LETTERA APERTA ANC | Il diniego del patrocinio del CNDCEC agli eventi ANC: la nostra risposta a tutela della categoria

LETTERA APERTA AI COLLEGHI

Il diniego del patrocinio del CNDCEC agli eventi ANC: la nostra risposta a tutela della categoria

Roma, 24 giugno 2026

Care Colleghe e Cari Colleghi,

l’Associazione Nazionale Commercialisti è da sempre impegnata nell’organizzazione di eventi e convegni di altissimo profilo. Incontri incentrati su temi cruciali per la nostra professione, sia sul piano tecnico sia su quello politico di categoria, che vedono la partecipazione di relatori autorevoli e di interlocutori istituzionali di primo piano. Un valore, questo, che viene costantemente riconosciuto dal gratuito patrocinio delle massime Istituzioni del Paese.

Appare perciò incomprensibile che il diniego del patrocinio a eventi promossi dalla nostra Associazione, nell’ambito delle sue legittime attività istituzionali, giunga proprio dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Eppure, purtroppo, è esattamente ciò che sta accadendo. E non si tratta di un episodio isolato.

Dopo la XXI edizione del convegno “Obiettivo Futuro” svoltasi a Pisa lo scorso 5 dicembre, anche al Convegno Nazionale dello scorso 29 maggio a Bari è stata negata la concessione del gratuito patrocinio da parte del Consiglio Nazionale.

L’ANC ha alle spalle 76 anni di storia. Fondiamo la nostra stessa esistenza sulla tutela, la dignità e la crescita della professione; siamo un soggetto autorizzato alla formazione professionale continua dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro e, ogni anno, offriamo alla categoria percorsi formativi in presenza e webinar di indiscutibile livello scientifico. Nonostante questo, per il Consiglio Nazionale gli eventi dell’ANC sembrano non essere più considerati meritevoli di adesione morale e istituzionale.

Riteniamo che quanto accaduto sia grave, ingiustificato e lesivo non solo dell’Associazione, ma dell’intera comunità di professionisti che rappresentiamo. Per questo motivo, l’ANC ha deciso di non subire passivamente questo strappo istituzionale e ha depositato formale ricorso al TAR per impugnare il diniego del patrocinio all’ultimo convegno di Bari.

Abbiamo ritenuto doveroso informare tempestivamente tutte le colleghe e i colleghi su fatti che toccano da vicino la nostra vita di categoria e l’indipendenza della nostra Associazione.

La tutela dei nostri valori e del nostro lavoro viene prima di tutto.

Un cordiale saluto.

Marco Cuchel

Presidente ANC

73_Lettera aperta ANC 24.06.2026

 

CS ANC 23.06.2026 –  Responsabilità professionale: un’altra pronuncia che amplia i confini e accresce l’incertezza operativa

COMUNICATO STAMPA

 Responsabilità professionale: un’altra pronuncia che amplia i confini e accresce l’incertezza operativa

 Roma, 23 giugno 2026. L’ordinanza n. 21061/2026 della Corte di Cassazione riporta al centro dell’attenzione il tema della responsabilità professionale del Commercialista e conferma una tendenza giurisprudenziale che l’Associazione Nazionale Commercialisti aveva già denunciato nel comunicato del 30 aprile scorso, evidenziando i rischi di una progressiva estensione degli obblighi del professionista oltre il perimetro dell’attività effettivamente svolta.

Il professionista è tenuto a operare con competenza, diligenza e senso di responsabilità. Ciò non può però tradursi nella sua trasformazione in garante assoluto della correttezza di ogni comportamento del contribuente, tanto più quando, come nel caso esaminato dalla Suprema Corte, l’errore contestato riguarda attività materialmente poste in essere dal cliente.

Ne consegue una riflessione che non può più essere elusa: il professionista non può essere chiamato a rispondere delle conseguenze derivanti da condotte che non ha direttamente compiuto e sulle quali non dispone di poteri sostitutivi o impeditivi. Ancora più paradossale è che il soggetto destinatario delle sanzioni tributarie possa tentare di trasferirne il peso economico sul proprio consulente.

Su questo tema ANC richiama quanto già evidenziato con il comunicato del 30 aprile scorso, “Responsabilità dei professionisti. L’escalation giurisprudenziale impone un intervento normativo immediato”, nel quale era stato denunciato il rischio di trasformare il professionista in un «garante universale della posizione fiscale del cliente», esponendolo a una responsabilità sproporzionata, difficilmente assicurabile e incompatibile con la natura stessa dell’incarico ricevuto.

