Tavolo tecnico al MEF sugli ISA – Primo incontro

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC

SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

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COMUNICATO STAMPA

PRIMA RIUNIONE TAVOLO TECNICO SUGLI ISA: ANDIAMO AVANTI

Roma, 26 novembre 2019

 

Nuovi ISA: aperto un canale di dialogo costruttivo e permanente. È questa la sensazione che si trae dopo la prima riunione del tavolo tecnico sui nuovi ISA tenutasi oggi presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Presenti alla riunione i vertici dell’amministrazione finanziaria ed i tecnici nominati dalle sigle sindacali dei commercialisti.

Il tavolo di confronto è stato istituito a seguito del presidio organizzato dalle sigle sindacali nello scorso mese di ottobre, proprio per effetto delle criticità evidenziatesi nell’applicazione dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale.

Le richieste portate all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, di Sose e di Sogei da parte delle associazioni sindacali riguardano, in estrema sintesi: tempistica adeguata circa la nuova modulistica ed i nuovi applicativi ISA per l’anno 2019; possibilità di istituire un canale dedicato di dialogo nel quale veicolare le situazioni di criticità e di anomalia nel funzionamento degli indicatori riscontrate per il 2018; richiesta di apertura, anche in sede interpretativa, in ordine ad alcune situazioni di evidente sproporzione quali, ad esempio, le rettifiche dei dati tramite integrative a favore del contribuente.

I rappresentanti delle sigle sindacali dei commercialisti hanno inoltre prospettato, con una buona dose di certezza,  le difficoltà che si potrebbero generare nella prossima stagione dei dichiarativi, tenuto conto della stretta sull’utilizzo in compensazione dei crediti orizzontali contenute nel decreto collegato alla manovra di bilancio 2020 all’esame del Parlamento.

La sensazione di tutti i partecipanti al tavolo è stata comunque quella di un confronto molto positivo e costruttivo, sempre nel rispetto delle reciproche posizioni.

La prossima occasione di confronto verrà fissata subito dopo l’invio di una  serie di casi concreti di anomalia e malfunzionamento degli indicatori.

I Presidenti delle Associazioni evidenziano l’ottima partenza del tavolo, che nel suo prosieguo esprimerà certamente risposte e  soluzioni concrete da offrire ai colleghi e che saranno frutto di un confronto “sul campo” messo in atto da coloro che, ciascuno sul proprio fronte, opera dal punto di vista tecnico.

A cura dell’Ufficio Comunicazione

delle Sigle associative

TAVOLO ISA CS_26.11.2019

ISA: ADC E ANC PROMUOVONO INIZIATIVA NAZIONALE CON LA COLLABORAZIONE DI TUTTI I COLLEGHI E DELLE AZIENDE CLIENTI

 

Roma, 29 agosto 2019

 

ADC e ANC hanno promosso un’azione congiunta, su più fronti, per ottenere la disapplicazione degli indici Isa per l’anno 2018.

Abbiamo chiesto formalmente al Ministro dell’Economia di adoperarsi fattivamente al fine dell’emanazione di un provvedimento di stop.

Inoltre, abbiamo sollecitato i Garanti del Contribuente di tutte le Regioni, sottolineando loro il perdurare della situazione di caos, aggravatasi con l’emanazione del Decreto, pubblicato il 17 agosto  G.U. con cui sono state introdotte ulteriori modifiche al sistema di calcolo degli ISA, in plateale violazione del termine dei sessanta giorni che lo Statuto del Contribuente prevede per la comunicazione di siffatte misure, minando ancora un volta, se è possibile farlo in maggior misura, i principi che dovrebbero regolare i rapporti tra lo Stato e il Cittadino.

Affinché l’iniziativa abbia la maggiore incisività possibile chiediamo a tutti i colleghi di scaricare le lettere sottostanti, firmarle, facendole sottoscrivere anche alle aziende che aderiranno, e di inviarle all’email confederazione.adcanc@gmail.com Le lettere saranno fatte pervenire al MEF

La Confederazione, in caso di un mancato ascolto, intraprenderà ulteriori e più incisive azioni a tutela della categoria e dei contribuenti.

