ASTENSIONE COMMERCIALISTI SETTEMBRE 2020 – COMUNICAZIONE AI COLLEGHI

E’ stato proclamato lo scorso 6 agosto dalle Associazioni nazionali dei Commercialisti ADC -AIDC -ANC -ANDOC -FIDDOC – SIC – UNAGRACO-UNGDCEC – UNICO lo sciopero della categoria.

Di seguito il comunicato diffuso dalle Associazioni e la lettera formale di proclamazione dell’astensione.

Comunicato Astensione Categoria Settembre 2020

Lettera Proclamazione Sciopero dei Dottori Commercialisti e degli Esperti e Contabili

 

ASTENSIONE COLLETTIVA – COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE

Lettera delle Associazioni indirizzata ai colleghi con le indicazioni per adempiere correttamente secondo quanto previsto dal codice di autoregolamentazione della categoria lettera ai colleghi 02.09.2020

Modello di Comunicazione preventiva alla clientela  da effettuarsi entro 10 giorni dall’inizio dell’astensione Modello-lettera-CLIENTE 2020

Modello di Comunicazione preventiva alla segreteria della Commissione tributaria da effettuarsi almeno 2 giorni prima della data stabilita dell’udienza lettera-COMMISSIONE-TRIBUTARIA 2020

Copia codice di autoregolamentazione delle astensioni Codice Autoregolamentazione Commercialisti

Scarica la GUIDA ALLA LETTURA DEL CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE DELLE ASTENSIONI COLLETTIVE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI Guida-di-lettura-al-Codice-di-autoregolamentazione-dei-commercialisti

 

COMUNICATO CONGIUNTO ASSOCIAZIONI COMMERCIALISTI 01.09.2020

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

COMUNICATO STAMPA

CONFRONTO ENTRATE TRIBUTARIE 2019/2020

Imprese e professionisti sono seri (nonostante tutto)

Roma, 1° settembre 2020

Con il comunicato del 31 agosto scorso, il MEF commenta con una certa soddisfazione i dati provvisori sulle entrate tributarie acquisite al 20 agosto, evidenziando un rialzo delle entrate versate con il modello F24 rispetto allo stesso mese del 2019.

Per i professionisti del settore si tratta della conferma della serietà del mondo delle partite IVA. Nonostante un anno orribile, con una pandemia in corso ed una crisi economico finanziaria solo in fase iniziale, i contribuenti hanno versato autonomamente le imposte dovute, oltre le stime attese.

Nella nota del Ministero si legge di “una situazione complessiva in via di miglioramento dell’economia italiana”, una visione questa che stride non poco con la condizione dell’economia reale del Paese, che va avanti in grande affanno e i cui dati sul fronte della produzione industriale, dei consumi e dell’occupazione purtroppo non fanno ben sperare per i mesi futuri.

In realtà, i numeri snocciolati dal MEF delineano un’analisi alla cui base sussiste un errore di fondo: la comparazione di periodi caratterizzati da profonde disomogeneità sul piano fiscale. Nel mese di agosto del 2019, i contribuenti, alle prese con le disfunzioni del sistema Isa, si sono trovati ad affrontare proroghe di versamenti, molti contribuenti hanno iniziato invece a versare le imposte a saldo del 2018 a partire dalla fine del mese di settembre.

Appare dunque evidente come il confronto delle dinamiche delle entrate erariali del mese di agosto 2019 con quelle del medesimo periodo del 2020 sia quantomeno un azzardo.

È da sottolineare, invece l’incongruenza di un sistema fiscale che incassa tanto e nei tempi ordinari, nonostante quanto accaduto nel 2020.

Imprese e professionisti hanno avuto una sospensione delle attività obbligate e, a cascata,   una riduzione della liquidità disponibile;  il governo ha prorogato di 60 giorni ogni cosa, tranne l’appuntamento con l’erario. È stata una mancanza di rispetto verso noi consulenti (non ci piace la parola intermediari) e verso i nostri clienti, abbiamo fatto una gran fatica a decodificare la giungla di provvedimenti emanati, mentre dovevamo comunque chiudere i conti con il fisco. L’Amministrazione Finanziaria ha lasciato inalterato l’adempimento del versamento del saldo del 2019, imponendo ai contribuenti uno sforzo sproporzionato, senza riconoscere loro la possibilità di beneficiare di alcuna proroga.

