Ragionieri&Previdenza – EDIZIONE SPECIALE PACCHETTO PROFESSIONI

In occasione del Convegno Nazionale “Pacchetto Professioni” sono stati realizzate, a cura della rivista Ragionieri&Previdenza, due edizioni Instant Press che, con articoli e fotografie, raccontano i diversi momenti che hanno caratterizzato l’evento.  

Di seguito, sono disponibili in pdf le due edizioni speciali dedicate al Pacchetto Professioni.

 

COMMERCIALISTI A CONVEGNO AL “GOLDEN TULIP”

L’appuntamento annuale con “Pacchetto Professioni” è arrivato alla nona edizione: circa 700 i professionisti presento.

Di seguito, l’articolo completo del 9.11.2012 e il video sull’evento realizzato dalla testata IL TIRRENO

Clicca qui per Articolo e Video

 

Convegno Cassa Previdenza Ragionieri

L’Associazione Nazionale Commercialisti, in collaborazione con l’Associazione Commercialisti di Firenze e la Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze, ha organizzato un convegno di studio dedicato alla materia previdenziale. L’evento dal titolo :


Cassa Previdenza Ragionieri
Riforma della Previdenza
vincoli di equilibrio e prospettive di adeguatezza delle prestazioni pensionistiche

 

si terrà a Firenze il prossimo 20 settembre.
Si mette a disposizione la locandina con il programma dei lavori.

Lettera aperta ai colleghi

Roma, 3 agosto 2012

Cari Colleghi,

con rammarico, ma senza spirito di rassegnazione, prendiamo atto del fatto che, ancora una volta, un collega iscritto alla nostra gestione previdenziale ha voluto rivedere i suoi calcoli pensionistici, demandando il giudizio ad un Organo Supremo, e l’Organo Supremo, dopo aver trattato diverse volte in Camera di Consiglio la questione del pro rata temporis, con la sentenza del 30 luglio 2012 scorso ha deciso di ridiscutere l’argomento in un’udienza pubblica, forse quasi a dire “questa volta è per tutte”.

L’Organo Supremo non ha il potere di cambiare le leggi, ma di farle costituzionalmente applicare.

Il collega arrivato alla pensione, sente lesi i suoi diritti quando la sua Cassa di Previdenza adotta un criterio di calcolo che modula in maniera diversa il suo trattamento pensionistico, e così si rivolge all’Organo Supremo, che in applicazioni di leggi dello Stato, rileva che il principio del pro rata serve a scongiurare di colpire le aspettative di diritti maturati.

La Corte ribadisce che sì, la Finanziaria del 2007 ha introdotto modifiche al sistema di calcolo delle pensioni, ma a valere per il futuro, mai per il passato; quindi è necessario scindere la pensione in due quote che si sommano tra loro, la prima calcolata sull’anzianità acquisita in costanza della vecchia norma, la seconda sull’anzianità residua, alla luce della nuova norma che ha introdotto un principio più flessibile (naturalmente meno favorevole). Il giudizio che se ne ricava è che“una volta maturata, la pensione non può essere rielaborata dagli enti previdenziali, nemmeno quando in gioco ci sia l’equilibrio dell’ente o l’equità tra le generazioni.

Infatti, le sentenze della Corte non trattano un aspetto determinante e cioè che il debito latente collegato ai trattamenti retributivi maturati fino a dicembre 2003 grava sulla contribuzione corrente degli iscritti ed ancora le sentenze, non si fanno carico del fatto che il diritto maturato con il vecchio calcolo retributivo non corrisponde a quanto versato dall’iscritto in procinto di pensione.

Il collega anziano che ha lavorato e versato alla propria cassa di previdenza i modici contributi (che gli venivano richiesti all’epoca sulla base di disposizioni legislative) ha avuto la promessa di ricevere, a tempo debito, una certa pensione ad un certo ammontare. Questa pensione, adesso, egli la pretende senza alcuna riduzione, e se la propria Cassa non riesce a pagare quella pensione (anche perché una legge dello Stato ha eliminato le figure professionali che ne facevano parte) Il problema non ricade sulle spalle del pensionato, ma su quelle di coloro che dovranno procurare i soldi per pagarla: cioè le future generazioni, i giovani già iscritti.

In questa sede non si vuole discutere una sentenza, ma si vuole mettere in risalto che la decisione dei Giudici accende un riflettore sul conflitto tra giovani e anziani, tra chi va in pensione e chi questa pensione deve pagarla con i propri contributi. Le sentenze chiariscono in via definitiva i diritti dei pensionati di oggi, ma chiariscono sempre in via definitiva il dramma dei futuri pensionati.

Le sentenze ripropongono, dunque, una serie di interrogativi: il primo quello della sostenibilità, che vuol dire capacità di garantire quelle prestazioni che il sistema ha promesso negli anni. Diventa così inevitabile aumentare i contributi ai giovani lavoratori, mettendo in campo nuove dolorose riforme previdenziali.

Non è una disputa giudiziaria, ma un problema sociale.

Il nostro Sindacato si farà pertanto parte attiva presso il Legislatore per ottenere una nuova codifica del concetto di diritto acquisito in materia previdenziale, in cui sia chiaramente espressa la superiorità della salvaguardia del diritto ad un trattamento previdenziale adeguato di tutti coloro che, attraverso i contributi concorrono al sistema, rispetto al mantenimento di un trattamento oramai non più sostenibile. Solleciteremo ad affiancarci in questa azione anche il nostro Organismo confederale di rappresentanza Confprofessioni, la nostra Cassa di Previdenza CNPR e l’Adepp, affinché si agisca anche attraverso il monitoraggio dell’effetto sociale e la definizione dei passi da fare nei confronti del Ministero del Lavoro per una definitiva soluzione del cosiddetto conflitto previdenziale tra generazioni.