Ringraziamo i colleghi per il sostegno che vorranno dare a questa iniziativa, intrapresa nell’interesse della categoria e di tutti i contribuenti

 ANC Comunicazione

Lettera Azienda

Lettera Commercialisti

Comunicato Stampa congiunto ADC-ANC Disapplicazione Isa

COMUNICATO STAMPA

ISA: ADC E ANC CHIEDONO LA DISAPPLICAZIONE E PROMUOVONO INIZIATIVA NAZIONALE

 

Roma, 28 agosto 2019

 

ADC e ANC hanno promosso un’azione congiunta, su più fronti, per ottenere la disapplicazione degli indici Isa per l’anno 2018.

Abbiamo chiesto formalmente al Ministro dell’Economia e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate di adoperarsi fattivamente al fine dell’emanazione di un provvedimento di stop.

Inoltre, abbiamo sollecitato i Garanti del Contribuente di tutte le Regioni, sottolineando loro il perdurare della situazione di caos, aggravatasi con l’emanazione del Decreto, pubblicato il 17 agosto  G.U. con cui sono state introdotte ulteriori modifiche al sistema di calcolo degli ISA, in plateale violazione del termine dei sessanta giorni che lo Statuto del Contribuente prevede per la comunicazione di siffatte misure, minando ancora un volta, se è possibile farlo in maggior misura, i principi che dovrebbero regolare i rapporti tra lo Stato e il Cittadino.

Abbiamo inoltre avviato una massiccia operazione di sensibilizzazione presso tutti i commercialisti e le aziende clienti, affinché, anche da parte loro arrivi al MEF la richiesta di disapplicazione degli Isa.

È stata anche inviata una missiva ai Presidenti delle maggiori Associazioni rappresentative delle aziende e dei lavoratori autonomi sollecitando un incontro finalizzato a definire il possibile comune impegno, alla luce del fatto che sono le realtà economiche le prime vittime di questa perdurante incertezza normativa.

La Confederazione, in caso di un mancato ascolto, intraprenderà ulteriori e più incisive azioni a tutela della categoria e dei contribuenti.

Le imprese e i lavoratori autonomi non sono sudditi, ma i principali motori del sistema paese. Tenerli in ostaggio con strumenti statistici di dubbio funzionamento e ancor più dubbio esito non significa aiutare l’Italia a crescere e riprendersi, ma solo costruirsi un alibi nella lotta all’evasione.

Siamo consapevoli che il momento politico troverà i nostri interlocutori più distratti di quanto accade solitamente, ma come associazioni di categoria abbiamo il dovere di mantenere tutti i nostri sforzi concentrati sulle difficoltà dei nostri colleghi e delle imprese; le scadenze mordono e il tempo per “attendere gli sviluppi della politica” non c’è.

ADC – ANC Comunicazione

CS ADC-ANC disapplicazione Isa 28.08.2019

Lettera Associazioni di categoria su Isa

Lettera Garanti Contr 28.08.2019

Richiesta disapplicazione calcolo Isa

 

Affitto d’azienda – Comunicato congiunto ADC – ANC

 

COMUNICATO CONGIUNTO

SULL’AFFITTO D’AZIENDA UN CLAMOROSO ERRORE DI VALUTAZIONE

Roma, 07 giugno 2019

“Il parere dell’Autorità antimafia parte da premesse errate e giunge a conclusioni pregiudizievoli”.

I Presidenti di ADC, Enzo De Maggio, e di ANC, Marco Cuchel, sintetizzano così l’opinione delle rispettive  associazioni, relativamente al parere che ha provocato il ritiro dell’emendamento 11.2, che permetteva anche ai Commercialisti e agli Avvocati di intervenire in caso di affitto d’azienda.

“Sostenere che la nostra professione non possieda i requisiti morali e  non fornisca le garanzie  necessarie per poter operare in tal senso significa, non conoscere gli ambiti professionali d’intervento e la nostra realtà” proseguono i due Presidenti “Siamo sottoposti ai medesimi controlli morali della professione notarile e sottostiamo a  codici etici altrettanto stringenti”.