L’unica lettura da dare al dato delle entrate è che siamo persone serie, facciamo di tutto per rispettare le norme, nonostante la sordità del Legislatore e dell’Amministrazione Finanziaria.

Ribadiamo fermamente che non ci sentiamo tutelati ed ascoltati da una politica cronicamente insensibile ai problemi degli operatori economici.

Comunicazione ADC-AIDC-ANC- ANDOC-FIDDOC-SIC-UNAGRACO-UNGDCEC-UNICO

CS CONGIUNTO 01.09.2020_Dati Mef

COMUNICATO STAMPA ANC 26.08.2020 – RIFORMA FISCALE

COMUNICATO STAMPA

 Quando il coccodrillo piange perché la giungla è invivibile

Roma, 26 agosto 2020

Stando alle dichiarazioni che circolano, sul tavolo del Ministro dell’Economia e su quello del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (e di nessun altro nel Governo, pare) sembra ci sia la riforma fiscale del terzo millennio, la soluzione a quella che il Direttore Ruffini non ha esitato a definire una “giungla” insidiosa, dimenticando che Mef e Agenzia non sono di certo i soggetti che direttamente scontano tutte le storture e le farraginosità del sistema.

La riformulazione del calendario dei versamenti, annunciata in luglio dal Ministro Gualtieri, si dovrebbe sostanziare in un sistema che prevede determinazione e versamento dell’importo dovuto su base mensile, compreso il calcolo degli importi in deduzione. Tutto ciò non potrà mai tradursi in una semplificazione, ma comporterà invece un’enorme complicazione del sistema, che prevedrà ben 12 dichiarazioni annue, più l’eventuale conguaglio. Inoltre, si è del tutto all’oscuro sull’eventuale riparametrazione delle aliquote.

Un sistema così concepito, oltre ad aggiungere farraginosità (e forse anche onerosità), si scontra con il principio costituzionale dell’equità fiscale nei confronti dei soggetti contribuenti, creando disparità tra i percettori di reddito da lavoro dipendente e le partite IVA, i cui titolari non possono effettuare alcuna previsione.

È del tutto evidente che questo progetto sia mosso non tanto dall’intento di venire incontro ai cittadini e ai professionisti che li assistono, quanto dalla necessità di ottenere un flusso continuo di liquidità, a beneficio delle casse dello Stato oramai allo stremo.

“Una riforma fiscale imponente è assolutamente necessaria” dichiara Marco Cuchel, presidente ANC “ma proprio perché il progetto è di proporzioni considerevoli, in quanto deve eliminare un numero spropositato di complicazioni, ripetizioni, contraddizioni e vessazioni che si sono sedimentate nel tempo, richiede trasparenza e condivisione con gli attori principali che saranno poi chiamati ad applicarla: i commercialisti. A proposito di questo, non si può non sottolineare l’anomalia istituzionale e procedurale che vede l’Agenzia dettare l’agenda al Ministro. Se proprio l’Agenzia delle Entrate vuole fare la sua parte, non versi lacrime di coccodrillo e provveda a rimediare ad un sistema che rilascia circolari esplicative tardive o addirittura dopo la scadenza e che spesso contengono interpretazioni che superano la norma”

“Una riforma fiscale seria non si fa in pochi giorni; piuttosto che essere scaraventati nel giro di un mese in un sistema dagli incerti sviluppi e dalle conseguenze imprevedibili” conclude Cuchel “preferiamo attendere ancora e rimanere nella giungla le cui principali insidie ci sono note da tempo”

ANC – Comunicazione

CS ANC 26 08 2020_Riforma fiscale

Comunicato Stampa Congiunto 31.07.2020 – Ricorso al TAR da parte delle Associazioni dei Commercialisti

ADC –AIDC – ANC –UNAGRACO – UNGDCEC

 

 Comunicato stampa

Ricorso al TAR

 

Le associazioni sindacali dei commercialisti ADC, AIDC, ANC, UNAGRACO, UNGDCEC, con il concreto sostegno del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, hanno presentato un ricorso presso il TAR del Lazio per l’annullamento del provvedimento di esclusione dei professionisti, iscritti alle casse di previdenza private, dalla procedura per l’ottenimento del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 D.L. n. 34/2020, volto a sollevare, di fronte al Tribunale Amministrativo, il dubbio di legittimità costituzionale per tale esclusione.