Il Presidente

Marco Cuchel

Raccolta Fondi per il Comune di Camposanto

Roma, 18 luglio 2012

Una delegazione ANC, guidata dal Presidente Marco Cuchel, ha incontrato lo scorso 16 luglio Antonella Baldini, Sindaco del Comune di Camposanto (MO), uno dei Comuni colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio. Il Sindaco ha esposto la grave situazione in cui versano, in particolar modo le strutture scolastiche, tutte dichiarate inagibili. Pertanto, 350 tra bambini e ragazzi, dovranno iniziare l’anno scolastico in strutture temporanee, in attesa della definitiva ricostruzione di un polo scolastico.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, con l’intento di contribuire alla ricostruzione delle scuole, affiancherà il progetto in corso “Adottiamo le Scuole”, lanciando una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale finalizzata alla raccolta di fondi utili alla realizzazione del nuovo plesso scolastico.

 

 

L’IBAN sul quale sarà possibile effettuare le donazioni è il seguente

IT60 W030 3203 2140 1000 0068055

La causale da indicare è “Scuole Comune Camposanto”

Cuchel si dice “certo della risposta che i colleghi vorranno dare a questa nostra iniziativa, come tangibile segno della vicinanza dei commercialisti ai cittadini, non solamente nella nostra veste di professionisti, ma anche come parte di una società civile che per continuare ad essere coesa ha necessità di concreti gesti di solidarietà”.

Visualizza il volantino per scoprire i dettagli della raccolta fondi.

Lettera Aperta ai Colleghi Commercialisti

Cari Colleghi,

dai giornali abbiamo appreso di una accorata lettera ai dipendenti da parte del direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, nella quale si incoraggia il personale a continuare a prestare la propria opera, in considerazione dell’importante e delicato ruolo che questi uffici svolgono, all’indomani del grave episodio occorso in una delle sedi.

Quali professionisti che, quotidianamente, frequentano i suddetti uffici, non possiamo che manifestare, e lo facciamo senza alcun distinguo, la nostra solidarietà nei riguardi di coloro che si confrontano in prima linea, dalla parte dello Stato, con situazioni particolarmente difficili (o meglio: con persone in particolare difficoltà).

La nostra comprensione scaturisce soprattutto dalla condizione di viverla e di condividerla, quella prima linea, con le persone, le famiglie e le aziende che assistiamo nella quotidiana battaglia per la sopravvivenza, tentando innanzi tutto di interpretare noi stessi le farraginosità di un sistema, e poi di spiegarle ai nostri clienti cercando di farle loro capire ed accettare.

Questo è quello che vorremmo ci fosse riconosciuto come professionisti economici: la centralità nel passaggio tra la produzione della norma e la sua corretta applicazione. La vulgata del “più è complicato e più voi ne traete profitto”, che ci viene costantemente ripetuta quando ci permettiamo di pretendere semplicità nelle norme e nelle procedure di applicazione delle stesse, ha decisamente fatto il suo tempo.

Noi commercialisti, noi che svolgiamo la nostra professione con impegno e passione, siamo in una posizione particolarmente ingrata e difficile, alle prese con adempimenti e scadenze sempre più stringenti, spettatori spesso impotenti di aziende che chiudono, di famiglie che cercano di salvare il salvabile.

Quante volte i nostri clienti imprenditori ci chiedono di assisterli nel comunicare ai propri dipendenti decisioni infauste e quante volte noi stessi portiamo a casa il peso di quelle decisioni.

Quando spegniamo il computer il nostro lavoro non è finito. Tempo fa girava alla radio una pubblicità di software professionali, nella quale si poteva intuire che un commercialista giocava allegramente a tennis tutto il giorno perché lo studio andava praticamente da solo. Ecco, quando il software sarà anche in grado di sostenere un cliente distrutto o di sostituirsi quale vittima della furia di chi se la prende con il curatore fallimentare, di noi non ci sarà più bisogno.

Anche noi professionisti avvertiamo il peso di un clima nel quale il gioco al massacro ci coinvolge e travolge; noi che, intraprendendo la professione, mai ci saremmo aspettati di essere additati un giorno come uno dei freni alla crescita del Paese, se non addirittura come la causa della sua futura rovina.

L’impegno che possiamo assumere, come Associazione Nazionale Commercialisti, è quello di lavorare per raddrizzare il quadro storto del pregiudizio, uscendo dalla logica dello slogan e riportando al dialogo tutte le forze sane del Paese. Se riusciremo a dare nuovamente alla Politica la funzione e la responsabilità che le spettano e a far parlare tra loro imprese e professioni, rompendo il paradigma che le vede inesorabilmente contrapposte (seppur vittime dello stesso male), allora potremo ristabilire il giusto clima per trovare, insieme, risposte concrete e istanze condivise da consegnare ad una classe politica, tornata a svolgere il proprio ruolo.

Non dobbiamo compiere grandi sforzi per cominciare a dare sostanza a quanto abbiamo appena enunciato; ci sono due grandi sfide che, se fossero poste seriamente nell’agenda politica, incasserebbero il trasversale sostegno delle categorie produttive e dei cittadini: una riforma fiscale all’insegna della semplificazione e (campagna da tempo sostenuta dall’ANC) l’attribuzione del rango costituzionale allo Statuto del Contribuente. I benefici di cui si avvantaggerebbe il Paese, se questi due progetti fossero condotti al successo, sarebbero la concreta dimostrazione che le battaglie giuste non nascono sotto un’unica bandiera.

Marco Cuchel

(Presidente ANC)