Le Associazioni nazionali di categoria hanno replicato alle affermazioni fatte dallo scrittore Roberto Saviano durante la trasmissione “Che tempo che fa” di ieri.
Di seguito la lettera di protesta a firma delle nove sigle sindacali.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
IL CONTRIBUTO FANTASMA
Roma, 19 maggio 2020
Oltre al danno, la beffa! I commercialisti scoprono che nelle versioni ahimè ancora ufficiose del DL Rilancio il mondo delle libere professioni non esiste.
I Professionisti con cassa autonoma (Dottori Commercialisti, Medici, Ingegneri, Avvocati, …) sono stati arbitrariamente esclusi dai soggetti beneficiari di una delle misure di sostegno al reddito: non sono infatti più annoverati tra le attività economiche che possono richiedere un contributo in conto esercizio, commisurato alla riduzione effettiva del fatturato ad aprile 2020, rispetto all’esercizio precedente. Oltre un milione di donne ed uomini iscritti ad un albo professionali sono perciò dimenticati, o peggio volutamente ignorati.
Con grande stupore ci chiediamo: che sia l’ennesima, reiterata, incomprensibile, ingiustificabile e “antipatica” disattenzione del legislatore? Lo stesso legislatore che, quando ne ha avuto bisogno – in pieno lockdown da pandemia – si è invece ricordato dei professionisti, decretandoli “attività essenziali”? Con amarezza, prendiamo atto che la risposta non può che essere negativa: non si tratta di una mera distrazione, ma di una voluta, specifica esclusione dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria. Se tale formulazione contenuta in bozza fosse confermata nella stesura definitiva del decreto – come oramai parrebbe evidente – si tratterebbe, quindi, di una estromissione intenzionale, mirata nei confronti delle professioni ordinistiche.
Non chiediamo scorciatoie o privilegi. Al contrario, ci aspettiamo di essere trattati come tutti gli imprenditori ed i lavoratori autonomi del nostro Paese. Auspichiamo perciò che il Decreto – quello che attendiamo con ansia per rispondere ai clienti che quotidianamente annunciano “ma il Premier ha detto che…” – venga finalmente alla luce, in un testo però che confermi la spettanza del contributo anche in capo ai professionisti dotati di “cassa privata”.
Diversamente, speriamo almeno che il Parlamento possa, nel corso dell’iter di approvazione del DL Rilancio, correggere questa ignominia, eliminando questa insensata discriminazione. In caso contrario, valuteremo con i nostri iscritti tutte le più opportune iniziative da intraprendere, che non potranno che essere proporzionate al sentimento di forte sconcerto, che mai come in questo momento alberga in tutte le donne e gli uomini della categoria. Simili circostanze, infatti, creano un clima di tensione sociale, di cui tutti, invece, faremmo volentieri a meno; siamo parte del tessuto produttivo di questo Paese e nella nostra attività quotidianamente assistiamo imprese e lavoratori autonomi. Potremmo pure essere scomodi per alcuni, ma sappiamo sicuramente di essere essenziali. Non possiamo comprendere, allora, perché, anche in presenza di rilevanti cali di fatturato, ci si debba escludere dal contributo a fondo perduto. Siamo davvero stanchi e non siamo più disposti ad accettare di essere messi da parte.
Se dovesse continuare ad essere questa la strada intrapresa nei nostri confronti, non potremo che avviare le azioni del caso, con la consapevolezza che di fronte a simili provvedimenti l’adesione ad ogni eventuale forma di protesta non potrà che essere massiccia.
ADC – Maria Pia Nucera
AIDC – Andrea Ferrari
ANC – Marco Cuchel
ANDOC – Amelia Luca
FIDDOC – Antonella La Porta
SIC – Stefano Sfrappa
UNAGRACO – Giuseppe Diretto
UNGDCEC – Matteo De Lise
UNICO – Domenico Posca
comunicato congiunto 19 05 2020
ADC- ANC
COMUNICATO STAMPA
DECRETO RILANCIO
ASSENTE LA PROROGA PER IL VERSAMENTO DELLE IMPOSTE
Roma, 19 maggio 2020
Il Decreto Rilancio, in via di pubblicazione, non sembra prevedere alcuna proroga dei versamenti da autoliquidazione delle imposte Irpef e Ires per il saldo 2019 e il primo acconto 2020.
Su questo fronte sembrano confermate le attuali scadenze di pagamento e le relative modalità di rateizzazione delle imposte scaturenti con i prossimi modelli di dichiarazione dei redditi 2019 (al 30 giugno e al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40% – 30 novembre 2020 2° acconto 2020).
La bozza del Decreto Rilancio, pur rinviando ulteriormente la scadenza dei versamenti tributari ordinari, previsti originariamente al 16/3 – 16/04 – 18/05, al 16 settembre 2020, non tiene di fatto in opportuna considerazione le scadenze in calendario dal mese di giugno 2020.
Le Associazioni ADC e ANC, evidenziano congiuntamente i presidenti Maria Pia Nucera e Marco Cuchel, tra le misure proposte per rispondere allo stato di emergenza del Paese, ritengono fondamentale:
Nel caso di versamento in unica soluzione del saldo imposte e contributi 2019 (IRPEF/IRES/ INPS), per tutti i soggetti che possono beneficiare liberamente della proroga – sia titolari che non titolari di Partita Iva – il calendario da osservare, esclusivamente per il saldo 2019, potrebbe essere il seguente:
In caso di versamento rateizzato, invece, per tutte le categorie di contribuenti, il versamento del saldo 2019 potrebbe così avvenire:
Merita particolare attenzione la necessità di limitare la percentuale complessiva dovuta a titolo di acconti sul 2020 (Imposte sul Reddito IRPEF/IRES/INPS), limitandone l’effetto finanziario per i contribuenti ad un massimo del 60% delle imposte e contributi effettivamente dovuti per il 2020, consentendo una determinazione, oltre che sul reddito storico 2019, anche in via previsionale e senza sanzioni, se gli acconti complessivi versati saranno pari al 60% delle imposte e dei contributi dovuti per il 2020. Tali acconti potrebbero essere versati con le medesime modalità annunciate per l’acconto IRAP.