Un atto doveroso a tutela dei commercialisti e di tutte le professioni ordinistiche arbitrariamente estromesse dagli aiuti che lo Stato ha erogato a sostegno dell’economia nazionale, contribuendo ad una inutile tensione nel rapporto tra Governo ed una parte importante del Paese: i liberi professionisti.

Di fronte al costante diniego nel riconoscerci il ruolo, che pure ci è costantemente imposto, di fulcro nel rapporto tra Stato e Contribuenti, e vista l’indifferenza manifestata nei riguardi delle numerose richieste di carattere istituzionale, non ci rimane che il ricorso alle vie giudiziarie, per vedere riconosciuto un diritto elementare di cittadini. E tali vie abbiamo adito.

Siamo parte fondamentale del tessuto produttivo del Paese e come tale dobbiamo essere considerati.

Roma, 31 luglio 2020

Maria Pia Nucera, Presidente ADC

Andrea Ferrari, Presidente AIDC

Marco Cuchel, Presidente ANC

Giuseppe Diretto, Presidente UNAGRACO

Matteo De Lise, Presidente UNGDCEC

Comunicato stampa ricorso TAR sigle sindacali _ 31.07.2020

RASSEGNA STAMPA E SERVIZI TV 20.07.2020 – MANCATA PROROGA VERSAMENTI, COMMERCIALISTI PRONTI ALLO SCIOPERO

Di seguito alcuni link riguardanti il riscontro avuto nel weekend delle dichiarazioni stampa del coordinamento delle Associazioni nazionali dei Commercialisti.

https://www.repubblica.it/economia/2020/07/18/news/fisco_commercialisti_rinvio_o_non_escluso_sciopero-262290371/

http://telp.ri.telpress.it/news/2020/07/19/2020071901742205718.MP4

http://telp.ri.telpress.it/news/2020/07/19/2020071901778005936.MP4

http://telp.ri.telpress.it/news/2020/07/19/2020071903137606348.MP4

http://telp.ri.telpress.it/news/2020/07/19/2020071902822211366.MP4

http://telp.ri.telpress.it/news/2020/07/19/2020071902775811830.MP4

Ansa Professioni – Articoli del 15.07.2020

Ansa Professioni 15.07.2020

Pdl malattia professionisti, sì ad audizioni Ordini e sindacati – In commissione giustizia Cup, Rtp, Confprofessioni, Anc ed Aiga

https://www.ansa.it/professioni/notizie/ordini_professionali/2020/07/15/pdl-malattia-professionisti-si-ad-audizioni-ordini-e-sindacati_1b6829bb-4580-4a41-9ea8-635be44ab775.html 

 

Ansa Professioni 15.07.2020

Sindacato commercialisti, ‘per molti la cig è un miraggio’ – Anc, ‘procedure non funzionano e professionisti in difficoltà’

https://www.ansa.it/professioni/notizie/fisco_lavoro/2020/07/15/sindacato-commercialisti-per-molti-la-cig-e-un-miraggio_b8ab44a7-117a-42f1-80b1-6d648151e945.html

COMUNICATO STAMPA ANC 15.07.2020 – CIG: PER MOLTI LAVORATORI RESTA ANCORA UN MIRAGGIO

COMUNICATO STAMPA ANC

CIG: PER MOLTI LAVORATORI RESTA ANCORA UN MIRAGGIO

Roma, 15 luglio 2020

La nuova procedura messa in campo dal legislatore per la concessione del trattamento di cassa integrazione alle aziende in difficoltà avrebbe dovuto essere più snella e semplice della precedente e far arrivare il denaro ai dipendenti in brevissimo tempo. Almeno così assicurava il Presidente del Consiglio nelle sue conferenze stampa, anche in quella di presentazione del D.L. Rilancio, unitamente ad altri esponenti del Governo.

Ma le cose sono andate davvero così?