A ciò si aggiunge l’irrisolto problema della non assicurabilità delle sanzioni tributarie dirette, che determina una crescente esposizione patrimoniale dei professionisti e rende ancora più urgente un intervento normativo capace di definire confini certi e ragionevoli delle responsabilità.

Il rischio è quello di una pericolosa deriva, nella quale il Commercialista, da consulente qualificato cui l’ordinamento affida un’obbligazione di mezzi, viene progressivamente investito di un improprio ruolo di garante generale della conformità fiscale del cliente.

“L’appello al Governo e al Parlamento” – torna a sottolineare il Presidente ANC, Marco Cuchel – “è di giungere ad un intervento ormai improcrastinabile. La tutela dell’affidamento del contribuente è un valore. Lo sono altrettanto la certezza del diritto, la proporzionalità delle responsabilità e la necessità di evitare che il professionista diventi, ancora una volta, l’assicuratore di ultima istanza di errori e violazioni non propri”.

ANC Comunicazione

CS_23.06.2026_Responsabilità professionale

 

CS ANC 22.06.2026 |  Il Fisco Amico si prepara all’offensiva estiva: pioggia di cartelle, avvisi e intimazioni

COMUNICATO STAMPA

 Il Fisco Amico si prepara all’offensiva estiva: pioggia di cartelle, avvisi e intimazioni

Roma, 22 giugno 2026. Una tempesta si sta addensando sul cielo dei contribuenti italiani, che rischiano di essere travolti da 31 milioni di comunicazioni e atti da parte della Riscossione, di cui circa 1,6 milioni di procedure di recupero coattivo. L’obiettivo di Agenzia Entrate Riscossione, stando a quanto esposto nella convenzione triennale firmata l’8 maggio scorso, è quello di portare a casa 14,3 miliardi di euro nell’anno 2026.

“Come Associazione Nazionale Commercialisti siamo da sempre a favore della legalità e delle buone pratiche messe in atto dai cittadini che sono chiamati a fare il loro dovere di contribuenti” dichiara il Presidente Anc Marco Cuchel “tuttavia, lo scenario che si verrebbe a delineare, se le premesse si avvereranno, sarebbe a dir poco catastrofico: migliaia di imprenditori e aziende a rischio chiusura, conti bloccati, pignoramenti dei crediti verso terzi, fermi amministrativi e tanta incertezza sul futuro. Come professionisti del settore non possiamo non puntare il dito contro la tempistica e le modalità con le quali l’Agenzia Entrate Riscossione esercita le proprie facoltà, non tenendo conto dell’impegno e degli sforzi che i cittadini compiono per sanare pregresse situazioni di difficoltà. Anche il nostro lavoro è inevitabile che ne risenta, in un periodo di affollamento di scadenze, a tutt’oggi lontane dall’essere razionalizzate, come chiediamo da anni. Ci sembra pertanto doveroso chiedere che sia trovato il giusto compromesso tra la legittima necessità di riscuotere il dovuto e la sopravvivenza delle imprese e delle famiglie ”.

È di tutta evidenza che quei milioni di atti esecutivi che pendono sulla testa di moltissime aziende, ma anche di privati, si sostanzieranno inevitabilmente, con un effetto a catena, in un problema per la collettività. L’impossibilità di accedere al credito bancario così come l’impossibilità di restare sul mercato per effetto della perdita di reputazione con i committenti, determinerà inevitabilmente la “morte” degli imprenditori e delle loro famiglie direttamente coinvolti ma anche dei loro dipendenti, collaboratori e di tutta la filiera di fornitori a loro legata.

“Prendiamo atto che questo Fisco si definisce amico, ma di chi, dobbiamo ancora appurarlo” conclude Cuchel “Certamente non di quei contribuenti che, pur nella volontà di ottemperare ai loro doveri, si trovano nella materiale impossibilità di fare fronte nello stesso momento alle scadenze attuali e a quelle pregresse, a meno di dover chiudere l’attività, con tutte le ripercussioni che questo comporta per la tenuta di un sistema che, inevitabilmente, sarebbe chiamato a mettere in atto costose tutele sociali, a carico di tutti i cittadini”. Sarebbe forse opportuno che queste iniziative volte al recupero di risorse, tenessero sempre conto delle condizioni di vita nel Paese reale.

ANC Comunicazione

CS_22.06.2026_Avvisi