CS 23.07.2026 – Riforma dell’ordinamento professionale: concluso l’esame in Commissione Giustizia. Restano aperte le questioni fondamentali per il futuro della categoria

 COMUNICATO STAMPA

Riforma dell’ordinamento professionale: concluso l’esame in Commissione Giustizia. Restano aperte le questioni fondamentali per il futuro della categoria

Roma, 23 luglio 2026. Si è concluso, presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, l’esame in sede referente del disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di Commercialista e di Esperto Contabile.

Il testo licenziato dalla Commissione presenta alcuni miglioramenti rispetto alla versione originaria, ma lascia ancora irrisolti temi centrali che incidono sull’identità della professione, sul ruolo degli Ordini territoriali, sulla governance dell’ordinamento e sulla valorizzazione delle competenze dei commercialisti.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, che nel corso dell’iter parlamentare ha elaborato e sostenuto numerose proposte tecniche, molte delle quali riprese in emendamenti presentati da diversi gruppi parlamentari, prende atto dell’esito dei lavori della Commissione, rilevando come numerose istanze qualificanti siano rimaste prive di accoglimento.

Tra gli interventi approvati meritano di essere evidenziati il reinserimento delle competenze professionali nell’ambito giuslavoristico e alcuni correttivi in materia di decadenza dalle cariche. Accanto a tali risultati, tuttavia, emergono numerose occasioni mancate.

Di particolare rilievo è la bocciatura dell’emendamento 2.26 volto a garantire il mantenimento di almeno un Ordine territoriale in ciascun capoluogo di provincia. Una proposta che avrebbe assicurato la salvaguardia del presidio istituzionale su ciascun territorio, rafforzando il rapporto tra Ordini e iscritti ed evitando future razionalizzazioni o accorpamenti suscettibili di impoverire la rappresentanza della categoria.

Non meno significativa appare la scelta di ritirare l’emendamento diretto a rafforzare il ruolo degli Ordini territoriali e, soprattutto, quello riguardante le specializzazioni. Quest’ultimo avrebbe consentito di affrontare uno dei temi più sentiti dalla categoria: il riconoscimento legislativo di specifici ambiti professionali qualificati. La riforma dell’ordinamento rappresentava un’occasione storica per avviare una riflessione concreta sulle esclusive professionali e sulla valorizzazione delle competenze distintive dei commercialisti. Il ritiro di tale proposta lascia inevitabilmente aperta una delle principali aspettative della professione.

Anche sul fronte dell’equo compenso il risultato appare solo parzialmente soddisfacente. L’emendamento 2.18, volto a introdurre una disciplina più ampia e maggiormente garantista, è stato respinto. Successivamente, la Commissione ha approvato l’emendamento 2.50 dei Relatori, che ne recepisce soltanto in parte le finalità. Si tratta di un passo in avanti rispetto al testo originario, ma non ancora sufficiente a garantire quella piena tutela della dignità economica della prestazione professionale auspicata dalla categoria.

Particolare rammarico suscita anche la mancata approvazione dell’emendamento 2.20, volto a introdurre una quota minima di rappresentanza dei giovani professionisti negli organi elettivi della categoria. Una proposta che avrebbe favorito il necessario ricambio generazionale, assicurando alle nuove generazioni un ruolo attivo nei processi decisionali. Una riforma che guarda al futuro non può prescindere dal futuro della professione: i giovani commercialisti devono essere protagonisti del cambiamento, non semplici destinatari delle scelte altrui. Il mancato accoglimento dell’emendamento rappresenta, anche sotto questo profilo, un’occasione mancata per costruire una governance più moderna e rappresentativa.

Restano inoltre prive di risposta numerose proposte che ANC considera essenziali per un ordinamento moderno ed equilibrato: la tutela dell’autonomia degli Ordini nella scelta delle modalità di voto; il rafforzamento del principio del limite dei mandati; la valorizzazione della rappresentanza delle giovani generazioni; il riconoscimento legislativo dei Comitati Pari Opportunità; una disciplina più rigorosa delle incompatibilità dei componenti del Consiglio Nazionale titolari di incarichi pubblici o di nomina politica; il coinvolgimento dell’Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali nell’approvazione del bilancio del Consiglio Nazionale, quale strumento di trasparenza, partecipazione e responsabilità istituzionale.

L’esame della Commissione evidenzia come molte delle proposte elaborate da ANC abbiano trovato riconoscimento nella loro impostazione tecnica, essendo state riprese in numerosi emendamenti parlamentari. Tuttavia, la mancata approvazione di molte di esse dimostra come permangano ancora resistenze rispetto a una riforma realmente innovativa, capace di rafforzare l’autonomia della professione, il ruolo dei territori e la qualità della governance ordinistica.

Il percorso parlamentare non è ancora concluso. L’approdo del provvedimento all’esame dell’Aula può ancora rappresentare un’occasione per rafforzare il testo e dare risposta alle aspettative di migliaia di professionisti che chiedono una riforma realmente orientata al futuro della categoria.