Sarebbe bastato solo un click per poter richiedere le previste ulteriori 9 settimane di CIG, invece il legislatore ha stabilito un percorso nuovo.  Intanto si sono allungati i tempi perché le domande di richiesta per le ulteriori 5 settimane, concesse dal D.L. 34/2020, non potevano essere presentate prima del 18.06.2020 ancorché coprissero periodi di maggio (le prime 9 settimane del D.L. 18/2020 arrivavano al 10.05.2020 per la grande maggioranza dei casi), con scadenza di presentazione entro il 17.07.2020.

Inoltre, ancora oggi, non sono chiare le modalità di presentazione delle domande per ciò che concerne la rendicontazione delle giornate autorizzate e non fruite (vedi messaggi Inps, circolare del Ministero del Lavoro, ecc).

Lo strumento innovativo, pensato per far avere i soldi subito ai dipendenti, non ha funzionato e si è rivelato molto più complesso ed articolato del precedente. Ad oggi le domande presentate con richiesta di anticipo del 40% sono state massivamente bocciate e la giustificazione fornita dall’Inps è che non sono state completamente utilizzate le precedenti 9 settimane, anche per un solo giorno!

Il DL 34/2020 precisa chiaramente che nei confronti delle CIG in deroga è sufficiente che le settimane siano state “autorizzate” dalla Regione. L’Inps, invece, chiede l’integrale fruizione di tutte le giornate delle 9 settimane, quindi se, come nella maggioranza dei casi, le aziende hanno richiesto la Cig dal 12.03.2020 (momento di disposizione del primo lockdown nazionale), evidentemente la loro richiesta non comprende i giorni  9 – 10 e 11 marzo e questo, secondo l’Inps, comporta il rigetto della domanda.

Purtroppo le cose non vanno meglio neppure per le domande che non richiedono l’anticipo: ad oggi queste domande sono ancora “in lavorazione”.

I dipendenti e le loro famiglie sono senza ammortizzatori sociali dal 10 maggio.

Per quanto riguarda la situazione degli artigiani (FSBA), questa è drammatica:  pur avendo presentato domanda con accordo sindacale obbligatorio, pur avendo correttamente rendicontato tutte le assenze per i mesi di marzo, aprile maggio e giugno, il fondo ha liquidato solo la prima parte del mese di marzo. Ancora oggi, sul sito di FSBA risulta presente un avviso con il quale viene comunicato che sono in attesa dei fondi necessari per l’erogazione delle ulteriori prestazioni!

“Non è ammissibile – sostiene il Presidente ANC Marco Cuchel – che dopo aver assicurato interventi per risolvere i ritardi accumulati, la situazione non sia stata ancora sbloccata, ed è gravissimo che tante persone continuino a non ricevere alcun sostegno, considerando inoltre che per i professionisti svolgere il proprio lavoro in un sistema dove le procedure non funzionano e dove cittadini e imprese restano senza risposte, è estremamente arduo”.

ANC – Comunicazione

CS ANC 15.07.2020_CIG

COMUNICATO STAMPA ANC 13.07.2020 – FATTURA ELETTRONICA E PRIVACY

COMUNICATO STAMPA ANC

 

MEMORIZZAZIONE E UTILIZZO DATI FATTURA ELETTRONICA

IL GARANTE DELLA PRIVACY BOCCIA LO SCHEMA DI PROVVEDIMENTO DELL’AGENZIA ENTRATE

Roma, 13 luglio 2020

Con il provvedimento dello scorso 9 luglio l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali boccia lo schema di provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ai fini dell’attuazione delle disposizioni dell’art. 14 del Decreto Legge 124 del 2019, che stabilisce le nuove modalità di memorizzazione e utilizzo dei dati delle fatture elettroniche da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Per il Garante la memorizzazione dei dati fiscalmente non rilevanti, senza alcuna distinzione, e riguardanti la descrizione delle prestazioni fornite, è una violazione del principio di proporzionalità del trattamento dei dati che il Regolamento sancisce.