L’elenco delle competenze è innegabile. Siamo garanti della pubblica sicurezza ogni qualvolta  svolgiamo gli adempimenti in materia di  privacy o antiriciclaggio. Su diretto investimento dei Tribunali, rivestiamo la qualifica di pubblici ufficiali in ambiti già connessi al diritto societario e alla crisi d’impresa, al diritto penale e tributario. Quando nominati, gestiamo nell’interesse dello Stato i beni confiscati alle mafie ed attività aziendali di interesse pubblico. Svolgiamo l’attività di sindaci in società quotate e non quotate, garantendo la legalità e la trasparenza del mercato. Certifichiamo, in qualità di Revisori legali dei conti, i bilanci delle società, degli enti pubblici, delle Aziende sanitarie, dei Comuni e delle Regioni.

Infine, ci occupiamo anche da tempo del trasferimento di proprietà delle quote delle società a responsabilità limitata, ed è paradossale che con le stesse modalità non si possa intervenire negli affitti d’azienda.

Siamo stanchi che lo Stato riconosca le nostre competenze, professionali e morali, solo quando necessiti di aiuto qualificato e per raccogliere e processare grosse moli di dati o per l’invio di report dettagliati e ragionati.

Abbiamo già chiarito in precedenza che la concessione ai Commercialisti di questa funzione non rappresenterebbe una regalia, ma piuttosto il riconoscimento di competenze comprovate e certificate.

È  inoltre fuori di qualsiasi dubbio che i Commercialisti, e forse solo i Commercialisti, possiedano le competenze necessarie a trattare  con una completa visione di tutti gli eventi del ciclo di vita dell’azienda.

Intendiamo anzi sottolineare che solo i Commercialisti possiedono le competenze  necessarie per effettuare la due diligence e la valutazione d’azienda, primariamente necessarie ai fini dell’affitto della stessa.

Quindi, l’emendamento 11.2 tendeva a ripristinare l’ordine delle cose, riconoscendo a una categoria di professionisti dei professionisti le competenze per poter agire in un campo perfettamente centrato rispetto alla propria  professionalità.

Il rigetto dell’emendamento in oggetto, pertanto, crea un disequilibrio evidente nelle funzioni riconosciute dal Codice Civile alle diverse professioni.

Il Commercialista incontra, nella sua carriera e nell’espletamento delle funzioni che gli sono proprie, numerose barriere, il cui superamento certifica di fatto le competenze e la  moralità .

Rimaniamo quindi  sorpresi e amareggiati dal parere dell’Autorità antimafia, che insinua che la nostra categoria soffra un minus  etico rispetto ai  Notai e intendiamo sottoporre una memoria ragionata al Relatore al fine di evidenziare le contraddizioni insite nel parere, ma anche il duplice atteggiamento delle Istituzioni nei confronti dei Commercialisti.”

 

ADC – ANC

Comunicazione

Comuncato Stampa ADC-ANC 07.06.2019

COMUNICATO STAMPA – FATTURA ELETTRONICA: NUOVI DISAGI

COMUNICATO STAMPA

 

FATTURA ELETTRONICA

IMPOSTA DI BOLLO ED ESPORTAZIONE FILE XML, I DOCUMENTI VANNO RICONTROLLATI  MANUALMENTE

Roma, 17 aprile 2019

Entro il prossimo 23 aprile occorre effettuare il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche  emesse nel primo trimestre 2019; per ogni contribuente gli importi dovuti sono resi noti dall’Agenzia delle Entrate all’interno del portale Fatture e Corrispettivi.

Tutto semplice, quindi? Con il sistema di fatturazione elettronica, che si pone l’obiettivo di automatizzare e velocizzare i processi, si potrebbe pensare che sia questo un adempimento al quale poter dare seguito senza problemi, si potrebbe dire con un ”semplice click”.

Le cose non stanno proprio così, e pensando alla fattura elettronica, che dal suo debutto ad oggi ha fatto registrare più di qualche criticità, purtroppo manca anche la sorpresa da parte di imprese e professionisti.

Sulla base delle segnalazioni di software house e di colleghi, molti degli importi caricati dall’Agenzia delle Entrate non sono corretti e di conseguenza i Modelli F24 per il pagamento dell’imposta di bollo hanno somme che non corrispondono a quanto dovuto.