La gravità della situazione impone, sostengono i presidenti Nucera e Cuchel, un adeguato rinvio di tutti i pagamenti fiscali facendo in modo però che le diverse scadenze alla fine non si concentrino tutte nello stesso periodo, con il rischio di vanificare completamente i benefici stessi dello slittamento.
Pertanto, le Associazioni ADC e ANC ritengono doveroso tener conto dell’andamento reale e dell’attuale crisi finanziaria, svincolando i pagamenti degli acconti d’imposta dalle desuete regole la cui formulazione risale agli anni settanta.
ADC – ANC Comunicazione
Il Decreto Legge Liquidità n. 23 dell’8 aprile 2020 permette alle piccole e medie imprese e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, la cui attività d’impresa ha subito danni conseguenti all’emergenza COVID-19, la possibilità di richiedere un finanziamento fino a 25.000 euro garantito al 100% dal Fondo Centrale di Garanzia.
Per cercare di comprendere in generale il comportamento degli istituti di credito nel Paese rispetto a questa misura, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha deciso di promuovere un sondaggio per chiedere ai commercialisti la loro esperienza in termini di richieste di finanziamento presentate e relativo esito.
Il questionario è da restituire compilato all’indirizzo segreteria@ancnazionale.it
Di seguito il questionario nella forma editabile.
Vi ringraziamo sin d’ora per la partecipazione.
Artigiani: ANC sostiene class action Conflavoro PMI contro FSBA ed EBNA –
L’appello del presidente Marco Cuchel
Roma, 04/05/2020
Conflavoro PMI ha avviato quella che si preannuncia come la più grande class action della storia italiana. Il ricorso è contro FSBA – Fondo di solidarietà bilaterale degli artigiani, e contro l’ente bilaterale EBNA. L’associazione presieduta da Roberto Capobianco, infatti, ha deciso di agire contro le pretese del fondo nei confronti degli artigiani danneggiati dalle restrizioni per Covid-19. Una battaglia importante subito sostenuta in pieno da ANC, l’Associazione nazionale commercialisti presieduta da Marco Cuchel.
“FSBA, come noto, ha avuto mandato dal decreto ‘Cura Italia’ di fare da intermediario pagatore per lo Stato nei confronti degli artigiani che richiedono l’assegno ordinario di integrazione salariale causa Covid-19. Un onere, certamente, – spiega Marco Cuchel – che però è finanziato completamente con 60 milioni di fondi statali, trattandosi a tutti gli effetti di un ammortizzatore sociale pubblico. Quindi nessun esborso a carico di FSBA, che però alle imprese artigiane facenti domanda di integrazione salariale chiede l’iscrizione e anche il versamento contributivo di 36 mensilità arretrate al loro fondo medesimo, che è di natura privatistica”.
“Ci sembra, francamente, improponibile e illegittimo chiedere denaro per accedere a un ammortizzatore sociale. Ed è per questo motivo – conclude il presidente di ANC – che invito tutti i nostri associati e gli artigiani d’Italia iscrittisi a FSBA dopo il 17 marzo 2020, o che debbano ancora farlo, ad aderire alla class action di Conflavoro PMI per riavere indietro i contributi eventualmente versati senza giusta causa. Del resto, il TAR del Lazio ha già emesso il primo decreto cautelare che ordina a FSBA ed EBNA di permettere l’immediata richiesta di integrazione salariale a un artigiano non iscritto al loro fondo. Ed è anche quello che prevede la circolare 47/2020 dell’Inps”.
“La class action è un atto dovuto a difesa di tutti gli artigiani italiani e della libertà di scelta di adesione o meno a un fondo privato. Oltretutto, lucrare su una situazione del genere è, secondo noi, gravissimo. Conflavoro PMI – spiega Roberto Capobianco – anche grazie al supporto di tutti i professionisti d’Italia come i commercialisti, andrà fino in fondo a questa vicenda e ci batteremo finché gli artigiani non avranno giustizia. Ringraziamo del grande sostegno anche lo studio legale Leone-Fell che istituirà il ricorso al Tar del Lazio. Tutte le informazioni sono reperibili facilmente su www.conflavoro.it”.

Link di iscrizione al webinar
https://register.gotowebinar.com/rt/2127322309589209104
Programma webinar 23.04.20
Ieri è andata in onda la replica dell’ANC a quanto è stato affermato nell’intervento di Gianni Riotta nella trasmissione Stasera Italia Weekend lo scorso 11 aprile.
Ieri è stata presentato in Senato un atto di sindacato ispettivo da parte del Senatore FdI Andrea De Bertoldi, a seguito dei casi sollevati da ANC, relativi alle sanzioni comminate a professionisti durante i controlli sulla circolazione.
Il Presidente Cuchel replica con una lettera ad un’esternazione su facebook del Senatore M5S Emanuele Dessì, il quale ironizza sulle difficoltà dei professionisti nell’emergenza sanitaria.
