenzione alle istanze dei commercialisti è stata la causa di questo caos e, se non vi saranno immediati e concreti segnali di cambiamento di rotta, sarà anche il primo motivo che spingerà la categoria ad iniziative da condursi in tutte le sedi istituzionalmente e giuridicamente preposte.

ANC – Comunicazione

Comunicato stampa ANC Caos spesometro 03.10.2017

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli riguardanti la nota diffusa dall’ANC.

Ansa Professioni 04.10.2017 – Caos Spesometro

Italia Oggi 04.10.2017 – Caos Spesometro

FiscoPiù 04.10.2017 – Caos Spesometro 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 02.10.2017 – COMUNICAZIONE LIQUIDAZIONE PERIODICA IVA

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

 COMUNICAZIONE LIQUIDAZIONE PERIODICA IVA

UN VUOTO NORMATIVO CHE PENALIZZA IL RICORSO AL RAVVEDIMENTO OPEROSO 

Roma, 2 ottobre 2017

Lo scorso 12 giugno è scaduto il termine per la trasmissione dei dati della liquidazione iva al riguardante il primo trimestre 2017, obbligo introdotto con il DL 193/2016. Per le anomalie riscontrate, l’Agenzia delle Entrate, dopo le lettere d’invito alla compliance spedite ai contribuenti nel mese di luglio, sta provvedendo, in questi giorni, con l’invio degli avvisi di irregolarità di cui all’art. 54 bis del DPR 633/72, a richiedere la regolarizzazione delle posizioni, per omesso o carente versamento dell’imposta, entro il termine di 30 giorni.

Gli avvisi di irregolarità, che seguono alla prima lettera, escludono per il contribuente il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso, prevedendo la sola possibilità di riduzione della sanzione al 10%.

Non è certo in discussione il rispetto dei doveri fiscali e neppure la necessità di misure capaci di contrastare seriamente il fenomeno dell’evasione fiscale.

La previsione del ravvedimento operoso ha rappresentato un passo avanti nel rapporto fisco-contribuente. Interromperne la possibilità di applicazione significa venir meno alla politica di vera compliance che l’Amministrazione porta avanti e non tenere in debito conto l’attuale situazione economica delle imprese, soprattutto delle piccole e medie attività.

Qual è il tempo che deve intercorrere tra l’invio della lettera di compliance e l’emissione dell’avviso di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Può sembrare assurdo ma questo la legge non lo stabilisce, pertanto, si presume che sia a discrezione dell’Agenzia delle Entrate decidere quando emettere l’avviso che inibisce il ricorso al ravvedimento operoso.

Si tratta di un’anomalia i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti.

La situazione che si è venuta a creare costituisce un motivo in più per ritenere che il nuovo adempimento abbia come unica finalità quella di anticipare i tempi della riscossione.

Le Associazioni di Categoria, sin dal principio, hanno segnalato, anche con singoli interventi ripresi dalla stampa specializzata, le conseguenze che il nuovo adempimento delle comunicazioni trimestrali iva avrebbe comportato sul piano delle sanzioni e delle oggettive limitazioniall’utilizzo dell’istituto del ravvedimento operoso e, nonostante le varie proposte formulate in occasione degli incontri ufficiali, prima della conversione in Legge del DL 193/2016, nulla è stato fatto per evitare quanto lamentato in questi giorni dai vari attori coinvolti.

Per questo le Associazioni riunite in coordinamento chiedono, ancora una volta, la modifica di tale disposizione normativa, inserendola nella più ampia proposta di nuova revisione del sistema sanzionatorio secondo i principi di proporzionalità ed equità.

Vincenzo De Maggio

Presidente ADC – Associazione Dottori Commercialisti

 Andrea Ferrari

Presidente AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti

Marco Cuchel

Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti

 Amelia Luca

Presidente ANDOC – Associazione Nazionale Dottori Commercialisti

 Giuseppe Diretto

Presidente UNAGRACO – Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili

Fazio Segantini

Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

Domenico Posca

Presidente UNICO – Unione Italiana Commercialisti

Comunicato Stampa Congiunto 02.10.2017 – Comunicazioni Liquidazione Iva

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli relativi alla nota diffusa dalle Associazioni nazionali del Coordinamento.