Come uscire dall’impasse? Ai colleghi non resta che controllare una per una tutte le fatture emesse dai propri clienti, per ricalcolare manualmente l’importo dovuto, e farlo anche rapidamente se vogliono riuscire ad effettuare il pagamento nel rispetto della scadenza prevista.

Dunque, l’elenco delle criticità del sistema fattura elettronica si allunga e, come se non bastasse, oltre al problema del bollo, numerose segnalazioni da parte dei professionisti economici denunciano il verificarsi di  disservizi e anomalie nell’acquisizione dei file xml dal portale Fatture e Corrispettivi per l’importazione massiva nei gestionali di studio. Praticamente non tutte le fatture vengono importate, costringendo così i professionisti a dover controllare, ancora una volta,  tutte le fatture e a caricare manualmente quelle mancanti poiché, stando alle segnalazioni pervenuteci, anche ripetendo più volte l’operazione, il totale delle fatture importate cambia e non raggiunge mai la totalità dei documenti.

Non sappiamo quale altro problema doverci attendere dal sistema Fatture e Corrispettivi, certo è che una procedura che avrebbe dovuto semplificare la macchina fiscale, sta generando gravi e molteplici disservizi, rispetto ai quali sarebbe opportuno che ci fosse una presa d’atto da parte dell’Agenzia e la conseguente immediata assunzione di misure adeguate.

 

ADC – ANC Comunicazione

Comunicato Stampa ADC-ANC 17.04.2019 FE e Imp di bollo

 

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

 

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

I COMMERCIALISTI RIFIUTANO L’OMBRA DEL SOSPETTO

 

Roma, 11 aprile 2019

 

Dal testo del DDL Semplificazioni, licenziato ieri dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, sono spariti gli emendamenti relativi all’apertura anche a commercialisti e avvocati delle competenze su registrazione e  deposito di cessioni o affitto d’azienda e, di fatto, sono stati affidati al voto in Aula.

Questa decisione, che certamente ha salvaguardato la successiva possibilità di approvazione del Decreto, rappresenta un brutto passo indietro rispetto alle intenzioni più volte dichiarate dalla maggioranza di procedere senza esitazioni nel processo di semplificazione e sburocratizzazione degli adempimenti amministrativi.

Lo sconcerto e l’amarezza derivano prima di tutto dal parere negativo rilasciato dal Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi del Governo, che ci nega competenze che invece sono propriamente nostre e afferma che non saremmo in grado di offrire le medesime garanzie della professione notarile.

Ma ancor più amara è la notizia, appresa dalla stampa, che sia stato un parere dell’Autorità  Antimafia e antiterrorismo a bocciare definitivamente l’emendamento.

Si getterebbe un’ombra sulla moralità di una professione ordinistica, quella dei Dottori Commercialisti, ordinata dalla Legge e vigilata per di più dallo stesso Ministero della Giustizia, che fa dell’etica professionale un imprescindibile punto d’onore.

Non possiamo accettarlo!

I commercialisti, al pari dei notai, sono soggetti alla medesima normativa antiriciclaggio e gli stessi hanno le competenze per trattare e certificare tutto il ciclo di vita dell’azienda, così come avveniva prima della L. 310/1993.

Le professioni ordinistiche, tutte, sono dei presidi di legalità dello Stato e non si possono negare ad alcune di esse determinate funzioni, che oltretutto genererebbero positive ricadute sull’attività economica, soprattutto per motivazioni aleatorie e non legate ad alcun motivo tecnico.

Ciò che spiace di più, è che per tutelare le prerogative di una categoria, se ne getti un’altra nell’ombra del sospetto, attraverso un preventivo quanto dannoso giudizio morale.

 

Ora l’emendamento, riformulato, dovrebbe approdare in Aula, auspichiamo che l’esito del voto parlamentare sani questo vulnus e, nell’attesa, confermiamo lo stato di agitazione che, in ragione di questo ulteriore motivo, potrebbe sfociare nell’astensione collettiva.

 ADC – ANC Comunicazione

Comunicato Stampa Adc-Anc 11.04.2019 Cessioni