ANC continuerà a seguire con attenzione il prosieguo dell’iter parlamentare, offrendo il proprio contributo tecnico e istituzionale affinché il Parlamento possa cogliere l’opportunità di completare una riforma attesa da anni, rafforzando l’autonomia della professione, il ruolo degli Ordini territoriali, e il riconoscimento delle competenze dei Commercialisti e degli Esperti Contabili.

ANC Comunicazione

CS 23.07.2026_Riforma Ordinamento 

CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA – ANCHE SULLA SECONDA PARTE DELLA BOZZA DI CIRCOLARE DELL’AGENZIA L’ANC INVIA IL PROPRIO CONTRIBUTO 

COMUNICATO STAMPA

CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA – ANCHE SULLA SECONDA PARTE DELLA BOZZA DI CIRCOLARE DELL’AGENZIA L’ANC INVIA IL PROPRIO CONTRIBUTO 

 Roma, 20 luglio 2026.  L’Associazione Nazionale Commercialisti, lo scorso 16 luglio ha inviato, come già avvenuto il 15 maggio per la prima parte, il proprio contributo sulla  seconda tranche della campagna di consultazione pubblica con richiesta di contributi della bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate, contenente chiarimenti interpretativi sui principi generali e sulle disposizioni inerenti alla Composizione negoziata della crisi.

“Anche in questa occasione” dichiara il Presidente Marco Cuchel “il mio ringraziamento va alla Commissione ANC Procedure Concorsuali e Crisi d’impresa, presieduta dalla Collega Giovanna Scifo, che nonostante il periodo particolarmente intenso di lavoro, ha completato un articolato elaborato di analisi sulla bozza di circolare, evidenziando ulteriori punti critici e proponendo nuove formulazioni. Come sempre, nello spirito di servizio e di confronto che ci contraddistingue, il testo è stato corredato dai riferimenti normativi del caso”.

La nota stonata” evidenzia il Presidente “è che la prima parte della circolare licenziata come testo definitivo dall’AdE, oggetto della consultazione di maggio, non tiene minimamente conto delle osservazioni da noi inviate, e le stesse non sono neanche state rese pubbliche, così come nessun altro contributo, contrariamente a quanto preannunciato. In un momento di così grande impegno lavorativo, la nostra Associazione, attraverso la competente Commissione si è mobilitata per comporre e inviare un documento, mettendosi al servizio della Pubblica Amministrazione e dei Cittadini. Purtroppo, il riscontro è stato nullo; ignoriamo se e come il nostro testo sia stato preso in considerazione. Ci chiediamo se il coinvolgimento di soggetti terzi non sia solamente un’operazione di facciata; vogliamo sperare di no e attendiamo ora un riscontro da parte dell’Agenzia su quanto inviato nei giorni scorsi”.

ANC Comunicazione

CS_20.07.2026_ConsultazioneAdE.docx

 

Di seguito pubblichiamo i due contributi prodotti da ANC relativamente alla bozza di circolare dell’AE in materia di crisi di impresa – I e II parte – nell’ambito della consultazione pubblica.

DocumentoCrisiImpresa_15.05.2026

DocumentoCrisiImpresa_16.07.2026

Comunicato Stampa 17.07.2026 – Ritiro emendamenti Riforma Professione

COMUNICATO STAMPA

 

Riforma ordinamento Commercialisti ed Esperti Contabili: il ritiro di alcuni emendamenti

è un’occasione mancata

 

Roma, 17 luglio 2026. ANC esprime rammarico per il ritiro di alcuni emendamenti presentati dall’On. Centemero nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega di riforma dell’ordinamento professionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Tra le proposte ritirate, particolare rilievo assume l’emendamento 2.25, che avrebbe riaffermato l’autonomia degli Ordini territoriali nella gestione delle procedure elettorali, prevedendo il voto telematico come modalità facoltativa e la libera scelta della piattaforma da utilizzare.

Quanto all’emendamento 2.28, volto a confermare la durata quadriennale dei mandati, il suo ritiro non incide sul contenuto della riforma, poiché tale principio è già previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera e), del disegno di legge.

Di particolare interesse era anche l’emendamento 2.31, che attribuiva all’Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali l’approvazione del bilancio preventivo e del rendiconto del Consiglio Nazionale. Una norma che avrebbe rafforzato trasparenza, partecipazione e responsabilità nella governance della categoria, valorizzando il ruolo degli Ordini territoriali.

Particolarmente significativa, infine, la rinuncia all’emendamento 2.36, che subordinava l’introduzione delle specializzazioni al riconoscimento di esclusive professionali. Una riforma realmente ambiziosa dovrebbe avere il coraggio di rafforzare il perimetro delle competenze riservate ai commercialisti. Il ritiro di questa proposta pesa sulle aspettative della categoria, che da tempo attende un concreto riconoscimento delle proprie specificità professionali.