Ansa Professioni 02.10.2017 – Comunicazione liquidazione iva

IlSole24Ore 03.10.2017 – Comunicazione liquidazione iva e Spesometro

Italia Oggi 03.10.2017 – Comunicazione liquidazione iva

FiscoPiù 03.10.2017 – Comunicazione liquidazione iva

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 27.09.2017 – DISSERVIZI SPESOMETRO, CATEGORIA PRONTA ALLA PROTESTA

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

 COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

 PROROGA SPESOMETRO 2017

CONTINUANO I DISSERVIZI, LA CATEGORIA PRONTA ALLA PROTESTA

Roma, 27 settembre 2017

Tramite inaccettabile comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate, è stata resa nota la proroga del termine dell’invio dei dati delle fatture al 5 ottobre.

E’ infatti impensabile che il caos del nuovo spesometro si risolva semplicemente concedendo 7 giorni (5 giorni lavorativi) in più per l’adempimento, così come non è credibile da parte dell’Amministrazione Finanziaria il tentativo di minimizzare la portata dei problemi che hanno determinato la sospensione del servizio della piattaforma web “Fatture e Corrispettivi”.

Era giusto pretendere dall’Agenzia delle Entrate un comunicato che desse spiegazione dei fatti accaduti e indicazioni chiare sulla tempistica per il pieno ripristino del servizio, non ancora completamente avvenuto, ed era giusto aspettarsi delle doverose scuse. La risposta invece è stata non solo tardiva ma anche del tutto inadeguata.

L’aspetto più grave è che la vulnerabilità del sistema sul fronte della privacy non è stata risolta. 

Se per l’anomalia riguardante la ricerca per ID delle ricevute di trasmissione, la situazione è rimasta immutata, per quanto riguarda il problema del codice fiscale, è stato inserito un alert che informa l’utente sul rispetto della normativa sulla privacy e sulle responsabilità connesse agli eventuali abusi che possono essere rilevati. Dal messaggio di avviso è legittimo supporre che la possibilità di accessi indebiti non sia stata tecnicamente bloccata, eppure il servizio è stato nuovamente reso disponibile online.

Non è ricevibile, inoltre, il riferimento alla discrezionalità nell’applicazione delle sanzioni, una mostruosità questa sul piano del diritto amministrativo in quanto non è prerogativa dell’Agenzia pronunciarsi sull’applicabilità delle norme, e costituisce un’offesa ai cittadini, lesi nei loro diritti.

Le Associazioni dei commercialisti sono rimaste, ad oggi, inascoltate e forse, alla luce del comunicato diffuso dall’Agenzia, un loro preventivo coinvolgimento sarebbe stato non solo auspicabile ma opportuno.

Le scriventi Associazioni hanno creduto molto nell’attività di dialogo con le Istituzioni, ma se continuano a proliferare gli adempimenti, ad esserci proroghe dovute ai disservizi della Pubblica Amministrazione, se professionisti e cittadini corrono il rischio di sanzioni che non trovano giustificazione, e se la semplificazione che si vuole proporre è fatta solo di slogan, probabilmente la strada da percorrere è un’altra.

In mancanza di una presa di posizione forte da parte del MEF, di un tempestivo intervento chiarificatore da parte dell’Amministrazione Finanziaria e del relativo partner tecnico Sogei, che possa prevedere anche un incontro con le Associazioni dei commercialisti, e se non sarà disposta una proroga più ampia rispetto al termine del 5 ottobre, se non addirittura l’eliminazione dell’adempimento che la Pubblica Amministrazione ha dimostrato di non saper gestire, con evidenti danni subiti da intermediari e contribuenti, le Associazioni sono decise ad intraprendere nuove ed incisive forme di protesta nei confronti di una situazione non più vivibile e che le stesse hanno già più volte denunciato.

Vincenzo De Maggio

Presidente ADC – Associazione Dottori Commercialisti

 Andrea Ferrari

Presidente AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti

Marco Cuchel

Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti

 Amelia Luca

Presidente ANDOC – Associazione Nazionale Dottori Commercialisti

 Giuseppe Diretto

Presidente UNAGRACO – Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili

 Fazio Segantini

Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

Domenico Posca

Presidente UNICO – Unione Italiana Commercialisti

 

Comunicato Stampa Congiunto 27.09.2017 – Proroga Spesometro 2017

RASSEGNA STAMPA – Alcuni articoli riguardanti la nota congiunta diffusa dalle Associazioni.

Ansa Professioni 27.09.2017 – Proroga Spesometro

IlSole24Ore 28.09.2017 – Proroga Spesometro

Italia Oggi 28.09.2017 – Proroga Spesometro

FiscoPiù 28.09.2017 – Proroga Spesometro