Il parere negativo dell’Autorità – sottolinea il Presidente dell’ANC Marco Cuchel – è netto  e non lascia spazio ad interpretazioni: la previsione della memorizzazione e dell’utilizzazione dei dati personali contenuti nella fattura elettronica, anche qualora siano adottati elevati standard di sicurezza, risulta “sproporzionata in uno stato democratico” anche rispetto al perseguimento di un obiettivo di interesse pubblico quale il contrasto al fenomeno dell’evasione fiscale, nei confronti del quale comunque l’efficacia della fatturazione elettronica è tutta da dimostrare. Sulla base del pronunciamento della Corte dei Conti come pure di un recente studio a cura del Politecnico di Milano, i dati effettivi del recupero dell’evasione fiscale riconducibili alla fattura elettronica si sono dimostrati ampiamente al di sotto delle previsioni.

Sin dal principio, l’ANC ha denunciato le gravi criticità del sistema della fatturazione elettronica rispetto all’acquisizione delle informazioni personali e alla loro disponibilità e già l’Autorità Garante, come la stessa sottolinea nel recente parere, era intervenuta per invitare il legislatore ad una opportuna selezione della tipologia delle informazioni trattate.

Per quanto riguarda invece le modalità di trattamento prospettate ai fini dell’analisi del rischio attraverso l’utilizzo delle banche dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, che comportano la profilazione di tutti i contribuenti, compresi i minori di età, l’Autorità Garante ha posto l’accento sui rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati e ha espresso  l’intenzione di voler approfondire l’istruttoria con l’acquisizione di ulteriori elementi.

“Questo nuovo intervento del Garante – conclude Marco Cuchel – ci auguriamo che induca  finalmente il legislatore a sanare con urgenza, a tutela di tutti i contribuenti, le gravi violazioni che il sistema della fatturazione elettronica, relativamente sia alla piattaforma pubblica sia a quelle private, attualmente contempla dal punto di vista del trattamento e della riservatezza dei dati.”.

ANC Comunicazione

CS ANC 13.07.2020 _Privacy e Fattura elettronica

COMUNICATO STAMPA ADC-ANC 8 LUGLIO 2020

ADC –ANC

 

COMUNICATO STAMPA

RINVIO NOMINA ORGANO DI CONTROLLO NELLE PICCOLE SOCIETÀ

EMENDAMENTO INUTILE E DANNOSO

Roma, 8 luglio 2020

L’emendamento al DL Rilancio  che rinvia al 2022 il termine per la nomina degli organi di controllo nelle piccole società è inutile e dannoso.

E’ inutile perché arriva quando ormai le assemblee delle società si sono già svolte: il 28 giugno la gran parte delle società ha approvato il bilancio e in quel frangente ha nominato l’organo di controllo.

Ora cosa accade a quelle nomine?

Non solo, ma il messaggio che passa è decisamente preoccupante: le società virtuose che hanno adempiuto tempestivamente ad un obbligo di legge lo hanno fatto inutilmente mentre le società che si sono sottratte furbescamente all’obbligo vengono premiate.

L’emendamento è poi anche dannoso. Tutta la riforma della crisi di impresa si basa sui sistemi di allerta per evitare l’insolvenza ed i sistemi di allerta presuppongono organi di controllo terzi e professionali. Secondo l’emendamento, il 1° settembre 2021 entra in vigore la riforma della crisi di impresa e solo l’anno seguente c’è l’obbligo per le società della nomina degli organi di controllo.

Solo chi non ha mai conosciuto l’esercizio delle funzioni di controllo può evidentemente pensare e scrivere una simile norma. Come sarà mai possibile far funzionare tale sistema?

Il sistema dei controlli deve necessariamente essere già in piedi quando entrerà in vigore la riforma, così da consentirne l’applicazione immediata.

Non c’è dubbio che le società dotate di organo di controllo falliscano di meno, e la norma è stata studiata e scritta per conseguire tale obiettivo su larga scala e garantire un sistema più sicuro ed affidabile. Oggi il Legislatore ha di fatto barattato la funzionalità di fondo di un sistema con un piccolo risparmio per le singole società, ciò con grave danno per il Paese.

Molte società che a causa della grave crisi economica si trovano o si troveranno in difficoltà e che avrebbero avuto giovamento finiranno per fallire, con rilevanti danni per i lavoratori, per i fornitori, per gli istituti finanziatori.

Un  emendamento inutile, dannoso e particolarmente miope, che affossa le imprese che potrebbero salvarsi in un momento di estrema delicatezza per il Paese.

ADC – ANC Comunicazione

CS ADC-ANC 08.07.2020_Nomina organo di controllo