“Auspichiamo” dichiara il Presidente ANC, Marco Cuchel, “che questi temi possano essere nuovamente valorizzati nel prosieguo dell’iter parlamentare, affinché la riforma rappresenti una reale occasione di rafforzamento della professione e della sua autonomia”

ANC Comunicazione

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CS ANC 13.07.2026 | Controlli fiscali e organizzazione degli adempimenti: serve una programmazione strutturale, non la gestione dell’emergenza

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Controlli fiscali e organizzazione degli adempimenti: serve una programmazione strutturale, non la gestione dell’emergenza

Roma, 13 luglio 2026. ANC accoglie con favore la disponibilità, pur in assenza di uno specifico provvedimento, dell’Agenzia delle Entrate a valutare la documentazione relativa ai controlli formali ex art. 36-ter anche oltre il termine ordinatorio dei trenta giorni.

Si tratta di un chiarimento certamente utile, ma che ripropone una situazione già verificatasi nell’estate del 2025, confermando una criticità organizzativa ormai ricorrente.

“Il tema” evidenzia il presidente ANC Marco Cuchel “richiede una riflessione più ampia: occorre superare la gestione delle emergenze, attraverso una programmazione strutturale dell’attività amministrativa, capace di garantire l’efficacia dei controlli senza compromettere l’operatività di professionisti e contribuenti”.

Già nei mesi scorsi, ANC aveva denunciato la tardiva pubblicazione dei software ISA, che ha determinato la proroga dei versamenti, con l’alquanto discutibile raddoppio della maggiorazione applicabile ai versamenti differiti, nonché l’annunciato invio massivo di milioni di atti da parte dell’Amministrazione finanziaria nel pieno della campagna dichiarativa. Le richieste documentali recapitate in questi giorni hanno puntualmente confermato quelle preoccupazioni.

Ora si aggiunge anche la temporanea indisponibilità del servizio di consultazione delle dichiarazioni precompilate, conseguente a un intervento di manutenzione straordinaria da parte di Sogei.

Il problema non è la disponibilità degli uffici a gestire le criticità, ma la loro prevenzione. Controlli, richieste documentali e servizi essenziali a supporto degli adempimenti devono essere programmati e distribuiti nell’arco dell’intero anno, evitando concentrazioni nei mesi già gravati dalla campagna dichiarativa e dai versamenti fiscali.

“Professionisti e contribuenti” conclude il Presidente Cuchel “hanno bisogno di una programmazione coerente e di regole organizzative stabili, non di soluzioni emergenziali che si ripetono ogni anno. Una pianificazione efficace dell’attività amministrativa e dei servizi informatici rappresenta una condizione essenziale per garantire efficienza, certezza operativa e un corretto rapporto di collaborazione tra Amministrazione finanziaria, professionisti e cittadini”

ANC Comunicazione

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CS ANC 01.07.2026 – DDL DELEGA DI RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI PROFESSIONALI, CON L’APPROVAZIONE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO ACCOLTE LE ISTANZE DELLE ASSOCIAZIONI

DDL DELEGA DI RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI PROFESSIONALI

CON L’APPROVAZIONE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO ACCOLTE LE ISTANZE DELLE ASSOCIAZIONI

Roma, 01 luglio 2026. “L’approvazione, in prima lettura, del DDL di delega di riforma degli ordinamenti professionali da parte della Commissione Giustizia del Senato rappresenta un risultato importante, che è stato possibile conseguire grazie all’ascolto delle istanze del comparto delle professioni e delle proposte formulate dalle associazioni”.

Con queste parole il Presidente ANC, Marco Cuchel, accoglie il primo step parlamentare del disegno di legge di delega di riforma degli ordinamenti professionali, sottolineando, in particolare, in forza di un emendamento proposto da Confprofessioni e convintamente sostenuto da ANC, il formale riconoscimento della distinzione tra Ordine e Sindacato sul piano dei ruoli e delle prerogative.

“Finalmente” prosegue Cuchel “viene definito il perimetro delle competenze, riconoscendo agli organismi sindacali l’esclusività dell’esercizio dell’attività sindacale di rappresentanza degli interessi dei professionisti e della loro tutela.

Tra gli emendamenti presentati da Confprofessioni e che ANC sostiene, anche quello volto a superare le criticità previdenziali nell’ambito delle Società tra Professionisti (STP), le quali attualmente risultano assoggettate a un sistema doppio di contribuzione.

Altro aspetto che per ANC occorre considerare nell’ambito della riforma dell’ordinamento della professione di commercialista riguarda l’esercizio della rappresentanza, e a tale proposito l’Associazione esprime il suo pieno sostegno all’emendamento presentato dall’Onorevole Giulio Centemero che interviene sui motivi di decadenza dalle cariche in seno al CNDCEC e agli Ordini territoriali, introducendo come causa di interruzione automatica dalla carica la partecipazione alle elezioni politiche e l’assunzione di cariche di governo a livello nazionale.

Dopo questi primi positivi passi in avanti, è auspicio di ANC che i provvedimenti che costituiscono la riforma generale degli ordinamenti professionali, e quello dei commercialisti, possano essere portati avanti in modo unitario, soprattutto facendo in modo che sia sempre privilegiato l’ascolto e il contributo delle realtà professionali coinvolte.

ANC Comunicazione

CS_01.07.2026_Riforma Ordinamenti Professionali